Vale la pena continuare l’università?

Inviata da kittykat · 2 ago 2021

Buongiorno, mi chiamo Chiara e ho quasi 21 anni. Frequento il primo anno di infermieristica, facoltà che ho scelto per comodità (è vicino casa dei miei), per la durata pressoché breve e per la sicurezza di trovare un lavoro stabile successivamente alla laurea; ho scelto questa facoltà perché non penso di avere le possibilità economiche per farne un’altra in pratica. Di recente sono riuscita a trovare un lavoro fisso come cameriera, il che mi permette di mantenermi e vivere più serenamente, non avendo nemmeno più l’ansia di dovermi laureare il prima possibile per evitare di pesare sulle spalle dei miei genitori. Il primo semestre è andato molto bene e ho superato tutti gli esami con voti buoni, però appena iniziato il primo tirocinio la mia curiosità e il mio auto-convincimento di aver fatto la scelta giusta sono andati a scemare, portandomi adesso a vivere malissimo la mia situazione accademica. Il mio sogno è in realtà lavorare a contatto con gli animali: di recente ho scoperto l’esistenza di un corso riconosciuto a livello europeo per diventare tecnico veterinario, e l’idea mi ha entusiasmato come mai mi era successo; sono infatti più che decisa a iniziare questo corso. Cioè che mi chiedo e che mi tormenta è cosa fare con l’università. Sono certa che il lavoro non mi piace e non mi sembra la mia strada, anzi mi immagino molto scontenta come infermiera futura, per tutto ciò che ho potuto vedere e toccare con mano durante i tirocini. Tuttavia mi chiedo se valga la pena tenere la porta dell’Università aperta e non lasciare, oppure lasciare e rinunciare ad un lavoro sicuro e provare a rincorrere quella che penso potrebbe essere realmente la mia strada.
È da oltre un mese che prendo tempo, ho smesso di andare in tirocinio perché stavo davvero male a livello emotivo e di conseguenza non avrò nemmeno le ore per passare al secondo anno, però sono comunque tormentata su cosa mi convenga fare. L’unica certezza che ho è di voler frequentare quel corso, rinunciando agli studi universitari oppure proseguendoli.
In sintesi ciò che vi chiedo è un parere: vale la pena continuare quest’università sebbene mi porterebbe a una vita lavorativa futura poco soddisfacente soggettivamente, pur di avere un lavoro stabile e una sicurezza economica?

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Miglior risposta 3 AGO 2021

Ritengo che tu abbia già risolto da sola il tuo dilemma: seguire le aspettative genitoriali che non ti corrispondono o affidarti a ciò che senti appartienere alle tue attitudini temperamentali profonde? I dubbi e il tormento interiore che racconti é un segnale chiaro che la tua strada no è quella universitaria legata al " posto sicuro". Puoi volare più alto, sei giovane e seguire ciò che ti rende felice, appagando i tuoi bisogni profondi. Tenendo sempre a mente che esiste il principio di realtà come bussola per orientarsi nel mondo, ma non come legge a cui sottomettersi. Soprattutto quando si è giovani. Un grande in bocca al lupo!

Dott.ssa Giulia Pesce Psicologo a Savona

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3 AGO 2021

Cara,
Seguo con attenzione e capisco la tua preoccupazione.
Lasciare una strada quasi certa verso una che non sai se sarà la tua vera strada e come andrà.
Sei di fronte ad un bivio.
Ti consiglierei di analizzare cos'è che ti blocca nel tirocinio?
Vedere la sofferenza umana?
Anche gli animali soffriranno nel curarli.
Ti consiglierei di continuare se ce la fai il tirocinio e vedere come va il corso e poi prendere una decisione.
Se ti serve una consulenza di orientamento, resto a disposizione se vorrai.
Buona giornata.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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3 AGO 2021

Buongiorno Chiara, ho l’impressione che dal suo racconto emergano già le risposte perciò mi chiedo se i suoi dubbi derivino da pressioni esterne? Nel suo cammino imparerà ad ascoltare se stessa e a fidarsi di quello che sente. In bocca al lupo!

Dott.ssa Elisa Rossetti Psicologo a Parma

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3 AGO 2021

Buongiorno Chiara,
la sua situazione è quella della scelta ed è comprensibile il suo disorientamento e la paura di sbagliare. Vedo però due elementi molto positivi nel suo racconto: è riuscita a trovare un lavoro fisso che le dà sicurezza ed ha chiaro ciò che vuole fare perchè le piace e le interessa. Per il resto ascolti ciò che sente e non si arrenda. Del resto siamo capaci di grandi cose se ci crediamo davvero!! Buona strada. Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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3 AGO 2021

Buongiorno Chiara,
nessuno può dirle quale potrebbe essere la scelta migliore, ma spetta a lei farlo, con i suoi tempi e ascoltando attentamente cosa prevale in lei.
Quello che vedo è una ragazza con molte risorse e capacità analitiche, elementi che l'aiuteranno a fare la scelta migliore per lei.
Le auguro il meglio e per qualsiasi cosa resto a disposizione.
Dott.ssa Alice Delicati

Dott.ssa Alice Delicati Psicologo a Foligno

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3 AGO 2021

Gentile Chiara,
grazie per aver scritto qui, spero che lei possa trovare una valida risposta al suo quesito da qualcuno di noi.
Vorrei tranquillizzarla su una cosa prima di rispondere direttamente alla sua domanda: il primo anno di università è sempre traumatico per tutti, si pensa di fare una cosa e poi si rivela o un fallimento o un insoddisfazione. Questo non la deve preoccupare perché è perfettamente in linea con la media delle persone che frequentano l'università.
Ragioniamo adesso su alcuni punti: capisco la sua apprensione per la situazione lavorativa e capisco che non voglia più essere un peso per i suoi genitori o che cerchi la sua indipendenza, tenga conto del fatto che un percorso universitario implica sacrificio e dispendio economico che poi, con il tempo, sarà ben retribuito se si impegna. Già da queste parole può capire che affrontare l'università controvoglia può risultare debilitante per la persona (a prescindere dalla rendita che alla fine si va ad avere); un'altra cosa che voglio dirle è che, purtroppo, nel nostro paese per raggiungere i vertici lavorativi occorre necessariamente una laurea (anzi forse anche due e qualche master...) quindi la sua idea di frequentare quel corso come tecnico veterinario è buona ma deve esserne fortemente convinta: consideri che, quasi sicuramente, svolgerà poche mansioni come veterinario e che, anche qualora fosse, "lavorare a contatto con gli animali" potrebbe non essere la stessa cosa di svolgere un'attività ambulatoriale in cui vedrà animali sofferenti, operati, sporchi, sangue ecc.
Pensi bene agli eventuali sbocchi lavorativi e alle eventuali ripercussioni che il lavoro avrà su di lei.
Dopo questo lungo discorso, posso dirle che non ho una reale risposta alla sua domanda, so per certo alcune cose che riassumono un po' i concetti detti prima: 1) Non si prende una facoltà che non ci piace fare 2) Per andare molto avanti occorre necessariamente una qualche sorta di Laurea 3) Ogni facoltà presenterà situazioni che ci piacciono e altre che non ci piacciono quindi bisogna metterle sull'ago della bilancia 4) Si può benissimo lavorare senza prendere l'università ma dipende dal nostro progetto di vita, di quello potrà parlarmi solo lei.

Cordialmente
Dott. Matteo Agostini

Dott. Matteo Agostini Psicologo a Roma

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3 AGO 2021

Buongiorno,
Il lavoro stabile è certamente un motivo di serenità nella vita di ogni persona, ma non è l’unico ingrediente della felicità. Se non indovina le nostre passioni e non ci permette di esprimere noi stessi può essere fonte di infelicità, piuttosto.
Avere passioni è molto positivo. I progetti più innovativi si costruiscono perché alimentati da una forte passione, che ha in sé la forza sufficiente per affrontare rischi e incertezze.
Non sarò io a dirle cosa fare, ma la incoraggio ad ascoltarsi. Lei ha dentro le sue risposte.
Le auguro il meglio e resto a disposizione
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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