Uscire dall'impotenza senza usare psicofarmaci?

Inviata da Paolo74. 24 set 2013 9 Risposte  · Crisi esistenziale

In seguito a una separazione molto dolorosa dopo 10 anni di convivenza, e a una prolungata situazione di disoccupazione e precarietà, la mia vita ha preso una piega decisamente negativa e mi trovo in una situazione complessa, che sta diventando una sorta di matassa inestricabile in cui un solo dato è chiarissimo: mi sento sempre più confuso e completamente inerme e impotente nel reagire alle difficoltà e alle preoccupazioni della mia vita. Ho 39 anni, un figlio di sette anni a cui sono molto legato e di cui mi occupo quotidianamente, due lauree, la seconda delle quali conseguita proprio in questo periodo di grande difficoltà con l'obiettivo di risolvere la problematica lavorativa. Sono però completamente solo, tutte le mie reti di relazioni sono andate in frantumi negli ultimi anni, e non riesco a costruire alcun rapporto stabile. Inoltre, per motivi oggettivi, mi trovo davanti a una scelta che per me sta diventando un incubo quotidiano: per trovare lavoro sarò costretto ad allontanarmi dal luogo dove risiedo, e quindi a perdere definitivamente il rapporto con mio figlio, anche perchè i pessimi rapporti con la madre dello stesso (dovuti a lei) non mi consentiranno di mantenere alcuna forma di contatto con quello che è, in pratica, il mio unico affetto. In questa situazione ho cercato aiuto psicologico a più riprese, ricorrendo a diverse consulenze con terapeuti di diversa estrazione e metodiche. In breve non ho mai trovato il tipo di aiuto che sto cercando, che dovrebbe essere orientato a una forma di supporto attivo per operare quei cambiamenti e quelle scelte esistenziali, necessari per uscire da questa situazione di confusione, paralisi e solitudine. Quello che ho trovato invece, oltre a richieste economiche molto esose avanzate in cambio di obiettivi e metodologie molto vaghe, è stata (sempre) una forte pressione per convincermi ad usare antidepressivi, senza i quali, mi è stato detto, una qualunque forma di terapia non potrebbe funzionare. A questo punto anche la mia ricerca di aiuto si è....bloccata, come tutto il resto: come posso fare a trovare un terapeuta che mi aiuti a sbloccare la mia realtà esistenziale, senza richiedermi/impormi l'uso di antidepressivi, che per svariate esperienze e anche studi personali ritengo inutili in particolare nel mio caso concreto?

difficoltà

Miglior risposta

Caro Paolo,
lei ci parla di confusione, ma io penso ci sia anche tanta rabbia!
E' giusto che ci sia, mi pare che tutti i tentativi, i legami, gli sforzi non fruttino come lei desidererebbe.
Lei ha due lauree e questo ci fa pensare a quanto si impegna nell'intento di migliorare le cose. Ma sembra anche che una soluzione faccia perdere qualcos'altro, in questo caso andare via per trovare lavoro, le farebbe perdere il legame con suo figlio.
Curarsi con gli antidepressivi le farebbe perdere qualcosa di sè e così via.
Penso che in questo modo debba sentirsi sgretolato e parziale! Ma anche arrabbiato, appunto.
Io credo che se lei vuole, può riuscire in qualunque obiettivo. Certo ci sono dei limiti imposti dagli altri, dalla realtà, non di meno credo che se lei ottimizza gli sforzi, li indirizza nel modo giusto e nella direzione giusta, i risultati arriveranno.
A 39 anni può fare tante cose, la sua vita può ribaltarsi completamente!
Non ho un quadro chiaro della sua situazione, non posso dire come mai i colleghi hanno proposti degli antidepressivi, ma so che se l'hanno fatto forse avranno visto in lei una difficoltà ad uscire dal suo blocco.
Evidentemente c'è paura in lei! Forse una paura che la paralizza e resiste al cambiamento.
Questo non toglie che non ci possa uscire, probabilmente richiede uno sforzo diverso da parte sua.
Ma quando un obiettivo è veramente importante, non c'è motivo di pensare che non si possa ottenere.
Anche rispetto a suo figlio, credo che si dia troppo per vinto. Ci sono molte strade, strategie e soluzioni per non perderlo, pur trasferendosi altrove. I legami non si perdono, forse si frequentano in modo diverso, si coltivano in modo diverso, con intensità e qualità diversa, ma se si vuole non si perde nulla.
C'è sempre una strada Paolo, deve aver fiducia e crederci!
Credo anche che i momenti di crisi profonda sono una grande occasione per noi,per rivederci e trovare altre nuove strategie.

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Egregio signor Paolo74,
solitamente i terapeuto cognitivo comportamentali curano anche l'impotenza (senza cause organiche determinate) senza utlizzo di farmaci e con provato successo (non solamente in Italia)
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine (Friuli venezia giulia)

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27 SET 2013

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

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Gentile Paolo,
la sua sofferenza è percepibile dalle sue parole, ma lo sono altrettanto il suo desiderio di trovare una soluzione e di attivarsi per riemergere da questa difficile situazione. La sua sensazione di impotenza probabilmente è stata amplificata dai tentativi di iniziare un percorso terapeutico, non andati a buon fine, che sicuramente hanno influito. Se è vero che in alcune situazioni i farmaci possono rendersi necessari, tuttavia la sola psicoterapia può procedere con buoni risultati focalizzandosi su obiettivi specifici di ascolto e di supporto, di riattivazione delle risorse personali e della motivazione, oltre che di elaborazione di quanto di doloroso possa essere accaduto nella vita di una persona. Per una più corretta e comoleta valutazione sarebbe necessario conoscerla direttamente per concordare un intervento terapeutico mirato, dopo un primo momento di valutazione della sua situazione nel suo complesso. Se lo desidera rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

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27 SET 2013

Logo Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani

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Gentile Paolo,
superare la propria sofferenza senza psicofarmaci è senza dubbio possibile, anzi, nel caso che descrive, credo che occorra piuttosto comprendere il senso e la radice del suo dolore, lavorando sulla sua storia di vita e sulle sue modalità di reazione alle situazioni. È infatti dando un nuovo senso al proprio dolore e dando voce alle proprie emozioni profonde che si genera quel cambiamento positivo che permette di stare meglio e operare nuove scelte.
In base a quello che ha scritto credo che sia questa la strada da intraprendere e che le suggerisco di cominciare a percorrere.
Cordiali saluti. Lucrezia Lorito.

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27 SET 2013

Lucrezia Lorito

Gentilissimo Paolo, è chiaro che la sua situazione esistenziale e di vita in questo periodo è molto difficile e molto , purtroppo, comune. Le possibilità sono diverse per affrontare un problema come il tuo. Utilizzare anti-depressivi come ti hanno consigliato, iniziare un terapia, dove forse non troverai le risposte che cerchi, oppure iniziare a ragionare per obiettivi. Penso che quello che tu hai bisogno in questo momento della tua vita, sia trovare un occupazione. Ciò va fatto non a caso, e dettato dalla fortuna, ma va effettuato pianificando un percorso, valutando i tuoi contatti e la tua rete di amicizie e valutare anche le zone più idonee al lavoro che cerchi. In questo momento lavorare di obiettivi concreti ti aiuta sicuramente ad uscire dalla nebbia di confusione che ti circonda.
Spero di essere stato chiaro!
In bocca al lupo
Dott. Amleto Petrarca psicologo clinico e lifecoach

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27 SET 2013

Logo Amleto Petrarca Psicologia Psicoterapia Breve Amleto Petrarca Psicologia Psicoterapia Breve

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Accolgo con molto coinvolgimento empatico la tua richiesta e penso che un intervento terapeutico adatto a te possa essere a livello di supporto morale, data la tua contestualità. Quindi , nella relazione terapeutica, la possibilità di confrontarti con una figura di contenimento, di formazione psicodinamica per riuscire insieme a percorrere il tuo tratto esistenziale travagliato e complicato dai molteplici fattori che hai elencato. L'biettivo, se di obiettivi si può parlare in questo 'campo', è quello di rinforzare il tuo 'Io' e di illuminarti nel ritrovare una fiducia di base che a quanto pare è stata carente..Ora posso dirti che se hai bisogno di chiarimenti o di ulteriori informazioni , sono a tua disposizione da questa sede

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26 SET 2013

Logo Dott.ssa Carla Panno Dott.ssa Carla Panno

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Gentile Paolo, Lei sta vivendo una situazione oggettivamente pesante e difficile da gestire. Certamente un aiuto psicologico è importante ; dispiace per le situazioni in cui è capitato. A questo proposito Le consiglio di digitare "Albo Psicologi seguito dal nome della Sua regione". Troverà i nominativi di professionisti affidabili, meglio se autorizzati alla psicoterapia. Anche il consultorio offre aiuto gratuito.
In merito agli psicofarmaci, occorre fare una valutazione attenta della Sua situazione: uno psicoterapeuta potrà farla, uno psichiatra (anche della mutua) altrettanto, e al contempo prescriverLe i farmaci più adatti se lo riterrà strettamente necessario. Gli antidepressivi non sono da demonizzare, quando sono necessari sono un puttorto per uscire dal tunnel; certo, non affrontano i problemi (per questo c'è la psicoterapia), ma sollevamo l'umore in modo che la persona si sente più propositiva e più "in forza" psichica.
Coraggio; saluti cordiali.
Dott. Brunialti

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26 SET 2013

Logo Dr.Brunialti, psicoterapeuta sessuologa clinica, psicologa europea Dr.Brunialti, psicoterapeuta sessuologa clinica, psicologa europea

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660 voti positivi

Sig.Paolo, la sua descrizione è molto chiara, circostanziata ed estremamente lucida nell' analisi razionale, il che fa presupporre che Lei possegga, nonostante i problemi descritti, una sua capacità d'analisi del vissuto abbastanza concreta e reale. Detto ciò, fermo restando il presente contesto che giustamente resta limitato a queste poche righe, è probabile che non abbia trovato ancora in nessuno dei colleghi il giusto rapporto che lei desidera. Il giusto rapporto non lo si sceglie da soli ma ci si sceglie; il "Ci" è l'aspetto fondamentale del nostro essere riconosciuti, l'intersoggettivitá è la componente senza la quale non potremmo mai trovarci. Esistono diverse scuole di pensiero rispetto all'assunzione di psicofarmaci il che non deve spaventarla; a prescindere da esse certo peró che il terapeuta di fronte al diniego deve sempre tener presente che dinnanzi a lui c'è una persona e non è ila sua resistenza a inficiare l'averne cura. Il problema consiste spesso nella confusione tra "prendersi" ed "aver" cura di colui che viene a chiedere aiuto ... li purtroppo capita a tanti di non reggere o comprenderne l'enorme differenza e difficoltà. Non posso dilungarmi oltre, caro Paolo, non sarebbe per Lei oltremodo un vantaggio, ma mi preme dirLe di non aspettarsi mai da un terapeuta un'azione forte, mirata a farle cambiare il suo stile o condizione attuale. Sarebbe questa un'acting out, cosi come noi lo definiamo e non le servirebbe assolutamente a nulla oltre che a far noi comprendere che non è quella la giusta relazione terapeutica; di contro pero, e con questo concludo, la inviterei a fare una riflessione proprio su questa sua richiesta di "supporto attivo", cosa dietro quel che sembra una Sua semplice richiesta c'è da approfondire ... tanto direi.
Nel salutarLa le auguro di trovare ciò che sta cercando da tanto ...

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26 SET 2013

Fulvio Ancona

Gentile Paolo,
non entro nel merito delle diagnosi e cure che i professionisti ai quali ti sei rivolto ti hanno proposto. Penso, comunque, che il tuo desiderio di lavorare in psicoterapia senza l'ausilio di farmaci doveva essere meglio esplicitato e accolto come materiale su cui lavorare, così come il tuo blocco, la precarietà e l'assenza di una rete di relazioni che ti sia da supporto in questo periodo delicato.
Qualunque sia la tecnica utilizzata dal professionista che sceglierai il ruolo più attivo sarà il tuo. Dovrai metterci impegno e coraggio e la consapevolezza che si tratta di un percorso lungo e difficile ma che ti farà riscoprire il piacere di sperimentare il benessere in una relazione d'aiuto .
Sono a disposizione per un eventuale consulenza anche online.
Cordialità

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26 SET 2013

Logo Dott.ssa Rosalba Serra Dott.ssa Rosalba Serra

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