Uomo sposato e continui colpi di scena

Inviata da Cassiopea · 14 mag 2026 Relazioni sociali

Nove mesi fa ho conosciuto un uomo sposato che, fin da subito, mi ha riempita di attenzioni. Nonostante non fosse libero, le uscite e i contatti erano continui; era super disponibile in tutto, ma pretendeva sempre di sapere dove fossi — e questo, dopo il fatto che fosse impegnato, era il secondo campanello d’allarme.

Ogni volta che avevamo un’intimità, faceva un passo indietro: diceva di sentirsi in colpa, che era meglio restare amici, che amava sua moglie e non l’avrebbe mai lasciata. In questi mesi mi ha anche ripetuto svariate volte di essere malato. A un certo punto, però, la versione è cambiata: ha iniziato a dire che con la moglie le cose andavano male e che si sarebbero lasciati, ma solo se fosse stata lei a fare il primo passo, perché lui non ne aveva il coraggio. Raccontava scenari drammatici: diceva che lei gli rendeva la vita difficile, che lo minacciava di controllare i tabulati telefonici, che gli aveva rotto il telefono in un impeto di rabbia e che avrebbe persino tentato il suicidio.

Da mesi ha interrotto i rapporti fisici dicendo che era "sbagliato", pur continuando a parlarne in chat. Anche la frequenza dei nostri incontri è calata drasticamente, passando da una volta a settimana a una volta al mese. Durante il nostro ultimo incontro, circa un mese fa, mi ha detto di essere innamorato e di desiderare dei figli con me. Subito dopo, però, l’ennesimo dietrofront: ha deciso di restare con la moglie, ribadendo che possiamo essere solo amici.

Nell'ultima settimana continua a scrivermi dicendo che gli capita una sventura dietro l'altra; insiste per avere la mia amicizia e a parte scrivere e chiamate , evita di vedermi , dicendo che succederà più avanti e che adesso non è il momento. Praticamente si fa vivo ogni giorno e basta , non fa altro, non capisco che senso abbia questa situazione e non so come uscirne. Nel frattempo, sono venuta a sapere da conoscenti comuni che nel loro giro nessuno vuole più avere a che fare con lui. Pare che in passato abbia anche subito un’aggressione fisica per aver dato fastidio alla donna di un altro. Voi , cosa ne pensate ?

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Miglior risposta 15 MAG 2026

Gentile Signora,

da ciò che racconta, si percepisce con chiarezza quanto questa relazione le abbia dato momenti di speranza, ma anche molta confusione e sofferenza.

L’uomo che ha conosciuto sembra vivere una forte ambivalenza: da un lato la cerca con costanza, le fa dichiarazioni importanti e le prospetta un futuro insieme; dall’altro, però, ribadisce di non voler lasciare la moglie e mantiene il rapporto in una dimensione indefinita, fatta soprattutto di messaggi e telefonate.

Quando una persona dice una cosa e ne fa un’altra, è utile dare più peso ai comportamenti che alle parole. Le sue azioni, al momento, mostrano che non è disponibile a costruire una relazione libera, chiara e stabile.

Inoltre, il fatto che la contatti quotidianamente pur evitando di incontrarla suggerisce che tragga conforto dalla sua presenza, senza però assumersi la responsabilità di offrirle ciò che lei potrebbe desiderare davvero.

Per questo motivo, può essere utile porsi alcune domande:

* Questa relazione mi fa stare bene?
* Mi sento rispettata e considerata?
* Sto ricevendo ciò che desidero?
* Quanto tempo ed energia sto investendo in una situazione che resta incerta?

Se le risposte la portano a riconoscere che il rapporto le provoca soprattutto ansia, attesa e frustrazione, allora potrebbe essere importante stabilire dei confini chiari o prendere le distanze.

Allontanarsi da una persona a cui si tiene non è semplice, ma a volte è il modo più sano per proteggere il proprio equilibrio emotivo e lasciare spazio a relazioni più serene e reciproche.

Merita un rapporto in cui i sentimenti siano accompagnati da scelte concrete, coerenza e rispetto.


Cordiali saluti
Dott.ssa Riolli Afrodite
Psicologa Clinica e di Comunità

Afrodite Riolli Psicologo a Modena

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5 GIU 2026

Salve,
Da quanto leggo emerge chiaramente come lei si trovi invischiata in una dinamica relazionale profondamente logorante e paradossale, in cui le continue oscillazioni di quest'uomo, che alterna dichiarazioni d'amore e promesse di un futuro insieme a bruschi passi indietro, vittimismi e racconti di drammi familiari, non indicano un reale tormento amoroso, quanto piuttosto un meccanismo relazionale volto a mantenerla costantemente in sospeso, legata a lui e a sua totale disposizione.
Nelle sue parole si nota come, pur avendo interrotto gli incontri fisici e la prospettiva di una vera relazione per i propri sensi di colpa, lui continui a scriverle quotidianamente per raccontarle le proprie sventure e per imporle un'amicizia che, di fatto, le richiede di funzionare esclusivamente come un pubblico passivo e rassicurante per i suoi sfoghi, permettendogli di nutrire il proprio bisogno di attenzioni e di rifuggire dalle proprie responsabilità matrimoniali senza doverle offrire nulla di autentico in cambio, un quadro che sembra trovare una sua coerenza anche nelle voci che le sono giunte sul suo isolamento sociale e sui suoi passati comportamenti problematici.

Di fronte a questa situazione caotica, la domanda su cui è maggiormente necessario riflettere non riguarda il senso nascosto delle azioni di quest'uomo o la verità dietro ai suoi innumerevoli racconti, poiché cercare di decifrare continuamente le sue contraddizioni o le sue intenzioni finisce soltanto per tenerla agganciata a questa storia, ma riguarda piuttosto la sua stessa permanenza all'interno di questo legame, spingendola a interrogarsi sul perché, pur avendo riconosciuto in modo lucido i campanelli d'allarme fin dall'inizio, lei continui a rispondere ai suoi contatti e a rimanere in attesa di chi le offre soltanto vuote parole e confusione.
Poiché non è possibile uscire da questo stallo aspettando che sia lui a smettere di scriverle o a fare chiarezza, il passo più utile e protettivo che può compiere è quello di provare ad operare un taglio netto e definitivo alle comunicazioni per sottrarsi a questo gioco sterile in cui viene usata, valutando l'opportunità di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla esplorare i motivi per cui si è accontentata di questa dinamica affettiva così sbilanciata.

Un cordiale saluto,
Dott. Saraniti Lana Simone

Dott. Simone Saraniti Lana Psicologo a Catania

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29 MAG 2026

Salve Cassiopea, dopo aver letto le tue parole mi dentro di me è sorta una domanda...al di là di quello che vuole lui e del senso della situazione....tu cosa vuoi? Non è una domanda retorica né banale come potrebbe apparire..... ma succede spesso che ci concentriamo su quello che gli altri fanno, su quello che chiedono, che vogliono e finiamo per perdere di vista noi stessi.
Forse l'uomo in questione non ha nemmeno chiaro quello che vuole, forse è una persona che non sa prendere decisioni o emotivamente poco "centrata"... ma credo che per te sia importante capire cosa cerchi tu in una relazione, cosa ti aspetti e cosa vuoi dall'uomo che ti sta vicino. Questo richiede una conoscenza di sé o la voglia di intraprendere un viaggio in questa direzione...ma le risposte ti aiuteranno a capire come uscire da questa situazione, a scegliere quanto alti e definiti debbano essere i confini da mettere alle persone che ti sono vicine ed essere attiva nelle scelte della tua vita senza lasciare che gli altri lo facciano per te. E con questa ultima frase mi riferisco al fatto che se tu senti che non è un amicizia che vuoi con questa persona non sei tenuta a subirla passivamente perché lo vuole lui. Hai potere di scegliere e questo puoi farlo solo tu.
Sabrina

Dott.ssa Sabrina Damiano Psicologo a Montecatini-Terme

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29 MAG 2026

Gentile Signora,

la situazione che descrive ha tutte le caratteristiche di una relazione che nel tempo è diventata molto ambivalente e disorientante, in cui si alternano vicinanza intensa e improvvisi allontanamenti, promesse e successive smentite, contatto costante ma poca concretezza.

Da quello che racconta, questo uomo sembra mantenere con lei un legame continuativo soprattutto attraverso messaggi, chiamate e confidenze, ma allo stesso tempo non costruisce una presenza stabile nella realtà. Anzi, ogni volta che il rapporto sembra avvicinarsi a una possibile definizione, emerge un passo indietro, un rinvio o un cambiamento di versione. Questo tipo di dinamica, nel tempo, può creare molta confusione emotiva perché non permette di capire chiaramente “che posto si occupa” nella vita dell’altro. Si resta così in una sorta di sospensione, in cui si spera che qualcosa si definisca, ma senza che arrivino segnali coerenti e continui in quella direzione.
Un elemento importante, più che le parole dette nei momenti di maggiore coinvolgimento (come le dichiarazioni d’amore o i progetti futuri), è osservare la continuità dei comportamenti: disponibilità reale, coerenza, e capacità di prendere decisioni concrete. Da ciò che scrive, questa continuità sembra mancare.

È anche comprensibile che le informazioni che sta ricevendo da conoscenti e il racconto di episodi passati contribuiscano ad aumentare il senso di dubbio e di allerta. In situazioni di questo tipo, però, il punto centrale non diventa “capire chi lui sia davvero” o distinguere cosa sia vero o falso in ogni dettaglio, ma osservare che effetto le fa restare dentro a questo tipo di legame.
Perché al di là delle sue intenzioni, ciò che emerge è una relazione che la tiene emotivamente agganciata ma senza una direzione chiara, e questo alla lunga può diventare molto logorante.

Forse può esserle utile chiedersi non tanto “cosa prova lui”, ma: che tipo di posto ho io in questa relazione, oggi?; questa relazione mi sta dando stabilità o mi tiene in uno stato di attesa?; ciò che ricevo è sufficiente rispetto a ciò che desidero in un legame affettivo?

Non si tratta di prendere decisioni impulsive, ma di iniziare a riconoscere con maggiore lucidità il tipo di dinamica in cui si trova, per proteggere il proprio equilibrio emotivo.
Quando una relazione resta a lungo in una zona grigia, senza definizione e senza reciprocità stabile, il rischio è che il coinvolgimento emotivo cresca mentre la chiarezza diminuisce.

Merita un rapporto in cui le parole e i comportamenti vadano nella stessa direzione e in cui non sia necessario interpretare continuamente segnali contrastanti per capire dove si sta andando.

Dott.ssa Elisa Raso
Psicologa
Aosta e Online

Dott.ssa Elisa Raso Psicologo a Aosta

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27 MAG 2026

Buongiorno,
da quello che racconta sembra che lei si sia trovata dentro una relazione molto intensa, ma anche molto confusiva. All’inizio quest’uomo le ha dato molte attenzioni, presenza e disponibilità; allo stesso tempo, però, non era libero e tendeva anche a controllare dove lei fosse. Questi due aspetti sembrano aver creato fin da subito una doppia esperienza: da una parte sentirsi cercata e desiderata, dall’altra percepire qualcosa di poco chiaro e poco rispettoso dei confini.
Mi sembra di capire che, ogni volta che tra voi si creava maggiore intimità, lui facesse un passo indietro: senso di colpa, dichiarazioni di amore per la moglie, richiesta di restare amici, poi nuovi riavvicinamenti, nuove promesse, nuovi scenari di separazione e nuovi ritiri. Questo andamento alternato può diventare molto difficile da sostenere, perché tiene l’altra persona in una posizione di attesa continua: un giorno sembra esserci una possibilità, il giorno dopo quella possibilità viene ritirata.
È comprensibile che lei oggi si senta disorientata. Quando una persona dice di essere innamorata, parla di figli, racconta una crisi matrimoniale, ma poi sceglie di restare con la moglie e propone solo un’amicizia, il messaggio emotivo diventa molto contraddittorio. Anche il fatto che continui a cercarla ogni giorno, senza però costruire una presenza reale e coerente, può alimentare un legame che resta vivo ma non evolve.
Più che chiederci “che tipo di persona sia lui”, forse la domanda più utile riguarda l’effetto che questa situazione sta avendo su di lei. Si sente serena? Si sente scelta? Si sente rispettata nei suoi tempi e nei suoi bisogni? Questa “amicizia” le permette davvero di stare meglio, oppure la mantiene agganciata a una speranza che lui continua ad alimentare e poi a ritirare?
Anche le informazioni che ha ricevuto dai conoscenti comuni meritano prudenza. Non sono elementi sufficienti per trarre conclusioni definitive, ma possono essere considerate come segnali da non ignorare, soprattutto se si sommano a una dinamica già instabile, ambigua e faticosa.
Uscirne, probabilmente, richiede prima di tutto un confine più chiaro. Se lui sceglie di restare con la moglie e le propone solo un’amicizia, lei ha il diritto di chiedersi se questa amicizia sia realmente sostenibile per lei. A volte continuare a sentirsi ogni giorno impedisce alla mente e al corpo di disinvestire, perché mantiene aperto un canale emotivo costante.
Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere che cosa l’ha tenuta dentro questa oscillazione, quale bisogno è stato toccato da quelle attenzioni iniziali e come recuperare una posizione più centrata. Non si tratta di colpevolizzarsi per esserci entrata, ma di proteggersi adesso da una dinamica che sembra darle più confusione che stabilità.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologa
Sessuologa clinica
Counselor relazionale

Dott.ssa Daniela Canorro Psicologo a Venezia

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26 MAG 2026

Buongiorno,

le relazioni di questo tipo spesso riattivano dinamiche inconsce più antiche. Da quello che racconti, la relazione sembra procedere interamente secondo la disponibilità di tempo ed emotiva di quest’uomo.

Non è possibile capire fino in fondo le sue motivazioni, tantomeno cambiarle. Quello su cui invece possiamo lavorare è la tua posizione all’interno di questa dinamica: cosa si attiva in te di fronte a questi continui colpi di scena, e cosa desideri per te stessa.

Un percorso terapeutico può aiutarti proprio a esplorare questi aspetti con calma, a comprendere meglio i meccanismi in gioco e a chiarire come vuoi affrontarli.

Un saluto,
Dott. Fabio Menezes

Dott. Fabio Menezes Psicologo a Torino

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26 MAG 2026

Salve Cassiopea
Più che chiederti “che persona sia lui”, credo sia importante chiederti perché tu sia rimasta così a lungo dentro una dinamica tanto instabile e contraddittoria.
Da quello che racconti emerge un uomo molto ambivalente: ti cerca, ti coinvolge emotivamente, parla di amore e futuro, ma subito dopo si ritrae, cambia versione, si presenta come vittima della situazione e mantiene il rapporto in una continua sospensione. Questo crea un forte aggancio emotivo, perché alterna vicinanza e distanza, apertura e chiusura.
Ma il punto centrale non è fare una diagnosi su di lui o stabilire se sia manipolatore, fragile o confuso. I fatti concreti sono che:
non lascia la moglie, evita una relazione reale con te, mantiene però un contatto quotidiano che gli permette di non perderti,
e ti tiene emotivamente coinvolta senza assumersi una scelta chiara.
Queste dinamiche, col tempo, rischiano di consumare molto chi le vive, perché si resta agganciati più alla speranza e all’attesa che a una relazione concreta.
La domanda quindi non dovrebbe essere: “Cosa pensate di lui?”
ma: “Perché continuo a restare in una situazione che mi confonde, mi svuota e non mi dà una direzione reale?”
Per uscirne non serve capire ancora lui. Probabilmente serve iniziare a capire cosa dentro di te continua ad accettare una relazione fatta soprattutto di ambiguità, attesa e parole non sostenute dai fatti.
Lisa Muto - InsideYou

Dott.ssa Lisa Muto - InsideYou Psicologo a Napoli

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25 MAG 2026

Carissima,

ne penso che sia un uomo inaffidabile, dunque è da dubitare ogni risposta che può dare. Ci sono molti casi come il tuo che alla fine si avvitano su se stessi senza soluzione. Penso che un uomo così vada lasciato. La mia ti sembrerà un consiglio brutale, ma non ho viste di situazioni come la tua che sono diventate con il tempo insostenibili sia per lei che per lui.
Probabilmente quest'uomo possiede dei lati di immaturità consistenti, per questo motivo va messo di fronte alle proprie responsabilità familiari. Non mi dici se lui abbia dei figli, ma in questo caso, le responsabilità si moltiplicano.
Ti sono vicina e a tua disposizione.

Dott.Gabriele Lenti
Psicoterapeuta

Dott. Gabriele Lenti Psicologo a Genova

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20 MAG 2026

Buongiorno, ritengo che la struttura di ciò che riporta sia molto più leggibile di quanto la confusione emotiva in cui si trova le consenta di vedere in questo momento. Proverò a restituirgliela nella forma più diretta possibile, perché credo che la situazione la richieda.

Il comportamento di quest'uomo non è contraddittorio. È perfettamente coerente, ma con un obiettivo diverso da quello che lei gli attribuisce. Ogni elemento del suo racconto, se letto non come il segno di un uomo tormentato da un conflitto interiore ma come il funzionamento di qualcuno che gestisce più interlocutori simultaneamente mantenendo ciascuno in una posizione di attesa, acquista una logica stringente. L'alternanza tra dichiarazioni d'amore e ritiri improvvisi, tra promesse di futuro e riaffermazioni del legame coniugale, tra intimità fisica e successiva colpevolizzazione non è il riflesso di un'ambivalenza autentica: è una tecnica, consapevole o meno, per mantenere il legame senza assumerne il costo. Finché lei resta in attesa, disponibile, coinvolta nel tentativo di decifrare i suoi segnali, lui ottiene esattamente ciò che cerca: una presenza affettiva e narcisistica garantita, priva di qualunque obbligo reale.

Alcuni elementi specifici meritano di essere isolati. Il controllo sulla sua posizione fin dall'inizio della frequentazione non è protezione né interesse amoroso: è un tratto possessivo che in un uomo sposato, il quale per definizione non può offrire una relazione paritaria e pubblica, è particolarmente significativo. La narrazione sulla moglie cambia a seconda del momento e della funzione che deve svolgere: quando lui si ritrae, la moglie è amata e il matrimonio solido; quando ha bisogno di tenerla agganciata, la moglie diventa persecutrice, minacciosa, instabile. L'evocazione del tentativo di suicidio della moglie, in particolare, è un elemento che andrebbe valutato con grande cautela: può essere vero, può essere una costruzione drammatica funzionale a presentarsi come vittima, oppure può essere una forma di ricatto emotivo indiretto, un modo per comunicarle che lasciare la moglie avrebbe conseguenze catastrofiche e che dunque lei deve accontentarsi di ciò che lui può darle. In ogni caso, la responsabilità dello stato psichico della moglie non ricade su di lei, e non deve funzionare come strumento di paralisi nelle sue decisioni. La fase attuale, in cui il contatto si è ridotto a messaggi e chiamate quotidiane senza alcuna disponibilità a incontrarsi, è il punto di approdo naturale di questa dinamica. Lui ha ottenuto la configurazione ideale: una presenza costante che non richiede nulla di concreto, una donna che resta lì, raggiungibile, emotivamente investita, senza che lui debba uscire dalla comodità della propria situazione. La frase secondo cui si vedranno più avanti e che adesso non è il momento è la formula con cui l'indefinito viene trasformato in promessa: non un rifiuto esplicito, che la spingerebbe ad andarsene, ma un rinvio perpetuo che la tiene sospesa. L'informazione che arriva dal contesto sociale è il dato più oggettivo di tutto il racconto, e andrebbe pesata di conseguenza. Quando un intero ambiente relazionale si allontana da una persona, e quando esiste un precedente di aggressione fisica legato a un comportamento analogo verso la compagna di un altro, non si è di fronte a un uomo sfortunato o incompreso. Si è di fronte a un pattern consolidato, che lei non è la prima a subire e con ogni probabilità non sarà l'ultima.

Lei chiede cosa pensiamo e come uscirne. La risposta alla prima domanda è che questa non è una relazione: è un dispositivo di cattura affettiva che funziona tanto meglio quanto più lei cerca di trovarne il senso. Non c'è un senso nascosto da scoprire, non c'è un sentimento autentico soffocato dalle circostanze, non c'è un momento futuro in cui le cose si sbloccheranno. C'è un uomo che prende ciò che gli serve dando in cambio parole. La risposta alla seconda domanda è più semplice da formulare che da eseguire, ma va detta con chiarezza: l'unico modo per uscirne è interrompere il contatto. Non ridurlo, non trasformarlo in amicizia, non aspettare un ultimo chiarimento che non chiarirà nulla. Interromperlo. La difficoltà di questo passo non va sottovalutata, perché nove mesi di coinvolgimento emotivo in una dinamica di questo tipo producono una forma di dipendenza relazionale che ha poco a che fare con l'amore e molto con il meccanismo di rinforzo intermittente: è proprio l'alternanza imprevedibile tra vicinanza e ritiro, tra speranza e delusione, a generare un attaccamento che si autoalimenta. Se sente di non riuscire a compiere questo passo da sola, un percorso terapeutico individuale potrebbe aiutarla a comprendere non solo cosa quest'uomo le ha fatto, ma cosa in lei ha reso possibile restare così a lungo in una situazione che, vista dall'esterno, non offriva nulla di ciò che una relazione dovrebbe offrire.

Un caro saluto,

Dottoressa Giulia Foddai

Giulia Foddai Psicologo a Torino

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20 MAG 2026

Buongiorno,
quello che racconti è una situazione emotivamente molto intensa e, comprensibilmente, confusiva per te.

Dentro questa relazione emergono dinamiche altalenanti: momenti di forte vicinanza e promesse importanti, seguiti da improvvisi passi indietro, ambivalenza e cambi di versione. Questo tipo di andamento può creare un legame molto coinvolgente, perché alterna speranza e frustrazione, rendendo difficile orientarsi e prendere distanza.

È importante che tu possa riconoscere anche il tuo vissuto: smarrimento, fatica a comprendere il senso di ciò che sta accadendo, e probabilmente una quota crescente di sofferenza legata a questa instabilità relazionale. Sono elementi del tutto comprensibili in una situazione di questo tipo.

Senza entrare in giudizi sulla persona, ciò che conta è l’effetto che questa relazione sta avendo su di te: confusione, oscillazioni emotive e una progressiva perdita di chiarezza rispetto a ciò che vuoi e meriti. In questi casi può essere utile riportare il focus su di te, sui tuoi bisogni e sui tuoi confini, più che cercare di dare ordine a messaggi e comportamenti dell’altro.

Può aiutarti chiederti: come sto quando sono dentro questo legame? e soprattutto come sto quando ne sono fuori? Da lì, spesso, si inizia a recuperare uno spazio di lucidità e protezione personale.

Se senti che da sola diventa difficile interrompere questo circolo, un confronto psicologico può aiutarti a rimettere a fuoco i tuoi confini e a ritrovare centratura nelle scelte affettive.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line

Dott. Fabio Mallardo Psicologo a Mestre

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20 MAG 2026

Gentile utente,

da ciò che racconta emerge una relazione caratterizzata da forte ambivalenza, continui avvicinamenti e allontanamenti, promesse emotive seguite da bruschi cambi di posizione. Questo tipo di dinamica, nel tempo, può diventare molto destabilizzante e portare chi la vive a restare costantemente in attesa di chiarezza, senza però riceverla davvero.

Al di là di ciò che quest’uomo prova o racconta sulla moglie, il dato concreto sembra essere che da mesi mantiene un legame intenso sul piano emotivo ma evita una reale assunzione di responsabilità e una presenza stabile nella relazione. Le sue comunicazioni sembrano soprattutto mantenere il contatto e la vicinanza emotiva, senza però tradursi in scelte coerenti.

Anche alcuni aspetti che descrive (il bisogno di controllo, i racconti molto drammatici, i continui cambi di versione e le informazioni ricevute da altre persone) meritano attenzione e prudenza. Più che chiedersi “cosa pensa davvero lui”, forse potrebbe essere utile chiedersi come si sente lei dentro questa relazione e quanto questa situazione stia incidendo sul suo benessere emotivo.

A volte uscire da dinamiche così confuse richiede di tollerare il dolore di un distacco, ma anche di recuperare lucidità e protezione verso se stessi.

Un caro saluto
Dott.ssa Martina Vallocchia

Dott.ssa Martina Vallocchia Psicologo a Roma

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19 MAG 2026

Buongiorno Cassiopea,

mi dispiace che tu stia vivendo questo disagio: dev’essere estenuante essere tenuta a distanza e poi richiamata a fasi alterne. È importante che tu sappia che non meriti confusione né promesse a metà.

Il tuo coinvolgimento nelle relazioni è un tema che vale la pena affrontare insieme: parlarne in uno spazio sicuro può aiutarti a capire meglio te stessa e le tue paure, a mettere confini più chiari nelle relazioni intime e a decidere cosa è davvero meglio per te.

Valuta con cura cosa pensi di meritare come persona e cosa ti serve per avvicinarti a ciò che desideri diventare.

Ti mando un caro saluto,
Ricevo online ed in presenza,

Dott. Ettore Tumolo Psicologo

Dott. Ettore Tumolo Psicologo a Origgio

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18 MAG 2026

Buongiorno,
dal suo racconto emerge una relazione costruita su continui avvicinamenti e ritirate, dove ad ogni apertura emotiva sembra seguire un improvviso passo indietro. Questo movimento altalenante (tra dichiarazioni intense, sensi di colpa, promesse di separazione e successive chiusure) probabilmente produce in lei molta confusione, perché rende difficile capire quale sia il posto che quest’uomo le sta realmente offrendo nella sua vita.

Colpisce anche un altro aspetto: lui sembra mantenerla costantemente coinvolta sul piano emotivo, pur evitando sempre un’assunzione chiara di responsabilità. Da una parte parla di amore, figli, sofferenze; dall’altra continua a ribadire che resterà con la moglie o che “non è il momento”. È possibile che questa oscillazione non sia soltanto legata alla paura di perdere il matrimonio, ma anche a un bisogno di alimentare un legame senza mai definirlo davvero.

Freud scriveva che “si ripete ciò che non si riesce a ricordare”. Talvolta alcune persone finiscono per riprodurre nelle relazioni modalità segnate da instabilità, dramma o ambivalenza, quasi come se il desiderio avesse bisogno di restare incompiuto per continuare a esistere.

La domanda forse non è soltanto “perché lui si comporta così?”, ma anche cosa la trattenga dentro una situazione che da tempo le restituisce soprattutto incertezza. Lei stessa aveva colto dei segnali d’allarme molto precocemente: il controllo, i sensi di colpa, i racconti drammatici, i continui cambi di versione. Eppure qualcosa, forse, continua a farle sperare che dietro questi colpi di scena possa finalmente emergere una scelta stabile.

Non è semplice uscire da dinamiche di questo tipo, soprattutto quando l’altro alterna distanza e riavvicinamenti quotidiani. Proprio questa presenza intermittente può mantenere molto vivo il legame psichico.

Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe aiutarla ad approfondire non solo il comportamento di quest’uomo, ma anche la posizione soggettiva in cui, forse contro la sua stessa volontà, continua a ritrovarsi all’interno di questa relazione.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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18 MAG 2026

Buonasera
Da quello che lei scriva sembra la classica persona che ha problemi di fare una scelta affettiva.
E che si nasconde dietro la moglie per non scegliere.
Quello che lei si dovrebbe chiedere e se vale la pena avere una relazione con lui.
E che cosa gli dà una relazione del genere.
Come mai ha avuto una aggressione perché
Ha importunato un'altra donna.
Non mi sembra che vi sia un grande sentimento.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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18 MAG 2026

Buongiorno,
essere in relazione con persone sposate, quando le cose non sono nettamente chiare e condivise, rappresenta sovente una fonte di insicurezza, di incertezza, di ambiguità e di ambivalenza a causa del comportamento di una delle due persone.
Lei si é sentita corteggiata e desiderata e colmata di attenzioni e a consentito a iniziare la relazione, pur sapendo che lui aveva detto di essere sposato.
Questo le le aveva già fatto scattare il "campanello d'allarme", nel senso che si prospettava ed intuiva un rapporto non semplice e con probabili increspature dovute a questa situazione.
Il secondo all'erta é scattato quando le ha detto che voleva sempre sapere dove si trovasse e questo é un grave e significativo segnale di bisogno di controllo sulla persona.
E' un segnale che spinge a provare la sensazione di giustificarsi e con il tempo il pericolo di sentirsi in colpa.
Inoltre lui alterna continui comportamenti discordanti, tra il volere la relazione e l'interromperla adducendo motivazioni disparate e difficilmente credibili (essere ancora innamorato della moglie, poi non più, poi che é malato, poi che é sbagliato il rapporto fisico che avevate...) e questo porta ad un consistente disorientamento da parte della persona che lo subisce: lei.
In breve la sta imprigionando in una situazione ove lei sia sempre disponibile e attenta alle sue chiamate che possono avere lo scopo di tenerla ferma e disponibile a ciò che lui propone e vuole (tipo ora solo la sua amicizia e più avanti l'intimità e la sessualità).
E' un modo di tenerla vincolata e non lasciata libera di decidere cosa fare in base a ciò che prova verso di lui, é un atteggiamento manipolatorio, il telefonare tutti i giorni é una violenza psicologica e non certo un segnale di affettività.
E' un comportamento che lascia in sospeso e che produce una sensazione di instabilità e confusione circa il decidere cosa fare e per tale ragione é bene iniziare a mettere dei forti confini e limitazioni, in quanto anche le informazione che é venuta sapere su di lui, che sembra molestare altre donne, non concorrono certo a far in modo di desiderare il continuo di questa relazione assolutamente disfunzionale.
Se lui ha "bisogno" di una persona su cui riversare i suoi malesseri allora non lo faccia su di lei ( non accetti la posizione nella quale lui cerca di metterla), ma si appoggi a una figura professionale se veramente sta vivendo ciò che dice.
Faccia in modo di uscire da quest'incontro con questa persona manipolativa e psicologicamente controllante e violenta , le telefonate continue occorre vederle in quest'ottica e non come un suo bisogno di rassicurazione e conforto che cerca in lei.
Non risponda più a tutte le sue chiamate e se lui insiste può essere denunciato per stalking, poiché vi sono gli elementi per farlo. Tenga visibili le sue chiamate e non le cancelli.
Si tenga un diario quotidiano ove riportare ciò che questa situazione le provoca emotivamente e non solo. Iniziare ad allontanarlo non é sinonimo di "menefreghismo" ma un modo di riavere quella serenità, lucidità e indipendenza emotiva che la porti a vedere quest'incontro per quello che é e per quello che non deve più essere.
Abbia più cura di sé e di ciò che necessita, coltivi maggiormente i suoi hobby e le frequentazioni amicali, segua maggiormente i suoi interessi e tuteli maggiormente la sua privacy.
Se trova difficoltà a interrompere la "relazione"

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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18 MAG 2026

Buongiorno Cassiopea,

grazie per averci scritto e contattato su questo portale.
Da ciò che riporta potrebbe trattarsi di un uomo ambivalente nella relazione, non vuole lasciarti ma nemmeno garantirti un avvicinamento emotivo, alterna i due momenti di vicinanza e distanza emotiva.
Cosa vorrebbe da un rapporto?
Resto disponibile se vorrà iniziare un percorso psicologico di supporto emotivo per affrontare al meglio tale relazione ambivalente.
Cordiali saluti.

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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17 MAG 2026

Buonasera! Da quello che racconta, sembra che questa relazione si basi su una continua ambivalenza: lui si avvicina molto emotivamente, le fa dichiarazioni importanti, ma poi si tira indietro ogni volta che la situazione potrebbe diventare concreta.
Le dice di essere innamorato, di immaginare un futuro con lei, ma contemporaneamente ribadisce di voler restare con la moglie e rimanda continuamente ogni scelta reale. Nel frattempo mantiene il contatto quotidiano, cerca la sua presenza emotiva, ma evita di incontrarla davvero. Questo tipo di dinamica, nel tempo, crea molta confusione e può diventare logorante.
Anche i racconti molto drammatici sulla moglie andrebbero presi con cautela: lei conosce questa situazione solo attraverso il suo punto di vista, ed è difficile capire quanto ci sia di oggettivo e quanto invece serva anche a giustificare il suo comportamento ambiguo.
Più che chiedersi cosa provi lui, forse la domanda importante è: questa relazione come la sta facendo sentire? Perché da fuori sembra una situazione che la tiene costantemente sospesa tra speranza, attesa e delusione.
Anche ciò che ha scoperto tramite conoscenti comuni potrebbe essere un elemento su cui riflettere, soprattutto se certe modalità relazionali sembrano ripetersi nel tempo.
Capisco che uscirne sia difficile, soprattutto perché i rapporti molto intermittenti tendono a creare legami fortissimi. Ma una relazione sana, pur nelle difficoltà, non dovrebbe lasciare costantemente la sensazione di non sapere mai che posto si occupa davvero nella vita dell’altro.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Giulia Montemanni

Giulia Montemanni Psicologo a Genova

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17 MAG 2026

Cara Cassiopea,
da quello che racconti, la sensazione è che questa situazione non sia confusa per caso, ma che lo sia perché lui sembra mantenerla proprio in una zona ambigua, dove non sceglie davvero ma non lascia nemmeno andare.
All’inizio molte attenzioni, presenza, controllo su dove fossi; poi dopo l’intimità il passo indietro, il senso di colpa, la moglie, la malattia, i drammi familiari, la promessa di un futuro possibile, poi di nuovo “restiamo amici”. Questo movimento continuo avvicina e allontana, crea speranza e subito dopo la toglie. Ed è proprio questo che può tenerti agganciata.
Le informazioni che arrivano dall’esterno, come il fatto che altri abbiano preso distanza da lui, gli episodi di invadenza o i conflitti possono essere usati come segnali. Non sei solo tu in questa situazione, anche altri che si relazionano con lui. . Questo non implica che sia una cattiva persona, ma semplicemente diversa da noi e con dinamiche interne che difficilmente potremmo conoscere.

Il punto non è capire se lui sia davvero innamorato, se la moglie sia davvero così, se sia davvero malato o se un giorno cambierà.
Il punto è capire cosa desideri, cosa vuoi mettere in campo, che aspettative hai rispetto alle relazioni intime. Capire se lui può darti quello che cerchi e se oggi tu sei disposta ad aspettarlo.

Uscirne passa da una valutazione oggettiva di cosa sta accadendo dentro di te: tutto questo ti sta facendo soffrire? ti garantisce ciò che vuoi? è funzionale al raggiungimento dei tuoi obbiettivi relazionali e di vita?
Non è un lavoro facile, ma è necessario se non vogliamo continuare a rimanere incastrati nel desiderio immediato, nella soddisfazione momentanea e nel sogno della speranza. Se queste domande hanno una risposta negativa, sarà un passo importante accettare che questa situazione, così com’è, ti sta facendo male e non ti dà un posto chiaro. Puoi volergli bene, essere stata coinvolta, sentire ancora curiosità o speranza, ma questo non obbliga a restare disponibile.
È importante che questa decisione parta da te, dal tuo sentito, dai tuoi obiettivi.
Rimango a disposizione,
Dott. Marco Zuccon
Psicologo
Online - Firenze

Dott. Marco Zuccon Psicologo a Firenze

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16 MAG 2026

Gentile utente,
la situazione che descrive mostra con grande chiarezza il funzionamento di un legame a "intermittenza". Funziona un po' come un gratta e vinci emotivo: si continua a grattare con l'illusione che la combinazione successiva sia quella fortunata, ma alla fine si collezionano solo piccoli premi di consolazione e molte perdite. È una dinamica logorante in cui si alternano continuamente grandi promesse di futuro e improvvisi dietrofront, ed è del tutto comprensibile che lei si trovi in uno stato di profonda confusione. Il rischio, in questi scenari così mutevoli, è quello di spendere enormi energie psichiche per cercare di decifrare l'altro, cercando una logica in comportamenti che non ce l'hanno, se non quella di mantenere vivo il legame senza mai rischiare davvero.

I campanelli d'allarme che lei stessa ha lucidamente notato fin dall'inizio descrivono una persona fortemente ambivalente. Quest'uomo si avvicina quando ha bisogno di conferme e si allontana non appena la vicinanza si fa reale, utilizzando il senso di colpa o il racconto di continue sventure per mantenere un aggancio emotivo con lei, ma rigorosamente a distanza di sicurezza, come accade ora attraverso le sole chat.

Mentre lei cerca di comprendere il senso di tutto questo, però, la parte più preziosa della storia rischia di rimanere sullo sfondo. Più che focalizzarsi sul perché lui continui a fare così, potrebbe essere utile fare un cambio di prospettiva e guardare a ciò che accade dal suo lato della barricata. Le dinamiche ambivalenti, per continuare a ripetersi, hanno bisogno di due attori. Diventa allora vitale riflettere su quanto di suo ci sia nel permettere a questa situazione di trascinarsi, e su cosa le impedisca di tracciare un confine netto a tutela del suo benessere. Proteggere i propri spazi da chi offre solo una presenza virtuale e frammentata è l'unico modo per uscire da questo labirinto. Per questo, l'interrogativo più importante da cui ripartire non riguarda le intenzioni di quest'uomo, ma i suoi desideri profondi: sente davvero di meritare, di volere un rapporto così?


Le auguro di meglio ed il meglio.

Roberto Casella Psicologo a Caserta

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16 MAG 2026

Salve,

comprendo perfettamente il suo stato di profonda confusione e logoramento emotivo. Trovarsi all'interno di una relazione così instabile, fatta di continue attenzioni seguite da improvvisi dietrofront, genera un forte senso di disorientamento. Questo comportamento altalenante crea una vera e propria dipendenza emotiva: si rimane agganciati non per ciò che il legame offre nel presente, ma nella costante speranza di ritrovare la gratificazione iniziale.

In questo momento lei sta vivendo una profonda contraddizione tra ciò che lui dice e ciò che realmente fa, ovvero ridurre gli incontri, sottrarsi all'intimità e limitarsi a una presenza puramente virtuale. Per fare chiarezza, è fondamentale guardare esclusivamente ai fatti concreti. La realtà mostra un uomo non disponibile, che usa i messaggi quotidiani come strumento di validazione personale e fa leva sul suo istinto di accudimento o sui suoi sensi di colpa per mantenere un posto nella sua vita, senza però investire nulla di reale.

I campanelli d'allarme che aveva notato fin dall'inizio, come la pretesa di controllare i suoi spostamenti, uniti alle informazioni ricevute dai conoscenti, delineano un quadro relazionale disfunzionale. I racconti drammatici sulla moglie e il continuo presentarsi come vittima di sventure sembrano strategie per deresponsabilizzarsi, evitando così di compiere scelte adulte e mature.

Per uscire da questo circolo vizioso è necessario spostare radicalmente il focus del problema: smetta di domandarsi che senso abbia il comportamento di lui e inizi a chiedersi se questo legame stia tutelando il suo benessere. Il passo fondamentale è stabilire un confine netto, interrompendo o riducendo drasticamente le risposte ai suoi messaggi quotidiani. Mettere nero su bianco i comportamenti reali di quest'uomo negli ultimi mesi, separandoli chiaramente dalle sue parole, l'aiuterà a guardare in faccia la realtà. Ritrovare la serenità richiede un atto di ferma protezione verso se stesse. Se sente di fare fatica a recidere questo filo da sola, un percorso psicologico potrà supportarla efficacemente nel ricostruire la sua autostima e nel definire confini sani e invalicabili.

Dott.ssa Lavinia Conoscenti

Psicologa e psicoterapeuta in formazione

(Torino e online)

Lavinia Conoscenti Psicologo a Torino

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16 MAG 2026

Ciao Cassiopea, dalle tue parole emerge una grande lucidità: hai colto fin dall’inizio diversi segnali ambivalenti e oggi riesci a osservare con maggiore chiarezza una dinamica fatta di avvicinamenti, ritiri, confusione emotiva e richieste continue di presenza senza una reale assunzione di responsabilità relazionale.

Sembra che questa relazione ti abbia portata a occupare uno spazio emotivo molto intenso ma poco stabile, dove i bisogni dell’altro finiscono spesso per avere più spazio dei tuoi. Il fatto che lui continui a cercarti senza costruire qualcosa di concreto può mantenerti in una condizione di attesa e coinvolgimento emotivo difficile da sciogliere.

In questo momento può essere importante riportare l’attenzione su di te, sui tuoi bisogni e sui tuoi confini. La mindfulness può aiutarti a riconoscere ciò che senti senza perderti nella speranza, nel senso di colpa o nella confusione generata dall’ambivalenza dell’altro, sostenendo maggiore centratura, autostima e fiducia nelle tue percezioni.

Anche la bioenergetica può essere utile per scaricare tensioni emotive accumulate e recuperare contatto con il corpo, con il senso di sicurezza personale e con la capacità di scegliere ciò che ti fa stare bene davvero. Quando ci si sente più radicati, diventa più facile distinguere una relazione nutriente da una relazione che consuma energie.

Sembra inoltre molto importante lavorare su una comunicazione più chiara e su confini relazionali definiti, per evitare di restare intrappolata in dinamiche che alimentano incertezza e sofferenza.

Hai già una risorsa preziosa: la tua capacità di osservare, riflettere e chiederti cosa sia davvero sano per te. Questo può diventare il punto da cui ripartire per prenderti cura del tuo benessere emotivo con maggiore fiducia.

Resto disponibile con accoglienza per eventuali approfondimenti.

Dott.ssa Chiara Girolamo
Psicologa Clinica e Facilitatrice Mindfulness

Ricevo anche online

Dott.ssa Chiara Girolamo Psicologo a Martina Franca

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15 MAG 2026

Buongiorno,
nel suo racconto manca lei: che cosa le dà quest'uomo per consentirgli di mantenere un canale aperto con lei?
Spesso la dipendenza è reciproca. Si interroghi sui suoi bisogni e le ragioni per cui questa situazione non riesce a modificarla.

Un caro saluto
dott.ssa Alessia Serio

Alessia Serio Psicologo a Torino

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15 MAG 2026

Buonasera,
la situazione che descrive presenta dei tratti manipolativi e violenti da parte di questa persona sposata che, a momenti alterni, le propone un tipo di relazione diversa (affettivo-sessuale, amicale) dopo che l'ha corteggiata e che ora si limita alle telefonate quotidiane e direi pervasive.
Il fatto di voler sapere sempre dove lei fosse (all'inizio della frequentazione) é un indicazione che porta con sé la volontà ed il bisogno di controllo sull'altra persona.
Il dire che in fondo era innamorato ancora della moglie e non l'avrebbe mai lasciata, poi invece dire che la moglie lo maltrattava e che era giusto (per lui) interrompere i rapporti fisici e restare solo amici, dire di sentirsi in colpa dopo avere avuto un intimità con lei, Cassiopea, dire che il rapporto con lei era sbagliato, ha prodotto una situazione di forte insicurezza e ambivalenza che ha portato a far nascere in lei una sensazione di sospensione, non chiarezza, confusione e malessere che vanno assolutamente risolti.
Il fatto che attualmente i rapporti si siano concretizzati in telefonate continue e quotidiane, lamentandosi del suo stato di cose con la moglie e di dire che per ora va bene così e dopo le cose cambieranno, é un modo manipolativo e violento (messaggi e telefonate quotidiane sono passabili come stalking e non come semplici "premure" amicali) di tenerla ferma e controllabile (violenza psicologica) e non certo una dimostrazione affettiva.
Tant'é che lei si sente bloccata e non sa come uscirne, specie dopo le informazioni che ha avuto circa il comportamento di questa persona con altre donne.
Per cui é bene per lei che trovi la forza di tracciare un confine forte e chiaro a tutela della sua privacy, che non risponda più continuamente alle sue chiamate e messaggi, che inizi a prendersi cura di lei, di ciò che ritiene necessario alla sua serenità, che riprenda la sua indipendenza emotiva che ora é turbata da questa pesante situazione.
Tenga traccia di tutte le chiamate e messaggi che riceve e li conservi, possono tornare utili in altre sedi.
Se lui ha tutte queste problematiche, che le "scarica" addosso, si cerchi una figura professionale e non usi lei come destinataria di questi suoi malesseri.
Le continue telefonate e messaggi che le arrivano, se lei non ne ha piacere , vanno bloccate e la possibilità é reale poiché sono perseguibili penalmente.
Inizi a prendere le distanze da questa persona e usi queste distanze per rivedere con maggior serenità e distacco, quest'incontro che ha avuto e ne riconosca il malessere pesante che ha percepito e percepisce che ne é conseguito, abbia cura dei suoi interessi delle sue urgenze e desideri.
Aumenti le frequentazioni amicali e si dedichi maggiormente ai suoi hobby e alla tutela della sua privacy poiché questa situazione é molto disfunzionale per lei e ha il diritto di ritornare ad una serenità emotiva e mentale che merita.
I rapporti con persone ufficialmente impegnate (matrimoni, lunghe convivenze) presentano, purtroppo frequentemente, queste realtà.
Se la situazione persiste può rivolgersi al CAV più vicino ed ottenere informazioni sul cosa fare di preciso.
Tenga un diario su cui annotare ciò che vive e prova dopo le chiamate ricevute, non diminuisca la sua autostima.
Se pensa di aver bisogno di un aiuto per uscire da questa situazione (a parte il CAV), un contributo a chiarire ciò che si sente e prova, verso questa persona molto intrusiva, qualche colloquio con una figura professionale le potrà risultare utile.
Un cordiale saluto
dott. Giancarlo Mellano

Dott. Giancarlo Mellano Psicologo a Padova

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15 MAG 2026

Buonasera,
da quanto riporti ti ritrovi in una relazione che non ti permette di avere la stabilità che stai ricercando. Non posso dire con certezza se il comportamento è dettato o meno da ciò che afferma, ma ciò che mi preme portare alla tua attenzione è come tutto ciò ti fa sentire, perché se stai scrivendo qui probabilmente stai cercando delle risposte sulla relazione e su te stessa.
Quanto sei disposta a reggere e sopportare questa situazione? Riesce a darti la felicità e la serenità che stai ricercando? Saresti disposta a condividere questa persona ancora per molto tempo?
Rimango a disposizione, saluti
Dott.ssa Valentina Romanello

Valentina Romanello Psicologo a Firenze

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15 MAG 2026

Salve Sig.ra Cassiopea,
Sicuramente questa relazione presenta dei problemi di sincerità e progettualità.
Partiamo dall’ultima! Ogni storia d’amore custodisce un progetto comune che si lancia oltre ogni ostacolo e secondo una visione che i partner condividono. Può trattarsi di un progetto di vita o di abitazione in un paese straniero o in campagna o sul mare o in barca, ma sempre si tratterà di un viaggio che si intende fare insieme. In tal caso c’è poca traccia di progettualità se non fare dei figli insieme. Ma ogni progetto necessita di uno scenario possibile futuro che non rimanga generico e si arricchisca di elementi che riportano un passato insieme che ha dato a sua volta origine a delle visioni dell’avvenire di coppia. Per quel che riguarda la sincerità, lei sembra lamentarsi di una mancanza di trasparenza relativamente al rapporto con la moglie. In effetti molte delle questioni riferite non sembrano collimare con ciò che lei rileva nella relazione. D’altronde una relazione che inizia in costanza di un’altra già iniziata e ancora presente, non può dare sempre garanzie di continuità, a meno che non sia codificata come nuova relazione non più parallela.
Sarebbe consigliabile che lei stessa possa fare un punto dentro di sé per ascoltare come si sente in questa situazione e se desidera continuarla o meno. Solo così potrebbe uscire da un’area un po’ nebulosa in cui non sembra bene orientarsi. Sarebbe anche opportuno se non prioritario, considerare che in questo caso potrebbe aiutarla moltissimo un percorso di psicoterapia in cui elaborare le proprie aree di bisogno profondo emotivo di accoglienza. Tali bisogni devono poter diventare consapevoli in modo da poter essere espressi e dare benessere alla persona. Buona decisione in merito.
Dott. Pietro Salemme

Dott. Pietro Salemme Psicologo a Roma

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15 MAG 2026

Gentilissima Cassiopea, grazie per la condivisione. Capisco quello che ci riporta, e comprendo soprattutto il suo bisogno di risposte circa la relazione con questa persona.
Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti le sue fatiche, individuando strategie funzionali per affrontare quanto riportato.
Saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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