università in ritardo

Inviata da andrea · 19 dic 2017 Orientamento scolastico

Buonasera a tutti, dopo varie riflessioni sul giusto modo di porre la mia domanda, e dopo aver letto alcune risposte fornite a dei miei coetanei con domande simili alle mie non mi posso esimere dal porne una simile ma soggettivamente molto diversa.
E' una domanda banale, a cui in famiglia molte volte ci si sente dare risposte altrettanto banali e demotivanti per il futuro di una persona, non ho nemmeno il coraggio essenziale per porgere questa domanda ai miei coetanei perchè ovviamente strabuzzerebbero gli occhi dato gli obbiettivi diversi che abbiamo..
A Gennaio ho praticamente perso mia mamma, dico praticamente, perchè è rimasta invalida al 100% dopo un gravissimo caso di malasanità italiana che purtroppo mi ha lasciato in balia degli eventi, abito dai miei zii perchè non ho nemmeno mio padre e durante il giorno sto lavorando.. in un lavoro molto brutto ma pur sempre un lavoro.
Mi ritrovo ora a 23 anni, dopo aver avuto un adolescenza molto molto complessa che mi ha fatto abbandonare la scuola prematuramente, da settembre mi ritrovo a completare la 3 superiore in un istituto tecnico superiore, con ottime votazioni tra l'altro, quindi dopo lavoro studio e frequento quest'istituto tecnico che mi appaga molto.
La decisione di completare gli studi mi è venuta praticamente dal cuore, da dentro anche se tutti in famiglia (i rimanenti) mi dicevano che con il lavoro la voglia di studiare passa, cosa che non è mia, infatti anche ora vi sto scrivendo in una pausa di studio, e sto studiando dalle 12:00.
Sono uno di quelli che i professori definiscono "testoni" e parlo dei diurni da adolescente, ma quando parlo ora con i professori ma anche con chiunque altro mi viene detto spesso sei molto intelligente dovresti continuare a studiare faresti carriera.. e questa è una cosa che mi fa sentire bene, mi motiva mi appaga mi fa venire i brividi e il magone allo stomaco.
Io ho questo progetto di vita che m sono fatto dopo i fatti accaduti a mia madre, dopo quello che le è accaduto trovandomi praticamente solo.. anche se ho una sorella e tanti zii comunque la sensazione è quella di essere una persona singola, quasi di non avere più famiglia, mi sono prefissato di voler davvero fare carriera, studiare, laurearmi con il voto più alto possibile, e lavorare, rendere orgogliose ma allo stesso tempo superficiali le persone che mi davano del testone, far vedere quanto valgo a tutti sopratutto a me stesso.
Lo faccio ovviamente prima per me stesso, ancora oggi vedendo i video delle lauree dei miei amici piango praticamente perchè è un momento della vita che voglio avere, una cosa che voglio fare con tanto sacrificio.
Mentre lavoro e accantono io stesso 600 euro al mese del mio stipendio per la vita poi universitaria parte della mia famiglia accantona una cifra simbolica per la mia università... diciamo pochi soldi divisi in tante persone che in 30 mesi, i mesi che mi mancano al diploma dovrebbero consentirmi di pagare quantomeno l'alloggio universitario.. Perchè alloggio? Beh perchè io vorrei fare economia e management in Bocconi, sono rimasto estasiato da questo ambiente, dalla professionalità dalle persone, dall'ambiente dalla città da tutto insomma voglio dare l'anima e arrivarci.
Infondo tra ciò che stanno accantonando per me in famiglia per pagare l'alloggio, e ciò che accantono io riuscirei a pagare alloggio (dalla retta sono esente) e la vita in quei 3 anni dove comunque nei weekend mi adatterei a fare qualsiasi cosa anche per raccimolare due soldi, facendo il cameriere o qualsiasi cosa..
Ma ho questa sensazione esterna di inadeguatezza, di pazzia quasi, dentro di me sono convinto di questo progetto, ma ho paura che la gente possa prendermi per pazzo a sentirlo, che mi dicano ma dove vuoi andare finiresti di laurearti a 28/29 anni chi mai ti prenderebbe a lavorare? La gente dopo i 23 anni ti da quasi per spacciato, dire che vorresti laurearti è quasi come dire "io non voglio lavorare" una cosa fuori dal normale no?
Insomma avrei bisogno di sentirmi dire che è un progetto concreto, ho bisogno di un parere esterno alle amicizie o famiglia ,che indichi se davvero è un progetto ambizioso con delle basi oppure la mia è solo una voglia di riscatto e di andare fuori dagli schemi che non mi porterebbe da nessuna parte...
La paura in me di non trovare poi nessuno sbocco lavorativo c'è è presente sia chiaro, poi sarebbe frustrante fare l'operaio (lavoro per cui ho il massimo rispetto dato che lo sto facendo) dopo aver speso anni in investire nel proprio futuro.

Vorrei tanto sapere cosa ne pensate voi conoscendo "la mia storia" per me le opinioni esterne sono oggettivamente motivanti e istruttive.

Ciao Andrea!

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Miglior risposta 27 DIC 2017

Gentile Andrea,
innanzitutto mi dispiace per i problemi di salute di tua madre ma ti inviterei ad una maggiore cautela prima di parlare di malasanità perchè occorrerebbero dettagli sulla patologia di tua madre e sulle cure mediche o chirurgiche a cui è stata sottoposta.
Non dai poi informazioni sufficienti sugli altri tuoi familiari ma su questo argomento è possibile sorvolare.
Detto ciò, è ammirevole la tua decisione di riprendere gli studi, sia pure con qualche difficoltà dovuta al fatto che lavori ed altrettanto apprezzabile il progetto di portarli avanti anche a livello universitario.
Ritengo che non devi per nulla scoraggiarti per il fatto di arrivare al traguardo di una laurea magistrale alla soglia dei 30 anni ma con altrettanta franchezza ti dico che non ritengo indispensabile studiare alla Bocconi dal momento che ci sono tante altre buone Università.
La cultura spesso consente di poter ambire ad un lavoro più qualificato e meglio remunerato ma in ogni caso ha un suo valore intrinseco per cui vale sempre la pena di perseguirla.
Cordiali saluti ed auguri.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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