UNIVERSITà E FUTURO

Inviata da Loredana Cazzato il 3 mar 2019 Orientamento scolastico

Salve,
sono una ragazza di 21 anni e frequento il terzo anno di giurisprudenza.
Decisi di intraprendere questo percorso già all'età di 17 anni con la convinzione di poter svolgere un mestiere gratificante e redditizio , difendendo me ed altri soggetti da situazioni ostili.
Ero sicura che dedizione e perseveranza nel raggiungere i miei obiettivi potessero essere ottimi presupposti per coronare questo mia grande aspirazione. Ma così non è stato.
Dovetti ricredermi già il primo anno, durante la prima sessione riuscii a dare solo un esame con immensa fatica , nonostante la mia diligenza nell'aver iniziato immediatamente a studiare per essere sempre al passo con il programma. Infatti pensai che questo primo ostacolo dipendesse dal fatto di dovermi ancora adattare ad una realtà completamente diversa da quella liceale ; e che quindi , decorso quel periodo , avrei trovato la mia stabilità. Sbagliai . Nonostante diedi altri esami nel corso dell' anno e riuscii ad ottenere anche una borsa di studio, avvertivo la "pesantezza" nel dover ricordare ogni singola pagina dei miei libri. Superato l'esame di istituzioni di diritto privato 1 , ( considerato da sempre il primo grande scoglio di questo percorso ) diedi quasi per scontato che avrei potuto proseguire senza eccessivi intoppi. Sbagliai nuovamente. Non avrei dovuto dare nulla per scontato , in quanto fu proprio quell'esame a sottrarmi troppo tempo dal programma del secondo anno. Tant'è vero che iniziai ad accumulare esami ( che tuttora devo sostenere ) e mi ritrovai a rifare 2 volte un esame di media difficoltà. Così che dovetti utilizzare il bonus per riottenere la borsa di studio. Questo fu il primo grande segnale che mi mise in allerta. Allora cercai in tutti i modi di dedicarmi interamente allo studio, evitando di frequentare le lezioni ( che in parte già non seguivo ). Nonostante avessi recuperato tempo, anche quest'anno non sono venuti meno i soliti problemi. Durante questa sessione invernale ho tentato di dare invano diritto penale 1 e 2 ; esame che tra l'altro mi interessava particolarmente.... ho provato anche diritto amministrativo 1 ; di questo ero quasi sicura di essere passata con un voto almeno mediocre , anche perchè prediligo sostenere gli esami scritti agli orali. A quanto pare anche quest'ultima possibilità si è rivelata un fallimento.
Ora la situazione è la seguente : tutto ciò mi ha completamente demoralizzato e destabilizzato al punto tale di avere quasi una repulsione per questa facoltà. Ho paura di proseguire in quanto i tentativi per rimediare sono pochi e difficilmente si potranno verificare. Oltre tutto mi si presenta il rischio di perdere definitivamente la borsa di studio! Cosa non di poco conto, in quanto è stata proprio quest'ultima a permettermi di studiare senza dover svolgere nel frattempo un lavoro part-time. Stavo valutando le possibili alternative :
1 ) tentare ancora invano di proseguire gli studi in questa facoltà individuando il problema di base ( es. metodo di studio ) , consapevole di dover recuperare un bel po' di esami;
2 )effettuare il passaggio da giurisprudenza a scienze giuridiche , facendomi convalidare gli esami in comune, per non perdere il lavoro svolto di questi 3 anni e ottenendo comunque una laurea ( anche se triennale ) in un settore analogo;
3 ) cambiare completamente ambito, anche se non ho un'idea precisa su cosa focalizzare l'attenzione...... Di recente ho anche provato dei concorsi in accademia militare e pensavo vagamente di continuarmi a dedicarmi a questo , non solo per un'eventuale sicurezza economica, ma anche perchè riuscirei ad avere un ruolo rilevante nella società. Per esempio , ambivo a provare il concorso in Guardia di Finanza sia perchè , come dicevo anche all'inizio,vorrei " difendere " me o terzi , sia perchè riprede parte del programma studiato per l ' esame di diritto penale ( appunto , non superato ) , al quale mi ero dedicata con costanza.
Insomma... mi sento particolarmente confusa e demotivata , come se mi fossero crollate tutte le certezze e le aspettative per il futuro. Non so chi sarò e cosa farò di concreto. Mi chiedo se dovrò iniziare un nuovo percorso al fine di capire le mie vere attitudini , dato che queste si sono rivelate sbagliate. Forse non sono mai stata eccellente nello studio , ma posso confermare che l'unica cosa che mi ha dato la forza per andare avanti è stata la mia costanza e forza di volontà. Infatti pensavo di aver preteso troppo da me stessa , di aver sopravvalutato le mie potenzialità....forse ho altri talenti di cui neanche sono a conoscenza. In tutto questo ho anche paura della reazione dei miei genitori nel momento in cui dirò della mia scelta. Ho paura di essere giudicata e non capita , di deludere anche loro , anche perchè sanno che m'impegno da sempre e speravano in un mio miglioramento universitario ; anche perchè è stata una mia scelta iscrivermi a quella facoltà e di conseguenza dovrò prendermi le mie responsabilità. Spero di trovare una soluzione per dare una svolta radicale positiva alla mia vita.
Grazie in anticipo per la risposta e del tempo dedicato per individuare il mio problema.

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Gentile Loredana,
credo si debba considerare scontata la solidità della sua motivazione per lla scelta della facoltà di Giurisprudenza e penso anche che motivazione, costanza e forza di volontà siano fondamentali per raggiungere qualsiasi obbiettivo nella vita.
Altra premessa importante è che effettivamente il passaggio dalla scuola superiore all'Università rappresenta una difficoltà che può risultare destabilizzante e richiedere una fase di adattamento per cui già in fase iniziale ne può risentire l'efficienza nello studio.
Penso poi che soprattutto negli studi di Giurisprudenza, oltre alla comprensione dei testi è fondamentale l'acquisizione di una terminologia tecnica precisa che richiede un grande sforzo mnemonico e quindi molte ripetizioni nella esposizione degli argomenti.
Per il resto penso che lei sia troppo severa con se stessa perchè parla degli sbagli che ha fatto come se fosse un fallimento completo mentre invece non è così.
Piuttosto lei ha incontrato delle difficoltà che sono poi le stesse di quelle che incontrano la maggior parte degli studenti di giurisprudenza i quali, chi più chi meno, accumulano quasi tutti un certo ritardo nel percorso di studi.
Parla poi della borsa di studio e dell'utilizzo del bonus che non sono indispensabili per il proseguimento degli studi stessi e, a parer mio, i suoi genitori non dovrebbero rimproverarla per questo nè obbligarla a fare un lavoro part-time per mantenersi da sola agli studi perchè questo è un loro dovere.
Quindi penso che lei sia solo molto scoraggiata e sfiduciata perchè è partita con aspettative forse un pò troppo elevate.
Inoltre credo che non dovrebbe fare alcun cambiamento di facoltà ma solo riprendere a studiare con fiducia e perseveranza ed andare avanti perchè anche se ha accumulato un ritardo ha le capacità e potenzialità per raggiungere gli obbiettivi prefissati.
Tuttavia, qualora le fosse possibile, potrebbe giovarsi di un percorso psicologico per migliorare il suo livello di autostima e, per economizzare, potrebbe rivolgersi o allo sportello di ascolto psicologico della sua facoltà (se nella sua Università esiste) oppure al servizio di psicoterapia della sua ASL di appartenenza tramite la richiesta del suo medico di base.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Loredana,
La scelta del percorso universitario è spesso il risultato di sogni e aspirazioni "alte" circa il proprio futuro che, spesso, sono in contrasto con la dura realtà del quotidiano: lezioni poco interessanti, libri impegnativi, esami difficili, materie apparentemente lontane dall'obiettivo.
Credo che lei si sia semplicemente accorta di aver sbagliato facoltà e che le serva il coraggio di ammetterlo. Non c'è niente di male in questo, fa ancora in tempo a rivedere i suoi obiettivi professionali e di vita, possibilmente prendendosi il tempo necessario per capire in quale direzione andare. Come poi dice alla fine (è questa è forte la parte più difficile) dovrà prendersi la responsabilità della sua scelta, ma diventare adulti significa proprio questo.
Se dovesse accorgersi di non riuscire ad affrontare il problema da sola, non esiti a chiedere un aiuto professionale.

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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