Università e dubbi amletici

Inviata da Ilaria il 21 gen 2019 Orientamento scolastico

Gentilissimi dottori,
mi chiamo Ilaria e ho 19 anni. Lo scorso giugno ho concluso il liceo e mi sono diplomata con il massimo dei voti. Sono sempre stata convinta di voler proseguire con gli studi, soprattutto dal momento che ho sempre considerato la mia formazione/educazione una priorità.

Sin da quando avevo 14 anni, ho sempre pensato di voler insegnare "da grande" e questa certezza mi ha accompagnato fino al quarto anno di liceo. All'ultimo anno, anche in seguito a diversi open day e attività di orientamento, ho cominciato ad essere assillata da diversi dubbi e la prospettiva di trasformare una delle mie più grandi passioni (le lingue) nel mio futuro lavoro si è fatta sempre più forte.
Questo dubbio mi ha perseguitata fino all'ultimo.
Mi sono inizialmente immatricolata a mediazione linguistica (chiamiamola la mia "seconda scelta") per preservare il posto in attesa che uscissero i risultati del test dell'altra facoltà. Un test che ho superato con ottimi risultati (mi sono classificata 50esima su più di 1400 persone). Da quel momento sono ricominciati i dubbi. Ho pensato di voler comunque studiare lingue, poi riflettendoci bene mi sono detta che non ero tanto sicura di dove quel percorso universitario mi avrebbe condotto, quindi ho deciso di cambiare e tutt'ora sto studiando scienze della formazione primaria, per diventare maestra, come ho sempre voluto.

Tutto perfetto, verrebbe da dire. Se solo non fosse che di questa scelta non sono ancora pienamente convinta.
Ora più che mai, durante la prima sessione d'esami, mi sto rendendo conto che questa facoltà ha deluso le mie aspettative e non mi sta piacendo più di tanto, come invece pensavo. Ho sempre amato studiare, più per me stessa che per un voto, ma ora non mi sento per niente motivata, resto ore su una pagina, studio tanto per passare l'esame senza nemmeno dare importanza al voto finale. Mi sono detta che potrebbero semplicemente essere i corsi che ho seguito questo semestre a non interessarmi, ma conoscendo l'intero piano di studi so già che non saranno gli unici. L'unico pensiero che mi spinge ad aprire i libri è "dai che superato questo esame te lo sarai levata di torno per sempre". Ovviamente ciò si sta ripercuotendo anche sui risultati, che non sono "all'altezza dei miei standard" e questo sta cominciando a farmi dubitare di me e dell'idea che ho sempre avuto di me stessa, non mi sento per niente soddisfatta di quello che sto facendo e ho paura di deludere i miei genitori e le aspettative che hanno nei miei confronti.

In questi giorni ho ricominciato a chiedermi se rinunciare a lingue sia stata la scelta giusta.
Quello che non riesco a capire è: vale davvero la pena studiare qualcosa che non mi appassiona per cinque lunghi anni per fare il lavoro che ho sempre desiderato fare (sono ancora convinta di voler insegnare) o è meglio studiare qualcosa che realmente mi appassiona per fare un lavoro che comunque mi piacerebbe ma non è il lavoro dei miei sogni?
Spero di essere riuscita ad esporre questo interrogativo nel modo più chiaro possibile.

Sin da dopo la maturità ho parlato di questi dubbi con i miei genitori e con i miei amici. Tutti mi dicevano continuamente di "fare quello che preferisco", che a dover scegliere sono solo io. E so benissimo che è così, ma è come se non mi sentissi in grado di prendere questa decisione ora come ora.
La verità è che avevo bisogno che loro prendessero una posizione per aiutarmi in questa scelta, per quanto sbagliato possa essere. E invece quando mi sono immatricolata alla prima facoltà mi hanno detto "hai fatto bene", "avrai più prospettive di lavoro", "senza le lingue oggi non vai da nessuna parte"; quando ho deciso di cambiare, di nuovo mi hanno detto "hai fatto la scelta giusta" e questo non ha fatto altro che rendermi più insicura.
Dal momento che ultimamente mi sentivo spesso dire che "il voto minimo che puoi prendere è 30", "passi tutto il giorno sui libri e torni a casa con un misero 26", ho risollevato il problema in famiglia, al che non mi sono sentita dare alcuna risposta, se non uno scioccato "non ti piace?!" da parte di mia madre.

Sono in un vicolo cieco e non ho la minima idea di cosa fare. Continuo a chiedermi se non stia sprecando del tempo che potrei passare a studiare qualcosa che davvero mi appassiona. L'unica cosa che riesco a fare è piangere perché vedo che tutti i miei amici sono pienamente soddisfatti dell'università che hanno scelto e prendono ottimi voti, mentre io sono consapevole che a prescindere non riuscirò mai a dare il meglio di me e questo non fa che demoralizzarmi.

Ho davvero bisogno di un consiglio,
grazie per il vostro tempo.

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