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Un'esistenza insostenibile e forti problemi di autostima

Inviata da Lory Verdi il 23 ago 2015 Autostima

Salve. Sono una ragazza alle porte dei trent'anni col desiderio di prendere un martello, frantumare tutto quello che sono e gettare i cocci nella spazzatura.

Per tutta la mia vita ho avuto problemi di autostima che credevo d'aver superato quando mi sono iscritta all'accademia di belle arti, dove credevo d'aver trovato la mia vocazione. Probabilmente l'ho persino trovata, ma non mi sta aiutando adesso. Sono fidanzata con un uomo disoccupato che non riesce a trovare un nuovo lavoro e che volente o nolente ha addossato sulle mie spalle tutta la responsabilità della nostra vita assieme. Non fa altro che dirmi che devo trovare un lavoro per la nostra salvezza, ma suppongo possiate immaginare quali possibilità abbia una persona senza la minima esperienza lavorativa che sa solo tenere in mano un pennello, per di più neppure bene come direbbero alcuni.

Sono emotivamente distrutta. Il solo pensiero di cercare un lavoro mi terrorizza perchè temo di venir rifiutata o denigrata, di perdere il lavoro e di tornare da lui dicendo che no, non ho soldi per pagare le bollette o per comprare del cibo. Non riesco ad affrontare i nostri problemi personali, sono mesi che non abbiamo intimità e anni che non usciamo assieme per rilassarci, neppure per un caffè. Non ho la minima autostima, ogni volta che discutiamo o che lui si irrita per un qualche motivo (anche lui soffre quanto se non pi di me di questa storia e ogni tanto esplode per delle stupidaggini, è comprensibile) io non riesco a ribattere, mi chiudo in un silenzio di tomba perchè temo di dire o fare cose che possano solo peggiorare la situazione, e lui interpreta questo silenzio come viltà e debolezza. Per di più ho il dubbio che il nostro animale domestico, l'unica piccola cosa che rallegra le nostre giornate e ci dona un pizzico di felicità, non stia bene e il sol pensiero di perderlo a causa della nostra impossibilità economica di curarlo mi toglie il sonno. Il sol pensiero di perdere una creaturina innocente a causa dei miei traumi mentali mi fa venir voglia di gettarmi sotto un treno, non escludo la possibilità di farlo, un giorno. Dopotutto, a volte il mio compagno non è in grado di comprendere la mia emotività visto che lui è una persona estremamente logica, e non trovo supporto emotivo neppure nella mia famiglia, che ha trasformato mio padre in un depresso cronico e che lo incolpa per questo. Quindi non vedo perchè dovrei sforzarmi a migliorare, visto che già adesso non mi reggo in piedi da sola e avrei bisogno di un aiuto sincero.

Insomma, mi sento impotente e inutile. Non so se sono depressa, non escludo neppure la possibilità che io possa essere semplicemente una cretina viziata, ma anche se fossi davvero malata non avrei possibilità di guarire. Non ho soldi, la mia famiglia è povera, a parte due chiacchiere al consultorio di quartiere non posso permettermi nessuna cura seria.

Tutto ciò che voglio è di poter vivere senza temere di causare la morte di qualcosa o qualcuno, di dipingere e di sorridere alle persone che mi vogliono bene e di saper risolvere i problemi della vita. Ma chiedo davvero troppo. Mi sento uno schifo, poi mi rendo conto che persone con problemi peggiori dei miei va avanti senza problemi e mi rendo contro di essere davvero troppo debole e inetta per esistere. Dovrei andarmene, in fondo le risorse del pianeta sono limitate, uccidendomi eviterei lo spreco di queste risorse su una persona inutile e le lascerei a qualcuno più degno di me. Cosa ne pensate?

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Gentile Lory,
se lei non può trovare conforto al suo scoraggiamento perchè il suo compagno, che è estremamente "logico", reagisce anche lui arrabbiandosi ma chiedendo solo a lei di cercare il lavoro per la salvezza di "entrambi", forse è meglio rinunciare alla convivenza ( perchè se ho capito bene esiste una convivenza! ) evitando le relative spese e tornare ognuno nel nucleo familiare di origine almeno temporaneamente cioè fino a quando qualche benedetto lavoro non salterà fuori ( a condizione però che lo si cerchi davvero! ).
Lei non può farsi carico di tutto e sentirsi in colpa per tutti ( animale domestico incluso! ). Ha bisogno di scaricarsi di inutili fardelli e prendersi cura innanzitutto di se stessa chiedendo sostegno ai suoi familiari e alle persone amiche visto che non lo può chiedere al suo compagno verso cui mi sembra abbia un atteggiamento protettivo mentre a sè ne riserva uno punitivo.
Una volta che camminerà più leggera è probabile che le torni un pò di ottimismo e non infierirà più così tanto su se stessa come sta facendo adesso.
Continui a frequentare il consultorio per due buoni motivi : il primo è che non può fare diversamente, il secondo è che anche lì ci sono psicologi in grado di poterla aiutare che non meritano di essere discriminati e che potranno monitorare il suo tratto depressivo.
Quanto al suicidio, come ho già detto a qualche altro utente di questo sito, lo considero un atto crudele, violento e stupido perchè col tempo tutto cambia e non necessariamente in peggio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Lory, credo che si trovi proprio alle porte di un bivio, credere di essere davvero un’inetta, come lei si definisce, o inseguire i suoi ideali: vivere facendo ciò che desidera senza troppe pretese, dipingere, risolvere i problemi economici trovando un’occupazione.
Lei sta cercando una sua strada, ma il peso di una famiglia poco sana e di un compagno che non la sostiene, rischiano di frantumare i suoi sogni.
La prego, pensi innanzitutto a realizzare se stessa, il resto, lavoro e serenità di coppia, verranno da sé. Si chiuda in una stanza, ascolti la musica che più la rilassa, si lasci andare alla pittura e si senta libera e unica. Quando si guarderà allo specchio vedrà in lei una luce nuova. Ecco, fissi quell’immagine e la espanda respirando con la pancia (usando il diaframma), finchè sentirà il suo corpo sereno e rilassato. Ogni volta che sentirà di non farcela, richiami alla mente questa immagine. E ricordi, come ci insegna la fisica quantistica, che esiste una corrispondenza tra ciò che pensiamo e ciò che ci viene riflesso dall’esterno. In poche parole lei ha il potere di modificare ciò che sta intorno a lei se ascolta cosa c’è dentro di lei, le sue inclinazioni. Rifletta su chi desidera essere, cosa desidera fare e lo condivida con gli specialisti del consultorio, che attraverso le consulenze potranno guidarla in un cammino di scoperta delle proprie potenzialità. Auguri!
Cordialmente
Dott.ssa S. Orso

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Gentile Lory Verdi,

non valuti gli incontri nel settore pubbliche come delle "chiacchierate", lì incontra dei professionisti così come li incontrerebbe privatamente, dunque sono delle sedute vere e proprie, non è giusto sminuirle.

Il tratto depressivo che la ricollega a suo padre, anche dal punto di vista della colpa e della responsabilità di ogni evento, emerge a chiare lettere e sarebbe opportuno potesse lavorarci su per elaborare le sue questioni da esso derivanti.
Perché la vita quotidiana, quella di coppia e quella del suo animale domestico dovrebbero dipendere unicamente da lei? Perché non dovrebbe essere all'altezza di un lavoro?

Una cura è "seria" se è il paziente ad iniziarla seriamente, al di là del contesto in cui venga condotta.
Se ha davvero voglia di cambiare le cose, gradualmente perché le bacchette magiche non esistono, lasci le chiacchiere ai tavolini del bar e decida di portare il suo discorso all'interno di un percorso terapeutico.

Un cordiale saluto ed un augurio per il suo futuro,
Dott.ssa Cristiana Bucci

Dott.ssa Cristiana Bucci Psicologo a Milano

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Ciao Lory,
mi accodo con il collega quando dice che il tuo messaggio contiene diverse storie, diverse problematiche, una dentro l'altra.
Quando da me si presenta un paziente che porta un insieme così apparentemente scoraggiante di problemi di vita, relazionali, di autostima ed economici, mi faccio, e faccio anche a lui/lei, una domanda: quale sarebbe il più piccolo cambiamento che ci farebbe capire che stiamo andando nella direzione giusta? Per te, quale sarebbe il cambiamento più minimale che ti mostrerebbe che c'è un miglioramento, seppur minuscolo?
Il rischio, infatti, quando i problemi sono tanti, è quello di lasciarsi sopraffarre dalla moltitudine, mentre magari c'è qualcosa, qualcosa di molto piccolo, che potremmo fare subito per apportare un piccolissimo miglioramento nella nostra vita. E dopo quello, si può cercare il più piccolo miglioramento successivo, e così via. Come a dire: se devo costruire sulle macerie, parto dal primo mattone.
Un grosso augurio di tante (piccole) cose buone.

Dott. Giacomo Crivellaro
Psicologo a Firenze e Fidenza (PR)

Dott. Giacomo Crivellaro Psicologo a Firenze

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La prego, come ho già letto nella risposta della mia collega, di non sottovalutare i colloqui con i consultori. Gli psicologi che vi lavorano sono persone che hanno studiato anni per risolvere problemi come il suo. Per quanto riguarda la sua autostima, non vedo perché il carico della sua famiglia e delle responsabilità relative debba essere addossato tutto a lei. Lei è una persona responsabile e ho l'impressione che gli altri tentino di approfittarsi di lei. Le responsabilità di una famiglia vanno divise e non addossate ad una sola persona. Lei non ha assolutamente alcuna colpa di quanto sta succedendo e non ha motivi di addossarsi responsabilità che non sono solo le sue. Lei è una bravissima persona e merita tutto ciò che finora non è riuscita ad ottenere. Non molli e continui i colloqui con i colleghi del consultorio.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Cara Lory Verdi,
sarò onesta: le sue parole mi hanno spiazzata.

Inizialmente ho immaginato una donna delusa e desiderosa di fare qualcosa per sistemare la sua vita, poi una donna il cui carico familiare è addossato tutto a lei e che soffre nel notare che il compagno non cerca lavoro, poi ancora una donna che, come il compagno, non osa cercare lavoro; una donna che non si sente capace, che teme che il suo comportamento possa nuocere a qualcuno, anzi, che si chiede se valga la pena vivere.

Quante cose! Quante storie diverse tutte in una!

Per quanto riguarda i problemi economici, Lory, non ho capito come abbiate gestito le spese finora e quali fossero le entrate che vi permettavano di sopravvivere. Se ora le cose sono cambiate potrebbe essere diffiicile riorganizzare le abitudini per supplire a queste priorità, ma va fatto.

Si definisce una "cretina viziata": non posso sapere se lei sia viziata, ma di certo non è cretina. Mi creda, il suo messaggio chiarisce la sua intelligenza e dipinge una donna con diverse risorse, forse poco riconosciute.

Non pensi ai colloqui al consultorio o alla asl come "chiacchierate": i colleghi che lavorano presso i consultori sono professionisti pronti ad aiutarla a recuperare fiducia e volontà di agire.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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