Una situazione/vita disagevole

Inviata da Marta. 9 ott 2017 4 Risposte  · Terapia di coppia

Salve a tutti, vorrei esporvi un mio problema, o meglio parlarvi della mia situazione, così che, magari avendo più pareri, io riesca a comprendere di più cosa mi sta succedendo. Non so come iniziare, ma credo che posso farlo dicendo che da ormai un po' di anni non riesco ad avere relazioni stabili. Nella mia vita ho avuto solo una relazione seria, durata 3 anni, finita per colpa mia, per un mio tradimento dovuto ad un momento di incredibile confusione. Questo episodio mi ha portato a sentirmi in colpa terribilmente tutti i giorni della mia vita. Sono passati 6 anni da allora, di cui due anni sono stata single, e li ho passati non vedendo veramente nessuno (a volte in maniera tormentata avevo incontri con il mio ex), fino al punto che io ho iniziato a stare così male da pensare che volevo morire, perché dipendevo interamente da lui, e non riuscivo a staccarmi e a vivere la mi vita. È stato un periodo di grande depressione, mi ero iscritta ad una università come ripiego perché vivo in un contesto familiare in cui i miei sono molto possessivi nei miei confronti e non mi avevano concesso di trasferirmi per studiare quello che volevo in una università in un'altra città. Dopo un lungo periodo di disperazione e di vari tentativi per cercare di riprendere forza e in mano la mia vita, un giorno sono partita di casa da sola e senza dire niente a nessuno e da Bari sono andata a Milano per fare il test all'università che desideravo frequentare, ho passato il test, e da lì è iniziata la mi fuga verso la libertà. Tre mesi fa mi sono laureata col massimo dei voti, negli ultimi mesi ho avuto tre colloqui e sono stata io a scegliere dove andare a lavorare perché mi hanno preso tutti. Chiunque potrebbe dire che dovrei ritenermi soddisfatta di cosa ho fatto, di quanta forza sono riuscita a trovare in me, e di dove sono arrivata, ma purtroppo non riesco ad esserlo. Soffro di un'ansia devastante che non mi permette di vivere a pieno, non mi permette di esprimermi dove quando e come vorrei, mi fa vivere con la paura addosso. Ho problemi nei rapporti sociali, sono una persona molto socievole nonostante tutto, quindi mi spingo sempre nonostante i miei limiti dovuti all'ansia, alla paura, e all'insicurezza, a conoscere sempre più gente possibile, ma questo mi porta solamente a conoscere tantissime persone ma a non avere rapporti veri con nessuno di tutte queste. In amore non ne parliamo, il punto dolente è questo forse. Dopo il mio trasferimento ho deciso di affrontare questi miei problemi e quindi di buttarmi a capofitto nelle relazioni, ma la mia insicurezza mi ha portato ad ottenere solo rapporti sessuali che finivano nel momento in cui io con tutta la mia insicurezza non riuscivo a far altro che aggrapparmi con tutta me stessa alla persona che mi offriva attenzioni. Quindi, in maniera sempre più logorante, finivo ogni volta per stare sempre più male. E niente, è un ciclo continuo che va avanti così da 4 anni ormai. Per due anni qui a Milano sono stata seguita da una psicologa a cui mi sono rivolta perché sentivo il bisogno di parlare di una violenza che ho subito da piccola e che secondo me, insieme al rapporto morboso che hanno i miei genitori nei miei confronti, ha finito per destabilizzarmi la vita in questo modo. Ho terminato di andarci in un momento in cui stavo veramente bene. Ma da qualche mese invece è tornato lo sconforto, di non riuscire a gestire tutte queste situazioni, di non vivere a pieno, e di non essere amata, e questa è la cosa che più mi logora. Sopratutto perché sono convita che dipenda da me, in quanto tutti mi apprezzano reputandomi una bellissima ragazza e intelligente, ma puntualmente finisco per annullarmi nel ragazzo di turno che perde interesse per me perché mi sente come bisognosa. E questa cosa mi fa arrabbiare tantissimo, perché è un istinto che non riesco a controllare. Con l'ultimo ragazzo è da un anno che va avanti un tormentoso tira e molla in cui lui mi vuole, e poi non mi vuole più, ma in tutto ciò, mi dichiara amica sempre e comunque, e io finisco per stare sempre più male. Non so davvero come uscirne, leggo libri di psicologia per cercare di migliorarmi di continuo, e a volte sembrano funzionare, ma poi inconsciamente torno a comportarmi in quel terribile modo che mi butta giù. Sto pensando di rivolgermi di nuovo ad una psicologa perché non ne posso più, mi chiedo se dopo tutti gli sforzi che compio riuscirò mai a stare bene con me stessa, o sarò destinata a vivere questa condizione così disagevole per me per tutta la vita?
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione, e mi scuso in anticipo per essermi dilungata così tanto. Aspetto i vostri pareri e le vostre risposte che so già che sicuramente mi saranno utili.
Un saluto, M.

amore

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Marta credo che lei debba riprendere la psicoterapia ed affrontare il suo trauma di violenza subita e la mancanza di separazione dalla sua famiglia di origine.la sua bassa autostima e scarsa fiducia nelle sue capacità è la conseguenza di ciò che è irrisolto dentro di lei e afferisce al suo passato. Riprenda il viaggio di conoscenza dentro di sé, per approdare ad una sua identità non ancora raggiunta. A disposizione dottoressa Giulia Piana Milano

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Gentile Marta,
le domande, gli avvenimenti tramatici, le questioni irrisolte mi sembrano molte per cui penso le convenga cercare un aiuto professionale di persona.
Tenga magari presente che spesso quando non si riesce ad avviare una relazione sentimentale stabile c'è alle spalle una vecchia precedente relazione che non si è chiusa correttamente. Per capire meglio cosa voglio dire le consiglio di leggere il mio articolo sulle storie sentimentali non chiuse che può trovare sul mio sito professionale.
Cordiali saluti

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17 OTT 2017

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

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Buongiorno Mind,
credo che lei abbia già tante risposte in mano, dal momento che ha una buona capacità di lettura delle situazioni e del suo vissuto emotivo.Le consiglierei caldamente di riprendere il percorso terapeutico e di farsi sostenere in questa fase in cui è tornato lo sconforto. rispetto al buttarsi a capofitto nelle relazioni, mi sembra che sia arrivata a comprendere che non può essere una soluzione efficace per lei, che non ho bisogno di rapporti superficiali ma di rapporti su cui investire. Curi le relazioni e si prenda cura di sè stessa, come ha fatto fino a questo momento seguendo coraggiosamente i suoi desideri. Ha appena concluso un ciclo della sua vita (quello del percorso universitario) e sta aprendone un altro(quello della vita lavorativa e della sua realizzazione) a volte è normale che in questi delicati momenti evolutivi le persone possano trovarsi ad vivere maggiori momenti di ansia e di confusione, perchè si è in movimento evolutivo e di cambiamento.
Buona fortuna,
D.ssa Maura Lanfri

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11 OTT 2017

Logo Dott.ssa Maura Lanfri Dott.ssa Maura Lanfri

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Gentile Marta,
reazioni di rabbia, che condizionano l’andamento di una relazione sentimentale, sono spesso reazioni istintive a comportamenti o atteggiamenti del partner che feriscono, la chiave di lettura è l’emozione che sta immediatamente prima della rabbia, può provare a focalizzare da sola questa emozione, o tornare in psicoterapia.
Un rapporto terapeutico non finisce quando si conclude il periodo di frequenza settimanale delle sedute, ma dura per sempre, nel senso che il paziente può sempre riprendere il lavoro sospeso se se ne dovesse verificare la necessità. E’ una cosa che capita molto spesso perché gli eventi della vita portano a sperimentare continuamente nuovi contesti, a stimolare nuove reazioni e nuove soluzioni, di cui un paziente può avere voglia o bisogno di discutere con il suo vecchio terapeuta, o con uno nuovo se ritiene che dal vecchio ha avuto tutto quello che poteva ricevere. Perciò non si faccia lo scrupolo di riprendere il percorso terapeutico concluso o di iniziarne uno nuovo.
Un caro saluto.

Dott.ssa Patrizia Mattioli

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11 OTT 2017

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