Una richiesta di aiuto.

Inviata da Bolli · 6 mar 2020 Ansia

Salve,
Scrivo qui perché credo di essere sull'orlo di una crisi di ansia.
Allora parto dal principio. Ho subito credo all'età di 10 anni,o anche meno,abusi da parte di mio nonno paterno a volte mi prendeva con la forza altre invece lo facevo di mia spontanea volontà. Ho subito un abuso da una cugina con la quale trascorrevo interi pomeriggi. Lei era piu grande di me di qualche anno,forse quattro o cinque anni di differenza. La stessa cosa è accaduta con lei ho fatto quello che mi aveva chiesto (suzione al capezzolo precisamente,questo è quello che ricordo)e poi ho iniziato a cercare io questi atteggiamenti. Bene,sono andata avanti con la mia vita rimuovendo completamente questi eventi. Taciuti anche ai miei genitori fino all'età di 25 anni. E adesso ne ho da poco compiuti 26. Dunque arrivo al liceo,mi innamoro di una ragazza,atteggiamenti maschili,mi faceva sentire protetta e mi dava le attenzioni di cui forse avevo bisogno. Mi innamoro di lei e lei di me,per me non esisteva nient'altro che lei,la mia vita girava intorno a lei. Accade che i miei genitori scoprono questo dopo due anni di relazione. Relazione sessuale a tutti gli effetti. I miei non la prendono per niente bene,mi obbligano a non vedere piu questa persona,perché insana (forse un po avevano ragione a riguardo) e io decido di chiudere,ma ovviamente questo non dura nemmeno un giorno. Allora andiamo avanti a fare tutto di nascosto,nel frattempo faccio capire ai miei genitori di essermi fidanzata con il mio migliore amico,che non sapevo fosse davvero innamorato di me. Pertanto le nostre uscite che per me erano le uniche dovute,perché da sola non sarei potuta uscire perché i miei pensavano che potessi mentirgli,lui le ha prese come una sorta di approfondimento della nostra amicizia. Io a quel punto non sapevo piu che fare,avevo da una parte la persona che amavo perdutamente e dall'altra una persona che stavo usando nonostante gli volessi davvero bene,ma avevo perso la lucidità e per lei avrei fatto di tutto. Insomma succede che queste bugie mi intrappolano e non so piu cosa fare. La famiglia di lei era venuta a conoscenza di questa relazione tra me e lei e accettava la mia no e quindi io ero cosi oscurata dalla paura che ho deciso di buttarmi un questa cosa piu grande di me. Lei però invece di starmi vicina,si allontanava da me perché infastidita (= gelosa)della presenza di questo ragazzo nella mia vita,lei però sapeva che non era vero che io stessi insieme a lui. Succede che lei in tutto questo riesce ad avere tempo di conoscere un'altra ragazza,mi lascia perché dice di aver sofferto troppo 3 chiude con me. Io sento di essere morta nello stesso istante in cui mi ha detto di non amarmi piu. Dopo pochi giorni dalla rottura la vedo mano nella mano con questa ragazza. Il mio dolore si intensifica,ma tornavo a casa e dovevo far finta di nulla,piangevo solo la notte. Io decido di dire la verità al mio amico e lui non la prende bene anzi piange e io a quel punto ho pensato che forse avrei dovuto piuttosto finirla con la mia vita. Vado dai miei genitori a dire loro la verità e loro non capiscono,le urla i litigi e anche qualche schiaffo. Decido di non andare piu a scuola per evitare di vederla e perché ormai a scuola mi prendevano solo in giro. I miei amici scoprendo questa cosa hanno evitato qualsiasi tipo di contatto con me. Ero solo e rinchiusa in casa. Non vedevo nessuno. Non sentivo nessuno perché non avevo piu nessun attrezzo tecnologico con me. Continua cosi la mia vita estiva,arriva la bocciatura e arriva un alteo fallimento. Decido di chiedere ai miei di vedere il mio migliore amico. Loro iniziano a farlo venire a casa per farmi stare bene,effettivamente io stavo bene con lui,era mio amico. Ovviamente mi scuso per quello che avevo fatto. Forse la mia unica scappatoia era lui e così decido di conoscerlo da quel punto di vista,anche per ricominciare a sentirmi meglio. Cosa sbagliata. Ho iniziato una relazione durata 4 anni con una persona che non amavo. Ma era solo un modo per acquistare fiducia nei miei. Ma nel frattempo la mia luce si spegneva,fino a quando un ragazzo entra nella mia vita come una curiosità inaspettata. Io decido di lasciarlo e ogni volta che lo facevo stavo male perché pensavo che non avrei mai trovato una persona come lui che mi guardasse cosi che mi trattasse cosi,e quindi mi lasciavi convincere da questa cosa. E ritornavo. Era come se ne fossi dipendente,poi essendo lui piu grande di me,mi dava la sensazione che ne sapesse piu di me che ne avesse viste piu di me insomma. Alla fine però ho trovato il coraggio e non mi sono mai sentita così libera in vita mia. Resto sola per quasi 5 anni,nel frattempo conosco diversi ragazzi con i quali non ho alcuna intenzione di costruire nulla di serio. Arriva però un giorno la conoscenza con un ragazzo,ho sentito subito con lui una sorta di vicinanza. Ovviamente non pensavo di andare oltre,anche perché non ritenevo che potesse piacermi. Io iniziai a confidarmi con lui e lui lo faceva con me. Eravamo davvero diventati amici e questo mi faceva piacere. Però mai pensavo di andare oltre,non c'era quel qualcosa in più. Io tutte le estati lavoravo e quindi non riuscivo a vedere mai i miei amici. Ma ricordo di aver avuto un giorno libero e ovviamente chiamai lui e la mia migliore amica. Poi ritornai a lavorare i giorni successivi. Periodo in cui sentivo di non stare bene sentivo di essere apatica,non provavo nulla sentivo come se mi avessero tolto le energie e i sentimenti che potessi provare anche solo nei confronti di un tramonto. Non mi emozionava piu. Ero vuota,o forse stavo covando qualcosa. A fine lavoro,le miei amiche non c'erano ed eravamo solo io e lui ad uscire la sera. Una sera di queste presi dalle bevute estive e chiacchiere leggere decido di baciarlo. E iniziamo a farlo nelle serate successive. Il problema era che nonostante io volessi stare con lui,non riuscivo a sentire nulla. Sono stata subito sincera con lui dicendogli che non ero pronta per avere una relazione. Stavo avendo un momento di completa apatia. Allora ci allontaniamo per un mese ovviamente restavano amici,ma io non riuscivo ad essere niente di più. Non so perché una sera gli chiedo di uscire e stiamo insieme tutte le sere e parliamo e parliamo e io confido lui quello che mi era successo da bambina e cado tra le sue braccia in un pianto a dirotto. Le sere successive alla confessione iniziamo a guardarci in maniera diversa. Ero molto più vicina e lo sentivo. Andiamo avanti e ci vogliamo sempre di piu,ma ovviamente arrivano i dubbi che io stessi usando lui come scudo. Come scudo per evitare la.vita che avrei dovuto invece affrontare. Inizio a farmi un sacco di domande. Iniziano a diventare vere e proprie ossessioni. Paure. Io gliene parlo e decido che forse non dovremmo continuare,ma ovviamente io non ero convinta. Perché stavo così bene quando lo guardavo. Mi perdevo nei suoi occhi così caldi e belli. E tra le sue braccia avevo trovato un mondo in cui poter riposare sicura. Passa un anno e le ansie non passano,iniziano i pensieri a riguardo della mia sessualità. Iniziano i dubbi sul fatto che potesse piacermi davvero,inizio a trovargli difetti fisici e glieli faccio notare,gli dico che somiglia ad un mio cugino paterno brutto e che forse è questo che mi turba. Ma dopo qualche minuto cambio idea e forse invece non è per questo ma perché Mi piacciono le ragazze e forse sto soltando e ancora una volta tessendo le reti della mia ragnatela. Forse sto con lui solo perché non voglio vedere la realtà. Giornate in cui non riesco a studiare per via dei pensieri e non riesco a dormire. Addiritturaho paura di scendere in università per paura di incontrare persone del mio stesso sesso. Inizio anche ad immaginare scene omosessuali per cercare di capire cosa potessero sucitarmi cosa confermare quello che ho sempre pensato di essere( o che forse sento di essere ma non voglio ammetterlo per paura). Bugie su bugie. Allora qualche giorno fa decido di lasciarlo. Non so se la decisione che ho preso è quella giusta per me,ma io penso a lui,a quello che sta patendo. Ho messo tutti in questa rete,ma lui no. Voglio che lui resti fuori. Non permetto a me stessa di intrappolare la luce che emana. Non sarebbe giusto,né per me né per lui. Premetto che è stata l'unica persona che mi abbia spronato davvero a dire ai miei genitori quello che avevo subito. E l'ho fatto. Ovviamente i miei genitori ( che tra l'altro sono separati altra grande certezza della mia vita crollata )non navigano nell'oro e non potrebbero sostenere spese dispendiose per percorsi terapeutici,così ho deciso di scrivere qui qualcosa. Perché davvero sto soffrendo. Tanto. Mi sento un fallimento,una persona meschina.
Non so più chi sono.
Ho dimenticato di dire che soffro di dissociazione della personalità. L'ho scoperto parecchio fa perché ne parlai con la madre psicologa di una mia amica e mi disse che avrei dovuta curarla già allora quando avevo 18 anni. Ma ovviamente non ho mai parlato ai miei di questo.

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