Una moglie può sostituire un terapeuta?

Inviata da vally · 17 giu 2016 Terapia di coppia

Mio marito ha un carattere chiuso e distaccato. Affronta con sofferenza le dinamiche di coppia, non comunica e tende a prevaricarmi per ottenere quello che vuole. Sembra che non abbia nessuna consapevolezza di sé delle sue azioni e delle conseguenze di queste ultime, e questo si rispecchia in atteggiamenti spesso equivoci e inconcludenti. Negli anni queste cose hanno fortemente intaccato la nostra relazione fino a diventare praticamente separati in casa. Mi ha fatto sempre sentire come un estranea in casa mia, una specie di soprammobile da spolverare solo durante le feste o le vacanze. Mi fa sentire sola e soprattutto ho sempre la sensazione di dovermi guardare le spalle. Quando mi lamento mi fa sentire in colpa dicendo che lui in fondo è tutto casa e lavoro e che se è chiuso è perchè io sono troppo oppressiva e testarda. L'anno scorso sono andata in terapia e ho capito che gran parte dei suoi problemi sono legati al fatto che sua madre è bipolare e lui ha avuto delle forti carenze emotive durante l'infanzia. Ho sperato che aver trovato una causa esterna lo scuotesse, gli ho parlato e invitato a guardarsi in giro a informarsi ...e magari a iniziare una terapia. Effettivamente ha iniziato a leggere delle cose su internet e si è iscritto ad un blog per familiari di persone bipolari, ma poi si è nuovamente bloccato. Ha tentennato diversi mesi dicendo che avendo capito il problema poteva affrontarlo da solo, e le cose alla fine sono anche peggiorate. Esasperata l'ho messo con le spalle al muro minacciando di cacciarlo di casa se non si fosse fatto aiutare. Ha cambiato due psicologi senza successo, e alla fine ha rinunciato. Dice che si sente a disagio e che le nostre cose le possiamo anche affrontare da soli, che io devo aiutarlo, che se gli sto accanto lui ne viene fuori ecc. Ma io sono stanca, e lui continua nel frattempo sempre con le stesse dinamiche. Pretende che sia sempre io a dirgli che sta sbagliando, che deve fare questo o quello , come se io fossi il suo grillo parlante. Ma alla fine dopo infinite discussioni fa sempre a modo suo. Non credo che questo sia il modo giusto, non mi sento all'altezza e non credo di averne la forza, ma il peggio è che mi sento in colpa. Potrei davvero aiutarlo in questo modo?

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Miglior risposta 19 GIU 2016

Buon giorno gentile Vally,
nessuno di noi può essere il terapeuta di un proprio caro, neanche una persona che ha una specializzazione di quel tipo!
Si perché ciascuno di noi è coinvolto nelle dinamiche relazionali e, visto il coinvolgimento emotivo, non ha quel distacco e quella possibilità di oggettivare gli eventi che garantiscono la possibilità di stare davanti all'altro in maniera neutrale, così come fa un terapeuta davanti al suo paziente.
Capisco lo sconforto, ma è importante cercare di non perdere le speranze, se suo marito non si sente di continuare un percorso terapeutico e invece lei sente una motivazione in questo senso credo sarebbe molto importante che lei riprendesse il suo di percorso con il supporto di un terapeuta che la possa aiutare ad affrontare questa fase difficile della sua esistenza e a ritrovare innanzi tutto il suo centro, il suo equilibrio, il suo benessere individuale che, dalle sue parole pare siano stati messi a dura prova in questi anni.
Cari auguri,
dott.ssa Patrizia Borrelli

Dott.ssa Patrizia Borrelli Psicologo a Milano

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20 GIU 2016

Buonasera Vally. Come già avrà compreso da sola, non può essere la terapeuta di suo marito, per una serie di motivi: 1) Non ne ha le competenze 2) Anche se le avesse, non si fa terapia ai parenti ed amici. Il terapeuta è un professionista che ha circa 11 anni tra studio e tirocini ed esami di abilitazione e soprattutto non condivide emozioni e quotidianità con i suoi clienti. Il terapeuta è ha un ruolo di guida ed educatore e di relazione non paritaria quindi con i propri clienti. La lascio riflettere su cosa vuole per sé....le consiglio un percorso di psicoterapia in capire cosa vuole fare della sua vita, anziché indagare il malessere di suo marito. Non possiamo aiutare chi non vuole essere aiutato, e se suo marito vorrà veramente cercare aiuto, eviterà di sabotare le sue terapie. Provi a ritrovare sé stessa, le cose poi potrebbero risolversi di conseguenza.

Che la notte le porti consiglio
Dott.ssa Simona Coscarella
Psicologa-Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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19 GIU 2016

Gentile Vally,
come lei stessa riconosce alla fine della sua mail, non ha (nè potrebbe avere) tutta l'energia e la competenza necessarie per essere davvero di aiuto a suo marito e quindi di conseguenza anche alla coppia.
D'altra parte, col passare del tempo, lei ha accumulato troppa frustrazione che rischia di mettere in crisi in modo irreversibile il suo matrimonio e ciò che lei ha potuto capire durante l'esperienza di psicoterapia individuale dell'anno scorso non è sufficiente per recuperare una sana relazione.
Sarebbe perciò preferibile che lei cercasse di persuadere suo marito ad una psicoterapia di coppia dando il buon esempio nel volersi coinvolgere e mettere in discussione per ritrovare l'armonia coniugale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 GIU 2016

Gentile Valle, non credo lei possa sostituire un terapeuta, sarebbe più appropriato che lei iniziasse una terapia per poter aiutare in modo diverso suo marito. La vita di coppia è come una danza a due, se si fanno gli stessi passi si balla sempre lo stesso ballo. Un aiuto in questo senso le darebbe l'opportunità di capire le dinamiche di coppia al fine di avviare un processo di cambiamento, cordialmente,

Dott.ssa Codruta Ileana Terbea Psicologo a Lecce

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