Una domanda che forse è più una riflessione, ma per cui vorrei una risposta

Inviata da Atena Longo · 29 apr 2016 Terapia di coppia

A volte mi chiedo se gli voglio bene abbastanza, se quello che sento è abbastanza, se tutto quello che viviamo è abbastanza.
Io e lui stiamo insieme da qualche mese, ma prima c'era già una buona e solida amicizia.
Passiamo molti giorni assieme - forse anche troppo tempo a volte - e il nostro rapporto è fatto di sincerità, dolcezza, amore e condivisione. Al pensiero di lasciarlo sto male, ma a volte mi chiedo se sia la persona giusta. A volte ho una strana sensazione: il nostro rapporto va così liscio e io sono così a mio agio da non sentire quella frenesia o agitazione amorosa particolare di cui tutti parlano tanto.
Quando stiamo insieme, la mia testa a volte mi dice che sono falsa e ipocrita, ma nel contempo, per esempio, sto bene con lui, prendendolo per mano o abbracciandolo; non ho desiderio di andare via, ma la testa mi dice di farlo e mi sembra che questa lavori contro di me.
A volte mi chiedo se questo sia dovuto al fatto che sono sempre stata una ragazza indipendente e forse anche abituata alla solitudine; forse è solo un richiamo alla mia indipendenza... ma mentre "penso" queste cose, felicemente gli parlo dei nostri progetti o viaggi insieme, proponendomi io stessa tante volte. Mi sembra d'essere la regina dell'incoerenza.
Poi, vedere che mi guarda con così tanto amore ( o tenerezza, o bene, qualsiasi cosa sia) e pensare che forse un giorno potrei ferirlo mi fa male e mi fa sentire un senso di responsabilità enorme. E se penso di lasciarlo - questo pensiero mosso da nessun motivo reale - sto male. Ma tutto nasce e finisce in me. Con lui sto imparando davvero a condividere, ad accettare davvero le scelte dell'altro ed imparare ad inserirle nella mia immagine riguardo la sua persona. Mi sembra di conoscerlo così bene che le sue fragilità mi fanno male e ho paura che il mondo possa ferirlo. E in lui vedo il bello e il buono, il sincero e il caro, tanto di quello che mi sembra essere così raro in questo mondo. E quando ho dubbi mi chiedo: lasceresti andare tutto questo? lasceresti un uomo pieno di sogni - seppur con i suoi difetti? come sarà la tua e la sua vita? Non riesco a proiettare me e lui nel futuro e per sempre, ma lasciarlo no, proprio no. Lui mi dice sempre che, quando nei primi mesi della nostra amicizia, una volta lo chiamai la mia 'anima gemella' di fronte a degli sconosciuti - lui ebbe la conferma di ciò che siamo io e lui. Io non lo so se sia vero, ma vedo e sento che c'è una corrispondenza continua e diretta, che porta ad una tranquillità che a volte mi spaventa.

Questa è una lunga riflessione e vorrei delle risposte. Sono sicura che dei buoni psicologi riusciranno a trovare tra le righe la domanda/e che io stessa non riesco a farmi e, conseguentemente, la risposta a quello che io sto cercando - che davvero non so.

Fatemi sapere e grazie per leggere il mio scritto.

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Miglior risposta 2 MAG 2016

Cara Atena
voglio contribuire anche io alla sua riflessione dicendole che riflessione mi ha suscitato la sua lettera.
Penso che oggi come oggi, in un'epoca tanto turbolenta ed essendo abituati ad amori molto "scomposti" e assai adrenalitici e passionali, vivere un amore sereno ed equilibrato faccia venire tanti dubbi e possa sembrare strano.
Però, leggendola, mi viene anche in mente che ci sia una sorta di "disequilibrio" tra quello che sente interiormente e quello che manifesta quando è con lui.
Non credo che si tratti di due cose diametralmente opposte ma di una certa mancanza di "coerenza interiore" tra quello che lei sente e pensa e quello che manifesta apertamente a lui; per es. il suo fare progetti e promesse per il futuro...a me sembra sia un voler andare troppo avanti rispetto a quello che si è al momento.
In realtà ci sono molti più dubbi di quelli che vengono espressi a lui e, a me sembra, che questo "gap" vada colmato con maggior comunicazione.
Se questa comunicazione diventerà più autentica, forse la relazione sarà meno "liscia" e magari meno "fiabesca" assumerà invece contorni di maggior realtà e si potranno comprendere molto meglio i relativi sentimenti sottostanti.
Spero aver contribuito con quetsa mia riflessione in modo costruttivo alla sua.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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1 MAG 2016

Buongiorno Atena,
Ciò che scrive dichiara bene lo stato di dolorosa incertezza nel quale si trova, contesa tra ciò che pensa e ciò che prova. Questa condizione ha pienamente i tratti di un momento altamente evolutivo al quale è chiamata a rispondere (con tutta la sofferenza implicita a questo processo). Non mi sento in grado di esprimere un parere più approfondito poiché a mio avviso sarebbe necessario approfondire il suo vissuto (al di là di ciò che ha scritto) e la sua storia personale. Ciò che viviamo può essere oggettivamente uguale (non è l'unica a vivere queste incertezze) ma è ciò che siamo, la nostra storia, a rendere unico questo momento, a far sì che persone diverse vivano il medesimo evento in maniera diversa.
Inutile a dirlo le consiglierei, qualora reputasse di vivere un eccessivo disagio in relazione a ciò di cui scrive, di rivolgersi ad un collega (ossia uno specialista in problemi cognitivi, emotivi e sociali) così da rendere più agevole e proficuo questo momento della sua vita. Diversamente ( o nel frattempo) tenga duro! Qualsiasi cosa sceglierà di fare sarà per lei occasione di crescita e apprendimento, non perda questa occasione.

Dott. Fabio Alberto Psicologo a Padova

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30 APR 2016

Gentile Atena,
lei cerca una risposta ma prima le faccio io qualche domanda :
in cosa si sente impedita o limitata da questo rapporto? Cos'è che non le va bene?
Forse non le va bene il fatto che lei ha sempre visto e considerato questa persona come un amico caro e fidato e per questo motivo fa fatica a vederlo ora come fidanzato?
Lei dice che a volte ha nostalgia della sua indipendenza e che troppa tranquillità (o prevedibilità?) la spaventa ma aggiunge anche che il pensiero di lasciarlo la fa stare male!
Secondo me, lei insegue solo delle illusioni (=sofferenze) e non si rende conto di essere stata molto fortunata ad avere vicino come fidanzato (e, le auguro, futuro marito) una persona che conosce molto bene e da cui è difficile aspettarsi sorprese negative in quanto è stato in precedenza il suo migliore amico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 APR 2016

Le riflessioni interiori rivestono sempre un significato rilevante perché costituiscono l'occasione per l'esplorazione di parti di sé e di potenzialità non sempre consapevoli e lucidamente presenti nei nostri ragionamenti, specialmente quando si tratta di relazioni d'amore.
Emergono diversi dubbi e problematiche riguardo l'attaccamento al partner, tra voglia di indipendenza e dipendenza eccessiva.
Personalmente penso che non possano avere una soluzione immediata, anche per il breve tempo che esiste nella conoscenza reciproca. Credo invece che la chiarezza arriverà con l'approfondimento del rapporto stesso e con la maggiore sensibilità che si creerà nei sentimenti. La sintonia di coppia si stabilisce solo dopo molte esperienze vissute insieme, solo allora potrà rispondere da sola alle sue domande.

Dott. Renato Vignati Psicologo a Fermo

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30 APR 2016

Buongiorno Atena,
Nella sua riflessione si interroga chiedendosi se quello che prova è abbastanza, abbastanza per chi? Per lei che forse é alla ricerca di qualcosa di diverso: una relazione che le faccia sentire ogni giorno il brivido della sua presenza, o abbastanza per il suo compagno che la fa sentire amata e al sicuro, nei confronti del quale probabilmente si sente in colpa e teme di farlo soffrire?
Mi sembra che vi sia un conflitto tra le sue aspettative e quelle che pensa possano essere le aspettative esterne, ciò che il suo ragazzo si aspetta da lei. Inoltre probabilmente, come tutti, ha sviluppato un suo ideale di relazione amorosa e in questo momento si sta chiedendo se la sua relazione reale lo rispecchia, oppure no.
Credo che la risposta ai suoi dubbi possa arrivare da una riflessione riguardo le sue esperienze passate: cerchi di capire com'è il suo funzionamento in situazioni simili e quali sono le sue aspettative nella vita relazionale di coppia. Una volta che avrà ben chiaro cosa vuole e cosa si aspetta LEI da una relazione, avrà la sua risposta.
Un grande in bocca al lupo

Dott.ssa Valentina Cerri Psicologo a Briga Novarese

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30 APR 2016

Buongiorno Atena,
le sue riflessioni mi sembra vertano attorno ad una domanda che lei si fa abbastanza esplicitamente ovvero se ama o no la persona che frequenta e se vuole davvero stare con lui per la vita. Le domande invece che mi vengono da porle riguardano come lei sente sè stessa. Quale è il contatto con la parte di sè che prova emozioni? Che si diverte? Che si affida all'altro provando anche paura, che accoglie l'altro? La pearte che che vuole l'altro per sè, che prova gelosia e che lo cerca malgrado tutto? Cerchi quella parte e la ascolti, troverà risposte che la convinceranno.

Dott.ssa Eliana Pellegrini Psicologo a Casalecchio di Reno

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