Un soggetto non si rende mai conto di avere un disturbo?

Inviata da vanya · 12 ago 2020

Salve, sono una ragazza di 22 anni. Dopo alcuni anni di richieste ignorate da parte dei miei genitori (perché ritenuto che fossi in grado di gestire i miei problemi in modo autonomo), sono riuscita ad iniziare un percorso terapeutico.
Sin da che io ricordi ho sempre avuto alcuni problemi che, inizialmente, ritenevo fossero causati semplicemente dal mio carattere, successivamente, crescendo, mi sono iniziati a sembrare qualcosa di più, dato che influenzavano negativamente anche aspetti della mia vita a cui tenevo/tengo (come le relazioni, l’università, etc), e hanno iniziato a farmi stare davvero male con il presentarsi di stati depressivi, angosciosi e ansiogeni. Sentivo di non poter gestire in alcun modo le mie emozioni, se non attraverso il consumo (giornaliero) di marijuana e, molto spesso, attraverso episodi di autolesionismo (che si presentano talvolta anche adesso). Un giorno a scuola vennero degli specialisti di psicopatologie, e ci parlarono del disturbo borderline di personalità. Mi ritrovo ad avere quasi tutti i sintomi e finalmente ero riuscita a riconoscere un “pattern” nei miei comportamenti, nei miei pensieri e nelle mie emozioni. Quando chiesi, qualche giorno fa, la diagnosi alla mia psicoterapeuta, questa mi rispose che aveva riscontrato dei “tratti di disturbo borderline, ma non il disturbo”, poiché, secondo il suo parere, la maggior parte dei pazienti con un disturbo non riconoscono di averlo, è stata l’unica spiegazione che mi ha fornito. In qualche modo, questa diagnosi non mi fa sentire del tutto soddisfatta, non vorrei sembrare presuntuosa, e per questo sono qui a chiedere:

Può un paziente rendersi conto di avere un disturbo, soprattutto, in virtù del fatto che gli è stato presentato?

Chiedo perché so quanto sia facile autoconvincersi di qualcosa pur di trovare una spiegazione a ciò che non si capisce, ma dall’altro lato ho “paura” che la terapeuta non sia stata del tutto sincera e mi sono sentita come se, dicendo che “i pazienti non si rendono conto di avere un disturbo” volesse, in qualche modo, chiudere il discorso. Probabilmente è una mia paranoia, ma ho pensato fosse giusto chiedere dei pareri esterni. Grazie in anticipo per l’attenzione e le risposte.
Cordiali saluti.

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