Un piccolo aiuto-Crisi di mezz'età

Inviata da Luca · 5 set 2014 Crisi esistenziale

Con riferimento al post dello scorso gennaio...
https://www.guidapsicologi.it/domande/crisi-di-mezza-eta#ans_46350

Salve,
inanzitutto grazie a voi tutti che mi avete risposto. Circa 10 gg dopo il post di metà gennaio ho chiesto un aiuto ( 6 sedute ) da una psicologa molto utili in quanto partendo dal complesso rapporto con la mia famiglia, all'altrettanto difficile rapporto con fantasmi del passato come l'argomento morte/lutto a finire con defezioni caratteriali/relazionali.
Probabilmente è vero che realizzare i propri limiti e problemi e saper chiede aiuto
è il primo passo per risolverli.
Nello specifico ho affrontato il difficile rapporto che ho con la mia famiglia (mia padre e mia madre) li adoro in quanto genitori e in quanto tali li amerò per sempre, non mi hanno fatto mai mancare nulla, ad oggi comprendo alcune rispettive scelte da genitori anche se da figlio sotto molti aspetti mi sono sentito abbandonato.
All'età di 10 anni quando ci trasferimmo da Padova a Roma (mamma è di padova papà di roma) , l'ambientazione fù difficile, ed il mio socializzare combinato con la timidezza la facevano da padroni .
Anni caratterizzati dal non sapere gestire episodi di bullismo o cmq forti da parte di ragazzi anche psicologicamente instabili (supportati da professori di sostegno) fino ad esplodere emotivamente e avere scontri fisici alle medie.
In tutto questo vedevo l'assenza della mia famiglia che ho scoperto non sapere tutto ciò. Mio padre tutto lavoro e suoi impegni, mia madre a gestire una casa e 3 figli ( mio fratello del '81 e mia sorella del '75) io il più piccolo del'82.
Tra alti e bassi ho frequentato le superiori dove tra alcuni insuccessi vi è anche quello di una bocciatura al 4° anno ... fino ad arrivare all'università dove dopo 3 anni di duro sudore il capire che le mie capacità di concentrazioen e studio erano , come dire , esaurite e quindi rimboccarmi le maniche trovando lavoro e valutare attentamente la rinuncia agli studi. In tutto questo piccoli passi relazionali con ragazze /donne particolari. Da ragazze che erano state malmenate dai vecchi fidanzati, o che avevano tentato il suicidio, o da deficit psicologici alquanto contorti.
Se la memoria non mi tradisce nei lontani anni 94/95 morirono in sequenza uno zio da poco marito di una sorella di papà e zio preferito di mia sorella ,tumore la fegato, purtroppo da giovane fumava come un turco e quindi si era compromesso, un signore per noi tutti ma il legame era fresco e quindi poco profondo per me .
A seguire nonno paterno avanti con l'età al 3 o quarto infarto nn c'è l'ha fatta , non vorrei risultare banale ma fa parte del corso della vita. L a sua morte la vedo come la più naturale . In ultimo uno zio giovane 36 anni , il mio modello. Lo zio con la moto , uno scapolone d'oro, realizzato col lavoro si godeva la vita, forse troppo sopra le righe (vizio di alzare bere in compagnia un bicchiere di troppo senza reggere ne sonno ne alcool e correre con qualsiasi cosa avesse un motore) ...ironia della sorte dopo la bellezza di oltre 12 inicidenti in moto (2 gravissimi , si fece 5 gg di coma, e un altro si ruppe praticamente la faccia e tutta una gamba aprendola come un apriscatole) muore con un incidente in macchina ... brutto nella dinamica e nell'epigolo (un semi frontale su un cavalcavia , è volato giù, non entro nei dettagli) .
Lì ho accusato il colpo , sopratutto xchè l'istinto di protezione genitoriale optò per nn farcelo piangere , ossia mamma e papà di corsa al funerale (già ci eravamo trasferiti a roma) noi a casa n ricordo nemmeno con chi ma non partecipammo al lutto. Lo subii ... nn l'ho potuto salutare.
Negli anni all'università ho maturato e combattuto le mie battaglie in primis una difficile autostima fisica e relazionale probabilmente minando il fattore studio.
Dal successivo 2006 anno che segna il mio start lavorativo e cominciai a realizzare che le forze impiegate nello studio erano inconcludenti, non riuscivo a concentrarmi e a ottenere risultati. Mi presi cura economicamente dei miei studi che strascicai per 2 anni e poi abbandonai, nel frattempo il segno attualmente più indelebile della mia vita si veniva a materializzare. I classici malori e controlli che si fanno nel tempo a volte si trasformano in qualcosa di brutto ... o forse lo sono sempre stati.
Mia sorella Silvia scoprì un melanoma maligno (io lo chiamo ancora il neo brutto o segno dle male ) , tolto a tempo debito ( 2005/2006 ) inizia la trafila di controlli periodici ecc ecc fino a scoprire nel 2008 tracce metastasiche in un nodulo al seno ( spero di bnn sbagliare nella terminologia e descrizione) . Al di là di eventuali errori medici in terapie e interventi quel mostro chiamato tumore/cancro se l'è portata via a dicembre 2008 . Preferisco dire che ha combattuto fino a novembre con tutte le sue forze sperando che una qualche cura sperimentale desse dei risultati poi rassegnandosi ha lasciato che si facesse il corso della storia . Sentirsi dire da una sorella condannata a morte con metastasi ovunque 10 gg prima di spirare ... "ricordati che a febbraio devi prendere i cui e poi fare l'unico " penso renda l'idea senza entrare nei dettagli .
questo evento ha segnato la mia famiglia o almeno me e mia madre che è in parte distrutta da un rimorso di chiedersi se potesse fare qualsiasi altra cosa in suo potere per salvarla. Dal mio rimproverarmi per 5 lunghi anni un saluto promesso che nn c'è mai stato e dal non accettare l'assenza di mio padre e mio fratello nell'accompagnarla alla morte (il primo giustificandosi che nn sapesse cosa fare ... l'altro per non volerla vedere in quello stato credo) . A tutt'oggi non ho mai parlato con mio fratello della morte di mia sorella.
Prima di questa pagina della mia vita ho realizzato proprio negli anni dell'università ceh i miei genitori sono separati in casa ... scrissi una lettera nel lontano 2002 in cui cheidevo a mio padre di rendere unita questa famiglia ... ma nn ebbi coraggio di dargliela . Probabilmente da quel momento in poi in parte mi sentivo come figlio responsabile e come uomo incredulo dal non optare per scelte diverse. Papà senza coraggio di andarsene .. mamma di cacciarlo ... ossai di separasi.
Il post lutto di mia sorella passa tra la stupida reazione di concentrarmi in un rapporto amoroso distrutto da un duplice tradimento di quella che all'epoca era la mia fidanzata e di un tira e molla di cercare di sapere e trovare il modo per poterla umiliare. Il disprezzo della vita tanto da spingermi a soddisfare il sogno nel cassetto di comprarmi una moto per ricordare e render orgoglioso il ricordo di mio zio non salutato e per sentire l'ebrezza adrenalina del potenziale periicolo che cercavo per andare incontro a mia sorella . Fortuna vuole che avendo una razionalità da 26enne il primo avvertimento della moto mi fece rinsavire fissandomi in mente " sei libero in moto ti senti un angelo e ricordi silvia e zio marcello ... ma non serve morire " .
nel 2010 smetto di correre dietro ai fantasmi con la mia ex e chiudo i ponti. di li a poco mi godo bene la mia indipendenza metabolizzo a pieno il malsano ambiente di casa subendolo in parte come responsabilità e in parte come incapacità di fare qualcosa, e quindi cercando di starne in il più possibile alla larga.
Nel frattempo mio fratello si fidanza e dopo circa 3 anni dalla morte di mia sorella va a convivere e dallo scorso 2 gennaio diventa papà...ehehe io zio:-)
Arriviamo a naggio 2011 in cui conosco la mia compagna / fidanzata ci mettiamo insieme il successivo ottobre e il giugno 2012 andiamo a convivere fino a quel fatidico dicembre 2013.
Il mio carattere è probabilmente tendente all'insicuro indeciso, mia appoggio moltissimo sulle persone che reputo care sulla loro opinione e sui loro consigli, sono altruista romantico e dolce emotivo. La mia ragazza è emotivamente instabile, probabilmnete possessiva invidiosa con una rigidezza e durezza d'animo frutto di una serie di brutte esperienze che lha vissuto ( tentato suicidio, depressione post parto della seconda figlia, separazione , causa per tentata agressione del genitore di una suo fidanzato ) .
Dopo le sei sedute con la psicologa, sono riuscito a tirar fuori tutto questo e di più, nel senso ora l'argomento lutto e quei 2 episodi in particolare non fganno così male come un tempo. Sono riuscito ad affrontare i miei genitori per mezzo di una lettera dicendogli tante cose . Se magari sono stato duro con l'uomo e la donna , penso di aver dato al loro esser mio padre e mia madre un gran ringraziamento e questo mi fa completamente vivere diversamente quelle 4 mura , che tutt'ora nn sento a mia dimensione ma nn subisco + come una gabbia.
Nel frattempo ho tentato di ricostruire il rapporto con la mia compagna e non credo di riuscirci, sono passati 5 mesi di tira e molla dolore e pesare comportamenti azioni e capire quello che non va della nostra storia e a maggio stanchi. Abbiamo voluto una rottura che è drata solamente 20 gg, dopo di che abbiamo deciso di riparlarci e riprovarci da 0 .
Ad oggi mi domando se ne siamo in grado ...
il mio non accettare + le sue imposizioni o rammaricarmi di eccessive
Continuare sul percorso di crescita intrapreso senza nulla togliere a lei (lei e le 2 bimbe) venendo cmq accusato di non dare abbastanza o dare di più ad altri (amici famiglia) ed estendere il discorso ai 3 anni e non alla nostra rinascita
Mi chiedo se i continui sbalzi d'umore, in ultimo questi gg un malessere dettato dal non sapere se stia meglio con o senza di me e una concreta assenza che viene tra l'altro evidenziata come uan mia mancaza (se io non chiamo o mando un messaggio lei non lo fà ... se io per un gg non lo faccio, lei si sente in potere di dire che a me nn importa nulla)
senza dimenticare che si sente il potere di fare bello e brutto tempo sulle persone dettato da realta oggettive (lei a casa sua). ad esempio ora che a lei gira storto io devo stare fuori ... quando le girerà bene potrei entrare. Se lei decide che devo restar dentro non c'è persona o impegno che tenga sennò scatta la sua ira , se al contrario anche senza la più piccola problematica ... deve star sola vengo cacciato come un cane.
Il tutto mi porta a pensare che dovrei annientarmi ed esser bravo ad entrare in uno schema psicologico dipendente dal suo stato d'animo ... che equivale a esser nullo per ciò che concerne me stesso.

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Miglior risposta 10 SET 2014

Gentile luca,
solo ora ho letto la sua lunga lettera e spero accetterà il mio minimo contributo che però voglio dare come segno di rispetto a lei che, dopo tante e lunghe sofferenze, è comunque ancora tanto interessato a "fare bene" e a comprendere che tipo di percorso evolutivo dare alla sua vita. Tutto questo le fa onore.
lei sta dando un senso importante alle cose nel voler capire e conoscere, anche nel fare la psicoterapia che testimonia della sua voglia di migliorarsi.
Purtroppo questa voglia di migliorarsi non mi sembra essere un attributo della sua ex compagna che mostra atteggiamenti di durezza (credo eccessiva) e di chiusura che ovviamente procurano in lei grande malessere.
Sono difficoltà da affrontare dove però le consiglio di cercare e di "addestrarsi " a mantenere una grande calma ed equilibrio e questo le permetterà di mantenere un atteggiamento dignitoso anche per le figlie.
Penso che lei debba continuare il suo percorso di psicoterapia proprio per mantenere alto e consolidare le acquisizioni fatte fino a d ora.
Sò per certo che persone come lei hanno valore sociale in quanto ci testimoniano un reale cambiamento anche acquisito con difficoltà,. Quindi le dico non si scoraggi mai e continui ad andare avanti sempre con positività!
Un cordialissimo saluto
Psicoterapeuta Dot.ssa Silvana Ceccucci Studio in Ravenna.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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8 SET 2014

Carissimo Luca, la sua lettera è così densa di sofferenza che merita uno spazio adeguato, uno spazio che non può essere virtuale. La sua storia, le sue emozioni, necessitano di un lavoro profondo di elaborazione, quindi le consiglio di continuare con il suo percorso, in quanto 6 sedute, a mio modesto parere, sono davvero poche rispetto al suo carico emotivo.

Dott.ssa Eleonora Russo Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Trani

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8 SET 2014

Salve Luca, la sua lunghissima lettera fa emergere la positività del fatto che lei abbia dato un senso alla sua sofferenza di vita passata (presumo grazie all'aiuto della collega psicologa), ma fa apparire anche la sua sofferenza nella sua relazione attuale con la sua compagna, che a quanto lei racconta ha avuto una vita problematica e ancora si porta gli strascichi dietro coinvolgendo anche lei che è il suo compagno, portandolo alla totale insicurezza. Mi viene di consigliarla a riguardo di proporre alla sua compagna di intraprendere una terapia individuale e una di coppia per far emergere i bisogni e le sofferenze di ognuno e così capire se davvero valga la pena continuare la vostra storia o meno.
Un grande in bocca al lupo.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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8 SET 2014

Buon giorno Luca, perché non torna dalla psicologa o ne cerca un altro con il quale affrontare le sue perplessità?
Dott. Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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