11 MAR 2026
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Carissima Claudia,
grazie per la condivisione del momento che sta vivendo e che lascia trasparire una grande stanchezza, fisica, psichica ed emotiva.
La sensazione è che le problematiche da lei raccontate non siano solo una serie di difficoltà pratiche, ma rappresentino anche delle incrinature di diversi piani della sua vita (familiare, affettivo, lavorativo) che vanno a toccare delle corde interne ben più profonde.
Le domande che si sta ponendo, relative alla sua sensazione di non essere meritevole di amore, successo e felicità, sembrano derivare da una percezione che ha di sé come "non abbastanza", "non degna", "invisibile". Ma tali sentimenti non rappresentano una verità sul proprio sé, piuttosto penso si possa riflettere su quali rappresentazioni di sé e degli altri ha interiorizzato nel corso della sua vita, che possono arrivare da lontano, da tempi più antichi, ma che ora le parlano in risonanza con eventi attuali.
Il conflitto con sua madre potrebbe toccare proprio questo aspetto. Il fatto che si comporta come se lei non esistesse, eliminando ogni minima interazione, penso debba essere un'esperienza molto dolorosa e molto potente. Nel rapporto con la propria madre è fondamentale sentirsi visti, riconosciuti e legittimati, quando questo tipo di esperienza viene meno, soprattutto in età precoce, è possibile che venga interiorizzata un'immagine di sé svalutata. Mi chiedo se questo litigio attuale possa aver risuonato con delle esperienze precoci, con una storia più lunga.
Il comportamento di suo padre, che lei racconta fare finta di nulla, può contribuire al suo senso di solitudine. In una dinamica relazionale in cui un conflitto non viene riconosciuto, è possibile sentirsi da un lato feriti e dall'altro non rispecchiati o accolti nella propria sofferenza.
Queste dinamiche potrebbero aver avuto un ruolo anche rispetto alla sua vita sentimentale, quegli oggetti svalutanti interiorizzati potrebbero essere gli stessi che le fanno pensare di non poter essere amata da un'altra persona, portandola a ritirarsi ancor prima di entrare davvero in una relazione, così da anticipare inconsciamente la paura di un possibile rifiuto.
Mi sento di aggiungere, rispetto al suo investimento per la realizzazione lavorativa, che la parte più difficile dell'inizio di un'attività è la gestione del tempo e della frustrazione che ne può derivare. Gli avvenimenti della vita di cui parla, come ad esempio un cliente che decide di non continuare il percorso con lei, purtroppo accadono, ma pensare che dal rendimento lavorativo dipenda la possibilità di essere amata e riconosciuta, come se fosse una ricompensa, pone sullo stesso piano due aspetti estremamente differenti.
Il fatto che si stia ponendo tutte queste domande, che le abbia scritte e abbia chiesto delle risposte, penso sia comunque molto importante. La possibilità che si sta dando di poter pensare alle esperienze che sta affrontando e al suo stato emotivo, può già essere un primo segnale di un movimento trasformativo. Indica che una parte di lei non si è arresa, sta cercando di dare senso e significato, di trovare uno spazio in cui la sua esperienza possa essere vista e ascoltata.
Quando dice di non trovare più la forza e di voler "lasciar fare al caso", esprime una profonda stanchezza psichica, forse perché fino adesso ha cercato di reggere tutto da sola, senza qualcuno che svolgesse la funzione di contenimento emotivo e di supporto.
Per questo, penso che un percorso terapeutico potrebbe esserle utile, non come “soluzione tecnica” ai problemi, ma come spazio relazionale in cui poter esplorare queste rappresentazioni di sé, il rapporto con i suoi genitori, il senso di invisibilità, così da rendere pensabili e trasformabili quelle immagini interiori che oggi sembrano definire il suo valore.
La sofferenza che ora sta provando non indica necessariamente che la sua vita sia destinata a restare così, spesso la crisi di vecchi equilibri psichici permette di riflettere su quanto internamente ha bisogno di essere rielaborato.
La ringrazio nuovamente,
Dott.ssa Angela Maccarone
Psicologa clinica