Un parere sulla mia storia...e sopratutto cerco il consiglio giusto...

Inviata da Lorenzo Pirri. 19 nov 2016 6 Risposte  · Depressione

Ciao a tutti mi chiamo Lorenzo.(scrivo qui perchè non ho la voglia e la forza di andare a colloquio). Ho 30 anni sono di origini calabresi ma vivo a Milano da circa 8 anni, quando per amore ho deciso di trasfermi qua. Ora l'amore non esiste più purtroppo dopo anni di lotta contro un cancro maligno il mio angelo si è arreso. Da quel giorno come potete immaginare tutto è cambiato. Ho convissuto con lei per circa 5 anni...5 anni di chemioterapie e radioterapie varie... mi sono sempre e solo dedicato a lei senza crearmi una compagnia rifiutando ogni tipo di uscita con colleghi ecc. Ora però non mi riconosco più..la voglia di vivere viene meno..mi capita spesso quando mi trovo con coltelli fra le mani di accoltellarmi o spesso di fare pensieri strani sulla mia morte. Odio chiunque evito di fare nuove amicizie, cosa che però sparisce quando lavoro, li mi sento bene e mi sento vivere. Ma dopo quando finisce il lavoro ho solo voglia di stare a casa da solo col mio gattino e non vedere e sentire nessuno. Non so perchè proprio oggi ho deciso di scrivermi sinceramente non me lo spiego .. ma mi sembra di chiedere aiuto sempre e solo in silenzio e questo mi sta uccidendo dentro, mi sento depresso senza via d'uscita e senza speranza.

grazie per l'attenzione....

Lorenzo

lavoro , consiglio , amore

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Carissimo Lorenzo,
mi unisco ai commenti dei miei colleghi, condividendo la necessità di mettere ordine e significato agli eventi degli ultimi anni. Il suo lutto ha portato con se un vuoto affettivo e nella sua routine quotidiana, prima impiegata probabilmente alla cura del suo caro.
Il dolore è inevitabile, purtroppo, e nonostante ciò io percepisco nelle sue parole il desiderio di trovare una strada (scrive pure su un sito, rinunciando ad un eventuale colloquio).
Lasci il tempo necessario ad elaborare ciò che le è successo e non esiti a contattare un professionista che la sostenga in questo difficile percorso. Può iniziare mettendosi in contatto con familiari che hanno vissuto il suo dramma, come già consigliato, all'interno dei gruppi di sostegno che risultano essere molto funzionali allo scopo.
Cari saluti
Dr.ssa Courrier

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Caro Lorenzo,
innanzitutto mi associo al cordoglio per la perdita della sua compagna.
Nella sua lettera leggo il malessere per la scomparsa di colei intorno a cui aveva concentrato tutta la sua vita negli ultimi 5 anni. Ed ora si pone il problema di come ripartire, di come dare senso a quello che è successo e più in generale a quella che è stata la sua vita degli ultimi anni in funzione di questa situazione cosi dolorosa.
Partiamo dai due elementi in positivo presenti nella sua lettera: il suo lavoro ed il suo gattino; rappresentano forse due aspetti da cui provare a ripartire: un contesto in cui esprimere il suo potenziale e realizzarsi professionalmente ed un essere vivente a cui poter dedicare il suo affetto.
Non credo che sia del tutto necessario per ora sforzarsi a riprendere una vita “normale”, amicizie, uscite, etc. etc. C’è forse bisogno di un momento di decompressione per elaborare il senso di quello che sono stati questi 5 anni e di come trovare un senso per iniziare una nuova fase della sua vita senza il suo amore, provando pian piano a far emergere nuovi obiettivi, sogni, desideri, aspettative.
L’elaborazione di questo lutto comporta una lenta rielaborazione del senso di quello che sono stati per lei questi 8 anni a Milano, in relazione al rapporto con la sua ragazza e più in generale alla sua vita passata e futura. Restare a Milano, tornare in Calabria, andare altrove? Piano piano distanziarsi dal dolore presente e capire se e come riaprirsi alla vita, dopo 5 anni passati tutto concentrato su questa lotta contro la malattia della sua ragazza, isolandosi un pò dal resto della vita. Rielaborare sensi di colpa, rabbia, impotenza, nonsenso…
Sicuramente il setting psicologico ed il lavoro sulla dimensione relazionale entro il rapporto con uno/a psicologo/a per esplorare il senso di questi ultimi anni potrebbe aiutarla a maturare una nuova coscienza di sé e dei suoi possibili nuovi obiettivi e scenari di vita futura, entro cui dare un senso e superare anche i sintomi di autoaggressività.
Cordiali saluti
Mario D’Andreta

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23 NOV 2016

Logo Mario D'andreta Mario D'andreta

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Caro Lorenzo,
comprendo bene il tuo dolore e ne sono sinceramente dispiaciuto.
Il tuo rifugiarti nel lavoro è stata ed è una buona cosa perchè in queste situazioni, per elaborare un lutto importante, occorre innanzitutto che passi del tempo e quando si lavora il tempo passa più velocemente.
In secondo luogo occorre che tu possa parlare con altre persone della tua esperienza dolorosa e queste altre persone possono essere i tuoi familiari o i familiari della tua sfortunata ragazza oppure possono essere persone di un gruppo di auto-aiuto che hanno vissuto una tragedia analoga oppure, e meglio ancora, un professionista psicoterapeuta.
In terzo luogo dovrai riorganizzare la tua vita, trovare un nuovo equilibrio interiore, ritrovare la gioia di vivere e magari più in là un nuovo interesse sentimentale perchè sei giovane e pian piano ti devi riprendere.
Non dovresti mai perdere la speranza e dovresti avere la "certezza" che se ora è ancora il momento di soffrire, in seguito questa ferita si rimarginerà e non ti farà più tanto male.
Pertanto non dovresti mai fare pensieri suicidi o autolesionistici sia perchè devi rispetto a te stesso e sia perchè sarebbe un'offesa grave per la memoria della tua ragazza che non ha scelto di morire ma anzi, finchè ha potuto, ha lottato per vivere.
Come primo passo per uscire dall'isolamento e dal silenzio in cui ti sei rinchiuso, ti esorto vivamente a contattare un terapeuta per essere sostenuto con continuità in questo cammino.
Oltre a ciò puoi tornare a scriverci ogni volta che lo desideri sapendo però che le nostre parole, i nostri consigli o commenti non possono essere paragonabili alla terapia dal vivo di cui hai bisogno.
Un caro saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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20 NOV 2016

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Buonasera Lorenzo,
innanzitutto, mi spiace davvero molto per il suo lutto.
Quello che lei racconta, generalmente, fa parte di reazioni normali alla morte di una persona da noi amata: ci sentiamo depressi, tristi, sentiamo di odiare gli altri, specialmente se vivono delle situazioni migliori delle nostre, non abbiamo voglia di uscire ne di vivere, pensiamo spesso alla morte, anche come modo per raggiungere la persona venuta a mancare. Non ci dice, a tal proposito, quanto tempo fa è avvenuta la morte della sua compagna.
Il lutto è un momento di cambiamento che comporta una ri-organizzazione e ristrutturazione della propria vita: non si ritorna mai ad essere quelli di prima, in quanto noi stessi, dopo un evento del genere, cambiamo. E' necessario, quindi, iniziare un percorso di ricostruzione della propria vita, delle proprie relazioni sociali, passioni, hobby: ricominciare a vivere.
Si può sentire la necessità di un accompagnamento in tale doloroso cammino, per elaborare la mancanza della persona oltre che la sofferenza precedente alla perdita, comune nei casi come il suo, quando ci sono delle patologie fisiche importanti.
Il mio consiglio è quello di, eventualmente, prendere in considerazione l'idea di un supporto psicologico individuale o di gruppo, con persone che, come lei, hanno vissuto la perdita di una persona amata.
Può rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o, se sente di non avere la forza, ad uno online, in modo da avere anche delle prime indicazioni. Per i gruppi, o per il professionista in zona, può chiedere informazioni anche al suo medico di famiglia: saprà certamente indirizzarla.
Resto a disposizione

Un caro saluto

Dott.ssa Giorgia Salvagno
Psicologa a Venezia e Online

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20 NOV 2016

Logo Dott.ssa Giorgia Salvagno Dott.ssa Giorgia Salvagno

119 Risposte

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Buon giorno Lorenzo,
Per prima cosa ci tengo a dirle che mi dispiace molto per il suo lutto. Credo che quando ci troviamo a dover salutare una persona che amiamo, soprattutto se così prematuramente, vissuti di rabbia e profonda tristezza siano più che giustificati. Credo che il motivo del perché ha sentito il bisogno di scrivere risiede proprio nel bisogno di trovare un sostegno per una situazione che sente di non poter più gestire da solo, magari trovando nel lavoro una via di fuga dal dolore. Tante cose che potrei dirle, come magari hanno già fatto in molti potrebbero sembrarle banali e scontate; se avesse avuto la forza di uscire e vedere gli altri lo avrebbe già fatto... Sicuramente la cosa migliore da fare è ricercare un sostegno per affrontare questo momento di forte dolore, in un professionista.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento

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20 NOV 2016

Logo Dott. Daniele Regini Dott. Daniele Regini

134 Risposte

66 voti positivi

Caro Lorenzo,
mi spiace molto per il lutto che l'ha colpita. Superare tutto ció puó essere molto difficile e complicato. Alla luce di tutto questo non mi stupiscono il suo desiderio di solitudine e i pensieri rivolti alla morte, tuttavia benché complicato il suo lutto puó essere elaborato e compreso, insomma, puó farsene qualcosa di tutto questo.
Il mio invito é quello di valutare la possibilità di intraprendere una terapia, sia essa individuale o di gruppo (esistono numerosi gruppi di elaborazione del lutto per familiari di pazienti oncologici).
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

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19 NOV 2016

Logo Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta

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