Un consiglio su come gestire le mie emozioni e paure

Inviata da Anonimo. 28 mag 2015 7 Risposte  · Crisi esistenziale

Salve! un GRAZIE sincero per l'attenzione che riporrà al mio consulto.
chiedo la massima attenzione,perchè non sono solito scrivere cose così personali pubblicamente e spero in una dettagliata analisi a riguardo.
il primo.
ho dei problemi in famiglia..tra tutti i componenti ci sono rapporti difficli,contrastranti che perdurano da tanto tempo..
sono problemi che non riguardano me in prima persona ma coinvolgono più persone tra di loro..
il vero problema è che per tanto tempo ho cercato di mettere apposto le cose,essendone estraneo ai fatti,ma mi sono trovato investito da tutto il marasma..questo a lungo andare mi ha creato problemi di serenità,di tranquillità,di pace interiore che anche per questo problema non riesco più ad avere.visto che mi trovo sballottato da una parte all'altra le parti in conflitto e diventa difficilissimo gestire il tutto alla lunga,soprattutto in considerazione che anche io ho i miei problemi.
una persona si lamenta con me.l'altra fa altrettanto e io essendo -ahimè-uno che rimugina molto,troppo sulle cose,non faccio che pensare e ripensare aa questo,rovinandomi spesso e volentieri le giornate.
mi domando come posso fare per trovare un minimo di serenità,visto che i pensieri,riguardanti la situazione,non mi abbandonano,visto che si tratta sempre di qualcosa di molto vicino a me.
volevo sapere un suo consiglio sul come dovermi rapportare per avere una mia giusta mia serenità,tranquillità.
La notte sogno persino di litigare, sogno di dire quello che dentro mi porto per tutta questa situazione... mi sveglio di pessimo umore e anche se si tratta solo di sogni mi condizionano le ore successive della giornata...è troppo conflittuale e troppo limitante tutto questo, ma non so che fare per poterlo evitare.
due altre cose,se posso.
volevo avere un suo parere..
sin da piccolo soffro nel tramutare i pensieri in azioni..
mi riferisco a quando ci si trova a prendere o realizzare qualcosa che ha importanza..
sono molto emotivo e anche se le mie idee,i miei pensieri vorrebbero realizzare quella data cosa,è come se il mio sistema emotivo-mentale non riuscisse a dare seguito a questo e nel momento in cui mi ritrovo a dover mettere in pratica l'idea,la cosa,il progetto ecc,non ci riesco,perchè la forte emotività mi blocca letteralmente nel passo che va a seguire le mie intenzioni preliminari. il problema poi più grosso è che mi creo una realtà prima di iniziare le cose importanti, me le vivo, me le "preparo" involontariamente nella testa prima ancora che vada a viverle e questo quando si tratta di visite o di situazioni di una certa importanza mi creano un blocco e un limite. Penso in pratica aquello che dovrò dire, che dovrò fare, anziché non pensarci tanto e lasciar andare le cose come devono andare nella realtà vera, non quella che la mia mente presuma sarà.
l'ultimissima.
sin da piccolo,ho una forte fobia nell'affrontare visite di qualsiasi tipo..nell'andare in ospedale,nel farmi visitare..
sonon terrorizzato dal fatto che mi si possa trovare qualcosa di brutto..
sono fortemente ipocondriaco e questo peggiora di molto le cose,perchè è come un cane che si morde la coda..
quando mi trovo in sala d'attesa dal medico,ho mille pensieri prima di entrare in studio,il cuore va a mille,le mani mi sudano,le gambe diventano molli..insomma,sto malissimo..quando entro nello studio,invece,paradossalmente mi calmo un pò..ma questo non conta,perchè se l'attesa mi fa stare così,io dal medico ,difficilmente ci vado.
vorrei da lei,un parere,dei consigli..dirmi di andare in terapia ci arrivo anche io,ma nel frattempo,vorrei mi spiegasse gentilmente in modo dettagliato una sua visione e sul perchè e se possano essere reversibili, questo tipo di problemi. Al momento non posso andare da uno psicologo, non me lo posso permettere, ma già il fatto di potermi confrontare con voi e ricevere magari un consiglio su come imparare a gestire meglio le mie emozioni, le mie paure, potrà essermi estremamente utile; quindi vi ringrazio infinitamente se vorrete darmi una mano a capire meglio del perché agisco così e se posso fare qualcosa per vivere meglio la mia vita interiore.
grazie mille.saluti

consiglio , capire

Miglior risposta

Caro Alessandro,

per quanto riguarda la sua situazione familiare mi viene da dire che potrebbe spiegare la sua difficoltà ad ascoltare i problemi di tutti senza avere spazio per sè. Questo non significa mollare le briglie o rinunciare ad aiutare i familiari, ma richiedere rispetto per sè.

La sua secconda domanda: ha una risorsa importante, ossia la capacità di immaginare azioni da compiere e ipotizzare scenari. Ne faccia buon uso! Come riesce a immaginare scenari negativi, può provare ad immaginare che le sue azioni vadano a buon fine, che lei abbia successo nel compito e che tutto vada come desidererebbe. Questo la motiverebbe ad attuare nella realtà i comportamenti che ha immaginato.

Quando va dal medico, si faccia accompagnare da qualcuno che possa condividere con lei le sue preoccupazioni. Come ha ben notato, quando si trova nell'ambulatorio, con qualcuno (il medico), riesce a contenere la sua preoccupazione.

Per quanto riguarda la gestione delle emozioni, le do un primo suggerimento: riconosca e dia un nome alle sue emozioni. Nel suo messaggio si trovano diverse parole che corrispondono a pensieri, comportamenti e ragionamenti, ma non che nominino le sue emozioni. Quali sono? Come si sente?

Resto a disposizione per approfondimenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella

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ciao le cose che potresti fare è leggere i libri di Paramahansa Yogananda l'Autobiografia di uno Yogi, Il Divino Romanzo, Verso la realizzazione del Se, I Sussurri dall'eternità Dove splende la luce, Come vincere le sfide della vita, Come essere una persona di successo, Come essere sempre felici di Swami Kriyananda, il Sentiero ed Mediteranee Come attirare la prosperità
Educare alla vita Di Paramahansa Yogananda come essere sani e vitali, Come amare ed essere amati e leggere i magazine della Self Realization Fellowship SRF di Paramahansa Yogananda , poi potresti vedere il film Finding Happyness edizioni Ananda che è bellissimo sui valori del pensiero dell'anima. C'è il centro Ananda Europa ad Assisi Gualdo Tadino dove puoi ricaricarti di positività imparare a meditare la soluzione migliore per i problemi, fare gli esercizi di ricarica
Ci sono anche i CD di Swami Kriyananda Affermazioni di Autoguarigione che sono bellissimi sul sito sella Self Realization Fellowship To be victorius in life di Paramahansa Yogananda e di Daya Mata Finding Joy Within You
I centri SRF sono in tutta italia ma per imparare ad essere dinamici c'è Ananda Europa i centri.

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26 OTT 2015

Annalisa

Beh direi che ogni cosa che produci ha sempre un senso. credo che tu abbia delle convinzioni su cui regoli il tuo sentire. mi spiego.se sento che sono importantissimo per il benessere e la felicità dell'altro, ha senso adoperarsi in modo automatico senza percepire come realmente ti senti rispetto alle istanze dell'altro. quando rimugini, in realtà sostituisci la realtà con il pensiero. mi spiego: se sento disagio per come l'altro si muove con me(in modo distonico rispetto alla mia aspettativa: grazie) ha senso rimuginare sul perché' non venga riconosciuto in me il giusto ringraziamento. Quando vado dal medico e sono terrorizzato, in realtà io sento il rischio che possa essere malato. Come si esce da questi slogan? Inonanzitutto occorre "capire" come attivi questo funzionamento. Una volta che hai capito che senti idee, immagini e procedure e "stacchi" dal vero dato reale con associazioni catastrofiche recuperando un posizionamento antico(da bambino adattato, si dice),allora sentirai come una spinta nel mondo fortissima e creativa, nutrita da un sereno silenzio, che in psicanalisi si chiama qui ed ora. L’ho sperimentato e sono consapevole di cosa significhi. Il tuo problema è legato ad un funzionamento interno rigido. Quando vai dal medico non senti la visita, senti la proiezione di una possibile malattia. Quando metti pace tra i familiari non senti il bisogno di pacificazione, ma di ricevere un grazie. quando scegli un progetto, non senti il progetto ma i possibili fallimenti. La tua attenzione emozionale é disattesa nel presente ed utilizzi il dato cognitivo a protezione di te stesso. Contrariamente a quanto mi é stato indicato qui sopra, a mio avviso sbagliando, l’unico strumento vincente é realizzare il senso della propria operatività cognitiva che ha alla base sempre un sentire ma spostato su oggetti diversi. Ti porto un esempio. Io se vedevo una bella ragazza, stavo male. Mi sono sforzato in modo enorme per leggere io cosa sentivo per approdare al disagio. Quando ho percepito l'immagine inarrivabile della bella ragazza ideale e di me rispetto ad essa, ho subito percepito che sentivo disagio rispetto ad un'immagine/idea, ma non rispetto alla donna che avevo materialmente davanti. Ogni funzionamento ha sempre un senso e l'utilizzo del pensiero come sostituto della realtà é un modo inconsapevole di "adattamento" al reale. Recuperando il disagio, in un attimo hai tutto. Ti ho sintetizzato quello che ti serve perché' non puoi permetterti un medico. Ti consiglio di esercitare la concentrazione sull'unico. Momento che esiste: qui ed ora, in modo consapevole e responsabile staccare dal momento che scegli ha un senso cmq e credo tu ti stia dicendo di non valere niente in base a delle immagini che hai instillato nella tua anima. Riscrivila. L’anima non ha cicatrici ma é infinita e sente. Non rapportare il sentire a generalizzazioni preconfezionate. Ricorda che l'altro rimane altro e non hai il potere di renderlo felice o soddisfatto. Ricorda di sentire il progetto e non le conseguenze nefaste. Ricorda che esiste sempre un solo momento che vivi e si ripete: qui ed ora.su cosa tu ne faccia di questo momento e su come tu scelga inconsapevolmente di spostare su momenti emozionali sofferenti è la tua sfida. Io oggi so come funziono. Impara la tecnica e poi libera l’emozionalità elidendo il ponte che separa te dalla realtà’: il pensiero. Chi ti scrive è un ex disadattato che al momento ancora non ha ben chiaro cosa fare della felicità di aver scoperto tutti i passi che portano al qui ed ora. È' uno stato del se stupefacente. Sentire sempre il. Momento e poi scegliere senza che pensiero interferisca. Il pensiero serve solo a raggiungere obiettivi sulla base di cosa senti. Stop. Sentire in base al ragionamento porta ad una perdita del qui ed ora e a esiti di processi cognitivi: ansia ,paura, fobie. Se le senti queste cose, ti accorgi subito che sono finzioni perché' staccate dal reale. Ogni uomo compreso gli psicologi che sono qui sopra vivono in modo disadattativo alcuni momenti della vita .il punto é essere sempre alla ricerca di se e "regolare" il proprio io, in base a cosa sentiamo.se sento paura, il senso ci sta laddove non vi é congruità reale. stessa cosa ansia. L’ansia attiene a qualcosa che verrà’, ma che nessuno può sapere, la fobia é un allontanamento da qualcosa percepito come non sopportabile, l’ossessione come una proiezione profonda e negativa in avanti sulla base del recupero di stati d'animo antichi (anancasmo) e bla bla bla. Capito questo, il senso del funzionamento automatico, di colpo vedrai ciò che é e il pensiero non avrà più il peso di prima.

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8 GIU 2015

Anonimo

Caro Alessandro,

dalla sua attenta analisi emerge una tendenza all'introspezione, al guardarsi dentro che, come le accade in molti casi, stenta a tradursi in azione; emerge chiaramente un tratto d'ansia che permea le sue giornate e le impedisce di sperimentarsi nelle situazioni nuove e temute ed emerge la difficoltà di far valere i suoi bisogni forse per paura di deludere o ferire i suoi cari. Non si tratta di situazioni irrisolvibili, esistono tecniche cognitive che agiscono sui nostri pensieri e sulle nostre valutazioni degli eventi, così come esistono tecniche comportamentali in grado di indurre rilassamento per riappropriarsi di quella che lei chiama "pace interiore". La sua fine sensibilità le sarebbero senz'altro d'aiuto in un percorso terapeutico.
Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale della sua città, considerando che spesso la spesa risulta contenuta e che si tratta di terapie di media durata.

Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Miceli

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31 MAG 2015

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Caro Alessandro
lei è molto stressato e la prima cosa che sarebbe necessario fare è: riposarsi, estranearsi un poco da questo ambiente di relazioni problematiche.
Magari non è facile ritagliarsi una vacanza, ma un giorno o due di totale relax e cambio di ambiente forse si può fare.
Deve recuperare proprio quella "serenità, tranquillità e pace interiore" che le sono venute a mancare essendo stato investito dal "tornado famigla".
Tuttavia, ascoltandola, si nota che quindi tutti si rivolgono a lei?
Quindi lei è importante ed è ritenuto il "centro" di questa famiglia, una persona che sa ascoltare, che sa consigliare e con cui si può parlare e sfogarsi.
Si può vedere in questo qualcosa di molto bello che ci parla delle sue capacità e delle sue doti naturali di leader che le sono, peraltro, riconosciute.
Ora però farsi invadere e stressare è un'altra cosa e questo va impedito.
Deve imparare a gestirsi meglio con i suoi familiari e shermarsi emotivamente.
Se lei è "il centro", prima cosa deve essere "centrato" in se stesso e gestire bene le sue energie.
Ripeto: una vacanzina contribuirà a rimetterla a posto nel suo centro.
Chiaramente, proprio per la sua costituzione psichica e per la sua capacità di esserci con gli altri, somatizza molto (forse non riuscendo ad esprimere i suoi desideri e dire anche di no!).
Si prenda anche degli spazi per conoscersi meglio e riordinare le sue emozioni.
Un saluto
Spero averle detto qualcosa di utile.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

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30 MAG 2015

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3084 Risposte

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Caro Alessandro,
Dalle sue parole si percepisce il suo stato di agitazione ma anche la sua determinazione nel volere trovare una soluzione. Rispetto alla prima questione, legata alla situazione familiare, potrebbe manifestare agli altri la sua difficoltà ad ascoltare i problemi di tutti. Questo non vuole "abbandonare" i propri familiari nel momento del bisogno e quando sono in difficoltà ma fare in modo che gli altri la rispettino di più, affinché lei possa sentirsi più sereno e possa lavorare sulle sue questioni personali.
La capacità di anticipare con il pensiero le azioni e' fondamentale per l'essere umano, quindi dobbiamo usarla in modo funzionale: pensare non solo a scenari negativi ma anche positivi che la aiutino a non sentire il fallimento e ad essere più propositivo.
Riguardo le visite mediche le consiglio di condividere questo momento con un amico, una persona che la supporto e le dia coraggio, e che sia pronta ad accoglierla e sostenerla nelle difficoltà.
Inoltre un primo passaggio per gestire le proprie emozioni e' riconoscerle e dargli un nome, non tentare di scappare perché esse sono importanti: le emozioni ci ricordano che siamo vivi!

Auguri Alessandro

Cordiali saluti

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29 MAG 2015

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18 Risposte

71 voti positivi

Caro Alessandro,

per quanto riguarda la sua situazione familiare, mi viene da dire che sarebbe bene per lei spiegare la sua difficoltà ad ascoltare i problemi di tutti senza avere uno spazio di ascolto per sè. Questo non significa lasciarli soli, nè mollare le briglie, ma restare accanto a loro, con la stessa disponibilità di sempre, ma richiedendo rispetto per sè.

La sua seconda domanda è interessante. Penso lei abbia una buona risorsa personale, perchè riesce immaginare azioni da compiere e scenari diversi. Come può immaginare quelli meno gradevoli e che finiscono meno bene, può allenarsi ad immaginare anche scenari positivi, in cui lei riesce nel compito che si è prefissato e le cose vanno come lei desidererebbe. Ne segue che sarà più facile avere poi la motivazione per attuare realmente i comportamenti immaginati.

Quando si reca dal medico potrebbe farsi accompagnare per avere qualcuno che condivida con lei la sua preoccupazione e possa alleggerirle l'attesa. Come ha notato, appena si trova nello studio del medico, in cui vi è qualcuno (il medico) che la aiuta a contenere i pensieri negativi, le cose vanno meglio. Non resti solo, si faccia aiutare.

Infine, per una buona gestione delle sue emozioni, le do un primo suggerimento: riconosca e dia un nome alle sue emozioni. Nel suo messaggio vi sono parole che corrispondono a pensieri, comportamenti; vi sono ragionamenti e spiegazioni, ma non trovo le sue emozioni. Quali sono? Come si sente?

Resto a disposizione per approfondimenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella

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29 MAG 2015

Anonimo

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