Un buco nero da cui non so uscire

Inviata da Alessandro · 11 mag 2015 Disturbi della personalità

Salve a tutti!
Sono un diciassettenne che sta passando davvero un brutto periodo.
Poco più di un anno fa ho conosciuto una ragazza che frequenta la mia stessa scuola. La descrivo direttamente (lei stessa si descrive così e lo è davvero, nulla di inventato): è una ragazza introspettiva, sicuramente diffidente, sfiduciata, disillusa in qualsiasi cosa, rapporto burrascoso col padre (assente durante l'infanzia e ora presente ma dannoso), brutte esperienze adolescenziali con varie persone (anche amiche) che l'hanno tradita, inoltre respinge il contatto fisico con i ragazzi, si definisce "asessuale", non crede nell'amore e in qualsiasi cosa bella anche se vorrebbe, è sempre in ansia per qualsiasi cosa a tal punto da star male, ha sempre voglia di piangere e vomitare, tutto le sembra finto e costruito, ora ha anche paura dell'estate perché teme le acuisca la depressione e... insomma, dopo tanti mesi (sebbene in compagnia stessimo bene non si lasciava andare, mi dava poche attenzioni ogni tre o quattro giorni) sono riuscito, a dicembre, a conquistarmi definitivamente la sua fiducia. Abbiamo cominciato ad uscire molto più spesso, a sentirci ogni giorno, a volerci bene per davvero.
Soprattutto nelle vacanze natalizie qualche abbraccio ogni tanto e dopo un po' di giorni le ho chiesto di stare con me. Inizialmente si è arrabbiata tantissimo, mi ha detto che credeva fossimo solo amici e ha smesso di parlarmi..dopo quindici giorni è tornata, mi ha detto che si era pentita, che si sentiva più "umana" perché durante le vacanze si era riposata, (oggettivamente non eravamo amici, abbiamo un'intesa spettacolare ed era ovvio che ci piacessimo, è quel tipo di relazione che diventerebbe amore per chiunque), che voleva stare con me. Allora siamo usciti ma ha sorvolato, ha cominciato ad avere crisi d'ansia e abbiamo litigato per parecchio tempo. A marzo sembrava tutto risolto, non aveva più crisi d'ansia, abbiamo passato un bellissimo mese insieme ma al primo sbalzo d'umore è tornata a dirmi che siamo solo amici (altri litigi).
La situazione ora sta degenerando: io sono sicuramente la persona più importante per lei, mi dice quello che pensa e come si sente, abbiamo una grandissima intesa e insomma insieme stiamo bene (questi in realtà sono anche dei pretesti per "sfogarsi" con me quando si sente frustrata, ovvero sempre, trattandomi spesso male). Però ultimamente è intrattabile, non so se per la scuola (facciamo il classico) che la opprime: ha un caratteraccio, risponde male, poi torna e si scusa e mi dice che mi vuole bene, poi si deprime di nuovo e piange, dice che non riesce a far niente, che fa schifo, che prima o poi tutti arrivano ad odiarla..io sono distrutto. Starle vicino è difficilissimo, non scherzo quando dico che a momenti cado talmente in fondo da pensare al suicidio, soffro tantissimo dei suoi momenti no e.. io ho provato a parlarle di uno psicologo ma lei si è arrabbiata tantissimo e mi ha detto che la tratto da pazza (dopo qualche giorno è tornata dicendomi che avevo ragione ma che dallo psicologo non ci va comunque perché "è tutta una montatura"). Aiutatemi perché un'estate d'inferno non la voglio passare né so se ne esco vivo.
Prima di "abbandonarla", eventualmente (dovrò cominciare a pensare anche a me tra un po'), voglio fare qualsiasi tentativo per aiutarla, è troppo importante.
Grazie per la lettura!

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Miglior risposta 12 MAG 2015

Caro Andrea,
siete davvero molto giovani tu e la tua ragazza e in questa età è lecito avere tanti dubbie tante difficoltà nelle relazioni, anche il non distinguere bene amore da attrazione o da amicizia.
Tu sei forte davvero e la tua modalità di essere riuscito ad entrare in questa difficile relazione, conquistandoti la fiducia di lei è ammirevole.
Lei però è una ragazza fragile, complessa, piena di dubbi e quindi, io credo che tu debba lasciarle un giusto spazio; penso che lei abbia soprattutto paura e non si senta pronta per una relazione impegnativa.
Ripeto, siete molto giovani!
Se vuoi avere ancora ascendente su di lei e se vuoi rafforzare la vostra "intesa" non farti prendere da ansia eccessiva, non voler per forza stringere in certezza tutta la relazione ma lascia spazio e libertà.
Quando dico "lascia spazio e libertà" non intendo solo a lei ma proprio alla relazione e quindi dico pure che tu stesso devi prenderti spazio e respirare.
Niente obbliga ad un rapporto strutturato.
Continuate a conoscervi e cercate soprattutto la serenità.
Col tempo si potrà comprendere meglio in che relazione potrà evolversi la vostra intesa e il vostro desiderio di stare insieme .
Non alimentare l'ansia di una definizione per forza e abbandona idee tristi, pensa di più ad aspetti gioiosi.
un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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12 MAG 2015

Gianni,
parto dal fondo della descrizione della tua situazione, dicendoti che una delle prime "regole" da seguire in un rapporto d'amore è amare e non guarire, e l'amore non è una cosa complessa. Non è tuo compito salvare questa ragazza dalla sua stessa vita, a meno che tu stesso non voglia trovarti legato ed annodato in una matassa di pensieri e comportamenti che lei stessa sta ordendo. Di sicuro la ragazza alla quale tu vuoi così bene avrebbe bisogno di chiarirsi ma è giusto che alla richiesta di aiuto ci arrivi da sola, in autonomia, magari perché davvero ha capito che il suo comportamento è dannoso per sé e per altri.
Tu fai il classico, quindi conoscerai di sicuro il motto scolpito sul tempio di Apollo Delfico: ΓΝΩΘΙΣΑΥΤΟΝ, gnôthi sautón, conosci te stesso. E' il momento che tu ri-conosca la tua sensibilità, la tua empatia ma che tu sappia anche dare i tuoi doni a chi sa, non dico apprezzarli (sono certo che la giocane lo sa fare), ma trattarli con cura e custodirli con rispetto.
Inizia a trattare con rispetto i tuoi stessi doni, cioé te stesso.
Via oltre e, magari, da una certa distanza e con maggiore serenità, sarai capace di aiutare con maggior efficacia questa tua tormentata "amica" senza doverla abbandonare.

Un caro saluto
Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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12 MAG 2015

Innanzitutto, Gianni, dovrebbe chiedersi perché è così attratto da una persona così complicata.
Guardi che non è una domanda tanto per farla perché da queste domande emerge quello che vorremmo da una relazione.
Tutte le risposte sono lecite, ma l'importante è conoscerle, per conoscerci e capire cosa cerchiamo.
Per non rimanere delusi o sentirci "sfruttati" ecc.. nel tempo.

Qui è Lei che fa la domanda, quindi chi le risponde è su Lei che si concentra, non sulla persona della quale vorrebbe parlare.

Se quella persona non chiede aiuto, non la si può aiutare.
C'è una cosa che medici, psicologi, psichiatri, ecc. imparano subito, cioè che è impossibile -spesso, se non sempre- aiutare chi non vuole alcun aiuto.

Se lo chieda anche Lei.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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11 MAG 2015

Salve,
Un romanzo per esprimer una richiesta di aiuto non per la sua amica/compagna ma per te, devi chiederti ma vale la pena di complicarsi la vita alla tua eta'? Pensaci, non tutte le persone vogliono essere salvate, e nessuno cambiaer gli altri ma perche,' lo vuole.

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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