Un bimbo senza responsabilità

Inviata da Francesca · 20 apr 2022 Psicologia infantile

Buongiorno.
Sono una ragazza sulla trentina, da circa 2 settimane quello che doveva diventare mio marito tra 5 mesi è scomparso.
Mi aveva chiesto lui di sposarlo 6 mesi fa, non gli avevo mai parlato di ciò né tantomeno dato messaggi subliminali, dopo 10 anni di relazione e anche 3 di convivenza poi interrotti perché per assecondare la sua volontà di riavvicinarsi a casa(centro sud) avevamo creato il compromesso di andare a vivere nella mia cittadina, dove è presente una situazione lavorativa che per me è un compromesso ma comunque l'unica opzione valida in zona per poter mantenere i prerequisiti minimi di cui ho bisogno per non buttare al vento la mia formazione e per non abbrutirmi totalmente sul posto di lavoro. Io quindi seppure con molto sacrificio sono andata lì lasciando la mia bella realtà lavorativa e sociale nella città in cui vivevamo, rischiando tutto perché credevo in noi e ci mettevo al primo posto ( in passato avevo già fatto altre rinunce lavorative sempre per perseguire i nostri progetti di coppia, lui in realtà mai). Comunque stando nella mia città lui avrebbe avuto un valido lavoro e sarebbe stato ad un'ora da casa sua, godendo della vicinanza con la famiglia d'origine e con i suoi pochi amici di adolescenza. Premetto che entrambi abbiamo passato fuori per studio e lavoro circa 13 anni, ci conosciamo dai tempi dell'università ed io in seguito mi ero trasferita verso di lui per non essere a distanza. Nell'attesa di concretizzare il suo trasferimento da me lui si è ritrovato a passare alcuni mesi di nuovo nella sua casa con genitori e sorella, dopo aver lasciato la città al centro nord in cui eravamo, ed ha trovato nella sua città natale una situazione di comfort praticamente su tutti gli aspetti (amici e conoscenti, ritorno all'ovile domestico super coccolato e un lavoro davvero mediocre ma nel quale non avendo concorrenza si illude di "brillare"). In pratica, pappa pronta anche se molto al di sotto delle sue potenzialità, ma si è adagiato anche perché lui è una persona molto inerziale. Inoltre, e qui la vera nota dolente, purtroppo la sua famiglia è molto disfunzionale. Madre con la quale ha recuperato il rapporto in modo morboso (dal considerarla "morta" al chiamarla "mammina" con telefonate e videochiamate 3 volte al giorno) intorno ai 23 anni, dopo che io lo avevo fatto riflettere e inoltre ho spinto la sua famiglia a farla curare presso struttura ospedaliera (la madre è affetta da grave patologia psichiatrica ma per dinamiche familiari avevano deciso di "curarla" a casa, ora invece è finalmente in buon compenso). Questa madre adula , venera il figlio e al contempo lo spinge a restarle vicino, senza chiedersi mai cosa sia buono per lui o se può ambire a meglio (cosa che potrebbe fare tranquillamente), madre che lo ha difeso negando l'evidenza dei suoi comportamenti infantili ed irrispettosi nei miei confronti. Ma soprattutto questa madre con sue testuali parole lo ha definito "una persona da facilitare"..dunque lo considera tutto sommato un bimbo con deficit, e considera me un ostacolo poiché sono una normale donna con delle minime ambizioni autoconservative e non la plastilina che desiderava. Madre che è responsabile anche della vita sprecata della sorella di lui, una ragazza bellissima di quasi 40 anni che continua a non riuscire a uscire di casa(abita con loro nonostante possieda almeno altri 2 appartamenti) e ad avere relazioni perché mette tutti in fuga, anche lei soggiogata dal richiamo di mamma chioccia ("che problema c'è, se vuoi rimanere qui a casa io sono contenta") e che purtroppo ormai ha sviluppato l'habitus classico da zitella arcigna e rigida, innamorata anche lei del fratello, morbosa , ma che con sue parole in più occasioni ha definito il fratello "solo un ragazzo, che va guidato". Un padre piuttosto inerme e non-decisivo (per 20 anni non ha portato la moglie a curarsi nonostante sia egli stesso un medico, poiché sottostava alle volontà della suocera che considerava una "vergogna" fare uscire certe malattie "indecorose" dalle mura domestiche). In sostanza questo ragazzo è stato allevato in una bolla, deprivato purtroppo spesso dell'amore materno per causa di forza maggiore, e considerato come un principino perfetto ma inetto alla vita e da deresponsabilizzare. È tornato in questo ambiente da adulto e si è tirato indietro da me nel momento in cui doveva fare il passo da figlio ad uomo, anche perché nell'ultimo anno c'è stata più di una crisi che aveva come centro la sua autodichiarata paura di crescere e di "tagliare il cordone ombelicale".
Io dopo 2 settimane di silenzio stampa (lui mi ha detto che non era sicuro del matrimonio e di perdere la sua zona di comfort, e che è super confuso ma non ha dubbi su di me o sull'amore che prova, ma questo solo perché l'ho finalmente messo alle strette dal momento che leggevo il suo ennesimo tentennamento, dopo la crisi avvenuta solo 3 settimane prima) ho capito che è sicuramente un bene aver annullato il matrimonio ed avere avuto tempo per capire che allo stato attuale purtroppo lui non è una persona matura e adeguata per stare al mio fianco. Da conversazioni indirette con amici in comune ho saputo che il suo silenzio stampa a sua detta è dovuto al desiderio di non arrecarmi ulteriore dolore dal momento che questa volta mi vorrà contattare quando avrà davvero sciolto la sua confusione, tuttavia io ritengo questo suo comportamento ennesima prova di viltà e codardia. Io dal canto mio ho capito ed analizzato quanto il suo sia un problema strutturale radicato e almeno in parte attribuibile alla famiglia disfunzionale e il modo in cui è stato allevato. Ma che ovviamente non può giustificarlo al 100%
Ciò che mi chiedo è quanto una persona con questo deficit possa cambiare, quanto sia giusto che gli fornisca io gli imput per comprendersi, e quanto invece sia preferibile lasciarlo cuocere nel suo brodo pur sapendo che è molto probabile che non riesca ad uscirne, considerando anche che continua a ricevere feedback viziati proprio dalla sua famiglia, con cui vive? Cioè da una parte a me dispiace umanamente perché credo che lui abbia proprio bisogno di aiuto psicologico (lui continua ad essere confuso senza riuscire ad analizzare i suoi deficit in modo profondo, è impantanato) è solo che non so se sia giusto fare l'ennesima volta un passo io per dargli un imput, anche perché so che così com'è lui non mi va bene. D'altro canto so anche che persona lui può essere quando si distacca dal suo ambiente malsano e quanto siamo stati bene questi anni, ho visto la sua sincerità nel farmi quella proposta di matrimonio proprio con il cuore e quindi sono a mia volta molto interdetta da questa situazione, e prima di metterci una pietra sopra vorrei pensarci ed agire davvero bene.
Grazie in anticipo e scusate per la lunghezza delle mie parole

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Miglior risposta 22 APR 2022

Gentile utente,
ci colpisce quanto sia focalizzata e centrata sull'Altro nella descrizione che fornisce.
Lei dove sta? Eppure emergono aspetti importanti suoi, personali che con sacrificio mette da parte per lavorare sull'altro. E comprensibile il suo vissuto in questo momento della sua vita, ma vorremmo si focalizzasse su di sé, laddove non e possibile lavorare per lenire delle sofferenze dell' altro qualora non ne venga fatta richiesta.
Resti sintonizzata su di sé e sul suo di dolore.
Cordialmente
Studio Associato Dott Diego Ferrara Dottoressa Sonia Simeoli

Dott. Ferrara Dott.ssa Simeoli Psicologo a Quarto

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21 APR 2022

Cara Francesca, ho letto con attenzione la sua lettera. Lei mostra doti di sensibilità, introspezione e di comprensione delle dinamiche familiari disfunzionali della famiglia del suo fidanzato.
Capisco che le sue attese siano quelle che una volta capita ancora meglio la personalità del suo fidanzato lei possa decidere in merito.
Non sarà così perché il punto non è come si comporta lui, ma come lei può comprendere se stessa in questa situazione. Come ha costruito questa relazione e come può elaborarla.
Anche le esperienze negative parlano di noi e a noi. Sta a lei cogliere questa possibilità, che la fa stare così male. Si affidi con fiducia ad un professionista anche online e vedrà che saprà acquisire serenità e fiducia per il suo futuro.
Un augurio
H
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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21 APR 2022

Buongiorno Francesca
ho letto la sua lettera con attenzione.
Lei mostra foto di sensibilità, introspezione senso critico.
Mi sembra che le sue attese siano quelle di ricevere una spiegazione che le consenta di comprendere e
decidere.
Non capiterà così. Il punto non è cosa spinge il suo fidanzato ad agire così perché anche se lo capisse

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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21 APR 2022

Cara Francesca,

il problema evidente è che quest'uomo pare essere "sposato" con sua madre, ovvero invischiato all'interno di una famiglia disfunzionale, nella quale la mamma è la sposa che la istruisce su come deve trattarlo, ovvero un bambino da allevare e non un uomo con cui condividere la vita insieme. Fino a che lui metterà il primo posto la sua famiglia d'origine e le credenze/etichette che gli attribuiscono in modo da rimanere il figlio in eterno, la invito a intraprendere un percorso di sostegno psicologico per rielaborare gli eventi significativi della sua vita di coppia alla luce dei contesti di appartenenza in cui è inserita.
A questo proposito, sono a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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