Tutti mi stanno accanto ma nessuno mi sta vicino

Inviata da Antonio · 1 mag 2020 Crisi adolescenziali

ciao, mi chiamo.
Frequento il liceo scientifico e a settembre inizierò il quarto anno
Parto dalla mia infanzia così capirete un po' meglio...
il periodo di asilo ed elementari l'ho trascorso serenamente, mi trovavo molto bene con i miei amichetti/e e con le maestre
l'unico intoppo è stata la paura dei botti ,insomma ogni cosa che esplodesse causando un forte rumore. Questa paura mi ha messo a disagio in molte situazioni, come compleanni e feste in generale
non so come dei palloncini e qualche petardo mi abbiano potuto traumatizzare così tanto
ci misi molto a razionalizzare e a capire che erano cavolate, però già il vedermi diverso mi fece stare male, vedere io che piango in un angolo in aula d'asilo con gli altri che si divertivano a fare scoppiare i palloncini mi diede molto fastidio
Però oltre a questo ero un bambino solare, non avevo problemi di nessun tipo
Finite in tranquillità anche le elementari inizia il periodo più brutto della mia vita, le Medie
Mi trovai in una classe con tutta gentaccia oltre a 4/5 persone...ero il "riccone schifoso di turno" (i miei si fanno il culo quasi 10 ore al giorno per mantenere la casa e fare una vita dignitosa) la situazione peggiorava e io trovai sfogo nel mangiare...a scuola avevo paura di entrare in classe,
un giorno mi pisciarono nello zaino e mi distrussero 2 libri
in 2 anni presi 30 chili... 1,65x85 kg
La situazione era invivibile, così ne parlai ai miei, tramite un amica dia mia madre riuscì a perdere 20 kg in pochi mesi aumentando di 10 cm
All'esame di terza media mi portavano tutti rispetto, non si azzardarono più a sfottermi dato che ero più alto e più grosso di loro
Quell'estate mi innamorai di una ragazza, il nostro rapporto era fantastico, ma tutto venne rovinato da una merda di persona, un vecchio compagno di classe...gli scrisse dicendole fesserie ed è scoppiato il putiferio
io e lei avevamo condiviso tutto anche non stando insieme, dopo 1 mese di litigate gli scrissi un messaggio fortissimo, così si scusò però qualcosa si era rotto e non andava più come prima e ognuno prese la sua strada
devo ammettere che ci rimasi molto male
Andai al mare e conobbi Martina, una ragazza molto bella e simpatica, la prima settimana l'ho odiata per il suo carattere invadente rispetto al mio timoroso e un po' chiuso (causa medie)
prima di tornare a casa lei mi diede un abbraccio forte e mi baciò sulla guancia, mi disse "ti voglio bene"
mi sono sentito una merda, ma fortuna ha voluto che a settembre me la sono ritrovato nella stessa scuola
Subito l'ho abbracciata chiedendole scusa, il nostro rapporto era molto bello perchè eravamo completamente opposti caratterialmente, però la sua spensieratezza mi affascinava
poi un giorno la salutai, ma lei non ricambiò e io stupido come sono mi sono allontanato da lei, era circa febbraio
a giugno la rividi sola che camminava al ritorno da una festa ,e io con molto imbarazzo andai a parlarle
ci abbracciammo e parlammo un po' di tutto questo tempo da quasi sconosciuti
il nostro rapporto era cambiato ,lei non era più aperta come prima
quindi ci sentivamo sì e no
dato che mi mancava a novembre provai a riavvicinarmi ma venni come rifiutato, perciò sono sparito
qui incomincia un brutto periodo che mi ha fatto maturare molto
era da poco iniziato il 2 superiore, la paura di incontrarla mi fece evitare molte situazioni, però non sapevo di avere sviluppato una fobia sociale, ritornarono le mie insicurezze, i rimorsi mi mangiavano dentro e iniziai ad avere paura degli altri
Evitai discoteche, feste e a scuola giravo poco per i corridoi
così ho continuato fino a febbraio
Quando ho iniziato a fare gare di enduro in bici, è stato un bel periodo
Andavo bene a scuola, andavo forte in bici, giocavo bene a tennis in moto della mia età ero l'unico a saper fare certi trik...insomma era un bel periodo
Fino al 17 aprile, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali
Stavo tornando a casa con la mia moto ma una macchina prese il rosso pieno...con la moto frontalmente mi infilo sulla portiera anteriore del passeggero ,io sbalzo via per circa 2 metri in altezza ricadendo di schiena
6 vertebre dorsali e una lombare rotte, con la botta violenta ruppi anche lo sterno
il momento più brutto della mia vita, quando sei in aria vedi la tua vita scorrerti davanti, e ti senti impotente
con l'adrenalina riesco a rialzarmi subito, tutti in torno a guardarmi scioccato...ma subito dopo mi resi conto che non stavo in piedi e non respiravo
caddi a terra, le gambe all'improvviso non mi hanno retto più
Andai all'ospedale in codice rosso con l'ambulanza, mi hanno intubato con l'ossigeno e poco dopo mi hanno fatto tutti i controlli
ero distrutto ,l'ortopedico non mi parlava, mia mamma piangeva e il collega di mia madre che stava lavorando con lei era pallido
così capì che la situazione era grave, appena mi hanno spiegato la situazione mi è crollato il mondo addosso
Da quel giorno sono entrato in un tunnel nel quale non vedo via d'uscita
Dopo 2 settimane ricoverato e 2 settimane di letto a casa con il busto mi hanno messo in piedi
Ovviamente non ci stavo, mi sono ritrovato dalle stelle alle stalle
Dopo un estate dove ho dovuto imparare a camminare con un busto per la 2 volta,3/4 della giornata steso su un letto sono guarito
le vertebre erano storte ma salde, ricominciai a fare sport lentamente e tornai a fare la vita di prima ...
ma io ero cambiato, i miei amici mi annoiavano ,non sopportavo la gente che si lamentava in continuazione e non ero felice
Così il ritorno alla normalità è stato un trauma, quasi stavo meglio su un letto ortopedico steso a giocare tutto
il giorno alla play
Verso ottobre mi decisi a tornare come prima, così riandai dai miei amici e la vita tornò più o meno come prima
Purtroppo tutti mi guardavano come un disabile, mi agevolavano e non riuscivo ad ottenere un confronto diretto, non volevano farmi soffrire .
Il tempo passa ma io mi sento sempre più solo, circondato da persone che mi vogliono bene ma solo
Vedo la gente con occhi diversi, spazientiti e più critici
Trovai conforto nella mia solitudine, spesso andavo in posti isolati con la bici lontani da tutto e ci rimanevo per ore
ascoltando musica in solitudine, però ero felice
la libertà mi rendeva felice ,ma non mi bastava ,ho bisogno di qualcuno che io senta veramente vicino
Con l'inizio della quarantena mi sono rinchiuso in casa, sto bene, lo stare solo (soprattutto per l'incidente e i 3 mesi su un letto dell'anno prima)non mi disturba, sono tranquillo e mi faccio sentire poco
Però io mi sento solo, circondato da belle persone che però mi fanno sentire oppresso
Ho paura di parlare con persone che non conosco e che non mi trasmettono sicurezza, ho paura di scrivere alla ragazza che mi interessa, ho paura della superficialità
Le mie paure sono tante, i rimorsi sono tanti e il senso di solitudine mi mangia dentro
Penso che nessuno conosca la mia situazione e non voglio parlarne con i miei
Non ho persone con cui aprirmi serenamente perciò sto scrivendo in questo sito
Sto cadendo in una depressione tremenda, non ho nessuno a cui appoggiarmi, ho paura della gente e del loro giudizio, vorrei scrivere ad una ragazza che ho conosciuto poco prima della quarantena, vorrei tornare amico con Martina ma non ho le palle di fare nulla
ecco il mio problema, ho paura della gente e il mio passato non mi ha aiutato
Tutti mi stanno accanto ma nessuno mi sta vicino....ecco tutto quello che sento e penso da 1 anno a questa parte
scusate per la lunghezza ma questo è l'unico modo di sfogarmi
Spero che mi sappiate dare qualche risposta






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Miglior risposta 2 MAG 2020

Caro Antonio,
di per sé, l'adolescenza è un momento assai delicato e complesso in cui avvengono moltissimi cambiamenti su più punti di vista che, indubbiamente, possono generare forte sofferenza. Ulteriormente, un incidente grave come quello che hai subito può contribuire ad alimentare ed acuire alcune difficoltà psicologiche e relazionali. Sebbene possa essere legittimo aver bisogno di isolarsi talvolta, ti consiglio di non chiuderti completamente e di confidarti con i tuoi genitori o con una figura di riferimento per te significativa e di seguire un percorso psicologico per comprendere meglio i significati che emergono dagli episodi che racconti e che ti creano sofferenza.
Resto a disposizione, se desideri.
Un caro saluto,
IM

Dr.ssa Irene Mosca Psicologo a Lucca

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