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Tutti mi ignorano, sottovalutano e mi prendono per stupida

Inviata da Anna il 11 ott 2018 Relazioni sociali

Buongiorno a tutti, vi scrivo nella speranza che possiate darmi dei consigli riguardo a un disagio che vivo da diverso tempo. Inizio con il dirvi che sono una ragazza di 26 anni che ha sempre lavorato e studiato contemporaneamente. Vivo con mia madre e mio fratello più piccolo. Da quando i miei genitori si sono separati mi sono fatta in 4 per aiutare la mia famiglia, svolgendo innumerevoli lavori. Nonostante le difficoltà e i sacrifici sono riuscita a laurearmi e adesso sono alla ricerca di un impiego stabile (nel frattempo vorrei anche fare una specializzazione). Non sono una ragazza che ha vizi, praticamente esco pochissimo di casa, le mie uscite ormai sono o da sola o con la mia famiglia. Ora arriviamo al problema. Mi sono accorta che dai 20 anni in poi non sono più riuscita a stringere rapporti di amicizia con nessuno. All'università, sul lavoro, in giro io cerco di proporre uscite, di essere cordiale, disponibile ma vengo snobbata da tutti. Le ragazze mi guardano schifata come se fossi una aliena o una pezzente (tengo a precisare che mi vesto bene alla moda e che sono anche carina e piacente di aspetto) è come se ispirassii antipatia a pelle. Iniziano a fare comunella tra di loro e mi escludono. Con le donne ho sempre avuto problemi anche nel campo lavorativo, mi hanno sempre fatto del mobbing, trattata da stupida o insultata senza motivo. Insomma non vogliono avere a che fare con me. Prima dei 20 anni avevo qualche amica poi ci siamo allontanate per diverse vedute. Le ho risentite quando mi sono laureata e in molte sono rimaste stupite non credevano al fatto che ci fossi riuscita e ho saputo che sono uscite fuori con frasi del tipo"hai visto quella è riuscita a laurearsi". Tutto questo mi fa soffrire. Perché essere sottovalutati così? Inoltre ho anche problemi a stringere relazioni con gli uomini. Non c'è nessuno che voglia davvero conoscermi. Quei pochi che ci provano lo fanno solo perché attratti un po' dal mio aspetto ma poi non insistono neanche più di tanto e sono i tipici marpioni che ci provano con tutte. Sembrano tutti timorosi nei miei confronti, forse mi vedono troppo seria, una che non sa divertirsi, non ne ho idea. Io sono sempre stata così di carattere. Seria, responsabile, senza troppi grilli per la testa. Al momento giusto so anche divertirmi anche se non sono una che si lascia molto andare. Devo sempre mantenere un certo controllo. Al posto di apprezzarmi per questo lato mi scansano. Tutti i ragazzi che mi sono piaciuti mi hanno sempre rifiutata o hanno iniziato ad allontanarsi quando percepiva o un interesse. Prima lanciavano il sasso e poi nascondevano la mano. Non sono insistente, non tampino, non li cerco eppure reagiscono così. Ho paura che la gente percepisca le mie mancanze e bisogni in qualche modo, anche se mi mostro forte e indipendente, anche se viaggio da sola, anche se non chiedo mai aiuto a nessuno. Secondo voi perché le persone mi trattano con questa indifferenza e astio? Grazie a tutti di cuore in anticipo

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Buongiorno Anna,

Risulta difficile rispondere alla sua domanda con così poche informazioni, per poterla aiutare sarebbero necessari ulteriori elementi, della sua vita e della problematica relazione che pone. Lei come si sente quando la sottovalutano? a che livello è la sua autostima?Sarebbe importante indagare il suo comportamento quando si relazione con le persone e perché ad esempio tendono a snobbarla. Le consiglio di intraprendere un breve percorso psicologico, online o da un professionista della sua zona, l'aiuterà ad affrontare la situazione. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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Cara Anna, credo sia arrivato il momento di dedicarsi un po' a se stessi affrontando le problematiche che sono per te fonte di malessere insieme ad una persona esperta. All'interno di un percorso psicoterapeutico potresti ricostruire la tua storia personale attribuendo il giusto significato alle esperienze che hai vissuto all'interno delle relazioni. Credo che sia necessario approfondire il modo con cui ti sei relazionata e attualmente ti relazioni con gli altri e come li percepisci. E' possibile che tu ti sia costruita nel tempo una sorta di barriera difensiva contro gli altri in seguito al ripetersi di esperienze relazionali non sempre positive. Questa barriera ti potrebbe aver portato a mettere in atto modalità relazionali che per te risultano "normali" ma che agli occhi degli altri appaiono distanzianti.
Per questo motivo credo sia arrivato il momento di approfondire la tua problematica. Non aspettare più! Se dovessi avere bisogno non esitare a contattarmi.
Un abbraccio

Dott.ssa Simona Daledo

Dr. ssa Simona Daledo Psicologo a Pavia

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Cara Anna,
per stringere rapporti con le persone che ci circondano è indispensabile "condividere" qualcosa di noi con loro. Ti chiedo: cosa sei disposta a condividere con gli altri per avvicinarti a loro?
La mia fantasia è che tu condivida poco di te stessa con gli altri e di conseguenza questi si "tengono alla larga". Per condividere occorre mettere nelle relazioni qualcosa di emotivamente autentico di noi stessi, e non stereotipato, precostruito o eccessivamente controllato. Con la "serietà" si avvicina poche persone. Al contrario riuscire a mostrare la propria parte gioiosa e ludica o anche quella triste e dolorante fa si che le persone si avvicinino a noi e ci diano l'opportunità di conoscerle.
Spero di esserti stato utile.

Per qualsiasi domanda o richiesta mi puoi contattare.

Un saluto

Dott. Pierluigi Salvi - Associazione di Promozione Sociale LOGOS Psicologo a Empoli

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Gentile Anna,
mi sembra lei descriva attraverso situazioni, persone condizioni di disagio individuale che forse adesso che ha la mente più libera dall’impegno di studio vengono a galla. La sua vita mi sembra sia stata caratterizzata dal dover lavorare, studiare, responsabilità familiari.
Proverei a riflettere su quello che ha accantonato o non ha avuto il tempo e modo di considerare per tempo. Le consiglio di farsi aiutare da uno Psicoterapeuta della zona per vedere ciò che la riguarda con più profondità.
Disponibile per approfondimenti
Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Gentile Anna, direi che non è possibile darle consigli specifici senza capire meglio la dinamica delle sue relazioni. Credo che solo un lungo lavoro con un/una professionista possa trovare maggiore soddisfazione nelle relazioni. Non voglio assolutamente scoraggiarla, ma anzi spronarla a prendersi più cura di sé stessa. Credo che sia fondamentale aumentare la sua autostima di fondo. Sembra che lei deva affannarsi ogni giorno per sentirsi appen appena adeguata. Probabilmente è dovuta crescere troppo in fretta, non ha avuto sufficiente nutrimento affettivo dalla sua famiglia nella sua infanzia, ma le è stato richiesto troppo, troppo presto. Per questo le raccomando di prendersi tempi e modi per avere maggior cura di sè, magari anche iniziando un gruppo di tecniche mente-corpo (teatro,canto, danzaterapia, yoga, ecc, ecc). Ma non pensi che da solo basti per risolvere il suo vuoto di fondo. Di più, purtroppo, penso che non le posso dire. Con molti auguri.

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Salve Anna,
come le hanno già detto i colleghi, servirebbero più informazioni per capire come mai si innescano queste dinamiche. Soprattutto non traspare il vissuto emotivo che vive. Pertanto prenda con le pinze queste mie ipotesi, che andrebbero vagliate in seduta alla luce del cicli interpersonali che mette in atto.

Quando certe dinamiche relazionali si ripetono da tempo (in questo caso da anni), un po' ce lo si aspetta che anche la prossima persona che si incontra farà le stesse cose che hanno fatto gli altri, si trova? E' come se ci si preparasse ad un'altra delusione. In realtà il desiderio personale è che questa volta sia diverso, ovviamente. "Vorrei che questa persona nuova conosciuta non mi rifiutasse, non mi snobbasse o non mi frequentasse per un po' e poi andasse via". Tuttavia, dopo tante volte che così è successo un certo "scudo protettivo" si crea. "Io vorrei che fosse gentile, simpatico e amorevole, ma mi aspetto che non sarà così, e pertanto mi preparo (che io me ne accorga o meno) ad un eventuale rifiuto". Come lo faccio? Qui non c'è una risposta univoca per tutti, ipotizzo che lei potrebbe mostrarsi sicura di sé, oppure distaccata, oppure razionalizzante (prima parlava di sentire il bisogno di avere sempre un certo controllo sulle sue emozioni). Però così facendo, all'esterno non si percepisce il desiderio originario di creare amicizia, al contrario potrebbe sembrare che non ne sia interessata. Questo viene chiamato ciclo interpersonale disfunzionale, in parole povere desidero che accada qualcosa, non mi aspetto che accada, mi sento male per questo e per proteggermi assumo comportamenti in virtù della mia premonizione e non del mio desiderio.

Ora bisognerebbe vedere se realmente accade qualcosa del genere quando lei cerca di iniziare una relazione, amicale o sentimentale che sia. Questo però può scoprirlo, e di conseguenza lavorarci su, solo attraverso un percorso personale. Soprattutto la aiuterebbe a sentire meno il fardello delle responsabilità che è abituata a portare e a vivere con più serenità la sua parte emotiva.

Mi scriva se desidera,
Dott.ssa Valentina GM Moreas

Dott.ssa Valentina Giovanna Maria Moreas Psicologo a Napoli

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Cara Anna,
quello che scrive è apprezzabile e denota la volontà da parte sua di conoscersi e scoprirsi. La sua storia di vita merita tuttavia di poter essere maggiormente approfondita e quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi ad un professionista della sua zona per intraprendere un percorso che le consentirà di lavorare sulla sua persona, prendere consapevolezza e sviluppare delle nuove risorse.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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