Tutta quest'ansia cosa significa?

Inviata da ANDREA · 11 mag 2015 Ansia

Buongiormo,

sono un ragazzo di 28 anni di Torino laureato in ingegneria elettronica , dal febbraio 2009 ho iniziato ad avere i primi sintomi di ansia dopo un periodo intenso di esami.
Non riuscivo a mangiare nei ristoranti con gli altri, mi si chiudeva lo stomaco. Ho fatto una gastroscopia enon è risultato nulla...man mano sono riuscito a affrontare meglio questo sintomo ma se ne e presentato un altro ancora piu brutto...

Successivamnte infatti ho iniziato la laurea specilistica, finita nel 2012 e nel periodo di tesi quando ero in ufficio con il professore iniziavano le vampate d calore molto forti e voglia di scappare. Finita la laurea mi sono portato dietro questi sintomi, infatti dirante la ricerca di lavoro, nei coloqui li ho vissuti malissimo con vampte di calore e giramenti di testa con senso di svenimento. Quindi se prima il problema era focalizzato sol nei ristoranti, adesso si e diffuso nel parlare con le persone e nelle situazioni sociali colloqui, ecc..

Ho lavorato per 1 anno e a gennaio 2015 mi e scaduto il contratto e sono disoccupato, ma sono rimasto con i sintomi di giramenti forti di testa quando sono nei locali o devo parlare con qualcuno. Sintomi che mi sono portato dietro anche a lavoro.


Prima del 2009 io sono stato sempre stato bene, un po di timidezza ma nulla di piu ho sempre affrontato tutto. Ho fatto dei colloqui con uno psichiatra qui a torino che mi ha dato un antidepressivo (2 anni fa) e ora da un anetto faccio es di rilassamento con uno psicologo.

In definita pero non sto bene e sono sempre piu bloccato, assumendo comportamneti di evitamento delle situazioni . Cosa mi consiglia? io voglio tornare a vivere al 100%

Grazie di cuore

Andrea

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Miglior risposta 13 MAG 2015

Caro Andrea
mi piace molto il tuo obiettivo di voler tornare a "vivere al 100per100" come dici nel finale della tua lettera.
Prima cosa che ti consiglio è di tenere fermamente nella mente questo obiettivo e di crederci.
Tuttavia non interpretare questo "fermamente" come una cosa che implichi sforzo o quanto altro di doveroso e pesante; tienilo in mente come qualcosa di leggero, gioiso e in leggerezza.
Credo che l' "aspetto dovere" e lo sforzo ad esso associato, abbiano avuto molta parte nel generare il tuo attuale problema; un problema che si è perpetuato all'interno del classico fenomeno di "circolo vizioso dell'ansia" assai noto e studiato.
E' anche probabile che associati ci siano elementi di difficoltà in relazione alle "figure di potere" e questo è uno degli elementi che dovrebbero essere indagati per poi essere compresi meglio.
Sono molto favorevole all'uso delle tecniche di rilassamento e in particolare del Training Autogeno di J.H.Shultz che insegnano in particolare la "concentrazione passiva" e che sono considerate (se applicate nel giusto modo) come vera psicoterapia.
Quindi io ti direi: vai avanti e impara nuove modalità di affrontare le cose in modo meno stressante e con la giusta concentrazione.
Conosci e indaga sulla tua personalità e, ripeto, porta avanti con gioiosità il tuo obiettivo.
Soprattutto impegnati nell'affrontare le cose difficili e che ti fanno paura, il fatto di non evitarle "smonterà" il circolo dell'ansia che si è costituito.
Per la soluzione del tuo problema è anche molto importante che si instauri una "forte alleanza terapeutica" con la persona che ti segue.
Per altri chiarimenti (se vuoi) io ci sono.
Per esperienza posso dirti che sono problemi che trovano soluzione.
Un augurio e un saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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3 GEN 2016

Caro Andrea,
ho visto ora il tuo riscontro alle nostre lettere, adesso come va? Sono un poco rientrati i tuoi problemi?
Anche io utilizzo le tecniche immaginative nel mio agire terapeutico e ho riscontrato sempre dei buoni risultati, in particolare con la dereflessione autogena, che è una tecnica appunto, che serve a smorzare l'ansia in previsione di determinate situazioni che il soggetto deve affrontare.
Spero che la psicoterapia ti abbia portato ad un migliore atteggiamento verso la vita e ad un maggior equilibrio personale.
Cari saluti Dott. Silvana Cecucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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19 MAG 2015

Buognirono, graziea tutti per le rispsota.
Attualmente faccio dele tecniche di immagianzione con la psicolog e lei dice che con questo risolvo.
Prima di un colloquio di lavoro faccio questo esercizio e prendo delle gocce di ansiolito. il coloquio lo affronto ma forse non come vorrei e potrei...semrpe con paura e insicurezza

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19 MAG 2015

Buongirono grazie per le risposte.
Attualmnte sto facendo degli psicoterapia immaginata...tecniche di immaginazione. La mia pscicologa punta su questo per risolvere il problema. Per esempio prima di un coloquio faccio questo esercizio e prendo qualche goccia di ansiolito. Il colloquio lo svolgo ma con un po di ansia....

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13 MAG 2015

Andrea,
come lei stesso ben descrive abbiamo dell'ansia sociale, dei comportamenti di evitamento e delle reazioni neurovegetative sgradevoli. Il fatto che lei sia risucito a laurerarsi e a fare comunque una vita sociale direi che è una cosa che lascia ben sperare, in fondo non è spaventato così tanto dal mondo da esseresi rifugiato in un cubicolo ne prima nè ora che ha anche (come milioni di persone) un problema lavorativo. Dubito che però, prima di questo momento di acuzie, lei fosse una persona assolutamente non ansiosa, credo piuttosto che il proverbiale vaso si sia riempito lentamente fino a far arrivare l'acqua al bordo e poi ... fuori.
Prima di tutto lasci stare ste cose del vivere al 100% che sono miraggi da spot new age. Possiamo vivere dei momenti al 100% (il che è sempre una percezione non un dato di fatto) ma un'esistenza al 100%, qualsiasi cosa sia, non la fa nessuno e in un soggetto ansioso diventa un miraggio quantomai ansiogeno. Pensi a vivere in un modo gradevole e non limitante che già è moltissimo e mi creda che si può fare anche accettando una certa dose di ansia. Perché sì, forse come persona ansiosa un po' d'ansia l'avrà sempre e può iniziare a vederla come uno strumento che l'ha aiutata a performare (arrivare in tempo agli appuntamenti, preparare esami, etc.). Adesso, quello che deve evitare è che questa paura sociale si trasformi in un comportamento fobico.
D'altronde non posso evitare di dirle di fare presente allo psichiatra che le ha prescritto i farmaci e allo psicologo che lo segue che sente di non ottiene i benefici attesi; deve discutere di questo con i due professionisti, i quali, se sono tali, aggiusteranno il tiro in base ai suoi feedback.
Lavori sulla sua capacità di vedere il lato costruttivo di questi limiti e sulla capacità che ha di costruire socialità anche se fiaccato da ansie sociali.
E' già riuscito a fare molto in condizioni di ansia e stress, sono certo che può fare molto anche oggi contro la sua ansia e il suo stress.

cari saluti
Dott. Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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12 MAG 2015

Gentile Andrea,
lei descrive una sintomatologia corporea che oltre ad essere espressione di un disagio interiore le richiede attenzione in quanto le vuole comunicare qualche cosa. La ricerca del senso di ciò che le sta capitando può essere alla base di un percorso psicoterapeutico. Che tipo di rilassamento pratica? Se è fine a se stesso potrà sicuramente portarle un beneficio corporeo, ma non l'aiuterà nella comprensione di ciò che le sta accadendo. Se invece il rilassamento è ottenuto tramite il training Autogeno somatico come tecnica autogena con un'analisi dei vissuti corporei e delle sensazioni, allora può essere un punto di partenza per una psicoterapia bionomica.
Cordiali saluti
Anna Ambiveri

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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11 MAG 2015

Gentile Andrea,
il suo non è un problema che possa risolversi solo con esercizi di rilassamento e spesso anche i farmaci sono insufficienti. Deve iniziare un percorso psicoterapeutico, non necessariamente lungo, ma il solo che può risolvere alla radice il problema o almeno attenuarglielo di molto.
Le segnalo due articoli che può trovare sul mio sito professionale sulle cause e la terapia degli attacchi di panico, un disturbo d'ansia che ha punti in contatto con i suoi malesseri.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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11 MAG 2015

Buongiorno
Forse non bastano gli esercizi di rilassamento. Occorrerebbe una psicoterapia ed un supporto farmacologico adeguato. I farmaci la aiuterebbero a gestire meglio l'ansia e la psicoterapia potrebbe aiutarla ad effettuare un cambiamento terapeutico. Ha bisogno di rompere il cortocircuito di evitamento e recuperare risorse importanti da investire.
In bocca al lupo

Dott. Alessio Orlando Psicologo a Ferrara

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11 MAG 2015

Gentile Andrea,
il suo sembrerebbe un problema di forte ansia associato a comportamenti di evitamento delle situazioni dove teme di sentirsi male. Il rilassamento può aiutare ma non del tutto, poiché gran parte dell'ansia è legata a pensieri negativi che si accavallano nella mente e scattano in automatico quando deve affrontare le siuazioni temute. Le suggerisco una psicoterapia cognitivo-comportamentale, che di solito porta a benefici in tempi brevi e lavora sia sui pensieri negativi che sul rilassamento.
In bocca al lupo
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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