Trovare una soluzione alla mia vita perché non posso più stare così

Inviata da Mery99 · 17 dic 2019

Salve allora io sono in una situazione abbastanza “strana” ho 21 anni e non ho ancora un lavoro perché in passato ho sofferto di ansia e attacchi di panico e ancora adesso non ne sono del tutto uscita e quindi ho “paura” di andare a lavoro. Ero fidanzata con un ragazzo che all’inzio non era ben voluto dalla mia famiglia e dopo un po’ lo hanno accettato sembrava andare tutto a meraviglia quando all’improvviso dopo una discussione tra lui e la mia famiglia li ho totalmente contro perché secondo loro lui non è “buono” per me! Io non la vedo così perché continua a cercarmi ma pultroppo loro mi hanno messo davanti a una scelta se vuoi lui te ne vai di casa,io non la trovo normale questa affermazione perché seppur fosse sbagliato ho il diritto di sbagliare alla mia età per far sì che cresca e maturi... ho paura di perdere lui perché lo amo tanto ma ho paura di perdere loro!! Non so cosa fare parlarci è inutile perché porta solo a litigare senza avere conclusioni.

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Miglior risposta 22 DIC 2019

Gentile Mery99, dalla descrizione della situazione emergono molti elementi che tra loro si compenetrano da un lato a costituzione del Contesto di significatività della Sua esperienza, dall'altro a rendere conto della complessità della situazione in corso. L'esperienza attuale (divisione tra un ragazzo che ama e la propria famiglia, che impone una scelta difficile) va interpretata alla luce dell'intreccio unico di Storia di vita (per attacchi di panico, paura, fatica della famiglia ad accettare il ragazzo) e dell'orizzonte d'attesa (progettualità con il ragazzo, perdita del rapporto) in funzione del tempo presente (mancanza di un lavoro, amore, rapporto con la famiglia). La raccolta anamnestica di questi dati renderà conto dei motivi del soffrire e automaticamente renderà disponibile la scelta, che si affaccerà come possibilità autentica e identitaria. Al momento questa scelta è impossibile perché mancano i significati associati alle possibilità che ne conseguono. È fondamentale innanzitutto rendere conto degli attacchi di panico passati, perché anche se al momento non sembrano presenti limitano le possibilità di azione (lavoro, tramite la paura!) chiudendo orizzonti d'attesa (ad es, la possibilità di staccarsi dalla famiglia e vivere autonomamente). Poi è utile indagare il rapporto con questo ragazzo e con la famiglia per rendere conto di questa divisione e soprattutto dei motivi per i quali i genitori sono così influenti (sia da parte Sua che da parte loro) nel determinare lo stallo attuale. Con un percorso psicoterapeutico sarà tutto più chiaro. Gli Obiettivi potrebbero essere legati alla ripresa di una propria azione responsabile nel mondo: risoluzione della paura, scelta di un lavoro, presa di decisione consapevole, identitaria e autonoma rispetto alla scelta attualmente fonte di sofferenza. Contatti un terapeuta e cominci quanto prima. In bocca al lupo, cordialità. DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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19 DIC 2019

Cara Mary,
Gli attacchi di panico sono eventi molto spiacevoli che comprensibilmente inducono la paura che tu ci dici di provare.. la mia domanda è: in passato hai chiesto un supporto psicologico per affrontare questa problematica che ti impedisce di stare serena? Probabilmente, se non ne sei ancora uscita, non hai scavato completamente a fondo...potresti ricevere un valido supporto se lo richiedessi e cercassi una persona davvero professionale che ti aiuti a trovare soluzioni..
Riguardo,invece, la tua situazione familiare, mi chiedo come mai i tuoi genitori abbiano espresso un parere così forte e radicale.. forse questo ragazzo può essere pericoloso per la tua vita e/o la tua serenità a lungo termine ? Probabilmente cercano di tenerti al sicuro, senza sapere che lo stanno facendo in modo poco empatico e intollerante, soprattutto perchè l’opzione che tu vada via da casa finirebbe per non tutelarti. Mi viene da pensare che sono talmente spaventati da non riuscire ad avere un confronto aperto e disponibile con te..magari pensano che tu non sia abbastanza razionale in questo momento, considerando i sentimenti ed io tuo bisogno di vicinanza e calore motivato forse (perché no?) anche dal panico. Certo, non è bello essere messi con le spalle al muro..ma prova a metterti nei loro panni e a riflettere sulle loro motivazioni..potresti scoprire qualcosa in più.
Cordialmente,
Dott.ssa Comi e Dott.ssa Creaco

Dott.ssa Marta Maria Alessia Creaco Psicologo a Villa San Giovanni

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19 DIC 2019

Salve, cerchi di capire i motivi per cui la sua famiglia non vuole lo frequenti, poi a quel punto sarà lei a fare la sua scelta. Dott.ssa Masserdotti Giulia

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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18 DIC 2019

Cara Mery, capisco la situazione difficile in cui ti trovi, in effetti è una scelta impossibile vista la tua età.. Un percorso psicologico potrebbe però aiutarti a considerare nuovi punti di vista e a trovare soluzioni che prima non c’erano, perché non le vedevo.

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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18 DIC 2019

Buongiorno Mery
Bisogna capire se in realtà i suoi genitori non sono d'accordo sul fatto che lei cresca e abbia una relazione o se veramente non accettino lui per qualche motivo reale motivo. Gli attacchi di panico hanno un significato importante....
Ha già intrapreso in passato un percorso psicologico?
Cordiali saluti
Dr. ssa Condina

Anonimo-176886 Psicologo a Olginate

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