Troppa empatia In amore?

Inviata da Elide · 6 giu 2017 Terapia di coppia

Salve,
sono una ragazza di 30 anni.
Circa un anno fa ho conosciuto una ragazza di cui mi sono innamorata. Il nostro rapporto è nato sotto i migliori auspici.
Ho avuto la sensazione di aver trovato finalmente la relazione che da tanto tempo desideravo. Erano anni che non mi innamoravo e con lei non avevo nessun tipo di pensiero negativo o "paranoia".
Ovviamente la sensazione è durata ben poco, in quanto dopo un paio di mesi, la sua ex ha iniziato a intromettersi nel rapporto, ovviamente perchè lei glielo permetteva. Io all'inizio le ho dato piena fiducia nel risolvere la cosa nel migliore dei modi, senza imporre nulla. Così non è stato. Da lì c'è stato un primo allontanamento proprio per via della ex. Io mi sono sentita crollare il mondo addosso...Proprio per come nacque la relazione, positivamente, ognuno con i propri spazi. Da lì è nato lo strazio perchè dopo qualche giorno lei mi ha ricercata cercando di spiegarmi che la storia era finita ma che lei cercava un rapporto di amicizia ed era solo per questo che si sentivano. Io non ci credevo perchè un rapporto di amicizia nasce solo se non sussistono più sentimenti.
Comunque essendo l'inizio, ho continuato a darle fiducia, finchè un giorno mi confessò che loro non avevano mai smesso di sentirsi, nonostante lei, dopo il primo allontanamento, mi disse che avevano smesso e quando noi litigavamo, andava a casa sua e in un'occasione questa persona provò a baciarla ma lei non ricambiò perchè mi amava,disse, ma andava da lei perchè era il suo punto di riferimento anche se mi disse che era un rapporto di dipendenza.
Seconda botta, io mi allontano ed inizio a partorire l'idea che questo rapporto non fosse più sano ma è come se ad un certo punto io avessi perso la capacità di scegliere il meglio per me...è come se mi fossi arresa a questa sofferenza perchè mi trovavo innamorata di una persona immatura, non in grado di fare delle scelte, con mille dubbi ma che soprattutto non badava a me, ai miei pensieri ed esigenza: esistevano solo lei e i suoi problemi, tutto girava attorno a quello e pure io.
Il problema è che ogni volta che io mi allontanavo lei poi mi cercava insistentemente, finchè io non cedevo.
Nonostante avessimo ripreso la storia, il problema ormai non era più la ex, ma lei e i suoi sentimenti nei miei confronti. Non sapeva cosa provava e così ogni qual volta i dubbi la divoravano, lei mi abbandonava per poi tornare prontamente.
Io fino a quattro mesi fa ho dato la "colpa" a lei, anche se è un termine che non mi piace ma ad un certo punto ho iniziato a riflettere su quali meccanismi si fossero messi in atto perchè io non riuscissi a rimanere ferma sulla decisione ogni qual volta lei tornava all'attacco.
Negli utltimi quattro mesi, lei se n'è andata per un mese e mezzo, per poi tornare per un giorno, riandarsene per una settimana, ritornare per un mese, riandarsene per due mesi ed infine, tornare pochi giorni prima del mio compleanno e mollarmi nuovamente il giorno prima del compleanno. Ridicolo no?
Ogni volta c'erano delle promesse ed ogni volta succedeva che quando stavamo insieme, si stava proprio bene, tutto sembrava possibile. Lei mi diceva che sentiva di essere nel posto giusto, con la persona giusta, di sentirsi a casa.
ed io, ogni volta mi illudevo e mi dicevo, cavoli questa è la volta buona anche se l'ultima volta mi ha detto chiaramente, forse per la prima volta è stata sincera, che non sapeva cosa provasse e che forse era dipendenza da ciò che le davo perchè affermava di tornare ogni volta perchè le mancavo in una maniera inspiegabile, che le sembrava di vivere con un fantasma, mi cercava nei profumi, nei libri, nelle canzoni.
Io l'ho conosciuta che lei ancora non aveva un suo mondo, non sapeva cosa le piacesse davvero, era alla ricerca. Ha iniziato ad interessarsi anche a cose che piacevano a me, io cercavo di stimolarla, di darle degli imput, la invitavo a riprendere in mano dei disegni o a esplorare la sua vera natura, di fermarsi di più sulle sue paure, insomma di dare ascolto alla sua anima, così tanto maltrattata.
Insomma è chiaro, io me la sono presa a cuore, soprattutto perchè lei mi aveva sempre detto che nessuno l'aveva davvero mai amata, ed è come se io mi fossi detta: ma ci sono io, ti farò vedere io cos'è l'amore, la protezione, la tenerezza, crescere insieme, una sorta di missione.
é stato un dare a senso unico, solo da parte mia, è stato come riempire una cesta vuota ed è come se lei ogni volta tornasse per ricaricarsi mentre io rimanevo senza energia, priva della mia linfa vitale pensando che avrei potuto dividerla con lei, perchè tanto io sono forte, io ce la faccio, io ho una struttura tale da sopportare molto.
Perchè mi costa ammetterlo, ma a volte penso che io debba meritarmi l'amore e quindi io debba sacrificarmi, dimostrare qualcosa come se non meritassi di essere amata come io ho amato lei.
Ora, perchè vi ho scritto?
Questa è stata una storia fatta di bugie, inganni, dubbi..una storia torbida illuminata solo dal mio amore ma.....
Ora mi chiedo, io ho sempre ripreso la storia anche se nei periodi più lunghi di separazione avevo iniziato a stare bene. Sono sempre stata una persona che si è presa cura della propria anima, delle sue ferite. Ho dedicato la maggior parte della mia vita alla crescita interiore, ma evidentemente non sono perfetta e qualcosa mi è sfuggito.
Mi chiedo, posso davvero aver vissuto una sorta di dipendenza affettiva?
Una vera e propria dipendenza dal fatto di dare. perchè dal ricevere..direi che non c'è stato quasi niente.
Come posso aver amato una persona che mi ha devastato?
Il mio era amore o volerla aiutare a tutti i costi?
E perchè ora ho paura che se lei tornasse di nuovo io cederei ancora illudendomi che potrà essere la volta buona per essere felici insieme?
Ho sempre rifiutato l'idea di studiare psicologia perchè ho sempre avuto il terrore, a causa della mia empatia, di portarmi a casa i problemi altrui,e rifiutando tutto ciò è come se l'avessi rafforzato e riportato nelle relazioni in cui io mi sono innamorata e data totalmente.
Quindi, concludendo, mi chiedo se imparare a dosare queste mie riserve potrebbe essere una soluzione. Io non voglio cambiare perchè mi amo molto per ciò che sono, con le mie imperfezioni e con il mio modo di amare ma forse non ho ancora trovato quel rubinetto interiore che regola questo bisogno di dare, di aiutare, di salvare e che forse dovrei riversare in un lavoro così da non rischiare di dimenticarmi di me mentre "salvo" qualcuno.
Scusate la prolissità.
Grazie

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Miglior risposta 6 GIU 2017

Gentile Elide,
l'amore a mio avviso comporta uno "scambio" tra due persone di affetto, azioni, cose positive ecc., scambio non matematico né immediato ma cmq scambio. Se non è tale , se non c'è un certo equilibrio né è prevedibile, cessa di essere amore per diventare masochismo, sfruttamento ecc.
Forse dovrebbe rivedere il suo modo di amare o forse ha scelto una persona che tarda a maturare.
Se vuole approfondire le sue tematiche, relazioni e comportamenti le consiglio di consultare una psicoterapeuta per avere le varie risposte che cerca e migliorare aspetti della sua vita che riienga insoddisfacenti
Con le Terapie Brevi può avere risposte e risultati in tempi molto contenuti.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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