Tristezza o mancanza di motivazione?

Inviata da Angelo · 26 feb 2016 Crisi esistenziale

Buonasera, sono un ragazzo di 25 anni e da quando mi sono diplomato (qualche anno fa circa) sto passando un periodo di incertezze e paure per il mio futuro..
purtroppo non so esattamente come spiegare il problema che mi affligge, perciò cercherò di raccontare il tutto in modo sintetico.
vi ringrazio in anticipo per la vostra gentile pazienza

quando mi sono diplomato nel 2014, la prima cosa che ho fatto fu quello di prendermi 1 anno sabbatico allo scopo di lavorare per qualche mese prima di entrare all'università, ma i pochi lavori che ho trovato (call center o agente immobiliare) mi facevano scappare, es. durante un colloquio per agente immobiliare, il mio desiderio era quello di fuggire dalla sala, perché sapevo che non era ciò che volevo, ma solo un'obbligo dovuto alla crisi..

passò un anno.. e non trovai nulla, arrivò agosto, e l'ansia della scelta universitaria si faceva piu pesante (non avevo la minima idea di quale università scegliere) così fui mezzo spinto, e mezzo convinto da mia madre e mia sorella a tentare il test per la facoltà di fisioterapia (la mia aspirazione era chiropratico, ma quando seppi che in Italia non vengono nemmeno riconosciuti, e che il nostro bel paese non dispone nemmeno di una facoltà tale, la figura di fisioterapista la vidi come un contentino..), professione che sinceramente... non mi convince mltissimo..

passò 1mese, e scoprì che il test non lo superai, perciò preso dalla voglia forse, di rivincità.. mi iscrissi ad un corso di preparazione ai test per le facoltà mediche in preparazione per il test successivo.
ora arrivo al dunque..
il mio problema è che il mio umore va a periodi, ci sono periodi in cui voglio conoscere e fare nuove amicizie, e MOLTI periodi in cui non ho voglia di parlare con nessuno, e non ho voglia di conoscere nessuna ragazza.. ma soprattutto dove non riesco a studiare..
non riesco a studiare perché penso sempre che per colpa della crisi, e della sfortuna di essere nato nel territorio italiano (che tanto odio) sono costretto (io e tanti altri ragazzi) spesso a prendere delle strade che non ci piacciono perché non abbiamo molta scelta..

so i soldi che ho investito, il bene che mi vuole mia madre e mia sorella, ma è come se stessi camminando in una strada un pò forzata, con delle guardie che mi puntano le armi dietro la schiena, molte volte perdo la voglia di studiare perché non sono convinto di ciò che ho scelto di fare.. superare un test per entrare in fisioterapia per cosa?, per LAVORARE o perchè è ciò che aspiro??
spesso nella mia classe, parlando coi miei colleghi mi rendo conto che loro hanno scelto l'aspirazione, alla voglia di lavorare.. questo perchè uno medico ci nasce, cioè deve senire la vocazione, cosa che in medicina non ho, al massimo avevo l'interesse (che poi dopo quella delusione sopracitata) per la chiropratica, ma non esattamente fisioterapia, anche se le assomiglia.. la mia sensazione di seguire lezioni in classe, con questi miei colleghi è proprio quella di sentirmi in una bolla di sofferenza e costrizione, a tal punto che ci sono dei giorni in cui non ho nemmeno voglia di andare al corso, ma il problema è che i miei hanno voluto darmi questa opportunità, ed io mi sento uno schifo se non riuscissi a superare il test.
ripeto in sintesi, spesso mi dimentico del perchè sto studiando materie difficili che non ho mai fatto a scuola (come fisica, chimica ecc) e spesso la voglia di studiare.. la motivazione per entrare in questa facoltà (che non è esattamente la mia aspirazione) svanisce.. sono a periodi altalenanti..
un periodo non ne sono convinto, un'altro si e ho piu voglia di studiare.. altri ancora no..

concludo con un ultima riflessione:
mi capita spesso di pensare a cosa fare nel caso non dovessi superare il test in fisioterapia..
francamente non saprei, non esistono facoltà che mi ispirino, ma se proprio dovessi scegliere, mi piacerebbe fare qualcosa che mi permettesse di viaggiare, visto che in 25anni non sono mai uscito dalla mia isola (vivo in sardegna, regione altamente colpita dalla crisi), mi sento come un animale in gabbia, che vuole essere libero, ma la sua situazione non glielo permette..

ho pensato ad un altra facoltà come lingue straniere, mediazione linguistica.. ma ripeto, ciò che mi allontana da questa idea è proprio quella del fattore lavoro, anzi non solo lavoro... ma anche quello del ''se non dovessi riuscire ad entrare in quella facoltà, la cosa piu brutta sarebbe scegliere una facoltà forzata''

credo di aver detto abbastanza, ho provato a raccontare piu cose possibili proprio perchè non sapevo come esprimere il mio problema, erano giorni che volevo farlo qui, anche perchè non posso permettermi di pagare uno psicologo per delle consulenze, credo che bastino dei buoni e saggi consigli

grazie mille per la vostra pazienza, aspetterò volentieri le vostre risposte!
cordiali saluti

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Miglior risposta 4 MAR 2016

Caro Angelo
diciamo che, per il momento, sei esperto nell'arte di complicarti le cose.
Per complicarsi le cose di solito si fa proprio come fai tu e cioè mettere il famoso "carro davanti ai buoi".
Secondo me, questa storia della mancanza di lavoro (che sicuramente la crisi c'è e tutto il resto) va affrontata a suo tempo.
Prima devi iscriverti alla facoltà e studiare, superare gli esami e tutto e poi penserai al lavoro.
Se ognuno di noi, al momento della scelta universitaria, avesse pensato al lavoro, non avrebbe fatto poi nulla e credo che ciò sia valido anche per quelle facoltà che sembrano offrire più possibilità.
Quanto alla facoltà perfetta e centratissima ... è un'altra utopia.
Quindi occorre ritornare ad un giusto pensare, che è più contingente e più quotidiano.
Fare un passo alla volta verso un obiettivo definito e raggiungibile.
Senza scoraggiarsi, senza lamentarsi troppo e credendo in se stessi di più.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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1 MAR 2016

Caro Angelo,
permettimi una piccola considerazione. Dici di sentirti un animale in gabbia, ma a volte la vera gabbia sono le nostre stesse convinzioni, è vero che è un periodo difficile per trovare lavoro in Italia, ma non è impossibile. Dici anche che in Italia spesso i giovani sono costretti a prendere strade che non sono quelle che hanno scelto, a parer mio il vero problema è che tu una strada non l'hai ancora scelta. I criteri per prendere una decisione possono essere diversi, l'importante è fare chiarezza su cosa ci spinge in una direzione o in un'altra e cosa è più importante per noi. Prendere una decisione consapevolmente fa stare meglio. Ti interessa più la chiropatia o il riconoscimento della professione? Prova a pensarci. Il consiglio che ti do è quello di seguire un percorso di orientamento, informati presso i centri per l'impiego o le società di outplacement o simili della tua zona, spesso sono gratuiti.
Nella speranza di esserti stata utile ti faccio un grosso in bocca al lupo!
Dott.ssa Irene Albano

Dott.ssa Irene Albano Psicologo a Corsico

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27 FEB 2016

Caro Angelo,
da quanto scrivi emerge una certa confusione e disorientamento relativamente alle tue decisioni e al tuo modo di essere.
Intanto l'anno sabbatico e la ricerca di qualche iniziativa lavorativa si sono risolte solo in una perdita di tempo senza una vera utilità.
Dai tuoi postulati sulla sfortuna e sulla crisi del territorio italiano emerge una personalità tendente a possibili disturbi dell'umore in senso depressivo con qualche difficoltà alle relazioni sociali e affettive e tutto ciò alimenta indecisione e bassa autostima.
Ad ogni modo sembra che in merito alla scelta degli studi tu ti stia orientando per la fisioterapia o, in alternativa, lingue straniere visto che ti piace viaggiare e mi auguro che una delle due opzioni vada in porto e venga fatto per intero il percorso dovuto dal momento che il rischio peggiore, a mio avviso, è quello di non portare nulla a termine.
Mi dispiace, infine, contestarti l'altro postulato che buoni e saggi consigli possano essere utili quanto una consulenza psicologica o un lavoro di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo,psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno),.

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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