Tristezza e affettività soffocata

Inviata da ST · 2 mar 2018 Ansia

Sono una ragazza di 21 anni.
Sono sempre stata diligente e responsabile, vado molto bene all'università senza inseguire la perfezione a tutti i costi, faccio volontariato, vivo da sola. Sto per laurearmi, mi mancano pochi esami. Ho buoni amici e genitori ottimi.
Purtroppo ho sempre sofferto d'ansia. In questi ultimi tempi però mi sta logorando, complice il timore smodato, quanto assolutamente irrazionale, di non riuscire a laurearmi bene (ho un buon metodo di studio e mi applico con regolarità, sono in corso). È un' angoscia incontrollabile, (o forse io la avverto come tale?) che mi domina e mi fa sentire imbelle e impotente, ma che soprattutto affligge anche i miei genitori, visto che spesso la esterno per telefono in modo emotivo, ossessivo. I miei sono logorati da questo rimuginio continuo. Vorrebbero strozzarmi. Giustamente non ne possono più, e si chiedono come sia possibile che la loro unica figlia si (e li) tormenti per niente. Bile. Senso di colpa. Io mi mangio le mani, perché dopo una vita passata a non dare problemi, mai droghe, mai sfide, mai colpi di testa, questo tarletto idiota mi erode il lavoro e l'autostima.
Quindi vorrei chiedere: è possibile che si tratti dello spostamento di un conflitto su un altro piano? Mi spiego: ho appena interrotto (perché confusa riguardo ai miei sentimenti) una frequentazione di pochi giorni con un ragazzo che conoscevo amichevolmente da un anno e a cui, a distanza di un mese dalla rottura me ne rendo conto, sono invece molto affezionata. Non ho avuto esperienze prima d'ora, causa timidezza (e forse diffidenza). Capisco adesso di avere sempre nascosto, dietro una corazza di autonomia e indifferenza, l'ambivalenza verso i legami affettivi, che desidero e temo. È possibile che aver soffocato dall'adolescenza in poi gli affetti e la sessualità, provochi ansia e malinconia generalizzate? È possibile che si tratti di un' ultima, pervicace traccia di immaturità che mi impedisce di diventare una donna sicura di se stessa? Ho realizzato buone cose in tre anni e non vorrei che questo smarrimento mi ripiombasse in condizione di tremante dipendenza dai miei genitori.
Ringrazio per l'aiuto.

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Miglior risposta 4 MAR 2018

Gentile St.,
L'ansia non trattata crea spesso diversi problemi e difficoltà ed investe le relazioni significative. Probabilmente la difficoltà nello studio o meglio la propria percezione ansiosa rappresenta la punta di un iceberg sotto il quale altre parti della personalità sono coinvolte.
Senza particolari allarmismi le consiglierei di cercare uno spazio d'ascolto con una psicologa per stare meglio ed alleggerire la tensione con i genitori.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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3 MAR 2018

Cara St, sembra che la tua condizione di disagio si estenda in qualche modo anche ad altre aree della tua vita oltre quella dello studio. Non ti conosco e non posso rispondere alle tue ipotesi (e penso anche che in questo momento capire "perché" succede un qualcosa non ti possa aiutare a fronteggarla...), ma dalle tue parole arriva tutta la voglia di entrare in contatto con te stessa per sciogliere dei nodi legati alla tua vita. Ti consiglio di contattare un professionista che ti ispiri fiducia per iniziare un percorso di psicoterapia. In bocca al lupo per la tua vita, vedrai che troverai la tua direzione. Dott.ssa Daniela Cannisträ.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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3 MAR 2018

Ciao , leggendo ciò che hai scritto sembrerebbe che l’ansia investa diversi aspetti della tua vita. Capisco quanto sia faticoso ma ti assicuro che con un buon percorso terapeutico potrai arrivare al nodo della questione e ritrovare il tuo equilibrio. Ti consiglio di interrompere le chiamate o almeno ridurre e di iniziare un percorso terapeutico di supporto. Buona fortuna !

Dott.ssa Di Segni Fabiana Psicologo a Roma

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3 MAR 2018

Cara ST,
Da ciò che dici emerge una condizione disagio che non riguarda solo l' ansia riguardo allo studio, ma anche il tuo approccio alla vita. Quando per difenderci assecondiamo molto le paure e evitiamo tutti i rischi, non solo limitiamo pericolosamente le nostre esperienze, ma rischiamo di perdere il controllo generale della nostra vita. Il mio consiglio è di smettere immediatamente con le telefonate lamentose ai tuoi genitori, e invece di scrivere le tue paure giornalmente, ma soprattutto di rivolgerti ad un terapeuta che ti sappia dare le giuste indicazioni per uscire dalla trappola in cui sei involontariamente caduta.
Cordialmente
Dr.ssa Maria Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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