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Tristezza

Inviata da rosa il 23 mag 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Gentili Dottori,
Ho 25 anni e sono una studentessa di medicina; devo sostenere gli ultimi 7 esami e ho la media del 28.
Vivo con i miei genitori e mio fratello; ho avuto un' infanzia ed un'adolescenza serena circondata dell'affetto dei miei amici e dei miei famigliari. Mi sono sempre impegnata in innumerevoli attività extrascolastiche :diversi sport, musica...ho sempre avuto ottimi risultati scolastici senza dover studiare troppo; anche il mio percorso universitario prosegue sempre intoppi.

A 17 anni primo viaggio-studio all'estero: per la prima volta mi sono sentita davvero sola, chiamavo mia madre di notte in lacrime perché non riuscivo a dormire...nausea e gastrite per tutta la vacanza, accompagnata da tachicardia e continua ansia ed agitazione. ..
Al ritorno a casa per diversi mesi mi sembrava che le azioni degli altri e la vita stessa fossero senza senso; spesso provavo un senso di irrealtà, vertigini, fastidi alla vista... Assumevo benzodiazepine al bisogno su consiglio del medico curante.
Sono poi stata meglio fino a che non è finito il liceo.
L'estate prima dell'università è stato un incubo: ero sempre stanca, agitata, irrequieta e con il pensiero fisso che la vita non avesse alcun significato. Pensavo e, penso ancora, che dopo la manciata di anni che ci sono concessi la morte cancella ogni cosa: la vita è dolore e siamo destinati a perdere chi amiamo.
Non so perché ho ignorato il problema fino all'estate successiva, quando dopo notti insonni e improvvise crisi di tremore ed angoscia sono andata da uno psichiatra: mi ha diagnosticato un forte stato d'ansia e mi ha prescritto paroxetina una volta al giorno; nelle successive visite non faceva altro che dire che non capita il motivo della mia ansia: ciò mi ha scoraggiato e non mi sono più rivolta a lui. Continuo tuttavia ad assumere paroxetina anche oggi per evitare di sprofondare in pianti e crisi d' angoscia
Ad un certo punto credo di aver cominciato ad ignorare l'ansia e a cercare di assumere un atteggiamento di indifferenza nei confronti di tutto. Da circa tre anni è così che mi sento: sempre stanca, annoiata, apatica. Non mi interessa più nulla, fare una cosa o farne un'altra mi è del tutto indifferente; sono sempre nervosa ed irritabile. Non sento più di provare affetto per nessuno. Da tre anni ho un ragazzo: credo di stare con lui perché mi vuole bene e si preoccupa per me; io non provo nulla. Mi rendo conto che sia sbagliato. Vorrei tornare ad amare leggere, scrivere, sciare d'inverno, il mare d'estate. Ricordo la sensazione di libertà e di gioia che provavo in mille diverse situazioni. La serenità di bere un tè con mia nonna o di fare una passeggiata con mia madre. Ricordo cosa significava essere innamorata, il batticuore... ricordo tutto come se appartenesse ad una vita precedente.
Ho provato in mille modi a riavere indietro le mie emozioni: ho fatto volontariato in crocerossa, nella pediatria degli ospedali...mi sono costretta ad uscire, andare alle feste. Ho fatto viaggi che sognavo da ragazzina.
Ho provato solo noia, desiderio di dormire, totale indifferenza...
So che rivoglio indietro le mie emozioni sia le positive che le negative; voglio riuscire a scegliere la specializzazione: ora opterei per una qualsiasi... ho paura di avere dei figli e di non amarli; ho paura di sprofondare in una spirale di tristezza e non desiderare più vivere.
Al momento dall'esterno ho una vita normale...ma continuare a fingere è estenuante.
Mi rivolgo a voi per sapere cosa devo fare... ho paura di stare così per sempre...non voglio continuare in questo modo, sento di essere arrivata al limite.

Vi ringrazio anticipatamente se deciderà di dedicare del tempo a leggere la mia lunghissima mail.
Rosa

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Gentile Rosa,
i sintomi che ci descrivi fanno pensare che stai attraversando una fase depressiva che dura però da parecchio tempo.
E' probabile che questo malessere sia stato innescato per la prima volta dal forte disagio sperimentato quando a 17 anni ti sei allontanata dalle persone care per quel viaggio-vacanza.
Il primo consiglio che mi viene da darti è quello di portare avanti i tuoi studi e tenerti impegnata in cose da fare.
Il secondo è quello di rivolgerti ad un bravo psicoterapeuta che ti aiuti a comprendere le origini profonde di questo tuo malessere e i modi per contrastarlo facendo ritornare la gioia di vivere.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Rosa, il tuo stato di malessere é profondo e dura da anni. Visto questo sarebbe riduttivo un semplice consiglio. L'unica cosa che ti consiglio di fare é contattare uno psicoterapeuta e affrontare con il suo aiuto questa situzione.
Cordialmente
Dott.ssa Elena Sirotti

Dott.ssa Elena Sirotti Psicologo a Modena

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Carissima Rosa,
ho letto attentamente la tua richiesta di aiuto e
sono convinta che muovendoti in modo opportuno tu possa uscire dalla gabbia cupa in cui ti sei infilata.
Non lasciarti travolgere dalla paura di restare così per sempre.
Rivuoi tutte le tue emozioni?
Non basta però desiderarlo, tanto meno imporsi di fingere o di di essere indifferente, non è questa la strada giusta..
Capisco che l'esperienza negativa fatta con lo psichiatra, di cui racconti,ti abbia delusa e demotivata, Ma è ora di prendere in mano la situazione: le persone non sono tutte uguali, fra i tanti professionisti ci sarà sicuramente quello capace di conquistare la tua fiducia e di accompagnarti in un percorso che ti permetta di far chiarezza e di scoprire le cause della tua ansia, prima, e della tua profonda tristezza di adesso. Sarà un percorso che richiederà da parte tua tanta pazienza, potrà essere tortuoso, a tratti anche doloroso ma ti assicuro che ne varrà la pena! Sarà bellissimo ritrovare quelle parti di te di cui senti tanta nostalgia.
Dunque il mio consiglio è di iniziare al più presto la ricerca di uno psicoterapeuta o di uno psicologo che sappia accogliere il tuo bisogno, non desistere finchè non trovi quello giusto (lo capirai da sola qual'è quello giusto!).

Aspetto fiduciosa tue notizie
Dott.ssa Caterina Barbaro

Dott.ssa Caterina Barbaro Psicologo a Selvazzano Dentro

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Carissima,
vedo ora la tua richiesta ed anche se in ritardo sono fortemente motivata a risponderti con una domanda:" E' possibile che uno psichiatra dica che non riesce a capire il motivo del tuo malessere?" Sono semplicemente allibita! E' 'supernoto' nelle scuole di specializzazione che per risolvere problemi come il tuo, la eventuale farmacoterapia va combinata con una seria psicoterapia e pertanto il tuo stato di profonda insoddisfazione ( chiamala depressione se vuoi) è la logica conseguenza di una spudorata superficialità degli 'addetti ai lavori' . Assolutamente a tua disposizione se lo vorrai, per approfondire. Un caro saluto
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Rosa, ha ragione quando afferma che desidera riprovare emozioni: esse sono parte integrante di noi e se non le proviamo è perché abbiamo messo in atto delle difese. I motivi possono essere svariati. Occorre che lei si riappropri della sua esistenza e per fare ciò è necessario consultare uno psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere il motivo delle sue difese. Non abbia timore, lavorando su di sé riuscirà a risolvere le sue difficoltà.
Rimango a sua disposizione.
Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Psicologo a Trapani

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Cara Rosa
mi pice molto sentire emergere dalla lettera la chiara motivazione a voler guarire da questo "male oscuro". (Il male oscuro è un romanzo del 1964 di Giuseppe Berto. Esso ripercorre autobiograficamente la vita dell'autore alla ricerca delle radici della sua sofferenza. Si aggiudicò in una sola settimana due premi letterari prestigiosi: il Premio Viareggio e il Premio Campiello.)
L'ho chiamato in questo modo e ho messo in parentesi i riferimenti al romanzo di Berto, perché infatti si tratta di una situazione esistenziale che, presentandosi con questa apatia e noia del vivere, vuole comunque condurti ad una ricerca e ad una scoperta di te stessa.
Si sente molto il contrasto tra la tua prima parte di vita gioiosa e luminosa e la seconda parte così tormentata piena di ansia e infine questa apatia; la difficoltà a dare un senso alla vita attraverso le piccole bellissime cose della vita quotidiana.
Hai bisogno di recuperare semplicità e un modo di vedere il mondo meno problematico.
Anche dentro te stessa devi guardare in modo diverso, riscoprirti, riascoltarti...ora è come tu avessi degli occhiali neri che ti fanno vedere solo buio...eppure dentro te sono certa che ci sono anche luce e colori.
Uno psicoterapeuta ti sarà indispensabile per togliere quegli "occhiali neri" e aiutarti a riscoprire te stessa e il mondo attorno.
La tua voglia di guarire ti sta gridando da dentro che non è come pensi, in realtà tutto ha un senso!
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Rosa, dalle sensazioni e stati d'animo che lei espone direi che sta attraversando un periodo di depressione di cui apparentemente non sembra esserci nessun motivo, visti i successi professionali che lei stessa descrive. Leggendo la sua richiesta di aiuto sembra però che tutto il bello della sua vita si sia arrestato, per lei, durante la vacanza fatta a 17 anni; probabilmente non era pronta ad affrontare un distacco tanto lungo dalla sua famiglia e questa forzatura le ha creato un forte disequilibrio interno, rimettendo in discussione i suoi legami d'attaccamento che a tutt'oggi non riesce a ripristinare. Io le consiglio di consultare uno psicologo per iniziare un percorso di autoconoscenza, che le consentirá di esprimere i suoi dubbi, bisogni, necessità e a comprendere meglio le relazioni che sta vivendo.

Cari saluti.
Dott.ssa Annalisa Iovane

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Gentile Rosa,
I farmaci, in presenza di forti stati d'ansia, hanno la funzione utile di sollevare momentaneamente l'individuo da sintomi altrimenti paralizzanti, opprimenti. Il sintomo ha pero' a sua volta una funzione: ci segnala che qualcosa non va, che il sistema in quel momento è' in crisi. I sintomi a mio avviso andrebbero ascoltati. Per questo le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo della sua citta, con il quale stabilire un rapporto di fiducia e sostegno per avviare una terapia psicologica.
Il lavoro con lo psicologo è' un lavoro faticoso per l'individuo, ma ritengo sia importante per lei riappropriarsi di speranza e spensieratezza.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ivana Oggero, psicologa, Torino.

Dott.ssa Ivana Oggero Psicologo a Torino

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Cara Rosa,
la tua reazione attuale mi sembra una risposta di rassegnazione e impotenza di fronte ai tentativi di comprendere la tua ansia, di vederla compresa e di cercare soluzioni per ridurla.
La tua rassegnazione presenta diversi sintomi depressivi, quindi ti suggerisco di farti aiutare da uno psicologo che abbia esperienza con la depressione.

La tua mancanza di interesse e piacere, l'apparente disinteresse anche nei confronti del ragazzo sono sintomi da far rientrare e trovo vi siano buone prospettive affinchè tu stia meglio perchè sai notare i tuoi sintomi e descriverli.

L'assunzione di farmaci a lungo termine, senza risultati signifiativi, può aver contribuito ad alimentare il tuo senso di impotenza, quindi lo psicologo potrebbe lavorare restituendoti la capacità di far fronte all'ansia con le tue forze, senza dipendere dal farmaco.
La tua ansia andrebbe indagata.
In particolare date le sue origini qualche anno fa, a seguito di un episodio in cui ti era chiesta un'autonomia e un'indipendenza che ci hai descritto come un senso di solitudine.

Prenditi in mano, Gloria. Cerca uno psicologo della tua zona e lascia che ti aiuti a ritrovare la tua vita.

Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Buongiorno,
dalla sua dettagliata lettera in cui descrive i sintomi emerge la voglia di recuperare le sue emozioni, emozioni che non sono solo positive ma anche negative - attorno alle quali c'è un bisogno di nasconderle, celarle, anzichè analizzarle! Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo per intraprendere un cammino di riscoperta delle sue emozioni più vere... Auguri per i suoi studi.

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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