Salve, sono un ragazzo di 30 anni, in analisi da due con una psicologa mia coetanea su per giù. Sono in preda ad un transfert , lei ne è a conoscenza, quando ci vediamo sento la stanza carica di eccitazione, e mi ha detto che dobbiamo fare molta attenzione a questo perché è pericoloso, io potrei innamorarmi di lei e lei di me. Ma davvero è così facile che ciò accada, e possa sfuggire di mano?
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1 AGO 2024
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Buongiorno, la questione del transfert è centrale nella cura analitica, sia nel suo versante positivo-erotizzato, che in quello negativo- ostile, due facce della stessa medaglia. Non è assolutamente compito del paziente occuparsene o preoccuparsene, riguarda le dimensione etica e professionale della postura del terapeuta, che ha il compito di direzionare la cura e che deve saperlo gestire.
Cordialmente
31 LUG 2024
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Caro Giorgio,
comprendo la complessità della situazione che descrivi e l'intensità delle emozioni che stai vivendo. Il transfert è un fenomeno comune in terapia, dove i sentimenti verso persone significative del passato vengono proiettati sul terapeuta. Questo può includere affetto, amore o persino attrazione.
La tua psicologa ha ragione nel sottolineare l'importanza di gestire attentamente questi sentimenti, poiché il transfert può influenzare il processo terapeutico e la dinamica professionale tra voi. L'amore e l'attrazione possono svilupparsi in qualsiasi relazione umana, e in un contesto terapeutico, questo può complicare la terapia stessa.
È cruciale mantenere i confini professionali per garantire che la terapia rimanga efficace e sicura. La tua psicologa dovrebbe essere ben addestrata per gestire queste dinamiche e guidarti attraverso di esse, aiutandoti a esplorare le radici di questi sentimenti e a comprendere meglio te stesso.
È importante che tu continui a comunicare apertamente con la tua terapeuta riguardo a questi sentimenti, permettendole di aiutarti a navigare attraverso di essi in modo che il percorso terapeutico possa proseguire in modo costruttivo.
30 LUG 2024
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Buongiorno Giorgio,
quello che le ha detto la sua terapista é validissimo, in quanto che, se non viene attentamente monitorizzato, potrebbe finire in una situazione assolutamente ingestibile e che potrebbe annullare tutto il percorso fatto fino ad ora. Per quanto riguarda il suo transfert é una fase del percorso che può emergere, poiché ci si sente capiti, accolti ed accettati, però deve ricordare il motivo del vostro incontro e i ruoli che avete. Se la terapista si sta rendendo conto che sta vivendo un controtransfert (e questo può accadere), saprà come comportarsi, come gestirlo e valuterà, a fronte del vostro continuo colloquio, come proseguire il lavoro. In caso contrario non potrebbe più mantenere il necessario distacco per valutare e rispondere, costruttivamente, ai contenuti che vengono portati in seduta. Questo porterebbe alla necessaria interruzione del rapporto di collaborazione che avete stipulato. Si, se non si pone molta attenzione a questi due aspetti, la situazione potrebbe sfuggire di mano e creare serie difficoltà per la chiarezza dei ruoli e l'efficacia del percorso terapeutico.
Un cordiale saluto
dott. Giancarlo Mellano
30 LUG 2024
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La questione che pone, dopo due anni di analisi con la sua terapeuta , è rilevante. L'importante è averne consapevolezza, due anni di terapia permettono confidenze che all'inizio sembrano impossibili. C'è un codice deontologico che dovrebbero tutti gli psicologi leggere più spesso, nel codice sono indicati i limiti, le responsabilità di ogni terapeuta.
D'altra parte bisognerebbe capire anche quali tipi di disagi lei ha portato in terapia. A mio parere il protrarsi a lungo senza poi arrivare a ad un benessere vero che possa essere percepito dal paziente porta a delle situazioni che diventano ingestibili.
E' necessario fermarsi un momento e riflettere cosa si sta cercando, quali sono le motivazioni di una terapia così prolungata.
Un cordiale saluto.
dr. Marco Pietri
30 LUG 2024
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Il transfert per definizione è un trasferimento di emozioni, sentimenti ed atteggiamenti che il paziente prova nei confronti di una persona significativa della sua vita al di fuori del setting, sulla terapeuta. Va pertanto distinto dall'innamoramento. Mentre il transfert può essere utilizzato dalla terapeuta per conoscere meglio il paziente, il suo modo di relazionarsi e in ultima analisi per aiutare il paziente a vivere meglio la sua vita fuori da setting, l'innamoramento non ha alcuna utilità, anzi modifica al natura della relazione terapeutica e ne inficia l'efficacia.
Ad esempio, quando lei scrive: "sento la stanza carica di eccitazione" evidenzia che ha la tendenza ad oggettivizzare i suoi pensieri, cioè a pensare che essi (e le emozioni che ne scaturiscano) siano una qualità dell'ambiente circostante, non che nascano da dentro di lei. In altre parole lei è convinto che sia lei che la sua terapeuta siate entrambi eccitati. O ancor di più che l'intimità dell'incontro terapeutico generi eccitazione sessuale.
Ciò ci dà un'importante indicazione sul fatto che tende a contaminare con contenuti sessuali, una qualsiasi situazione intima.
Curioso che la terapeuta le avrebbe detto che DOVETE stare attenti. La gestione del transfert è una responsabilità del terapeuta e se ha un controtransfert ha un'ulteriore responsabilità nell'elaborarlo in supervisione.
30 LUG 2024
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Caro Giorgio,
Come le ha detto la sua terapeuta transfert e controtransfert vanno certamente analizzati quindi le consiglio di continuare a parlarne in terapia e comprendere se la stessa possa ancora andare avanti senza che si creino problemi rispetto al percorso che sta facendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giada Abbas.
30 LUG 2024
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Molto dipende dal carattere sia del paziente che del terapeuta e dal tipo di problematica che si sta affrontando nel percorso terapeutico.
Sì, può succedere ed è anche successo che ci si innamori del terapeuta Ho che si trovi una forte attrazione sessuale nei suoi confronti.
Non succede sempre e non succede a tutti però può succedere.
Questo sta significare che c’è una buona intesa tra paziente terapeuta e questo può essere positivo per il percorso terapeutico.
Tuttavia bisogna fare molta molta attenzione anche questa cosa non degeneri perché potrebbe anche rovinarlo.
Le consiglio di parlare con la sua terapeuta e valutare insieme come affrontare questa situazione. Se poter continuare il percorso oppure sia mai interromperlo.