Transfert: che fare?

Inviata da Nicole Demarchi · 30 giu 2018 Psicologia risorse umane e lavoro

Buongiorno,
Sono una ragazza di 26 anni e da circa 6 mesi, dopo anni di continua indecisione, ho deciso di intraprendere un percorso con uno psicologo per i miei disturbi alimentari e tutto ciò che ne consegue. Fino ad ora mi sono trovata davvero molto bene con lui: è la prima volta dopo anni che sento veramente di essere capita e non giudicata. Il mio psicologo è una persona molto cordiale, sensibile e empatica. Parlare con lui mi è di grande aiuto e sono riuscita a raccontargli delle cose che non avevo mai confidato a nessuno. Mi sembra davvero di essere in sintonia con lui e che gli interessi ciò che mi sta capitando.
Il fatto è che da qualche mese ho cominciato pensare moltissimo a lui e ogni volta che vado da lui mi sento agitata (impiego ore a capire come mi devo vestire). Mi sento davvero attratta da lui sia a livello fisico sia a livello psicologico (nonostante lui sia molto più grande di me e sappia benissimo che non potrebbe mai e poi aggiungere una componente affettiva alla nostra relazione per etica professionale). Credo che si tratti di un transfert in piena regola, ma non capisco che cosa dovrei fare a questo punto. Dovrei parlare? Dovrei parlare di transfert o infatuazione? Non capisco bene che cosa stia succedendo. Mi vergogno davvero tantissimo a confessare una cosa del genere e ho paura che lui mi dica di andare da un altro psicologo. Lasciarlo per me sarebbe ancora peggio dato che mi fido veramente molto di lui e mi sta aiutando veramente.
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Miglior risposta 1 LUG 2018

Gentile Nicole,
ciò che lei vive è un classico in terapia, succede a tante persone. Non deve provare vergogna, è uno strumento per il cambiamento profondo. Quando se la sente potrebbe affrontare l’argomento con il terapeuta, saprà comprenderla ed aiutarla.
Cari saluti
Dr.ssa Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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2 LUG 2018

Salve Nicole,
Capisco molto bene il suo sentirsi in imbarazzo nel parlare di questo interesse al suo psicologo. D'altra parte è una condizione clinica non così infrequente. La cosa importante da fare è parlarne apertamente con lui: il buon lavoro che state facendo insieme sarebbe inficiato da un non-detto tanto invadente tra voi, la terapia potrebbe smettere di funzionare. Invece, conoscendo questo aspetto, il suo terapeuta avrà tutta la consapevolezza utile per poter continuare svolgere un buon lavoro. Non è affatto detto che la terapia si interromperà, anzi potrebbe acquisire un nuovo livello di apertura. Se lei ha così tanto desiderio di proseguire un lavoro proprio con lui, può esplicitare anche questo: sarà un'occasione di profondo confronto.
Buon lavoro allora!

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2 LUG 2018

Gentile Nicole,
è abbastanza comune provare sentimenti di affetto per il proprio terapeuta, visto l’aiuto e la centralità che si riceve nel lavoro terapeutico, ancora di più se la vita affettiva e sentimentale è meno ricca di stimoli. Sono sentimenti che in genere si risolvono con il procedere della terapia.
Un cordiale saluto.
D.ssa Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli Psicologo a Roma

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1 LUG 2018

Cara Nicole, capisco la difficoltà a gestire questa situazione che però è piuttosto comune. Capita molto spesso. Il mio suggerimento però è di parlargliene in modo che possiate lavorare anche su questo aspetto e muovervi in un conteso di trasparenza. I non detti possono talvolta essere un ostacolo in psicoterapia. Un saluto. Luisa

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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1 LUG 2018

Buonasera,
essendo la sua una situazione piuttosto comune, non si preoccupi, sarà il professionista a gestire al meglio il transfert. Lei forse si sta innamorando delle caratteristiche professionali di questa persona, ovvero delle qualità che lui utilizza appositamente durante il setting. Si preoccupi solo nel caso lui non mantenga una situazione di distacco professionale. Ma non mi sembra questo il caso. Buona giornata

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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