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Tradimento - Passione dubbi incertezze dolore

Inviata da Giacomina · 20 mar 2018 Terapia di coppia

Buonasera ho necessità di capire cosa possa esserci a monte della situazione emotiva e psicologica (uno tzunami) che sto vivendo per poter risolvere questa altalena di emozioni (montagne russe) che mi spingono verso un tradimento omosessuale.

Premetto che sono una donna di 47 anni, sposata in seconde nozze da 12 anni (dopo un litigioso e devastante divorzio senza figli) con un uomo meraviglioso e che amo profondamente con il quale ho avuto (dopo anni di tentativi falliti) una meravigliosa bambina di 3 e mezzo alla quale poco più di un anno fa è stato diagnosticato un grave ritardo cognitivo.

La nostra meravigliosa famiglia è stata molto scossa da questa pesantissima sentenza a cui ovviamente stiamo facendo fronte uniti e con il massimo delle nostre forze emotive, sentimentali, organizzative ed economiche affrontiamo le terapie che per fortuna, piano piano stanno dando segni di miglioramenti.

Il nostro modo di vivere la quotidianità oltre la gestione di una figlia piccola (che di suo già stravolge la quotidianità) è appesantita dalle sedute di terapie e altro. Le reazioni a questo dramma ovviamente sono state e sono diverse: io (solare ottimista e materna di natura) tendo all'iperattività e all'impegno organizzativo di tutte le incombenze economiche amministrative lui (realista e posato) depresso, triste e preoccupato mi solleva dell'organizzazione interna della casa (equilibrio raggiunto fin dalla nascita della piccola io curavo lei, lui la casa). Lei viene prima di tutto e la amiamo tanto anche se con un sottofondo di tristezza e dolore.

In un gioco delle parti consolidato ci facciamo forza reciprocamente quando uno è più giù dell'altro e mentre io lo sconforto lo voglio vivere per conto mio (piango da sola quando ne sento il bisogno) lui il suo sconforto lo deve dividere con come, vuole le mie attenzioni e se non le concedo o non sono presente mi comunica comunque la sua rabbia, che svanisce quando gli permetto il confronto. Ci amiamo tanto e anche sessualmente non è cambiato il nostro rapporto ci piace e ci concediamo il piacere reciproco in egual misura, anche se io lo cerco di più di lui, spesso non è dello "spirito" giusto.

Una delle mie reazioni (credo anche lecite) è ricavarmi uno spazio piccolo piccolo per me per le uscite con le amiche o per fare sport e scaricare le tensioni accumulate (abitudine a cui cede anche lui occupandosi dei suoi hobby) dove poter essere me stessa e non esclusivamente la mamma di una bimba handicappata.

A questo punto mi è accaduta una cosa inaspettata e tremendamente devastante, nei giri per le terapie conosco una donna (45 anni sposata da 10 con u figlio di 8 ani) che a pelle mi piace subito, chiacchieriamo della piccola e i suoi modi, le sue riflessioni mi attirano la percepisco come una bella persona con cui dividere queste tensioni e ne consegue una voglia di frequentarla anche come amica per condividere anche altri interessi (le mia amiche storiche in questo periodo sono più cupe e problematiche per trasmettere una profonda serentà), senza accorgemene faccio di tutto per vederla il più possibile e condividere quanto più tempo e interessi con lei e senza accorgermene mi attrae tantissimo.

Lei con una iniziale forte ritrosia e rifiuto ad una maggiore familiarità piano piano mi asseconda e quando per non essere invadente o seccatrice mi allontano, mi cerca lei , nel giro di alcuni incontri un giorno, in cui lei con piccoli accenni ambigui mi fa pensare alla possibilità di un coinvolgimento emotivo tra noi a cui io non avevo pensato inizialmente, durante una uscita ci troviamo attratte entrambe l'una dall'altra e addirittura mi chiede un bacio (non me lo ha dato lei) che non sono riuscita a darle ma che avrei voluto tanto dare. Ho intuito da alcune sue ambigue affermazioni non specifiche che lei abbia avuto prima del matrimonio rapporti omosessuali.

Da allora è un continuo cercarci ed allontanarci, mi ha coinvolto nel suo hobby settimanale ed io ho deciso di partecipare e partecipo, ci incontriamo spesso e mentre facciamo finta di nulla parlando del più e del meno, mi ritrovo innamorata come una liceale di una donna dal carattere schivo, timida, con disistima, ma dolcissima che mi cerca, vuole il mio conforto però mi tiene distante dalla sua vita intima (non mi concede la sua amicizia neanche sui social), ma mi coinvolge in una parte di vita fuori da quella di coppia. In un primo incontro mi disse che lei l'amicizia la concede dopo anni.

La cosa che mi ha sorpreso è che non sono così tanto sconvolta che sia una donna e che desidero un rapporto omosessuale (anche se per me è decisamente nuovo e del tutto sconosciuto mai stata con una donna neanche in età giovanile e sperimentale del sesso) ma che mi sento completamente sdoppiata, da un lato la mia vita di moglie, mamma figlia, amica, lavoratrice e anche se appesantita sempre bella accanto ad un uomo che non voglio assolutamente tradire (già solo l'idea di tradirlo con le intenzione e i sentimenti dell'innamoramento mi fanno stare male) e che solo l'idea del rischio di poterlo perdere e di perde i miei affetti mi lacera.

Dall'altro lato ho voglia di tuffarmi in questo rapporto con questa donna e godere della passionalità e della nuova sessualità che mi potrebbe offrire e che è a un passo da me, perché so che con pochissimo sarebbe mia, un rapporto impossibile senza futuro che cela sicuramente da entrambe le parti chi sà quale problematica psicologica irrisolta ma che voglio fortemente.

Se non ho ceduto a questa passione (a cui cederei volentieri) è solo ed esclusivamente la paura di aprire un vaso di pandora che non saprei più gestire e la certezza che è fonte solamente di dolore che (prima o poi) colpirebbe uno dei tre, me, mio marito e lei.

E non ho ancora affrontato tutto ciò che sono le riflessioni sulla morale, sulla religione e la psicologia di tutta questa situazione.
Sento solo che sono lacerata e dicotomica (cedo non cedo) e in tutto questo mio marito si sta accorgendo che qualcosa non va e crede che io possa avere qualcosa da nascondere, quindi sento il bisogno di andare avanti non voglio restare appesa in questo limbo lacerante.

Chiedo a voi perché tutto questo e come affrontare la situazione
Grazie

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Miglior risposta 21 MAR 2018

Gentile Giacomina,
innanzitutto ritengo più giusto e funzionale l'atteggiamento di condividere e non vivere in solitudine il dolore per l'handicap della bambina come del resto sono condivise le gioie che la stessa riesce a dare.
In secondo luogo, se lei è destabilizzata dall'insorgenza di un inaspettato interesse omosessuale, la donna che ha conosciuto ha dimostrato molta più ambiguità col voler tutelare la sua immagine sociale e altrettanta falsità col chiederle un bacio senza esporsi nell'agire dicendole che concede l'amicizia dopo anni!
A mio avviso, al di là delle implicazioni morali e religiose, lei farebbe bene a non buttarsi in questa avventura perchè, come ha intuìto bene, sarebbe solo fonte di dolore e complicazioni per tutti.
Contrariamente ad altri, ritengo che quando ci si fa guidare unicamente dalle pulsioni e dal principio del piacere senza guardare altro, è molto probabile che si paghi un prezzo elevato sia per le conseguenze negative che per i sensi di colpa derivati questa volta dall'aver fatto cose sbagliate.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 MAR 2018

Gentile Giacomina,
la situazione che lei ha dettagliatamente descritto, implica più vissuti.
L'accettazione di una bambina con difficoltà cognitive e l'impegno giornaliero per le terapie, il bisogno di accudimento di suo marito nei momenti di sconforto, ma al tempo stessl la necessità di riprendersi spazi personali in cui non aver richieste.
Le consiglio di comprendere le sue emozioni, compresa l'attrazione per questa donna, all'interno di un intero contesto.
Un supporto terapeutico ritengo la porterebbe ad una migliore comprensioni delle sue dinamiche affettive.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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21 MAR 2018

Tutti nasciamo psichicamente bisessuali. Poi, le cure materne e l'ambiente nei primissimi tempi di vita, fanno prevalere (solo prevalere, non escludere) un'orientamento sessuale.Se tutti fossimo consapevoli di questa "piccola" verità scoperta da Freud vivremmo la sessualità più liberamente e senza troppi sensi di colpa. Lasci, quindi, stare la psicologia, la morale e la religione e segua la saggezza di Oscar Wilde: "l'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi". Per lei sarebbe, in questo momento difficile, un utile diversivo...poi chissà cosa avverrà. Non ci pensi. Auguri a lei e alla sua bambina!

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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21 MAR 2018

Gentile Giacomina,
Lei racconta di vivere attualmente una situazione emotiva e psicologica molto forte, da una parte ama suo marito dall'altra è attratta da questa amica che ha conosciuto.
La nascita di questa bimba ha comportato notevoli cambiamenti, la diagnosi di ritardo mentale è stato un grosso macigno che si è ritrovata a gestire, pur con la collaborazione del marito per certi aspetti. La priorità è la bambina, forse la coppia vive un momento di crisi, sembra che il partner sia giù e la cerchi con meno frequenza. Forse tutto appare un po' spento nella coppia al di là dell'intimita' presente. La nascita di un figlio comporta sempre cambiamenti sia nella dinamica della coppia che a livello individuale. Lei sembra voler gestire la propria emotività in solitudine mentre suo marito esige l'ascolto pena la manifestazione di rabbia.
Tutti questi elementi possono averle fatto nascere l'esigenza di evadere dalla quotidianità e in effetti questa donna potrebbe darle la passione, l'entusiasmo che lei forse ricerca nel rapporto al di là dell'orientamento sessuale.
Per superare questa dicotomia le consiglierei di approfondire queste tematiche all'interno di una consultazione psicologica senza prendere ora decisioni affrettate. Ciò le permetterebbe di acquisire maggiore consapevolezza della situazione prendendo la decisione per lei maggiormente funzionale al proprio benessere.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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