Tradimenti e relazione con me stessa
Buonasera a tutti,
sono una donna di 28 anni e ho bisogno di un supporto.
La mia vita è stata costellata di problemi sin dall'adolescenza. Sono cresciuta in un ambiente in cui l'amore, nella coppia, non era visibile (o forse non esisteva proprio). Nel senso che non ricordo di aver mai visto i miei genitori scambiarsi affetto.
L'affetto è una cosa che è mancata molto anche a me, da parte di mia madre. Mio padre invece mi ha sempre fatta sentire molto amata, mai sbagliata. Ha sempre creduto in me e nelle mie capacità, mi ha sempre incoraggiata, ascoltata e supportata. Con mia madre c'è sempre stata più distanza, anche culturale. Penso che mi abbia sempre vista come una persona in competizione con lei, pur amandomi sempre e non facendomi mai mancare nulla, soprattutto durante l'infanzia. Anzi. Ha sempre voluto il meglio per me e per i miei fratelli. Crescendo però le cose sono cambiate drasticamente. Il senso di colpa è qualcosa che ho imparato grazie a lei. Ogni discussione con mia madre, anche quella più banale e in cui non avevo colpe, finiva con un silenzio punitivo che si interrompeva (forse, non sempre) solo quando chiedevo scusa, o quando scrivevo una letterina con un disegno in cui le comunicavo che le volevo bene e mi spiaceva aver litigato.
Crescendo, mi faceva sentire in colpa ogni volta che dicevo 'no'. E' capitato che stessi studiando per una verifica, o un'esame universitario, e mi interrompesse per chiedermi di andare a comprare il latte o di accompagnarla a fare la spesa. Nel momento in cui riceveva una risposta negativa da parte mia, o addirittura una risposta positiva ma accompagnata da un'espressione che a suo parere era contrariata, reagiva col vittimismo. E ovviamente mi sentivo in colpa per cui alla fine cedevo e la soddisfavo, anche se comunque aveva sempre da rimproverarmi qualcosa. Magari cedevo alla richiesta di andare a comprare 5 cose, e quando tornavo doveva per forza dirmi che 1 o 2 di quelle cose non erano della marca giusta. Non mi ringraziava quasi mai.
Oggi, mi rendo conto che questo pattern si ripete soprattutto con gli uomini.
Dal 2021 sto con un ragazzo. Abbiamo vissuto alti e bassi, lui è più piccolo di me e negli anni è cresciuto e maturato parecchio, per cui ora le cose vanno molto meglio e abbiamo trovato il nostro equilibrio. Io ho sempre cercato di fare di tutto per essere "alla sua altezza", per essere come mi voleva, per pensare e dire solo le cose "giuste" per non discutere con lui. Ponderavo sempre le mie parole e i miei pensieri. Ora lo faccio molto meno, e discutiamo anche molto meno, quasi mai.
Nascondo molte cose dentro di me, ad esempio un'elevata attività sessuale passata della quale mi vergogno particolarmente.
Mesi fa, ho consociuto un uomo un po' più grande di me nel contesto lavorativo. Non il mio uomo ideale, il mio uomo ideale è il mio ragazzo in tutto e per tutto. Eppure non ho capito ancora bene come sia possibile, mi sono invaghita di questa persona, addirittura direi innamorata. Con lui potevo esprimere una parte di me che nella mia relazione rimane sempre nascosta, un lato artistico, meno razionale e meno serio. Un lato che al mio ragazzo non mostro mai. Potevo anche esprimere apertamente i miei sentimenti, cosa che col mio ragazzo non facciamo mai a parole. O molto molto raramente. Penso di avergli sentito pronunciare la frase 'ti amo' 5 volte in 3 anni.
Anche grazie ad un percorso terapeutico con uno psicanalista, sono riuscita ad uscire da quella situazione e ora sto molto meglio. La relazione ora va benissimo, meglio di come andava prima. Abbiamo trovato il perfetto equilibrio e tutto va a gonfie vele. Peccato è che mi sta ricapitando. E' come se volessi autosabotarmi. Di nuovo, un altro uomo (molto piu grande di me questa volta). Sempre nel contesto lavorativo (che non è lo stesso di qualche mese fa). Sono sicura che non me ne innamorerò, perchè conosco la sua natura e so che vuole solo divertirsi. Ma nonostante non mi piaccia, abbiamo iniziato a flirtare, mi piace il fatto di piacergli. Lui ha fantasie molto lontane dal mio mondo, eppure sto cercando di fare qualcosa per soddisfare queste fantasie. A breve ci vedremo ed è come se non avessi più modo di fare un passo indietro, è come se mi sentissi 'obbligata' ad andare oltre al semplice flirt. Oltre al senso di colpa, ciò che mi fa stare male è il fatto che anche in questo caso mi sembra di nuovo di fare qualcosa non per me, ma per gli altri. Per il piacere altrui.
E questo è il motivo per cui mi vergogno della mia elevata attività sessuale passata: spesso non mi piacevano, ma piaceva il fatto di poterli soddisfare. Un momentaneo brivido di "potere" che però si perdeva nell'immensità del senso di confusione, vergogna e ansia che provavo quando poi ero a casa da sola nella mia stanza.
Sensazioni che sto provando di nuovo.