Tradimenti e relazione con me stessa

Inviata da elide_969 · 18 feb 2025 Relazioni sociali

Buonasera a tutti,
sono una donna di 28 anni e ho bisogno di un supporto.
La mia vita è stata costellata di problemi sin dall'adolescenza. Sono cresciuta in un ambiente in cui l'amore, nella coppia, non era visibile (o forse non esisteva proprio). Nel senso che non ricordo di aver mai visto i miei genitori scambiarsi affetto.
L'affetto è una cosa che è mancata molto anche a me, da parte di mia madre. Mio padre invece mi ha sempre fatta sentire molto amata, mai sbagliata. Ha sempre creduto in me e nelle mie capacità, mi ha sempre incoraggiata, ascoltata e supportata. Con mia madre c'è sempre stata più distanza, anche culturale. Penso che mi abbia sempre vista come una persona in competizione con lei, pur amandomi sempre e non facendomi mai mancare nulla, soprattutto durante l'infanzia. Anzi. Ha sempre voluto il meglio per me e per i miei fratelli. Crescendo però le cose sono cambiate drasticamente. Il senso di colpa è qualcosa che ho imparato grazie a lei. Ogni discussione con mia madre, anche quella più banale e in cui non avevo colpe, finiva con un silenzio punitivo che si interrompeva (forse, non sempre) solo quando chiedevo scusa, o quando scrivevo una letterina con un disegno in cui le comunicavo che le volevo bene e mi spiaceva aver litigato.
Crescendo, mi faceva sentire in colpa ogni volta che dicevo 'no'. E' capitato che stessi studiando per una verifica, o un'esame universitario, e mi interrompesse per chiedermi di andare a comprare il latte o di accompagnarla a fare la spesa. Nel momento in cui riceveva una risposta negativa da parte mia, o addirittura una risposta positiva ma accompagnata da un'espressione che a suo parere era contrariata, reagiva col vittimismo. E ovviamente mi sentivo in colpa per cui alla fine cedevo e la soddisfavo, anche se comunque aveva sempre da rimproverarmi qualcosa. Magari cedevo alla richiesta di andare a comprare 5 cose, e quando tornavo doveva per forza dirmi che 1 o 2 di quelle cose non erano della marca giusta. Non mi ringraziava quasi mai.
Oggi, mi rendo conto che questo pattern si ripete soprattutto con gli uomini.
Dal 2021 sto con un ragazzo. Abbiamo vissuto alti e bassi, lui è più piccolo di me e negli anni è cresciuto e maturato parecchio, per cui ora le cose vanno molto meglio e abbiamo trovato il nostro equilibrio. Io ho sempre cercato di fare di tutto per essere "alla sua altezza", per essere come mi voleva, per pensare e dire solo le cose "giuste" per non discutere con lui. Ponderavo sempre le mie parole e i miei pensieri. Ora lo faccio molto meno, e discutiamo anche molto meno, quasi mai.
Nascondo molte cose dentro di me, ad esempio un'elevata attività sessuale passata della quale mi vergogno particolarmente.
Mesi fa, ho consociuto un uomo un po' più grande di me nel contesto lavorativo. Non il mio uomo ideale, il mio uomo ideale è il mio ragazzo in tutto e per tutto. Eppure non ho capito ancora bene come sia possibile, mi sono invaghita di questa persona, addirittura direi innamorata. Con lui potevo esprimere una parte di me che nella mia relazione rimane sempre nascosta, un lato artistico, meno razionale e meno serio. Un lato che al mio ragazzo non mostro mai. Potevo anche esprimere apertamente i miei sentimenti, cosa che col mio ragazzo non facciamo mai a parole. O molto molto raramente. Penso di avergli sentito pronunciare la frase 'ti amo' 5 volte in 3 anni.
Anche grazie ad un percorso terapeutico con uno psicanalista, sono riuscita ad uscire da quella situazione e ora sto molto meglio. La relazione ora va benissimo, meglio di come andava prima. Abbiamo trovato il perfetto equilibrio e tutto va a gonfie vele. Peccato è che mi sta ricapitando. E' come se volessi autosabotarmi. Di nuovo, un altro uomo (molto piu grande di me questa volta). Sempre nel contesto lavorativo (che non è lo stesso di qualche mese fa). Sono sicura che non me ne innamorerò, perchè conosco la sua natura e so che vuole solo divertirsi. Ma nonostante non mi piaccia, abbiamo iniziato a flirtare, mi piace il fatto di piacergli. Lui ha fantasie molto lontane dal mio mondo, eppure sto cercando di fare qualcosa per soddisfare queste fantasie. A breve ci vedremo ed è come se non avessi più modo di fare un passo indietro, è come se mi sentissi 'obbligata' ad andare oltre al semplice flirt. Oltre al senso di colpa, ciò che mi fa stare male è il fatto che anche in questo caso mi sembra di nuovo di fare qualcosa non per me, ma per gli altri. Per il piacere altrui.
E questo è il motivo per cui mi vergogno della mia elevata attività sessuale passata: spesso non mi piacevano, ma piaceva il fatto di poterli soddisfare. Un momentaneo brivido di "potere" che però si perdeva nell'immensità del senso di confusione, vergogna e ansia che provavo quando poi ero a casa da sola nella mia stanza.
Sensazioni che sto provando di nuovo.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 20 FEB 2025

Gentile Elide, la sua richiesta di supporto brilla di descrizioni accurate, dettagli significativi, cui unisce analisi non superficiali di alcuni vissuti per lei molto importanti: immagino che il percorso psicoanalitico abbia contribuito in questa capacità di cogliere significati cruciali per la sua vita. Eppure - lei dice - manca qualcosa: anzi, torna qualcosa, si sta "autosabotando", col risultato di provare di nuovo sensazioni spiacevoli che forse immaginava di esser riuscita a mettersi alle spalle.

Una situazione molto interessante, di cui immagino il peso, nella quale ci sarebbero, dal mio punto di vista, molte cose da comprendere meglio e da indagare, anche ampliando il discorso ad aree non ancora da lei menzionate. Purtroppo però sono certo capisca che una semplice risposta asincrona pubblicata qui a una sua richiesta di supporto di qualche giorno fa non può essere né risolutiva né di per sé un modello di dialogo capace di colmare questi vuoti: una o più sedute (dipende dal lavoro su di sé che è disposta a svolgere), anche online, possono supplire a queste mancanze.

A me pare che al momento lei stia sperimentando qualche ostacolo nella capacità di cogliere nel loro significato concreto collegamenti tra situazioni episodi ed esperienze personali che è in grado sì di individuare molto bene, senza però poi porli in una connessione per lei significativa col resto, che pare restare ininfluente ma che pure le appartiene. Così finisce con l'"autosabotarsi".

Dei vari aspetti che mi hanno colpito della sua richiesta forse il principale è la potenza soggiogante e ambigua che sembra avere nella sua vita il ruolo della coppia (dal modello del rapporto tra i suoi genitori; poi quello suo con sua madre, col compagno, con i flirt, immagino anche in quella che lei definisce la sua "elevata attività sessuale passata"), il cui rilievo non credo sia il caso di sottolinearle ulteriormente. La coppia costitutivamente implica e fisiologicamente produce una dialettica continua tra posizioni diverse (non solo tra soggetti diversi), nella quale è il desiderio di riconoscimento dell'Altro a farla da padrone. Vorrei provare a chiarire meglio: non mi riferisco soltanto al desiderio del riconoscimento dell'altro soggetto e da parte dell'altro soggetto; parlo infatti di Altro anche come dimensione interiore, individuale, costruita sui sedimenti spesso dimenticati (o talvolta rimossi) delle esperienze del nostro passato, e che per svariati motivi possiamo far fatica a riconoscere come nostra. Il mancato riconoscimento di questa dimensione personale, interna, può finire col produrre, sino a che non la si riconosca per quello che è e che vuol dire per ciascuno di noi, situazioni sensazioni o comportamenti dei quali non riusciamo a spiegarci bene il senso.
Come sembra stia accadendo ora a lei.

Un saluto molto cordiale,
dott. Mario Valentino

Dott. Mario Valentino Psicologo a Napoli

7 Risposte

48 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

21 FEB 2025

Cara Elide, sembra che il passato, il vissuto non ti abbia mai lascito andare e che il tu desiderio di essere accettata, come accedeva con tua madre, si ripresenti spesso ultimamente, così come le scelte di uomini sempre più grandi da cui ricevevi riscontri positivi anche se futili e privi di contenuti duraturi.
Per tutto ciò che continui a vivere, affermare che "ora le cose vanno molto meglio e abbiamo trovato il nostro equilibrio" ..mmmmm...
Ricorda che ricercare un rapporto di coppia come lo avresti voluto per i tuoi genitori e avresti voluto vederlo nella tua famiglia di origine non è la strada giusta per rompere le catene del passato e rinascere con una vita sana e cristallina che ti dia principalmente la serenità. A presto

Lisa Muto Psicologo a Napoli

47 Risposte

96 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Salve, dalle sue parole emerge la ripetizione di un copione familiare in cui lei fa fatica a dire di "no" soddisfacendo le aspettative che gli altri hanno su di lei. Il percorso di psicoterapia che ha fatto sicuramente le ha fornito consapevolezze e risorse per affrontare queste situazioni in cui lei sente difficile scegliere per sé stessa. Approfondire nuovamente questa difficoltà e la sensazione di potere che sente possono aiutarla a trovare nuove strategie per poter scegliere cosa desidera e cosa la fa stare bene.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Valeria Amaro

Dott.ssa Valeria Amaro Psicologo a Palermo

36 Risposte

7 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Prima di tutto, voglio dirti che il fatto di essere così consapevole delle dinamiche che vivi è un grande punto di forza. Stai guardando dentro di te con lucidità, senza negare i tuoi bisogni, i tuoi schemi e le tue fragilità. Questo è un passo fondamentale verso un cambiamento autentico.
Quello che descrivi, come lucidamente sottolinei anche tu, sembra intrecciarsi profondamente con la tua storia familiare: il senso di colpa, la difficoltà nel dire "no", il bisogno di compiacere per sentirti accettata e amata. Non è un caso che queste dinamiche si ripetano anche nelle tue relazioni, con il tuo ragazzo e con questi uomini che, in qualche modo, sembrano rappresentare qualcosa di irrinunciabile, anche quando razionalmente sai che non è ciò che vuoi davvero.
Ti sei mai chiesta cosa cerchi davvero in queste esperienze? Forse non è l'uomo in sé, ma il sentirti vista, desiderata, valida. Un riconoscimento che, a livello profondo, sembra mancarti. Ma il problema è che lo stai cercando fuori da te, mettendo i tuoi desideri in secondo piano, come se il piacere altrui fosse più importante del tuo.
Il senso di “non poter tornare indietro” che descrivi è significativo. È come se ti trovassi in un copione già scritto, ma la verità è che puoi sempre cambiare la trama. Puoi fermarti, chiederti "Cosa voglio io davvero?" e concederti il diritto di scegliere per te stessa, senza sentirti obbligata a soddisfare aspettative che non ti appartengono.
Hai già dimostrato di poter affrontare situazioni difficili e di lavorare su di te. Ora la sfida è spostare l'attenzione dal “dover piacere” al “volermi bene”. Il vero potere non è nel compiacere gli altri, ma nel riconoscere il tuo valore indipendentemente da loro.
Se vuoi, possiamo esplorare insieme modi concreti per rafforzare questa parte di te. Meriti relazioni in cui puoi esprimerti completamente, senza paura di non essere abbastanza.
Un caro saluto,
Dott.ssa Agnese Giuliani

Dott.ssa Agnese Giuliani Psicologo a Roma

39 Risposte

67 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Se lei si trova bene con il sotto il ragazzo e tutto va a gonfie vele, per quale motivo accetta di filtrare con un’altra persona?

Le tentazioni ci possono essere, ma siamo noi che scegliamo se cedervi se dare spazio assecondarle oppure no

Lei afferma che con il suo ragazzo va tutto bene, tuttavia quando incontra altre persone, capita che se ne senta ne senta attratta e iniziato una conoscenza, un flirt
Come mai l’sente obbligata ad accettare questi flirt?
Quali sono i suoi pensieri in quel momento?
Solo pensieri basati su una motivazione oggettiva oppure basati solamente su se stessi?

Questo è un dato su cui indagare.

I nostri pensieri sono semplicemente pensieri non sono veritieri per il semplice fatto che noi li pensiamo e non ci posso obbligare a fare niente.

Siamo noi che scegliamo sempre se seguirli oppure no

Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che la possa aiutare a comprendere meglio la sua situazione e affrontarla.

Per ulteriori informazioni, mi contatti nel risponderò con piacere

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

1476 Risposte

506 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Dalle tue parole emerge un quadro familiare complesso, in cui l'affetto e la comunicazione sembrano essere stati carenti, soprattutto nel rapporto con tua madre. Il senso di colpa che hai interiorizzato fin da piccola e la difficoltà ad esprimere i tuoi bisogni e desideri, specialmente quando si tratta di dire "no", sono elementi importanti da considerare.

È comprensibile che tu ti senta combattuta tra il desiderio di compiacere gli altri e la necessità di soddisfare i tuoi bisogni. Questo conflitto interiore può portare a comportamenti che ti fanno sentire a disagio e in colpa, come il bisogno validazione attraverso l'attività sessuale o il timore di non essere "all'altezza" del tuo partner.

Il fatto che tu stia rivivendo dinamiche simili anche al di fuori della famiglia, come nel caso delle relazioni con gli uomini più grandi, suggerisce che potrebbero esserci dei pattern comportamentali che hai interiorizzato e che tendi a ripetere.

Alcuni aspetti importanti da considerare:
- Riconoscere le tue emozioni: impara ad ascoltare le tue emozioni e a dare loro un nome. Non aver paura di sentire la rabbia, la tristezza o la frustrazione. Sono tutte emozioni legittime che ti forniscono informazioni importanti sui tuoi bisogni.
- Imparare a dire "no": dire "no" non significa essere egoisti o cattivi. Significa rispettare i tuoi limiti e dare priorità ai tuoi bisogni. Inizia con piccole cose (a cose davvero molto piccole all'inizio) e poi, gradualmente, diventa più assertiva.
- Comunicare i tuoi bisogni: esprimi i tuoi bisogni e desideri in modo chiaro e diretto, senza aspettarti che gli altri ti leggano nel pensiero.
- Accettare i tuoi limiti: non sentirti in colpa se non sei sempre in grado di soddisfare le aspettative degli altri. Hai il diritto di prenderti cura di te stessa e dei tuoi bisogni.
- Lavorare sull'autostima: credi in te stessa e nelle tue capacità. Non hai bisogno dell'approvazione degli altri per sentirti valida e meritevole di amore.

Strategie utili:
- Terapia: un percorso terapeutico può aiutarti a elaborare le esperienze passate, a riconoscere i tuoi pattern comportamentali e a sviluppare nuove strategie per affrontare le sfide della vita. Continua la terapia.
- Gruppi di supporto: condividere le tue esperienze con altre persone che hanno vissuto situazioni simili può farti sentire meno sola e aiutarti a trovare nuove risorse. Cerca se esistono nella tua zona dei gruppi di questo tipo (auto-aiuto ecc)
- Tecniche di rilassamento: pratica tecniche di rilassamento come la meditazione o lo yoga per gestire lo stress e l'ansia.
- Attività piacevoli: dedica del tempo ad attività che ti piacciono e ti fanno sentire bene.

Ricorda che sei una persona valida e meritevole di amore. Non aver paura di chiedere aiuto e di prenderti cura di te stessa

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

1619 Risposte

3111 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Cara Elide, comprendo la sua frustrazione per queste situazioni che continuano a ripresentarsi nella sua vita e che sembrano sfuggire al suo controllo. Dal suo racconto emerge che il rapporto con sua madre non sia stato affatto facile, con delle conseguenze che si trascinano anche oggi. Mi sembra che lei sia divisa su due fronti. Da un lato c’è questa tendenza ad agire solo per compiacere l’altro, dall’altro lato mi sembra, però, che qualcosa si stia smuovendo. Forse i tempi sono maturi perché lei, finalmente, si possa concedere di essere autentica e di agire solo in base a ciò che desidera davvero. Ovviamente non è facile, perché non le è mai stato concesso durante la sua crescita e anche perché, oggi, destabilizza la sua relazione sentimentale. Credo però che questo seme di cambiamento andrebbe alimentato. So che ha già intrapreso un percorso di terapia, ma contattare nuovamente un professionista la potrebbe aiutare a comprendere meglio l’effettiva influenza del suo passato sulla sua vita attuale e come riuscire a disattivare questo meccanismo che rischia di reiterarsi all’infinito. Ma soprattutto la aiuterebbe a far emergere nuove risorse e a darsi la possibilità di essere finalmente se stessa, che non è purtroppo così scontato.

Dott.ssa Vittoria Cutuli Psicologo a Catania

8 Risposte

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Buongiorno, quello che stai vivendo è un processo complesso e doloroso, e ti riconosco il coraggio di affrontarlo e parlarne. Le dinamiche che descrivi riguardo alla tua famiglia, in particolare con tua madre, sembrano aver avuto un impatto profondo sul tuo modo di relazionarti con gli altri e, in particolare, con i tuoi partner. Il senso di colpa che hai imparato fin da piccola, insieme alla sensazione di dover sempre accontentare gli altri per essere amata o per evitare il conflitto, è un pattern che si riflette anche nelle tue relazioni sentimentali. Questa tendenza a cercare di “soddisfare” le aspettative degli altri, anche a costo del tuo benessere e della tua serenità, è un comportamento che molto spesso ha radici in esperienze di infanzia, come quelle che hai vissuto con tua madre. Quando una figura genitoriale, soprattutto quella materna, impone un senso di responsabilità e di colpa, il bambino impara che il modo per essere accettato e amato è fare ciò che l’altro desidera, piuttosto che prendersi cura di sé stesso. Questo tipo di dinamiche può portare a una difficoltà nell’esprimere autenticamente i propri bisogni e desideri, e a una continua ricerca di approvazione esterna, anche a costo della propria felicità. Nel caso delle tue relazioni, noto che ci sono due aspetti che emergono in modo ricorrente: il primo è il desiderio di “essere alla altezza” dell’altro, come se tu dovessi adattarti al suo modello o alle sue aspettative, piuttosto che esprimere liberamente chi sei. Il secondo è il fatto che spesso ti trovi a soddisfare desideri e fantasie che non ti appartengono davvero, ma che si manifestano come una sorta di “auto-sabotaggio”, come se avessi bisogno di dare agli altri per sentirti apprezzata, ma senza trovare veramente soddisfazione per te stessa. Il fatto che tu stia attraversando una situazione simile, anche con questo nuovo uomo, è un segno che questo schema si ripete e sta emergendo come una questione irrisolta. Seppur consapevole del rischio che corri nel “farti coinvolgere”, sembri ritrovarti in una dinamica che ti porta a sentirti obbligata a fare qualcosa per il piacere altrui, senza considerare abbastanza il tuo benessere emotivo e psicologico. Questo è un momento in cui, forse, potresti davvero riflettere su ciò che ti sta spingendo ad agire in questo modo. È importante che tu ti chieda: cosa c’è dietro questa necessità di compiacere gli altri? Perché ti sembra che il modo per essere accettata o amata sia sempre quello di sacrificare una parte di te stessa? E come puoi iniziare a stabilire dei confini più sani, che ti permettano di essere te stessa, senza sentirti in colpa o obbligata? Il tuo percorso terapeutico, come hai accennato, è un ottimo passo verso la consapevolezza, ma sembra che ci siano ancora delle difficoltà nell’affrontare direttamente questa paura del rifiuto o della solitudine, che spesso accompagna il non soddisfare le aspettative degli altri. Ti invito a riflettere su come puoi continuare a lavorare su questi aspetti, magari dando più spazio alle tue emozioni autentiche, piuttosto che quelle che pensi che gli altri vogliano che tu provi. Il primo passo per guarire è accettare e comprendere la tua storia, senza giudicarti. Ti incoraggio a continuare il tuo lavoro su te stessa, facendo attenzione a riconoscere quando ti stai mettendo al servizio di qualcun altro e a fermarti prima di andare oltre, chiedendoti se quella scelta è davvero per te. Non c’è nulla di sbagliato nel voler fare qualcosa per qualcun altro, ma è importante che sia una scelta consapevole, non dettata dal senso di colpa o dalla paura di non essere amata se non accontenti l’altro. Se hai bisogno di esplorare ulteriormente questi temi o se senti la necessità di un ulteriore supporto, continua a lavorare con il tuo terapeuta o prendi in considerazione di aggiungere altre risorse che possano accompagnarti in questo viaggio di crescita.
Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Velia Morati

Dott.ssa Velia Morati Psicologo a Nocera Inferiore

447 Risposte

873 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Sembra che tu stia lottando con un ciclo di dinamiche emotive e comportamentali che si ripetono, radicate probabilmente nel tuo passato familiare e nelle tue esperienze relazionali. Da quello che scrivi, emerge un forte bisogno di validazione esterna, che ti porta a cercare conferme e attenzioni, a volte anche mettendo da parte i tuoi reali desideri o bisogni.

Hai fatto un ottimo percorso di consapevolezza con la terapia e sei riuscita a interrompere una dinamica che ti faceva soffrire. Questo dimostra che hai le risorse per affrontare questi schemi. Ma il fatto che tu stia vivendo di nuovo questa situazione suggerisce che il problema di fondo non è stato del tutto risolto, o che ha bisogno di un lavoro più profondo.

Forse quello che ti attrae in queste situazioni non è tanto l’altra persona, ma il ruolo che assumi in esse: l’idea di essere desiderata, di soddisfare un bisogno altrui, di avere un certo tipo di controllo. Il problema è che, alla fine, non ti senti davvero appagata da queste esperienze, ma piuttosto svuotata e col senso di colpa.

Il fatto che tu dica di sentirti "obbligata" ad andare oltre il flirt è un segnale d’allarme. Nessuno ti obbliga, ma se senti questa pressione dentro di te, potrebbe essere utile fermarti e chiederti: perché voglio davvero farlo? Se la risposta è che vuoi piacere a lui, dargli qualcosa che si aspetta, sentirti desiderata, allora probabilmente non è una scelta che nasce da te, ma da quel bisogno di conferma che ti ha portata a soffrire in passato.

Hai già dimostrato di poter cambiare rotta. Ti meriti di vivere la tua sessualità e le tue relazioni in modo consapevole e autentico, senza il peso del senso di colpa o dell’obbligo. Forse un confronto con il tuo terapeuta su questo nuovo episodio potrebbe aiutarti a capire cosa si sta riattivando dentro di te e come interrompere questo schema prima di farti male di nuovo.

Sei molto più forte di quello che pensi.

Dott. Fabrizio Toti Psicologo a Todi

853 Risposte

410 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 FEB 2025

Buongiorno, indagare la sfera personale inclusa la presenza di eventuali tratti di personalità e se il contesto familiare ove è vissuta è stato o meno invalidante, sarebbe il gild standard per un maggiore studio del caso.

Dott. Samuel Amerikanos Occhi Psicologo a Torino

10 Risposte

1 voto positivo

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Relazioni sociali

Vedere più psicologi specializzati in Relazioni sociali

Altre domande su Relazioni sociali

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 29500 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Se hai bisogno di cure psicologiche immediate, puoi prenotare una terapia nelle prossime 72 ore e al prezzo ridotto di 44€.

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 34500

psicologi

domande 29500

domande

Risposte 174000

Risposte