tra 2 fuochi perversi e tanta angoscia

Inviata da mariapia · 31 ott 2017 Terapia familiare

Ho 50 anni e nutro una forte rabbia nei confronti di mia suocera e di conseguenza del mio compagno. Ho cercato in 1.000 modi di comprendere le loro dinamiche, ma ne esco sconfitta, rabbiosa e angosciata. Cosa posso fare? Devo andare io dallo psicologo per "sopportare tutto ciò, quando sono loro ad avere un comportamento assurdo?

Mia suocera da 3 anni, senza averne un obbiettivo bisogno, non chiede, ma pretende dal mio compagno un considerevole aiuto economico. Questo dopo aver sperperato in pochi anni l'eredità del marito. E' una donna arrogante, prepotente, menefreghista e sfacciata al punto che si è rivolta ad un avvocato per poter "estorcere ulteriori soldi" al figlio, che già l'aiuta. Esiste una figlia, che non sentono e non vedono da 8 anni, in seguito a forti incomprensioni.
Il mio compagno, avendo uno stipendio normale, e con pochi risparmi da parte, ha provato ad arginare le richieste della madre, anche in malo modo, ma lei non si arrende non vuole sentire ragioni. Usa la manipolazione, racconta bugie, gli mette sensi di colpa, lo ricatta moralmente riallacciandosi al loro passato, fa la vittima, e lo chiama solo per sollecitargli i soldi. In pratica abbiamo appurato che le servono per concedersi lussi e agiatezze tipo la dama di compagnia.
Lui si sfoga con me di tutto ciò, dice che una donna così non è da chiamare mamma (mortificato dalla lettera del legale), che deve smetterla di approfittarsene, ma poi continua a mandare soldi, incurante che di questo passo, il suo conto si esaurirà. Io ho cercato nel modo più assertivo e delicato possibile, di farlo ragionare su queste richieste smodate da pare di mia suocera, la quale praticamente lo tratta solo come un bancomat. Lui capisce tutto, ma sembra stregato e non riesce a essere lucido.
Alcuni parenti gli hanno addirittura parlato male della madre, confermando che un simile atteggiamento non è amorevole.
Il problema è che smetterà di dargli soldi, quando anche noi rimarremo senza un centesimo. Io sto malissimo, oltre che per la rabbia che provo nei confronti della "signora" e non ho detto altre meschinità, per l'essere impotente di fronte a questa ingiustizia e per non poter dire nulla, per evitare litigi con lui.
Ai primi del mese, tassativo, neanche alla fine, quando magari la pensione sta per finire, scatta il bonifico.
La mia non è cattiveria, ve lo garantisco! Vedo le vecchiette bisognose e dimesse che fanno fatica, risparmiando, ad arrivare alla fine del mese. Non è il caso di mia suocera che manca di rispetto per la nostra famiglia.

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Miglior risposta 2 NOV 2017

Gentile Mariapia,
comprendo la rabbia ed il senso di impotenza derivante dalla situazione.
Lei ha tutto il diritto di voler tutelare se stessa ed il suo compagno, il quale sembra essere consapevole di essere coinvolto in un legame altamente insoddisfacente.
Questa consapevolezza potrebbe essere utilizzata come motivazione per intraprendere un percorso piscologico, che lo porti a comprendere su quali vissuti pregressi fa leva la madre per bloccarlo in questa dipendenza affettiva ed individuare le possibili dinamiche di cambiamento.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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7 NOV 2017

Gentile Mariapia, lei non è affatto ‘cattiva’, desidera solo tutelare se stessa e suo marito e dispiace per le ingiustizie cui assiste.
Il punto di forza del suo compagno è che fortunamente non giustifica la madre, ma abzi riesce ad essere consapevole della situazione. Il passo successivo è quello di farsi aiutare da uno psicologo a comprendere per quali dinamiche non riesce a svincolarsi e a dire no alla madre, perseverando in questa relazione di co-dipendenza.
Un gentile saluto
Beatrice Lazzeri
Psicoterapeuta a Firenze e Empoli

Dott.ssa Beatrice Lazzeri Psicologo a Prato

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2 NOV 2017

Gentile Mariapia,
sicuramente è una situazione pesante da reggere sia per lei, ma anche per il marito.
Questa madre è soffocante e mortificante con le proprie continue richieste, si pone continuamente in una posizione di dipendenza.
D'altra parte il marito è immerso in tali dinamiche relazionali, presenta una buona consapevolezza della situazione ma non riesce a spezzare il circolo vizioso.
Per aiutare suo marito potrebbe proporre la consultazione di una psicologa per esplorare le possibili soluzioni per porre termine a questa situazione paradossale.
Lei rappresenta una risorsa per la soluzione del problema.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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1 NOV 2017

Buonasera Mariapia,
quella che descrive è una situazione molto complessa. Probabilmente il suo compagno si trova immischiato in dinamiche relazioni dalle quali non riesce ad uscire, seppur consapevole della loro "tossicità". Già il fatto che ne sia consapevole è un buon inizio. Quello che lei può far è, se lo ritiene necessario, parlare al suo compagno della possibilità di rivolgersi a un professionista che lo aiuti a fronteggiare questa situazione. Inoltre se crede che questa cosa possa nuocere alla coppia potete anche pensare di intraprendere un percorso insieme.

Dott.ssa Valentina Salatti

Anonimo-168997 Psicologo a Livorno

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