Tipo di terapia, attacchi di panico, aiuto

Inviata da Angel · 3 mag 2021

Salve, cerco si spiegare la mia situazione.
Nel 2017 inizio a soffrire di attacchi di panico intensi e iniziai una terapia breve strategica. Mi è stata di aiuto nel riconoscere i sintomi ma dopo un po' non la continuai per diversi motivi.
Provai anche la terapia cognitivo comportamentale. I miglioramenti ci sono stati, ma a mio parere è stato tutto un qualcosa di momentaneo. Mentre seguivo la prima terapia si stava sviluppando il disturbo dell'agorafobia e claustrofobia. Arriviamo a fine gennaio 2021, inizio a stare male e ad avere di nuovo attacchi di panico.
Prima di gennaio, ne avevo uno ogni 2 o 3 mesi.
L'agorafobia durante questi anni è rimasta, anche se ho fatto diversi esercizi sempre accompagnata e tutt'oggi non c'è la farei a pensare di uscire da sola.
In generale, quando ero più piccola, non sono mai uscita sola, ero sempre in compagnia di amici.
Questa è un altra cosa che mi procura sofferenza, il fatto di non avere amicizie.
Sto cercando di fare un gran riassunto di quello che mi è successo in questi anni ma c'è davvero tanto.
Credetemi che ho un vissuto pesante, con tanti problemi di famiglia.
Sono super confusa, so solo che ho bisogno di aiuto e che non so a chi chiedere, come fare... Questa volta la situazione è ancora più seria, ogni giorno ho ansia e attacchi di panico in maniera diversa rispetto a quelli che avevo in passato.
Anche l'ansia anticipatoria è pesantissima.
Poi non ho voglia di fare niente, sembra che mi stia arrendendo.
Non ho più forze.
Ho iniziato un mese fa una psicoterapia con approccio breve strategico ma non mi trovo benissimo.
Ho un carattere particolare, non mi fido facilmente e sono abbastanza testarda.
Penso che durante questi anni mi sono creata delle idee, ormai radicate che dovrebbero essere modificate.
Penso anche che se dovessi "guarire" dagli attacchi di panico e agorafobia, non saprei proprio cosa fare, a parte che vedo molto lontana la guarigione.
Forse ho paura di crescere?
o meglio paura di vivere?
Sono cresciuta troppo in fretta, sono matura sotto tanti punti di vista ma non so, pensare ad un lavoro per esempio, mi fa paura.
In me c'è di tutto, troppe cose che andrebbero viste bene da uno specialista.
Non so quale approccio sia migliore per me.
Ho davvero tanta paura, non so cosa devo fare.
Faccio un appello, se c'è qualche anima buona che mi possa dare qualche consiglio perchè davvero non so più che fare, sono nella confusione più totale.

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Miglior risposta 4 MAG 2021

Buon giorno Angel, dalla lettura della Tua lettera si delinea un quadro apparentemente intricato ma in realtà riconducibili a problematiche e traumi inconsci che sono la causa di tutti i Tuoi disturbi comportamentali e esistenziali, che sono in sostanza sintomi delle esperienze traumatiche risalenti alla prima e primissima infanzia, e poi consolidati successivamente a artire dai 5/6 anni in poi sino e per tutta l'adolescenza. é tipico che i disturbi si facciano sempre più pesanti con il tempo. Tu non dici la Tua età, ma sospetto che sia dai 25 ai 35 anni.
Questi traumi, ripeto inconsci, non sono risolubili con terapie quali quelle che hai seguito tu. Occorre una psicoterapia psicodinamica intensiva, ossia una vera e propria psicoanalisi.
In questa sede è impossibile darTi maggiori chiarimenti e per questo resto a Tua disposizione via mail o telefono.
Per ora quindi Ti saluto cordialmente.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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4 MAG 2021

La situazione è divenuta insostenibile, ma c'è un punto sul quale dovrebbe ritornare per completare il percorso e estirpare alla radice il suo problema: termini il percorso strategico breve iniziato ed interrotto, anche con un altro psicologo se vuole, ma finisca almeno una terapia. Solo in questo modo riuscirà ad uscire dall'ansia e dal panico. Intanto, poiché la situazione in questo momento è per lei molto pesante, può chiedere al suo medico un integratore per sostenerla fisicamente, abbinato ad attività motoria.
Un cordiale saluto

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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4 MAG 2021

Buonasera. Dal post che lei ha scritto si percepisce la situazione di difficoltà che sta vivendo. E comprendo il fatto che l'ansia la possa portare a vedere le sue problematiche tutte insieme, come se fossero accatastate una sopra l'altra. Credo sia importante esplorare, attraverso un percorso terapeutico, una alla volta queste situazioni di sofferenza che lei descrive, così da poterle percepire meno "aggrovigliate". A tal proposito sarà utile "scavare" nel suo vissuto per capire il significato dei suoi sintomi che, in qualche modo, le stanno comunicando qualcosa.
Credo sia importante, inoltre, la descrizione che lei dà di se stessa rispetto alla diffidenza e al fatto che si definisce abbastanza "testarda". Rispetto a ciò è possibile lavorare in senso relazionale, osservando il tipo di relazione che lei instaura con il terapeuta e cercando di comprendere che cos'è che le impedisce, in una certa misura, di fidarsi.
Se dovessi aver sollevato in lei qualche dubbio o curiosità, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Isabella Ciampi

Maria Isabella Ciampi Psicologo a Perugia

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4 MAG 2021

Buonasera Angel, dalle sue parole a me arriva una gran fatica che lei sembra provare ormai da tempo. Parla di alcuni percorsi psicologici che, se da una parte hanno portato dei miglioramenti, dall'altra sembra che non le abbiano dato la speranza di stare meglio, anche perché soffre ancora di attacchi forti di ansia. Direi che questa sua sofferenza la porti a evitare molte situazioni e le tolga la voglia di fare e di combattere per stare meglio. Immagino che la sua difficoltà a fidarsi degli altri, che è una caratteristica che appartiene a molti di noi, renda più complesso, ma non impossibile, stabilire una buona alleanza di lavoro con una figura come quella dello psicologo.
Ha pensato di rivolgersi ad un terapeuta familiare dato che lei, Angel, accenna a vissuti pesanti e tanti problemi in famiglia?
Un grande in bocca al lupo
Dott.ssa Raffaella Gervasoni

Dott.ssa Raffaella Gervasoni Psicologo a Livorno

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4 MAG 2021

Buongiorno Angel,
il suo narrarsi è denso di sofferenza e ansia, declinatesi di volta in volta in sintomi sempre più intensi e limitanti.
Le terapie intraprese hanno di volta in volta portato dei benefici, senza mai risolvere alla radice l'origine del disagio.
Forse una psicoterapia ad orientamento analitico potrebbe aiutarla in questa direzione.
Disponibile per eventuali chiarimenti, le mando i miei saluti.
Cordialmente,
dott.ssa Maria Micheloni

Dott.ssa Maria Micheloni Psicologo a Verbania

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4 MAG 2021

Buongiorno Angel,
ho trovato interessante che lei alla fine definisca chi può fornirle un consiglio utile una "anima buona". Le consiglio di partire da quello, cioè dal suo rapporto con gli altri e come lei si vede all'interno delle relazioni. Esempio: occorre che gli altri soddisfino le sue esigenze per essere considerati "anime buone?". Tende alla dipendenza nelle relazioni ? Lei evita i rapporti come quelli lavorativi ma ma l'evitamento è una compensazione negativa di desideri di dipendenza o di essere presi in cura. Credo abbia necessità di andare in profondità rispetto le dinamiche che la guidano e che lei stessa ha creato in risposta all'ambiente in cui vive attraverso il suo modo di interpretarlo. Non penso sia io a doverle indicare quale psicoterapia seguire in quanto lei ne ha già provate diverse e se ne sarà fatta una opinione anche rispetto a quello che sente di dover fare per se stessa. Faccia la sua scelta e la porti avanti.

Rimango a sua disposizione. Saluti.
Dott.re Lorenzetto Claudio
psicologo psicoterapeuta

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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4 MAG 2021

Buongiorno gentile Angel. Mi dispiace davvero molto per cio che sta passando. Non deve essere assolutamente facile. La situazione che descrive nel suo decorso sembra essere purtroppo "tipica" ovvero ciclo dell ansia che si acutizza nel tempo con panico piu frequente,paura del panico stesso con ansia anticipatoria e conseguente agorafobia. Mi spiace che le terapie precedenti non abbiano dato i risultati sperati ma per comprendere meglio e poterla aiutare sarebbe utile capire quanto siano durate queste terapie e a che livello abbiano lavorato. Nel caso di un sintomo debilitante credo il primo step debba essere sempre quello di concentrarsi su quest'ultimo e in conseguenza pero lavorare anche su parti piu profonde che hanno sicuramente un significato nel suo innesco e mantenimento. Mi verrebbe da dire che il primo step possa essere quello di capire il ciclo della sua ansia, ovvero fattori scatenanti, di mantenimento, di rischio e protettivi, cosi come gli elementi di pensiero, emotivi, comportamentali e somatici che ne fanno parte. Dopo di che lavorare in modo pratico su questi elementi ricercando strategie alternative ai vari livelli, modificando degli elementi per far funzionare gli "ingranaggi" in modo diverso. Essenziale in questo comprendere ed utilizzare le sue risorse. Quando il sintomo diventa maggiormente tollerabile non fermarsi ma affiancare un lavoro che vada anche oltre il sintomo, scovando le sue radici, magari con un lavoro sui suoi schemi disfunzionali, sui suio bisogni e sulle sue parti. È bene pero che la terapia non venga interrotta quando si raggiunge un iniziale sollievo dal sintomo ma che duri il tempo necessario a far si che il quadro si stabilizzi e che si provi nel suo caso anche ad andare oltre il sintomo, soprattutto vista la cronicità. Io le consiglierei un approccio cognitivo-comportamentale, da integrare magari con tecniche EMDR, Schema Therapy o Terapia metacognitiva interpersonale. Consideri la possibilità anche di un percorso online se il professionista che cerca si trova in altre zone o se la situazione attuale lo rende maggiormente comodo. Consideri inoltre che si potrebbe pensare anche alla possibilità di affiancare inizialmente una terapia farmacologica se l'intensita e la frequenza del sintomo sono eccessivi. Tutto questo deve essere pero giustamente valutato con il terapeuta e in giusta sede. Per ora spero di averla un minimo accolta ed aiutata. Se dovesse avere bisogno resto disponibile anche in privato. Le auguro una buona giornata, dott.ssa Laura Paniccià.

Dott.ssa. Laura Paniccià Psicologo a Porto Sant'Elpidio

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3 MAG 2021

Cara Angel, penso sia importante affrontare la condizione che riporta andando ad elaborare la causa, il fulcro che scatena il Suo malessere. Le consiglierei quindi di affrontare la problematica mediante un approccio di terapia piú profonda, come la terapia psicodinamica.
Le auguro buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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