Test neuropsicologico Span (verbale numerico) memoria

Inviata da Anonimo il 1 dic 2016 4 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Buongiorno Dottori del portale,

sono qui a scrivervi perché sono un ragazzo di 20 anni sospetto di DSA. Per questo mi sono rivolto a uno psicologo formato sul campo e dopo di esso, risultando leggermente sotto soglia sono andato in un centro italiano di una ASL specializzato per diagnosi in adulti.

Questo per riassumere la mia storia, ma il mio dubbio non è in questo senso ma sulla MBT evidenziata dai vari test.
Passiamo alla domanda:
-Il primo neuropsicologo indagando le mie attività cognitive (nel protocollo per DSA) con la batteria di test nella memoria MBT ha trovato che rientro nella norma,anzi leggermente sopra.

- Rifacendo il test nella asl indicatami dal primo specialista ho ottenuto per la MBT nello SPAN DI PAROLE tra 25° e 35° centile, e per SPAN DI NUMERI: 5° e 15° centile. (quindi molto basso)

- Essendo quella ASL molto distante da me preoccupato sono andato da un 3° specialista vicino a me (su consiglio del 2° specialista), non più per valutare la DSA ma solo per ripetere i test della memoria MBT e nello Span di Memoria Numerica: ho ottenuto un punteggio pari al 75°percentile.

Ora non riesco a comprendere perché secondo un test sono sotto la norma e per altri 2 no. I test non dovrebbero essere identici ogni volta?
Non ho trovato una soluzione in pratica e inspiegabilmente uan volta ho una memoria MBT sopra la media e l'altra volta molto sotto.
Può essere che eran due batterie diverse e le statistiche di una non siano valide? Ma dubito.

SPero mi diate qualche spiegazione in più
Garzie :)

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Carissimo,
I test neuropsicologici non andrebbero somministrati più volte e a distanza di poco tempo, poiché sensibili all'effetto della familiarità, questo può spiegare la sua brillante prestazione in uno di essi.

Le funzioni cognitive non sono dei blocchi isolati, ma hanno valore anche in base alle richieste del suo contesto di vita. Se un bimbo è dislessico in prima elementare, ad esempio, avrà difficoltà nell'apprendimento delle abilità della letto-scrittura, poiché le sue caratteristiche neuropsicologiche sono tali da non poter soddisfare quel tipo di richiesta, se non utilizzando un metodo ad hoc. Tuttavia al di fuori di quel contesto, lo stesso bambino non presenta le stesse difficoltà, se gioca, si relaziona, vive normalmente.
Le chiedo: come la sua memoria influenza la sua vita? Dimentica spesso informazioni nuove (relative a studio, amicizie, impegni a breve termine) e in modo da influenzare negativamente la sua routine quotidiana?
I test sono attendibili se somministrati seguendo le indicazioni e le linee guida. I risultati tuttavia alle sue prestazioni mi fanno intendere che la sua memoria non sia deficitaria, e che alle basse prestazioni, dopo un esercizio e un allenamento (che tutti facciamo) possono seguire risultati ottimali.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Courrier

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Caro Giuliano,
la memoria è una funzione psichica complessa, suddivisibile in tanti sottoinsiemi, per cui mi piacerebbe conoscere quali attività nel suo quotidiano risultano compromesse da questa problematica e in che misura. In assenza di compromissioni anatomiche, tutte le funzioni cognitive godono di una certa flessibilità, per cui possono migliorare anche dopo un brevissimo allenamento, così come è avvenuto nella seconda somministrazione del test.
Ne ha già parlato con il neuropsicologo che le ha somministrato i test?
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologa e neuropsicologa a Roma

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19 LUG 2017

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Gentilissimo, la ringrazio per la questione che pone visto che si tratta di funzioni cognitive, la memoria appunto, che determinano unitamente al lavoro integrato con altre funzioni cognitive il livello di adattamento all'ambiente di una persona.
C'è, in genere, un effetto di apprendimento se si somministrano più volte gli stessi test alla stessa persona. Per ovviare a questo, i neuropsicologi possono avere accesso ad una serie di prove alternative.
Il punto nel suo caso sarebbe questo: lei effettua una valutazione per sospetto DSA, una condizione clinica che necessita di un protocollo di valutazione nel quale, tra altre cose, c'è una prova di span di cifre.
La prima riflessione che si fa con un paziente sottoposto ad una valutazione neuropsicologica è il risultato rispetto alla domanda che pone: è un DSA o meno. Il secondo passaggio è, se c'è una condizione clinicamente significativa, spiegare dall'insieme dei test fatti quali processi cognitivi indenni e quali deficitari determinano la prestazione del paziente poichè su quelli e sul loro legame con la competenza - nel suo caso la lettura la scrittura ed il calcolo - si potrebbe agire in un ottica riabilitativa che tenga conto delle possibilità d'incremento o compenso della competenza che è stata trovata deficitaria e che genera un disagio significativo nella vita del paziente.
Se non si fa un ragionamento ed un integrazione dei punteggi alle prove somministrate, è poco utile somministrare batterie, lunghe o corte, di prove in quanto le prove stesse non sono infallibili e chi le somministra ne dovrebbe conoscere l'attendibilità, la validità e tutta una serie di criteri che determinano in definitiva l'affidabilità di un test.
I test sono come i bisturi nelle mani di un chirurgo: la buona riuscita dipende dall'uso che se ne fa in integrazione con altri strumenti dipendendo questa integrazione dalla conoscenza profonda dei processi cognitivi che intervengono durante la prestazione del paziente al test e che possono determinare o meno un punteggio basso, medio o alto ad un determinato test.
Spero di averla aiutata a capire meglio i suoi risultati ai test.

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3 GEN 2017

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1 Risposta

Caro Gianluca, intanto complimenti per la volontà di volerti sottoporre ad una valutazione per DSA alla tua età, non è da tutti!
Rispetto ai test per la MBT ricordi se tutte e tre le volte hai svolto sempre lo stesso test, con gli stessi stimoli? Perchè ne esistono vari...
Di uno stesso test, inoltre, esistono varie tarature, con valori normativi leggermente diversi in base alle procedure di standardizzazione del test ma ciò comunque non giustifica un divario così grande.
I test neuropsicologici, in generale, e quelli di memoria, in particolare, non dovrebbero, inoltre, essere ripetuti nel breve periodo in quanto soggetti al cosiddetto "effetto apprendimento" per cui, in parole semplici, quando ti risottoponi al test, non sei di fronte ad una prova nuova ma conosci già il tipo di compito e, magari, ricordi anche qualche stimolo.
Nel tuo caso credo che la seconda somministrazione possa essere stata inficiata da fattori contingenti (eri stanco? stressato? eccessivamente in ansia per il test? l'ambiente di valutazione era adeguato?) che possono aver compromesso la tua prestazione.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordialmente
Dott.ssa Luisa Moschillo- Psicologia e Neuropsicologia Clinica Torino

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2 DIC 2016

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