Terribili due o DIsturbo del comportamento?

Inviata da laura. 14 nov 2017 7 Risposte  · Disturbo ossessivo compulsivo

Buongiorno,
scrivo perchè mio figlio di poco più di due anni (26 mesi) si comporta, in particolare con me, la madre,in maniera oppositiva e provocatoria.
E' già la terza volta che fa il corridoio dell'asilo trascinato da me, non perchè non voglia entrare all'asilo, posto in cui va contento e felice. Non ha mai obbedito. In queste situazioni di disobbedienza totale (a volte scappa, fa i dispetti ecc) lui ride, io ho provato sia a alzare la voce, sia a fare finta di niente, e l'unica cosa che lo fa distrarre da quest comportamento provocatorio è il dolore, se gli do una patta abbastanza forte piange e almeno si distrae da questo comportamento e smette. Ovviamente non è così che voglio comportarmi, ma ho bisogno di farmi obbedire da mio figlio specialmente nelle situazioni di pericolo (scappa sempre non riesco più a portarlo ai giardini perchè essendo incinta del secondo non riesco a corrergli dietro).
Sembra quasi posseduto da un diavoletto, non ci si riesce a ragionare né a parole né con comportamenti. Entra in un loop.
Grazie per le risposte
Laura

madre

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Gentile Laura,
è possibile che il comportamento del suo bambino sia reattivo alla notizia dell'arrivo del fratellino oppure può essere l'espressione di un diverso disagio legato alla particolare fase evolutiva.
Quali sono le considerazioni delle maestre? Questo comportamento è agito solo nei suoi confronti e in determinati contesti, oppure è generalizzato?
Rimango a disposizione
Dott.ssa Vanda Braga

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Gentile Laura,
comprendo la fatica e la difficoltà di gestione del bimbo. E’ un’eta’ che mette duramente alla prova i genitori.
In ogni caso suo figlio manifesta un disagio emotivo e quindi occorre prestare attenzione. Potrebbe trattarsi di un momento evolutivo o altro.
Forse l’imminente nascita di un altro bimbo può aver influito sulla sua serenità.
Cerchi di preparare il bimbo all’arrivo del fratellino o sorellina anche leggendo insieme un racconto o una storia in cui si spiega l’evento.
Un altro aspetto importante è la propria modalità relazionale, con il bimbo provi a dialogare empaticamente accogliendo le sue emozioni e risponda in modo assertivo ad eventuali richieste.
Se le è possibile richieda l’aiuto di suo marito nella gestione educativa e richieda inoltre la consulenza di una psicologa per individuare strategie relazionali per migliorare la situazione.
Le faccio i miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

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15 NOV 2017

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Gentile Laura,

Queste manifestazione che appaiono "provocatorie" come dice, di solito nascondono un disagio emotivo significativo nel bambino, che andrebbe preso sul serio e affrontato con mezzi adeguati.
Le sfide di solito servono a "testare" la tenuta dell'adulto e sviluppare confine e fiducia, se questo le provoca ansia o rabbia sarebbe utile capirne le ragioni.

Non è solo una questione di "obbedienza", ma di sintonizzazione emotiva che in questo momento è evidentemente in crisi.

Ha provato a capire quali sono le situazioni che innescano più spesso queste crisi? In quali momenti della giornata?
Le consiglio questo un libro di Daniel Siegel: "12 strategia rivoluzionarie per favorire lo sviluppo letale del bambino". Ci sono molti esempi su cui le potrebbe essere utile riflettere.

Se il problema persiste, La invito a rivolgersi ad uno psicologo per l'infanzia che possa aiutarla ad inquadrare meglio il problema.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

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15 NOV 2017

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Buongiorno Laura,
Dalle sue parole traspare una forte difficoltà nella gestione di suo figlio. I due anni sono per eccellenza un'età difficile. È il momento in cui i bambini attraverso il movimento si rendono più autonomi e capiscono di essere una persona diversa e indipendente rispetto alla mamma. Insieme a ciò inizia il "periodo dei no". I bambini hanno bisogno di contrastare quanto detto dagli adulti di riferimento per sperimentare, conoscere e far valere il proprio pensiero. Spesso dicono dei no anche quando vorrebbero dire si; per superare in modo più sereno questo periodo è dunque necessario dare poche, ma stabili e imprescindibili regole, soprattutto quelle "salvavita", non utilizzare la forza (in quanto si instaurarebbe un'obbedienza fondata sulla paura e non sul rispetto e sul valore), ma la comprensione e il dialogo. Anche se così piccoli con i bambini è importante parlare di sentimenti e di ciò che loro provano. È importante inoltre non etichettarlo; si rischia che metta in atto esattamente i comportamenti che sente lo definiscono. Le pongo infine alcune domande che potrebbero essere spunto di riflessione: da quanto tempo il suo bambino si comporta così? Come è stato affrontato con lui l'argomento dell'arrivo di un fratello? Potrebbero essersi attivati sentimenti di gelosia e maggiore richiesta di attenzione? Al nido le insegnanti come descrivono il comportamento di suo figlio, sempre "ribelle" o più "nelle regole"?
Solitamente quello dei no è un periodo che dura circa un anno, è un momento difficile sia per lei che per suo figlio. Per questo è importante che siate entrambi sereni. Si armi di tanta pazienza e comprensione e vedrà che le cose miglioreranno.
Rimango comunque a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda.

Dr.ssa Muzio Sara

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15 NOV 2017

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Buongiorno Laura,
importante è valutare e la tipologia di relazione che ha istaurato con suo figlio, il gioco, le regole, la condivisione e il lavoro insieme. I due anni vengono definiti terribili in quanto nello sviluppo individuale mentale e psichico prende piede la figura dell'altro come diverso da se e come "oggetto" che si può distruggere, anche per questo motivo i bambini possono diventare più ribelli o sfidanti. Inoltre lei ha quasi tralasciato nel messaggio l'informazione della sua seconda gravidanza, avete comunicato al bambino la notizia? come è stata speiegata al bambino? Come sta rispondendo a questa notizia?
Ci sono più elementi da considerare che riguardano il normale sviluppo o difficoltà dello sviluppo, senza riguardare il versante patologico.
Può chiedere un appuntamento alla psicologa scolastica dell'asilo di suo figlio per avere un primo consulto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ambra Caselli (Brescia)

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15 NOV 2017

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Gentile Laura, in quello che ha scritto c’è un’informazione molto importante che può forse spiegare il comportamento di suo figlio: lei aspetta un altro bambino. Chiaramente è un’ipotesi, e come tale andrebbe indagata in modo approfondito. Però l’arrivo di un fratellino in famiglia all’inizio viene sempre vissuto come una perdita dell’amore e delle attenzioni dei genitori da parte del primogenito, quindi potrebbe essere lo stesso vissuto che sta provando suo figlio in questo momento.
Come ho detto, andrebbe approfondita la questione, e sicuramente bisognerebbe capire da quanto tempo avviene il comportamento oppositivo del bambino, in quali contesti si verifica, se lo fa solo con lei o anche con altri membri della famiglia, per capire che tipo di significato ha per lui quel comportamento.
Le consiglio pertanto di affidarsi all’aiuto di uno psicologo.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un saluto,
Dott.ssa Elisa Paterlini

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15 NOV 2017

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Carissima, io lavorerei sul comportamento che lei usa con lui. Come lo ha ripreso negli anni, quanto spesso lo sgrida, cosa le dice, ecc. Poi lavorerei su un approccio diverso al comportamento, cercando di modificarlo con una serie di sistemi di rinforzo dei comportamenti positivi. Ma, ovviamente, dopo un'attenta analisi della situazione.
Le consiglierei di farsi aiutare da un terapeuta cognitivo-comportamentale che si occupa proprio di questo. Vedrà che saprà darle i giusti consigli e aiutare suo figlio nella gestione di emozioni e comportamenti scorreti.
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

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15 NOV 2017

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