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Terapia di coppia per recuperare l'intimità?

Inviata da anonima il 17 mar 2014 Terapia di coppia

Gentili dottori, io e il mio fidanzato abbiamo 30 anni e stiamo insieme da quasi 13 anni, durante i quali la vita ha messo a dura prova entrambi (lutti, problemi familiari, di salute...). Siamo cresciuti insieme e siamo inevitabilmente cambiati. Non è possibile riassumere tutto in poche righe ma cercherò di spiegare perché vi sto scrivendo...
Nei primi anni, la nostra complicità era al massimo, e l'intesa sessuale invidiabile. Abbiamo convissuto per circa 5 anni
fino all'anno scorso (in maniera non proprio costante, per diversi motivi). Da vari anni ormai abbiamo rapporti sporadici, quasi nulli, e non per mia volontà. Le ho provate tutte per riconquistare la sua attenzione, per sentirmi amata e desiderata, ma non ho ottenuto nulla...ormai si è alzato un muro tra noi. Dal canto suo lui dice di amarmi senza alcun dubbio. Ma la sua assenza di desiderio verso di me, ha contribuito ad indurirmi non poco.
Gli ho proposto varie volte di farci aiutare, lui è molto scettico a riguardo. 3 anni fa abbiamo avuto un incontro con un sessuologo, ma non ci ha fatto una buona impressione e ci ha chiesto solo per la prima consulenza una cifra esagerata, per cui non abbiamo mai iniziato una vera terapia.
8 mesi fa abbiamo deciso di separaci per un po', per capire se davvero volevamo stare insieme, perché i litigi erano ormai all'ordine del giorno. Abbiamo continuato a sentirci e dopo un paio di mesi a vederci ogni 10/15 gironi. Ma lui ha continuato a non avvicinarsi mai ed a respingermi...sono stata sul punto di
lasciarlo, per scuoterlo, perché non mi desse più per scontato, ma non ce l'ho fatta. Mi ha chiesto di non farlo. E non è quello che voglio. Nessuno dei due lo vuole. Ci amiamo davvero. Adesso stiamo insieme, mi ha chiesto di tornare a vivere insieme in una casa nuova, perché convinto che tutto si sistemi, io lo vorrei tanto, ma ho paura che sia un'altra sconfitta che non riuscirei a sopportare.
L'ho convinto di nuovo, con moltissima difficoltà, ad accettare di rivolgerci ad un professionista serio che ci faccia recuperare l'intimità, la complicità, la felicità, per riuscire finalmente a costruire un futuro insieme senza rabbia e rancori.
Non sapendo a chi rivolgermi, mi trovo a cercare su internet un dottore (in Abruzzo) di cui poterci fidare ed a cui affidarci...ma sono un po' timorosa...
Cosa mi consigliate di fare? La terapia breve strategica potrebbe essere indicata? E soprattutto, si può risolvere il nostro problema oppure è troppo radicato?
Vi ringrazio anticipatamente.

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Gentilissima,
la scelta dell' approccio terapeutico più adatto è, in buona parte, legato al tipo di obiettivo che lei e il suo compagno intendete raggiungere. Mi spiego meglio: l' approccio strategico è un approccio basato sul sintomo quindi, se fate domanda di psicoterapia allo scopo di tornare ad avere una vita sessuale soddisfacente, sì, la terapia strategica può andare bene.
Diversamente, nel caso in cui ciò che vi interessi sia comprendere l' origine e la causa del conflitto che determina ripercussioni sulla vostra vita sessuale, può essere maggiormente utile un approccio che si focalizza sulle vostre dinamiche, cercando di comprenderle e migliorando, di conseguenza, la vostra vita sessuale.
Generalmente, per le terapie di coppia, particolarmente indicati sono gli approcci sistemico-relazionali.
Le faccio un grande "in bocca al lupo".

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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Carissima, ho la sensazione che l'innesto della tua personalità con quella del tuo compagno a partire da un'età cronologicamente adolescenziale(13 anni fa avevate 17 anni, se non erro)si sia bene radicato dal punto di vista affettivo ,e questo è l'aspetto pi importante. La fusione dal punto di vista sessuale ha ceduto il passo in quanto l'euforia iniziale, col tempo e con eventi importanti condivisi, sedimentandosi, ha subito una sorta di appiattimento. Considerando che i sentimenti che vi uniscono rimangono molto presenti, ti e vi suggerisco di non ritenere che sia un problema il calo del desiderio: il fuoco c'è ma come brace pronta ad infiammarsi se tu cambi prospettiva. Il desiderio non si rincorre e non esistono strategie terapeutiche allo scopo di crearlo. Tutt'al più potresti leggere qualcosa o avvicinarti al pensiero che ora viene primariamente apprezzato dall'ultima generazione -non c'entra l'età-di stimati colleghi che ,come me, hanno abbracciato il pensiero orientale (prevalentemente sono di estrazione psicodinamica relazionale , nonché bioenergetica, per i quali l'aspetto affettivo è la piattaforma; nel vostro caso potrebbe essere il 'trampolino di lancio'). Spero di essere riuscita sa farmi comprendere, comunque resto a disposizione per eventuali chiarimenti o quant'altro.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Salve,

il problema sembra sì radicato, ma l'importante è che sia tu che il tuo compagno, abbiate desiderio di sradicarlo.
Da cosa dipende questo calo di desiderio?
Il desiderio del suo compagno non compare con te o in generale?
Chiaramente per te è un fattore di estrema sofferenza, la privazione dell'intimità e delle gioie sessuali, non è compatibile con una vita di coppia appagante.
Sicuramente avete un forte legame affettivo, ma le premesse, in questa seconda chance che vi date, dovrebbero essere che senza la terapia (datevi anche un tempo) non si faccia.
Il tipo di approccio lo dovete scegliere in base alle vostre esigenze.
Un approccio breve e strategico e/o comunque mirato alla risoluzione in tempi circoscritti è meno impegnativo di quello psicoanalitico e psicodinamico.

Un grande in bocca al lupo
D.ssa Michelini

D.ssa Silvia Michelini Psicologo a Roma

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Gentile signora anonima,
la terapia di coppia è nel suo caso utile preferibilmente con sessuologo clinico. Tuttavia è sempre preferibile capire preventivamente quanto la terapia di coppia potrebbe risolvere definitivamente la situazione, quindi di solito in ambito cognitivo comportamentale vengono effettuate alcune sedute esplorative per capire la fattibilità terapeutica
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Salve, spesso capita di rimanere "incastrati" in meccanismi che con il tempo diventano davvero difficili da sciogliere. Proprio nel delicato ambito della sessualità questo può accadere sia in conseguenza ad una insoddisfazione e ad una necessità di rinnovamento dell'intimità, sia in conseguenza a difficoltà relazionali e comunicative nella vita di coppia in generale. In entrambi i casi bisogna avere grandi risorse per affrontare la questione, comunicarsi reciprocamente le rispettive difficoltà, trovare insieme la via giusta per risolverle. Se questo, per svariate ragioni, non è stato possibile fino ad oggi, l'idea di rivolgersi a un professionista rimane comunque una soluzione assolutamente valida. Scoprirete insieme, e guidati da una persona esperta, dove risiede il problema, la reciproca motivazione a superarlo e i modi per farlo. Personalmente ritengo che l'indirizzo non faccia la differenza, purchè il professionista si occupi nello specifico di terapie di coppia e di sessualità in particolare. Vale la pena di andare a fondo per provare a risolvere o per prendere coscienza pienamente della fase del vostro rapporto, In bocca al lupo!

Dott.ssa Laura Ucciardi Psicologo a Palermo

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