Terapia cognitivo comportamentale, come funziona?

Inviata da Ines. 18 giu 2015 10 Risposte  · Orientamento professionale

Mi sto informando per scegliere un terapeuta, ma ci capisco poco. Ne avrei trovato uno che fa terapia cognitivo- comportamentale, ma non so bene di cosa si tratti

terapia

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Cara Irene,
la terapia cognitivo- comportamentale utilizza strategie che stimolano il pensiero, la memoria, la percezione, la riflessione su di sè e sulle proprie emozioni e strategie che osservano il comportamento e cercano di comprendere quale sia la causa prossima che ha scatenato il comportamento.

Una tecnica comportamentale, ad esempio, è quella che suggerisce di non dare ad un bimbo con una caramella quando "fa i capricci". Il motivo è che lo si sta premiando per il capriccio e quindi la prossima volta che desidererà una caramella, farà un nuovo capriccio. Il genitore ignaro, continuerà a dargli caramelle ad ogni capriccio pensando che ha trovato un'ottima strategia per "farlo smettere" In realtà si tratta di un'ottima strategia per far ripetere il comportamento e queindi per farlo continuare!

Un esempio di tecnica cognitiva può essere la rifessione sul nostro modo di pensare. Se una persona ripete spesso "Sono una stupida!", si attribuisce un'etichetta che non può aiutarla a mantenere una sana autostima e le fa perdere la fiducia in se stessa.

Contatti lo psicologo che ha trovato e si faccia spiegare come pensa di aiutarla e che tecniche adotterà: si sentirà più sicura e potrà scegliere se questo tipo di lavoro psicologico sia adatto a lei.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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Ad oggi, l'approccio cognitivo comportamentale è quello che ha esiti migliori rispetto ad altri, per cui a mio parere ha fatto la scelta giusta. Buona giornata
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

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10 LUG 2017

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Gentile Irene, la psicoterapia cognitivo comportamentale è, in parole povere, una tecnica psicoterapica che viene utilizzata per risolvere in tempi brevi alcuni tipi di disturbi psicologici.Il concetto di base,molto sinteticamente,è che modificando un pensiero si modifica anche il comportamento.(cognitivo=contenuto del pensiero,comportamentale riferito al comportamento).Molto spesso si rende necessario integrare la psicoterapia cognitivo-comportamentale con altre teniche,specie per disturbi più complessi.

Dott.ssa Babici Patrizia

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25 GIU 2015

Anonimo

Ciao Irene,
per la ricerca del terapeuta è una scelta importante e fai bene a ponderarla con attenzione. La terapia cognitivo comportamentale è una terapia che utilizza un metodo per cui al paziente vengono assegnate delle prescrizioni ( ad esempio per l'ansia esposizione graduale al sintomo ansiogeno) la persona si presta ad effettuare queste prescrizioni e si valuta cosa sta avvenendo e come ridurre i sintomi. E' un percorso che si utilizza spesso con sintomi di ansia o disturbi alimentari.
A mio avviso ritengo sia molto importante strutturare una buona relazione con il paziente e stare in empatia, ascoltarlo e comprenderlo nelle sue difficoltà.
La terapia cognitivo-comportamentale questa parte empatica la utilizza poco perchè è molto centrata sul compito.
Se le possono interessare ulteriori informazioni rispetto al mio approccio mi può contattare e scrivere quando vuole.
Un caro saluto
Dott.ssa Eleonora Sellitto

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23 GIU 2015

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Buon pomeriggio Irene
La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) attualmente può essere considerata un valido modello per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici. E' la combinazione di due approcci: quello comportamentale, che aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona mette in atto in tali circostanze, e quello cognitivo, che aiuta ad individuare i pensieri ricorrenti che causano sofferenza per poterli successivamente correggere, arricchire, integrare con altri pensieri più funzionali al proprio benessere.
La CBT postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo.
All’origine dei disturbi emotivi e comportamentali non ci sarebbero quindi tanto gli eventi che capitano ad ogni individuo bensì le distorsioni cognitive e la diversa modalità con cui ci rappresentiamo la realtà.
L'obiettivo di tale terapia è quindi quello di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali.
La Psicoterapia Cognitiva si caratterizza per i seguenti aspetti:
• è orientata allo scopo: paziente e terapeuta lavorano insieme per stabilire gli obiettivi di trattamento durante i primi incontri e periodicamente vengono verificati i progressi raggiunti;
• è collaborativa: paziente e terapeuta lavorano congiuntamente e attivamente;
• è pratica e concreta: lo scopo della terapia è la risoluzione dei problemi psicologici concreti; ad esempio lavoriamo sulla riduzione dei sintomi depressivi, sull'eliminazione degli attacchi di panico e dell'eventuale concomitante agorafobia;
• è a breve termine: la durata della terapia, quando ciò è possibile, varia di solito dai quattro ai dodici mesi con cadenza settimanale.
La CBT ha assunto il ruolo di trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia, così come attestano recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Resta intesa il fatto che, per quanto risulta essere un modello solido e scientificamente validato, non esiste "l'approccio perfetto per chiunque". Ogni persona troverà la terapia che meglio le si addice.
Buon pomeriggio.
Dott.ssa Ilaria Zambrini







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19 GIU 2015

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2 Risposte

Buongiorno Irene,
Rispetto a quanto già specificato dai colleghi aggiungerei che si tratta di una terapia strutturata, di breve durata, orientata al presente, volta a risolvere i problemi attuali ed infine volta a modificare i pensieri ed i comportamenti disfunzionali. Al suo interno sono presenti poi vari tipi di terapie come l' ACT, la DBT o la Schema theraphy che ampliano ed ovviano ai limiti presenti nella terapia standard. Direi che questo approccio rappresenta un ottimo punto di partenza, la differenza la fa ovviamente il terapeuta sia dal punto di vista professionale, ma soprattutto, da quello umano.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicologa - Brescia

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19 GIU 2015

Logo Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

20 Risposte

21 voti positivi

Cara Irene,
la terapia cognitivo comportamentale è una terapia che, soprattutto nei paesi di lingua inglese rappresenta la terapia d'elezione per molti disturbi (Ansia, Fobie, Attacchi di panico su tutti). Parte dal presupposto che vi sia una relazione di causa effetto circolare tra i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti e tenta di modificare uno o più di questi processi per renderli più funzionali e farci affrontare in modo più positivo la vita. Per fare ciò utilizza delle tecniche specifiche che si sono rivelate efficaci in moltissimi studi scientifici; tuttavia bisogna considerare che non si tratta mai di pacchetti da applicare meccanicamente; l'efficacia di una psicoterapia dipende da fattori specifici (le tecniche utilizzate in base all'orientamento teorico del clinico) e fattori aspecifici (caratteristiche del terapeuta, sesso, età, esperienza, qualità dell'alleanza terapeutica). Per questa ragione nessuna terapia può essere considerata efficace al 100% e nessun terapeuta è adatto a tutti i pazienti.
I colleghi sono stati molto bravi a presentarle degli esempi che le potessero dare un'idea dei meccanismi basilari su cui si interviene. Per qualsiasi dubbio resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Miceli

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19 GIU 2015

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25 Risposte

52 voti positivi

Gentile Irene,
la terapia cognitivo comportamentale è una forma di psicoterapia che nei paesi anglofoni rappresenta ormai la terapia d'elezione per moltissimi disturbi e che, anche in Italia, rappresenta uno degli approcci più usati. Parte dal presupposto di una relazione di causa effetto circolare tra i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti e utilizza delle tecniche specifiche che mirano a modificare questi processi per portarci ad affrontare in modo più soddisfacente la nostra realtà. E' una forma di terapia che vanta evidenze scientifiche molto forti e su alcuni disturbi (Ansia, Attacchi di panico, Fobie su tutti) viene universalmente riconosciuta come terapia efficace. E' tuttavia da considerare che non si tratta di pacchetti meccanici; la qualità di un intervento in ogni caso dipenderà da fattori specifici (le tecniche usate) e fattori aspecifici (qualità personali del terapeuta, esperienza, relazione clinico-paziente) per cui nessun tipo di terapia può essere considerato efficace al 100% e un po' di fortuna nell'incontrare un valido professionista con cui entrare in sintonia e stabilire un'ottima alleanza terapeutica non guasta!
In bocca al lupo.
Dott.ssa Valentina Miceli

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19 GIU 2015

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25 Risposte

52 voti positivi

Ascolta,personalmente la Terapia Cognitivo Comportamentale ha dei limiti enormi.Onestamente avendo visto tutto personalmente per mia esperienza noto un Abisso tra la Gestalt e la Psicosintesi con la Cognitiva.Non so che problema hai ma su un Ossessivo la Cognitiva non puo' funzionare almeno quella propota a Me.Te la strutturano ancora di piu' la cosa.Ti porto un esempio.Se hai uno stato d'ansia,loro ti portano a leggere l'incongruenza tra il tuo stato d'Animo e il.Momento che Stai vivendo: Come e' possibile?Entrano a gamba tesa e vogliono Correggerti.Loro positivizzano e vanno a lavorare,laddove ci sia anche una base transazionale,sul Tuo genitore Interno.A loro non interessa come mai hai un conflitto interiore perche' nel Dato che vivi e' incongruo.Come sistema io sinceramente lo schifo.Sembra una scuola Correttiva e secondo Me fa danni insieme alla Transazionale perxhe' lavorano sulle Emozioni come una Maestra fa con un Bambino.Non permettono alla Persona di elaborare nell'Inconscio cosa ci sta non hanno a cuore come mai torni a stati del Se antichi,a loro importa che tu sia congruo con gli eventi e lavorano sul dato conscio.Loro in modo"cognitivo" ti danno la spiegazione della contraddizione.Per me un buon Gestaltista con una clinica importante che abbia anche esperienza di Psicosintesi e' una scelta sensata.Almeno per Me.Me li sno studiate tutte e questa e' la mia Opinione.Aggiungo che molti psicologi sono degli asini sbagliando terapie o diagnosi.Io ho trovato pace entrando in una scuola di Gestalt e andando concretamente a vedere chi era capace e chi no e mi sono trovato il Medico da solo.Certo chi parla ha fatto un percorso di 4 anni e mezzo e oggi sa subito accorgersi di un Medico Inetto e incapace da uno Capace.L'inetto lo percepisci perche' sembra che dia i consigli del vicino;il capace immediatamente inquadra il conflitto e lavora sulle emozioni.Ci sono Ottimi psichiatri ne ho in mente Uno dai Costi insostenibili e bravissimi Psicologi ma occorre trovare soggetti che non abbiano conflitti interiori palpabili.Occorre verificare lo stato del Se del Medico perche' spesso capita davanti un Narcisista che si nasconde nella Tecnica.Te lo dico perche' una mia cara Amica Psicologa che usa la Cognitiva ha una Vita che definirla un Disastro e' dir poco.Lei non realizza che lascia gli Uomini perche' non sono mai abbastanza e questo soggetto ha dei clienti:).Cerca tecnici n equilibrio,che dicano cose sensate e non leggerli come il Verbo perche' sono Persone spesse volte purtroppo con Problemi.Io ho trovato difficolta' a trovare un Buon dentista e un Buon Psicoterapeuta ma con un po' di impegno ci sono.Cardiologi quanti ne vuoi..questo perche' occorre molta esperienza in questo lavoro e l'esperienza clinica molti non l'hanno mai appresa e si sno presi il Titolo formandosi con ore in qualche scuola o in qualche Centro iniziando a far studio in modo Goliardico.Verifica pubblicazioni,Scuole di Riferimento,contatta le Universita' contatta ex pazienti.Io ho fatto cosi' e alla fine ho incrociato chi dico Io ovvero una persona capace.Ci ho messo 2 mesi.Ti dico slo che mentre mi autopsicanalizzavo qui sopra,una Psicologa mi ha fatto i complimenti chiedendomi se ero uno Psichiatra sotto mentite spoglie(nn sto scherzando),un neurologo che mi ha detto che nn avevo alcun problema,un Altro della Cognitiva che voleva che conxludessi il percorso iniziato con il mio Terapeuta morto e infine un Gestaltista che in tre sedute mi ha rivoluzionato il modo di sentire e mi hs spiegato e ho condiviso in un nanosecondo il problema.Oddio io ho letto Pearls e sno molto motivato a chiudere con sto disagio e su di Me consapevolezza e qui ed ora hanno un forte impatto,cioe' va bene per Me questo modo di far psicanalisi.Su di me funziona.Se penso alle correzioni del Cognitivo io mi sparo.La mia e' un'opinione personale di un paziente che ha trascorso lo stesso tempo di un Medico per una specializzazione e che puo' tranquillamente dire che e' stata una Terapia Fallimentare.Su di Me.Forse su un altro funziona

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19 GIU 2015

marco

Cara Irene,

Nella terapia cognitivo-comportamentale si cerca di capire quali sono i pensieri e i comportamenti che aiutano a mantenere uno stato di disagio o costituiscono un ostacolo e, attraverso il lavoro, si cercano altri pensieri o comportamenti che siano più funzionali e utili.

Provo a farti un esempio concreto. Io la uso spesso con pazienti che tendono a smangiucchiare in maniera compulsiva a causa della fame nervosa. Capita spesso che queste persone mangino in risposta a situazioni che generano in loro sentimenti quali noia o rabbia, ossia sentimenti che non sanno gestire (quindi "ci mangiano sopra per non sentirli", è un po' come se il cibo prendesse il posto di quell'emozione). Io raccolgo un pochino la loro storia di vita per capire quali sono stati, nel tempo, i limiti che le hanno ostacolate e le risorse, che al contrario le hanno aiutate a raggiungere le proprie mete in maniera positiva. Questo serve a farmi un quadro generale e a capire come la persona sia arrivata fino ad oggi. Poi facciamo un quadro delle situazioni in cui mangia, cerchiamo di capire quando accade, quali pensieri si scatenino in quel momento (esempio: "Il capo mi ha gridato. Non valgo nulla. Mangio, tanto son buona solo a far quello!" e se si avvertano delle emozioni (rabbia, noia, tristezza...). Si lavora poi su di essi, perché ogni pensiero contiene, più nel profondo, un'idea di noi e degli altri che ci guda e ci fa mettere in atto certi comportamenti, più o meno utili.

Questo è un esempio, poi ovviamente le tecniche si applicano a seconda della persona e del disagio che presenta (mi trovo benissimo ad usarle anche per ansia e attacchi di panico, ad esempio)

Spero di averle schiarito un pochino le idee (e non confuse ulteriormente!). Se ha altre domande, siamo qui!

In bocca al lupo per il suo percorso!

Dott.ssa Alessia Romanazzi

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18 GIU 2015

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