Terapia ad orientamento lacaniano

Inviata da lucia1974 il 17 feb 2016 Terapia cognitivo-comportamentale

Dopo aver provato una psicoterapia con due diversi psicologi senza risultati, sto seguendo una psicoterapia da circa tre mesi e mezzo con un altro psicologo ad orientamento lacaniano con cui mi sono trovata subito bene. I sintomi che lamentavo cominciavano a migliorare, e complessivamente stavo meglio. Il punto è che adesso, da un paio di settimane, mi sembra che ci sia stata una battuta d'arresto, o forse peggio, che io stia tornando indietro, perchè i sintomi sembrano ritornare. Io mi sento in colpa nei confronti del mio terapeuta perchè penso di rappresentare un fallimento della terapia. Penso di essere troppo resistente alla cura, un caso senza speranza. So che dovrei parlarne con lui, ma questo non riesco proprio a dirlo, perchè lo stimo troppo.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta

Carissima Lucia,
sono un terapeuta ad indirizzo lacaniano.
Non devi preoccuparti per ciò che sta accadendo, non si tratta di fallimento ma piuttosto di qualcosa che torna...e va bene.
A volte accade in terapia di avvertire questo senso di retrocessione ma fa parte del percorso.
É però davvero importante che in seduta tu riesca a parlare di questo punto, di come ti senti e anche dei pensieri di non voler deludere il tuo terapeuta. Questo sarà importante per il tuo percorso.
Coraggio, non temere, si tratta di un momento particolare, sfruttalo.

A disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

375 Risposte

419 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Cara Lucia,
in merito a ciò che scrive mi sento di suggerirle che è di fondamentale importanza condividere anche questa "battuta di arresto" con il suo terapeuta. In realtà, è davvero possibile che, anche se si siano notati alcuni miglioramenti, si possano nuovamente ripresentare i sintomi iniziali o ,addirittura, manifestarne degli altri. Stia tranquilla, si confronti con il suo terapeuta e si accorgerà che il suo timore di mancargli di "rispetto" o di poter essere in qualche modo giudicata male, sia del tutto infondato.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gabriella Ruggeri (Messina)

Dott.ssa Gabriella Ruggeri Psicologo a Messina

59 Risposte

73 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Cara Lucia
la cosa interessante di cui tu parli è questo desiderio di "compiacere" il terapeuta e di non parlare con lui per la troppa stima.
Non dobbiamo mai dimenticarci che nella psicoterapia il Soggetto fondamentale è il paziente-cliente e la stessa motivazione alla cura deve essere per se stessi e non certo in funzione di una sorta di gratificazione del terapeuta.
Finche il paziente retribuisce il terapeuta, egli acquisisce il diritto di procedere con suoi tempi e modi e l'altro pensiero non dovrebbe sfiorarlo.
Purtroppo, invece, il suo stato emotivo, si produce molto spesso in terapia, anche a motivo di troppa soggezzione verso il terapeuta stesso che dovrebbe essere "usato" dal paziente per le sue esigenze.
Nel suo caso specifico sia il senso di soggezzione verso il terapeuta, sia il desiderio di non deluderlo, sia la grande stima che ha per lui, penso possano essere riferite ad un transfert in atto e pertanto come tali andrebbero trattate.
E' necessaria una aperta comunicazione col suo terapeuta su questi temi.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

3084 Risposte

6695 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Lucia,
ciò che lei ha segnalato accade spesso anche in psicoterapie ad indirizzo diverso da quello lacaniano magari perchè si entra in una fase successiva della terapia stessa in cui il paziente è chiamato a confrontarsi direttamente con certe sue difficoltà dietro richieste dirette o indirette di homeworks e ciò fa riacutizzare i suoi sintomi aumentando la possibilità del drop-out (abbandono della terapia).
Non si scoraggi e vada avanti con la terapia parlando di questa sua fase apparentemente negativa col terapista che non la vivrà come un fallimento della terapia nè dovrà lei deprimersi pensando di essere un caso senza speranza.
In realtà, in tre mesi e mezzo lei avrà fatto all'incirca una quindicina di sedute mentre una psicoterapia che si rispetti e che non sia una semplice consulenza ne richiede almeno una cinquantina.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

6488 Risposte

18147 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Terapia cognitivo-comportamentale

Vedere più psicologi specializzati in Terapia cognitivo-comportamentale

Altre domande su Terapia cognitivo-comportamentale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 19750 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 15300

psicologi

domande 19750

domande

Risposte 77300

Risposte