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Terapeuta violento?!

Inviata da Claudio Cucinotta il 14 ott 2012 Orientamento professionale

Salve,
Perché, a vostro parere, non riesco a stimare ed a fidarmi del mio terapeuta: forse perché tutti quelli a cui ho voluto bene, mi hanno, in qualche maniera, deluso ed arrecato sofferenze?! Nutro verso il mio terapeuta un affetto filiale, gli voglio bene (sentimento transferale)
Sapete, sono finanche arrivato a pensare che, il mio terapeuta, è un violento e, quindi, a temerlo; dato che, io, da infante, ho vissuto il bullismo.
Il mio pensiero è sorto da un racconto che, il terapeuta, ha esposto durante l'ultima seduta di gruppo-analisi.
Il terapeuta ha, infatti, raccontato che, quando aveva circa trent'anni, ha preso per la camicia un individuo, il quale, anelando al suo posto di tirocinante in ospedale, l'ha minacciato (al terapeuta) di tagliargli i coglioni.
Un'altra volta, allorquando il terapeuta vinse il concorso all'ospedale psichiatrico, un collega, che aveva perso tale concorso, lo vessava (al terapeuta) ed aveva finanche fatto un ricorso ai suoi danni. Ad un tratto, il mio terapeuta, esasperato, ha detto a questo collega che, se non l'avesse fatta finita, gli avrebbe dato un sacco di botte.
Secondo voi, prendendo in esame gli episodi di cui sopra, che, stando al racconto del terapeuta, sono stati questi unici due nell'arco della sua esistenza; il mio terapeuta potrebbe essere ritenuto un violento, un soggetto incapace di controllare la rabbia?! Oppure trattasi, più semplicemente, di qualcuno che difende i suoi propri diritti?!
Però, allorquando io, ho reagito nervosamente nei suoi riguardi, lui è stato signorile, impassibile.
Che devo pensare?!
Dovrei avere paura di lui?!
Per piacere, mi fornite qualche spiegazione?
Scusate il disturbo
Grazie

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Gentile Claudio, la invito a rileggere la sua richiesta con attenzione.
Lei sta sottoponendo il suo terpaeuta al giudizio di altri terapeuti e fondamentalmente chiede se può essere considerato un violento e se lei stesso dovrebbe o meno aver paura di lui.
Mi chiedo cosa la sua richiesta rappresenti in realtà, quello che leggo è una profonda insicurezza sia sulle sue percezioni che sull'adeguatezza dei suoi sentimenti per i quali chiede un giudizio ed un supporto esterno. Credo che il supporto che cerca dovrebbe cercarlo all'interno della sua terpaia dal suo terapeuta. Concordo con lei quando attribuisce un movimento transferale ai suoi sentimenti, anche se per ciò che riguarda la violenza e la paura continuerei ad interrogarmi sulla sua relazione con le figure genioriali che lei tende a difendere sposatndo il focus sui suoi vecchi compagni e le loro azioni di bullismo.
Concordo con i miei colleghi che la cosa migliore da fare è portare tutto questo in terapia e porre la questione al suo terapeuta.
Cordiali saluti
Dott. Luca Altieri

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Gentile Claudio,
io penso che l'alleanza terapeutica sia fondamentale per la buona riuscita di una psicoterapia.
Penso che qualsiasi dubbio in merito anche all'immagine che si ha del proprio psicologo, debba essere comunicato e condiviso con lui/lei, altrimenti il rapporto si inquinerebbe e perderebbe l'autenticità di cui necessita.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Gentile Claudio,
se non sbaglio il suo nome compare in un altro messaggio inviato al servizio "Lo psicologo risponde" di questo sito: sembrano emergere varie problematiche nel rapporto con il suo terapeuta, che però possono trovare significato e anzi essere utili al rapporto terapeutico, proprio nel caso in cui lei riesca ad esplicitarle al suo psicoterapeuta. Le consiglio quindi di provare a far entrare questo aspetto nella sua stanza di terapia, per provare a capire meglio insieme l'origine di queste proiezioni di aggressività; sicuramente questo vi aiuterà anche a gestire la vostra relazione in maniera più completa. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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