Temo che la mia depressione abbia un nome e un cognome

Inviata da S. · 1 set 2016 Disturbi della personalità

Circa 4 anni fa ho deciso di lasciare la persona che amo tuttora alla follia, in quanto provavo una paura tale da avere i sentimenti annebbiati. Ci stavamo iniziando a frequentare e lui faceva grandi progetti con me: diceva che avrebbe voluto che i nostri figli avessero i miei occhi ed i suoi capelli, spesso mi parlava delle nostre future domeniche mattina, dei gerani rossi che avremmo messo al davanzale, mi scriveva poesie meravigliose, e via dicendo. Io mi sentivo una principessa, ero al settimo cielo. Ma la persona in questione, di fronte al mio volerci andare piano, spesso reagiva in maniera inconsulta, e quando gli dicevo che la nostra frequentazione era comunque ancora agli inizi lui mi diceva che senza di me non sarebbe riuscito a vivere, che se lo avessi lasciato si sarebbe ucciso, e varie volte ha avanzato vere e proprie minacce di suicidio conclamate, ed anche tentate - cercando di impiccarsi con una corda che aveva apposta comprato in ferramenta il giorno stesso. Solo recentemente ho scoperto che soffre di disturbo borderline certificato. In ogni caso, sin dal mese successivo iniziai ad accusare DAP per 6 mesi circa, poi rientrato spontaneamente. Non potevo permettermi uno psicologo. Sempre nello stesso periodo, ho iniziato ad entrare in un turbine depressivo che, a poco a poco, mi ha portato via qualunque passione. Non scrivo più e non solo perché non ne ho voglia, ma proprio perché per il mio cervello è diventato difficile mettere insieme parole. Non leggo più perché non sono in grado di mantenere il filo, stessa cosa per i film. Ma il problema più grande è che ho spesso crisi di pianto incontrollate anche durante situazioni non consone, ad es. durante uscite con amici o durante lezioni universitarie. Proprio la sera del 15 di agosto ero sulla spiaggia con il mio attuale compagno ed alcuni suoi amici a guardare i fuochi, e mi sono dovuta allontanare per piangere. Ho la sensazione che qualcosa mi stia logorando dentro, penso sempre all'altro, e la cosa è reciproca, tant'è che nell'ultimo anno abbiamo ripreso i contatti e siamo diventati amanti clandestini. L'amore della mia vita è lui, lo so. Ma non riesco a lasciare il mio compagno. Ho fatto ricerche online e ho paura di avere problemi con l'abbandono, o carenze affettive risalenti all'infanzia. Ma io non amo il mio compagno né ne sono mai stata innamorata. Alla sera penso all'altro prima di dormire. Non giudicatemi, vorrei solo stare bene e non riesco ad agire. Perché?

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Miglior risposta 2 SET 2016

Buongiorno gentile S.,
vede, purtroppo questa non è la sede adatta per stabilire se Lei ha carenze affettive risalenti all'infanzia ed in ogni caso il suo stato dell'umore la porta a vivere con molta sofferenza le sue relazioni e con se stessa. Ci dice che non si è potuta permettere uno psicologo, è al corrente che si può rivolgere presso la sua ASL territoriale e richiedere un percorso di psicoterapia? Inoltre, può anche rivolgersi al centro di ascolto psicologico giovanile presso la sua facoltà. In questo portale di psicologia siamo in molti a offrire colloqui, sedute e percorsi con agevolazioni economiche e primi incontri gratuiti anche per studenti universitari. Le possibilità per entrare in contatto con l'offerta di aiuto professionale ci sono, sta a Lei decidere se è giunto il momento di occuparsi seriamente del suo stato pervasivo di grande sofferenza, a quel punto, un investimento sul suo benessere psichico non ha prezzo. Prezzo ne ha il suo patimento.
Spero di averle fornito spunti di riflessione.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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5 SET 2016

Gentile S.,
stride la contraddizione tra la sua dichiarazione di "volerci andare piano" e il suo dire di "amare tuttora alla follia" questa persona affetta da disturbo borderline mentre contemporaneamente sta con un'altra persona che non ama ma forse le dà più sicurezza.
Siccome però anche lei è passata da una fase di DAP ad una fase depressiva ed è in crisi tra queste due relazioni sentimentali che in qualche modo sta portando avanti con stress e confusione, è proprio necessario che intraprenda un serio percorso di psicoterapia.
Se non può permettersi una terapia privatamente cerchi almeno di rivolgersi all'ASL pagando solo il ticket.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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5 SET 2016

Carissima,
non è strano che una persona con disturbi emotivi cerchi come compagno un "collega" di disturbo.
In questo momento sei depressa, e tutto quelli che descrivi concorda con l'attuale diagnosi, ed hai tutta la mia comprensione in quanto è un'esperienza terribile.
Ma la depressione, come la febbre, è solo un sintomo di un tuo modo di pensare inadeguato alla realtà, che non so qual è e solo una psicoterapia potrebbe individuare a modificare.
Ti consiglierei di rivolgerti ad un Centro di Salute Mentale, dove fanno anche psicoterapia gratuita in quanto struttura pubblica.
Anche se non e' il massimo, meglio che restare senza nessun aiuto.
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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5 SET 2016

Salve,
credo sia importante che lei faccia il punto della situazione insieme ad un professionista. È importante capire come dal dap siamo passati ai vissuti depressivi, come ha saputo che il suo ex é affetto da bpd, come procede la relazione e soprattutto la comunicazione con lui, nonché col suo attuale compagno. Quest'ultimo é sicuramente un i ingranaggio della sua infelicità, foriero di insoddisfazione e senso di colpa.
È giunto il momento di fare ordine!
Si rivolga presso la sua Asl e inizi una terapia: questo l'aiuterà a capire da dove iniziare.
Saluti e mi tenga aggiornata.

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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3 SET 2016

Gentile S.,
a volte questi stati d'animo e momenti di sofferenza sono una reazione a qualcosa che ci fa stare male e a cui non riusciamo a trovare una soluzione: potrebbe essere forse che questa sofferenza derivi proprio dal voler riprendere i contatti col suo ex ragazzo, ma allo stesso tempo non riuscire a lasciare il suo compagno? Se è cosí, solo agire facendo qualcosa di diverso, cambierá la situazione e forse anche il suo stato d'animo. Una prima azione che potrebbe intraprendere, potrebbe proprio essere quella di dedicarsi al suo ex, a cui sembra tenere ancora molto e cercare di far funzionare le cose con lui, nonostante i problemi e ostacoli che potrete affrontare a causa dei suoi problemi.
Rifletta anche su questa domanda: come mai le risulta cosí difficile lasciare il suo compagno, cosa succederebbe di brutto se lo lasciasse? La risposta a questa domanda puó essere una ragione per cui le riesce cosí difficile agire. le risposte a questa domanda possono essere molteplici, ad esempio: "perché tornando col mio ex non ho la garanzia che le cose con lui funzionino" (in tal caso il problema è l'insicurezza sulla relazione e si dovrá lavorare su quella), oppure un'altra risposta potrebbe essere: "perché questo compagno mi dá una stabilitá che non ho con l'ex" (in tal caso si lavorerá sul bisogno di stabilitá), oppure un'altra risposta potrebbe essere "perché lasciando il mio compagno mi sentirei sola" (e in tal caso il lavoro da fare è sulla solitudine).
Non è possibile stabilire solo da queste poche righe se il problema sia la paura dell'abbandono o le carenze affettive. Le suggerisco di parlare della sua situazione con uno/a psicologo/a della sua zona. Come le diceva anche la dott.ssa Mostacci, ci sono tante opportunitá di ricevere sostegno psicologico a prezzi agevolati. Se è studentessa universitaria, potrebbe essere particolarmente indicato il servizio di assistenza e consulenza psicologica del suo ateneo, che di solito è gratuito.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Sustinente (MN) e Padova

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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1 SET 2016

gentile s.
lei mi sembra scissa da sentimenti e situazioni contrastanti. E' certa che non si possa far nulla per rendere il suo ex, meno problematico?
Ha mai provato a consultare uno psicologo psicoterapeuta per migliorare la comunicazione? Da essa dipende la qualità della relazione e può capire perciò come sia importante.
Può migliorare la relazione anche andando da sola dallo psicologo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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