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Tagliare i ponti con i propri genitori

Inviata da Ciro il 21 gen 2020 Terapia familiare

Buongiorno, sono un ragazzo qualunque di 23 anni e sto attraversando un periodo piuttosto burrascoso e complicato con la mia famiglia. Il problema principale è dettato dalle enormi differenze che i miei genitori (Coi quali abito ancora, purtroppo) creano tra me e mio fratello di diciannove anni.
Queste differenze hanno origini piuttosto "antiche", sin da quando ero ragazzino ogni mia "conquista" doveva essere concessa di default anche a mio fratello (Esempio: io riuscivo a comprarmi un cellulare? Lui doveva averlo il giorno seguente. Mi compravo un computer? Stessa cosa), solo che finchè si limitavano a banali oggetti poteva pure starmi bene. Di recente però la situazione è cambiata: essendo disoccupato, avevo chiesto ai miei genitori un contributo economico parziale per permettermi un corso professionalizzante che mi avrebbe poi aiutato a trovare lavoro, ma la sola idea di spendere soldi per un corso privato ha inorridito i miei e mi ha fatto ricevere un no secco come risposta.
Di contro, invece, mio fratello ha deciso di frequentare un'università per la quale non è minimamente portato (E che matematicamente lo porterà ad essere fuoricorso nel giro di un anno) col pieno supporto, economico e non, da parte dei miei genitori, che sono ben contenti di sborsare il triplo della cifra che avrebbero dovuto spendere per me per quello che ormai è palese essere il loro figliolo prediletto.
Ora, io sto seriamente considerando di tagliare i ponti con tutti e in maniera brutale, una volta uscito di casa.
Il che comporterebbe un non dire loro dove mi trasferirò, non informarli su come mi vadano le cose, non invitarli ad un eventuale matrimonio e neppure far conoscere loro eventuali nipoti.
E questo non per gelosia o che altro, ma perchè semplicemente non accetto di essere costretto a trattare i miei genitori come tali se poi io per loro sono il figlio di scarto, quello che non dà loro motivi per essere orgogliosi e che, in ultima battuta, non merita alcunchè da parte loro.
Mi sta venendo detto da più parti che sia sbagliato e impossibile non avere più a che fare con la propria famiglia d'origine, quindi mi domando: sono motivazioni valide, quelle appena esposte, per non avere più a che fare nè coi miei genitori nè con mio fratello?

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Salve, il consiglio è un confronto diretto. Senta le loro ragioni, solo poi potrà prendere una decisione. Resto a disposizione. Dott.ssa Masserdotti Giulia

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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Gentile Ciro,
a mio parere, le motivazioni che ha esposto non sono valide per tagliare in maniera brutale, come dice lei, i ponti con i suoi familiari.
Ciò per due motivi : 1) perchè sarebbe una operazione dolorosa in quanto è come perdere una parte del proprio Sè; 2) perchè sarebbe una operazione dettata sostanzialmente dalla rabbia e da una scelta di chiusura, incomprensione e mancanza di dialogo, tutte cose che denotano anche deficit di competenze sociali.
Pertanto, il suggerimento è quello di giovarsi di un sostegno psicologico per elaborare la rabbia ed apprendere modalità relazionali più funzionali sia in ambito familiare che extra-familiare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Caro Ciro, comprendo la tua rabbia. Ma, come suggeriscono i Colleghi, ti invito prima a dialogare apertamente con i tuoi. Niente è per sempre. Tagliare ogni contatto rischia di far soffrire più te che loro. E poi a che servirebbe, sinceramente? Fatti aiutare a rielaborare il vissuto e sciogliere la rabbia da una/o di noi.
Un caro saluto
LT

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buongiorno, la situazione che descrive è piuttosto complessa e, posso solo immaginare, fonte di tanta sofferenza e delusione da parte sua. Tuttavia, mi verrebbe da suggerirle, prima di tagliare i ponti, di provare a parlare con i suoi genitori in maniera schietta e diretta. Racconti loro, come ha fatto nella sua lettera, quanto si sente deluso e amareggiato, ad esempio per non aver ottenuto un supporto economico per il suo corso; chieda le motivazioni e il loro punto di vista, spieghi le proprie. Solo attraverso un dialogo aperto è possibile affrontare le divergenze e i problemi. Inoltre è affrancandosi emotivamente dalle figure genitoriali (ovviamente non abbandonandole) ma divenendo autonomi nelle proprie decisioni e percezioni di se' che si può crescere veramente e maturare.
Mi auguro di esserle stata utile. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.

Dottoressa Romano Morena Psicologo a Forlì

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Caro Ciro, ti sento molto arrabbiato con i tuoi genitori. Ciascuno è libero di scegliere chi tenere accanto nella propria vita e chi no ma le scelte fatte mosse dalla rabbia, possono non far prendere in considerazione tutte le cose importanti che servono per decidere. In altre parole, fai le tue scelte purché siano ponderate.
Ti suggerisco di contattare il servizio pubblico della tua città e prendere contatto con un professionista psicologo che possa aiutarti a orientarti nelle scelte che vuoi fare. Un caro saluto, Luisa Fossati

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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Carissimo Ciro,
Leggo dietro queste parole tristezza, rabbia, ingiustizie, voglia di rivalsa che trovo più che comprensibile. Quello che invito a fare è farsi aiutare da un professionista per affrontare la questione in maniera più funzionale. Si può decidere di interrompere i rapporti e chiudere ogni ponte, ma non se prima non c'è stato un confronto diretto che può servire a lei in primis per liberarsi di un peso. Ci rifletta.
Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti o un incontro.
Saluti.

Dott.ssa Di Fiore Psicologo a Roma

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