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Suoceri: rapporto deteriorato ma il suocero si ammala

Inviata da Michela Miraglia il 2 ago 2019

Buongiorno

Quest'anno ho seguito un percorso con una psicologa per un momento di crisi. Sono sempre stata una persona che ha cercato di essere come gli altri immaginavo mi volessero. Brava figliola, brava studentessa, brava ragazza, mogliettina anni 50 etc.
Finché oggi a 42 anni e due figli di 10 e 7 anni ho scoperto che sbagliavo totalmente strada. Per tutti i 18 anni di matrimonio con mio marito non abbiamo mai avuto conflitti sulle scelte professionali o sulla gestione del menage familiare anche se a volte mi sentivo soffocare e non capivo perché Cosi come non abbiamo mai affrontato il tema suocera. Venendo io da una famiglia con un padre violento e una madre succube, abbiamo lasciato ai miei il ruolo di cattivi e ai suoi il ruolo di buoni. Quando perciò mia suocera diventava invadente in maniera pesante, mio marito obiettava che era per amore e che bisognava capire la loro mentalità (sono di origine siciliana con un'idea di famiglia allargata, nonni genitori, figli tutti un'unica famiglia). Succedeva che io non affrontassi in maniera assertiva la situazione e lasciassi correre, salvo poi ciclicamente esplodere. Non parliamo poi da quando ci sono i bambini. E' stato un'altalenarsi di strappi e ricucite o meglio di abbassare la testa e tornare sui miei passi) Non sono una mamma che impone mille regole a chi mi aiuta con i bambini , sono cresciuta tanto con mia nonna e so che i rapporti sono diversi, ma davanti ad alcune preoccupazioni penso di avere diritto a dare indicazioni (l'ultimo even o che ha scatenato il putiferio seguente è stato che mio figlio maggiore era in sovrappeso e avevo chiesto un controllo sull'alimentazione mentre i bambini passavano da loro qualche settimana in estate, soprattutto considerando che anche in questo sono molto "siciliani", buone forchette e molto abbondanti, ma la risposta è stata un aumento di peso di 4 kg di mio figlio e la risposta a mio marito "noi siamo i nonni") Il percorso con la psicologa mi ha insegnato a non considerare sbagliate le mie sensazioni e a cominciare a fare valere anche la mia posizione. Così dopo questo ennesimo litigio con i miei suoceri che mi hanno duramente attaccato ma senza rivolgersi a me (io ero nella stanza ma loro parlavano di me a mio marito) e dopo che lui non ha aperto bocca, ho deciso che era arrivata l'ora di chiudere i rapporti. E' uno strappo pesante perché arrivo da loro li saluto per educazione ma non partecipo alle chiacchiere (in cui comunque non vengo coinvolta) e sempre più spesso lascio che mio marito vada da solo con i bambini. Mi sento libera e sto bene ma mio marito no. E dice che sente montare una rabbia che non si conosceva (forse perché per una volta faccio come fa stare bene me?) In più la sorte ha voluto che a mio suocero sia stato diagnosticato un terribile tumore polmonare e la diagnosi è terribile.. Io ci provo a restare fuori dal circolo vizioso senso di colpa - ritorno sui miei passi ma è difficile essere sereni accanto ad un uomo che ti trasmette la sua rabbia e la sua tensione. Che atteggiamento è più indicato tenere? E' corretto che io rimanga in disparte o dovrei ammorbidire il mio comportamento? Preciso che scendiamo una volta al mese abitando a 300 km (negli ulitmi anni, prima abitavamo a 3 km e le frequentazioni erano ovviamente più assidue) e in queste occasioni al pranzo domenicale sono comunque presente ma evito di andare in altri momenti della giornata anche se non impedisco a lui o ai bambini di farlo, così come a volte se li deve accompagnare per fermarsi qualche volta dai nonni lascio che vada da solo) Devo riconsiderare la mia posizione per via della malattia di mio suocero?
Grazie per la risposta.

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Gentile Michela,
la situazione è complessa soprattutto per le dinamiche tra lei e suo marito, che si stanno modificando in modo, a mio parere, rischioso per il vostro equilibrio di coppia e di famiglia. La cosa più ragionevole da fare è tornare dalla psicologa che l'ha già aiutata e che conosce la situazione, e portarle questi nuovi aspetti su cui lavorare insieme.
Molti auguri

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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