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stress lavoro

Inviata da maria il 22 nov 2012 Stress

Salve, sono Maria.
Scrivo per ricevere qualche consiglio se possibile.
Sono attualmente in malattia perchè, visto lo stress accumulato, stavo per prendere la decisione estrema di licenziarmi da un lavoro ben retribuito e a tempo indeterminato.
Sono una persona molto ansiosa e sono vice responsabile in un negozio. Il tipo di organizzazione dell'azienda impone uno stile piuttosto pesante, pretenzioso e con severe ammonizioni anche solo verbali, in caso di errore. Io sono arrivata a non riuscire più ad accettare questo sistema. Ogni giorno è pieno di ansia, tachicardia, tremori, mal di stomaco, malumore, insonnia, scontrosità con i miei cari.
Il medico di base mi ha dato un mese di malattia con diagnosi: depressione e attacchi di panico.
Il medico fiscale pensava fosse un tempo esagerato e voleva ridurre il periodo anche se poi lo ha confermato davanti ad una mia reazione di terrore.
Una seduta da un medico specialista mi ha prescritto xanax e degli integratori dandomi appuntamento allo scadere della malattia anche se io avrei preferito essere seguita per un aiuto più concreto.
Il periodo di malattia è iniziato lunedì, quindi da 5 giorni durante i quali non riesco comunque ad avere pace, sono continuamente agitata, ogni telefonata o contatti dal lavoro mi agitano, mi sento in colpa per essermi messa in malattia tanto da pensare di rientrare prima. Non so come reagire a questa situazione. Cosa devo fare?
Vi ringrazio anticipatamente

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Gentile Maria,
dalla sua lettera comprendo che in questo periodo si sente agitata, ansiosa e spesso le capita di avvertire anche cambiamenti fisiologici.
Generalmente, nonostante i medici di base siano ottimi professionisti, quando si parla di disturbi psicologici io consiglio sempre di rivolgersi ad uno psichiatra per la prescrizione farmacologica. Contemporameamente potrebbe rivolgersi ad uno psicologo-psicoterapeuta per comprendere la natura del suo malessere e analizzare le varie situazioni in cui avverte di star male, connessa ai pensieri ed emozioni collegate. E' un comportamento normale, il fatto che in questo momento non vuole andare al lavoro, in quanto quando ci troviamo di fronte a situazione problematiche o che destano la paura, la normale reazione è quella di fuggire o di evitare ciò che ci fa aumentare l'ansia. Questo comportamento potrebbe andar bene nel breve periodo ( l'ansia a casa è meno anche se si sente comunque agitata) ma nel lungo perido potrebbe effettivamente farle pensare di lasciare un lavoro che ha amato e su cui ha investito tanto. Un sostegno psicologico unito ad un sostegno farmacoterapeutico potrebbe essere la soluzione più idonea.

In bocca al lupo.

Psicologa - Psicoterapeuta e Grafologa Roma Psicologo a Roma

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Gentile Maria,
l'ansia che prova sembra aver invaso la sua vita al di là dell'ambito lavorativo, rendendole insostenibile la situazione; sicuramente i farmaci sono un buon aiuto per tenere a bada il sintomo, ma credo sia necessario andare più in profondità e capire quali siano i motivi e le dinamiche che le scatenano ansia e terrore. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicoterapeutico, che ritengo sia la migliore soluzione per aiutarla a ritrovare un sufficiente livello di serenità tale da riprendere la sua vita in maniera meno ansiogena. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Gentile Maria, quando una persona accumula così tanta tensione e stress al lavoro, c'è senz'altro un problema organizzativo che riguarda non solo lei che si definisce ansiosa, ma anche le relazioni con i suoi collaboratori, capi... Non è che si tratta di mobbing? A volte capitano eventi per aiutarci a vedere dove siamo, che facciamo e cosa desideriamo veramente; utilizzi al meglio questo periodo di malattia e affianchi alla terapia farmacologica una psicoterapia che la aiuterà a focalizzare meglio i passi da compiere e la natura effettiva dei suoi disturbi. Se ritiene si possa trattare di mobbing, per esperienza le consiglio di iniziare subito a scopo cautelativo un percorso presso lo Spisal della sua ULSS per far accertare il suo stato di salute, senta pure un sindacalista.
La saluto e in bocca la lupo! dott.ssa Maria Giardini -Studio di psicodramma di Padova

Studio Di Psicodramma Psicologo a Padova

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Buongiorno gentile Maria,
lo stato di allarme in cui si trova vuole il tempo di cura che le è stato prescritto. Non si opponga a quello che le è stato concesso con ulteriori stati di agitazione che possono solo sfiancarla ancora di più, si rivolga ad uno psicologo psicoterapeuta de visu per intraprendere immediatamente un sostegno psicologico ora che può con calma occuparsi di se stessa. lasci, inoltre, il tempo alla cura farmacologica di fare effetto e vedrà che piano piano si sentirà meglio per poter prendere eventuali decisioni e comunque fare chiarezza dentro di lei. Tutto ciò è necessario per la sua condizione.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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Cara Maria,
lei sta attraversando una fase molto molto acuta di stress e tutti i sintomi che presenta sono la manifestazione di un profondo disagio che ha vissuto e che vive. Avendo un ruolo di responsabilità, si è sentita di dover sempre fare bene e di più e questo col tempo ha finito per stancarla sia fisicamente che psicologicamente. In questo momento deve pensare a se stessa, quindi benissimo il periodo di malattia e assolutamente no a rientrare prima a lavoro.
Cerchi di entrare in contatto col lavoro (email, telefonate..) il meno possibile, cerchi di non svolgere attività che la affaticano, si faccia aiutare dalla sua famiglia e cerchi di effettuare esercizi di rilassamento e antistress.
Alla terapia farmacologica, le consiglio fortemente di affiancare anche una terapia psicologica: si rivolga ad uno psicologo della sua zona per intraprendere una terapia psicologica e per essere seguita sia in questo difficile periodo sia quando tornerà a lavoro.
Se è di Roma, può rivolgersi al mio studio, altrimenti si avvalga di questa guida per cercare uno specialista nella sua zona.
Forza Maria!
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Gentile Maria. La situazione di grande difficoltà che sta vivendo necessità di un sostegno terapeutico oltre che farmacologico da iniziare ora che è in malattia per poter riprendere il lavoro un po' meno carica di ansia e di terrore, una terapia da continuare anche successivamente. Sarebbe importante indagare l'origine di questa ansia acutizzata con il lavoro e con le responsabilità di cui lei si deve fare carico giornalmente. Cordialmente. dr.ssa Romanò

Centro Di Psicoterapia Dr.ssa Elisabetta Romanò Psicologo a Novate Milanese

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Buongiorno Maria, la sua e ' una fase acuta di distress causata come dice lei stessa dalle condizioni di lavoro basate sul "compito" e sul rendimento a discapito della relazione umana e affettiva, le consiglio di fare un percorso di antistress per capire cosa e' possibile cambiare nel suo stile di vita e come cambiarlo senza creare reazioni a catena... un lavoro anche diretto sul corpo ( massaggi rilassanti, allentamento della respirazione, etc) che sciolga direttamente le sensazioni molto negative che vive in questo momento le giovera' certamente.... cordiali saluti Dott.ssa Rosa Michela Scuto

Dott.ssa Rosa Michela Scuto Psicologo a Pontedera

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Gentile Maria, capisco il suo stato d'animo e le sono vicina. Sono d'accordo con lei che, per quanto un periodo di stacco dal lavoro possa esserle utile in questo momento di stress acuto, il problema alla base rimane. Io affiancherei alla terapia farmacologica un trattamento psicoterapeutico, da iniziare in questo periodo e continuare per qualche mese. Le consiglio un trattamento cognitivo comportamentale, che di solito è più contenuto nei tempi, quindi meno oneroso, orientato alla soluzione del problema, centrato sui sintomi, ed ha provata efficacia terapeutica. Le auguro di poter risolvere la sua attuale difficoltà, in bocca al lupo per tutto
Dott.ssa Valeria Blarzino - Cesenatico (FC)

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Gentile signora Maria,
la diagnosi di "depressione ed attacchi di panico" necessita di uno specifico intervento terapeutico risolutivo ancorché farmacologico non di ...consigli. L'intervento terapeutico previo capire il tipo di depressione e inquadrare diagnosticamente gli attacchi di panico, lo fa lo psicoterapeuta. Se invece è dimostrabile che la malattia sia conseguenza del tipo di lavoro allora si rientra nella legge dello stress-lavoro-correlato e il riferimento è il medico competente. In tali frangenti più che consigli spiccioli via email è anche preferirbile adire al lo psicologo legale.
dr Paolo Zucconi psicoterapeuta comportamehtale e psicologo legale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Cara Maria, il suo corpo le sta chiedendo, supplicando, di prendersi il suo tempo. La situazione psicologica che descrive è quella di una persona che "ha tirato la corda" troppo a lungo, provando disperatamente a sopportare un sistema che non le appartiene, ignorando e ricacciando nell'oblio qualsiasi vocina interiore. Perchè ha esitato così tanto? Certi segnali, sentori, malesseri, se sottovalutati, sono come boomerang ...e finiscono per ritornarci addosso con una forza maggiore. Purtroppo l'esigenza di non perdere un lavoro, specialmente in questo periodo, favorisce di gran lunga questa indisponibilità all'ascolto soggettivo, ma l'attacco di panico è tutto il suo corpo e la sua psiche che gridano insieme, scossi da un terremoto di emozioni che non hanno avuto modo di essere ascoltate. L'intervento farmacologico, a questo livello di stress diventa necessario, ma converrebbe che fosse affiancato da un supporto psicoterapeutico. le consiglio di trovare uno spazio adeguato di ascolto e supporto, informandosi sui nominativi dei professionisti presenti nella sua città, utilizzando magari questo stesso portale. Coraggio e tanti cari auguri. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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gentile Maria,
sicuramente in una situazione "acuta" come la sua le gioverebbe effettuare dei colloqui di sostegno per contenere l'ansia e l'angoscia che la affliggono, perché non prova alla asl di appartenenza? lì spesso fanno anche dei gruppi con altri pazienti che condividono le sue stesse difficoltà e mi creda, nella nostra moderna società le problematiche come la sua sono numerose e in costante aumento. In alternativa può cercare un terapeuta privato.
In bocca al lupo
Dr.ssa Scipioni, roma

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