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Strascichi di attacchi di panico

Inviata da Rossella il 20 dic 2013 Attacchi di panico

Salve. Fino a un annetto fa ho sofferto di disturbo da attacchi di panico. Ne sono venuta fuori con una terapia farmacologica (Cipralex e Xanax) e con un sostegno psicologico. Nonostante non abbia ormai da un bel po' di tempo un attacco di panico ho comunque ancora dei problemi. Fatico a prendere mezzi pubblici da sola, ho sempre il timore di avere un infarto, mi capita di non farcela ad uscire di casa, ho continue preoccupazioni sul mio stato di salute. Vorrei potermi liberare anche di questi ultimi problemini e mi chiedevo...per superarli devo riprendere la terapia farmacologica?

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Gentile signora Rossella,
attacchi di panico possono fare rifrerimento a diversi quadri diagnostici che vanno trattati in maniera diversa a seconda delle diagnosi e eventuali comorbilità, soprattutto in psicoterapia. L'offerta psicofarmacologica non tiene conto molto delle specificità diagnostiche infatti gli psicofarmaci della categoria degli antidepressivi cura ad ampio spettro varie patologie di cui anche qulle che si manifestano sintomatologicamente come attacchi di panico.
Infine ci sono orientamenti come ad esempio quello cognitivo comportamentale che cura senza bisogno di farmaci e in alternativa interventi psicofarmacologici da soli o con supporto spicoterapico o psicologico
dr paolo zucconbi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Salve Rossella, anche se il mio parere è basato sui pochi elementi che ha fornito, concordo con i miei colleghi nel dire che il disturbo è attenuato ma non risolto. Le consiglio di riprendere la terapia farmacologica e la psicoterapia. La terapia farmacologica deve essere mirata alla risoluzione totale del sintomo in modo che lei durante il trattamento possa concentrarsi esclusivamente sulla psicoterapia che deve essere mirata ad affrontare le sue specifiche fobie (consiglio un approccio cognitivo-comportamentale). Non deve interrompere il trattamento quando le sembra di stare meglio ma solo quando le fobie e i sintomi associati sono completamente scomparsi.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Se volesse chiedere ulteriori informazioni non esiti a contattarmi.
Saluti
Dr. Francesca Figliozzi

Neuro-Psicologia, Dott.ssa Francesca Figliozzi Psicologo a Oristano

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Grazie a tutti voi per le risposte. Mi siete stati di grande aiuto e soprattutto di supporto. Credo che proverò a ricominciare con un sostegno psicologico magari con un nuovo terapeuta sperando di poter eliminare anche questi ultimi problemi. Grazie ancora a tutti voi e auguri di buon natale!

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Ringrazio tutti voi per le risposte. Mi siete stati davvero d'aiuto e soprattutto di conforto. Prenderò in considerazione l'idea di riprendere con un sostegno psicologico magari con un nuovo terapeuta sperando di poter eliminare anche questi ultimi problemi. Grazie ancora a tutti voi e auguri di buon natale!

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Premesso che vorrei conoscere meglio la sua storia clinica per poter essere più preciso, ciò che le sta accadendo è verosimilmente lo strascico del disturbo che ha curato con successo, tanto che non si è più ripresentato, le suggerirei di continuare a trattare questa coda di ansia anticipatoria, che le rende difficile affrontare, serenamente, ciò che un tempo, suppongo, innescasse il panico. In risposta ai farmaci, potrebbe riuscirci anche senza, a patto che segua una psicoterapia adeguata, cioè orientata alle sue fobie.
Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste!
Dr. Cristian Sardelli

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salve Rossella il farmaco le serviva in passato per attenuare la sintomatologia ovvero il suo malessere fisico mentre in questo momento mi sembra di capire che le sue difficoltà siano puramente di tipo psicologico. Le consiglio di valutare la possibilità di approfondire gli aspetti che la turbano con un nuovo percorso terapeutico.
Resto a sua disposizione
Dott.ssa Ragosta

Dott.ssa Manuela Ragosta Psicologo a Marcianise

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Buongiorno Rossella,
purtroppo la terapia farmacologica non è una cura definitiva, allevia il sintomo finché non si elimina nuovamente il farmaco, ma la causa di cosa determina il suo disagio non viene esplorata e pertanto elaborata. Può accompagnare alla cura farmacologica un nuovo percorso terapeutico e lavorare anche per una remissione graduale del farmaco.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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Io le suggerirei di fare un altro sostegno psicologico, magari con un altro psicologo per dare uno stacco col sostegno precedente e andare più a fondo nella radice del problema

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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Salve Rossella, penso che sarebbe opportuno prendere i contatti con uno psicoterapeuta che l'aiuti a superare le difficoltà ancora presenti, che limitano le sue attività sociali e le fanno ancora vivere ansie e preoccupazioni. A quel punto il collega valuterà se inviarla anche ad uno psichiatra per un supporto farmacologico. Cordialmente.
Dott. Bruschi Antonella

Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Antonella Bruschi Psicologo a La Spezia

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Gentile Rossella,
metterei da parte la terapia psicofarmacologica, ma credo sarebbe utile contattare uno psicologo specializzato in psicoterapia. Probabilmente il lavoro di "supporto psicologico" che ha fatto non è stato sufficiente, per un semplice motivo: non è curativo e semplicemente di sostegno. La psicoterapia invece ha l'obiettivo di curare alla radice il suo disturbo.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Gentile rossella
Da quanto dice sembra che il problema non si sia risolto ma solo "attenuato". Perchè non ne parla con il suo terapeuta? Potrebbe enz'altro aiutarla a inquadrare meglio la situazione e a studiare una possibile strategia.
Cordiali saluti.

SC

Dott. Simone Cucchetti Psicologo a Inveruno

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Cara Rossella,
credo che sia utile riprendere la terapia psicologica, per affrontare le tematiche rimaste inesplorate o non ben superate. I farmaci possono aiutare nella fase acuta, in cui i sintomi sono forti ed invalidanti, mentre l'esplorazione di sè e dei timori residui è compito della psicoterapia. Provi a parlarne con il professionista che l'ha seguita precedentemente, oppure con un altro collega, se preferisce. Probabilmente in passato il sostegno psicologico era stato rivolto allo specifico problema del panico, adesso potrebbe servirle per conoscere quali sono i meccanismi che mantengono queste preoccupazioni, i pensieri intrusivi che non le permettono di rapportarsi serenamente alle sue sensazioni ed emozioni, e alla quotidianità.
Un saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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Salve Rossella
Cosa è accaduto in questo periodo che l'ha portata ad avere nuovamente attacchi di panico? Iniziare dai farmaci o dal sostegno psicologico è una sua scelta; anche se il sostegno psicologico non ha effetti collaterali i farmaci si. Mi sento di dirle che, se gli attacchi di panico, oggi, non sono invalidanti inizi con il sostegno psicologico.
saluti
Dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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