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Strani comportamenti con mia figlia

Inviata da Valentina · 3 nov 2016 Stress

Buongiorno a tutti,
scrivo per chiedere un consiglio in merito ad una questione di famiglia un po' delicata . Ho una bimba di quasi due anni che amo più di me stessa. Purtroppo in famiglia c'è una persona che desta sospetti a me ed al mio compagno per come si rapporta con mia figlia fin da quando è nata. Io sono sempre molto attenta a ciò che fa, capita in brevissimi attimi di distrazione che lui cerchi di allontanarsi con la bimba. Non essendo parente stretto e trattandosi del marito di mia suocera, il mio compagno non si sente di parlare direttamente con sua madre per chiarire questa situazione che ci crea particolare nervoso e disagio. Vorrei interagire con mia figlia per cercare di tenerla lontana da questa persona ma è ancora troppo piccola. Mi trovo a volte ad affrontare questa situazione da sola che non so come risolvere.
Il sospetto verso questa persona nasce dal fatto che si avvicina in modo morboso alla bimba e quando mia figlia, che è molto vivace , esce per giocare fuori, lui la segue prima di noi genitori. Magari noi siamo tutti (nonni e zii) seduti a tavola per parlare e lei esce per giocare. Lui prima di tutti si alza e la segue. Io di conseguenza noto subito la situazione e seguo subito mia figlia. Mi è capitato di vederlo prendere per mano mia figlia e allontanarsi. Al mio immediato richiamo torna indietro trovando una qualsiasi scusa momentanea. Sono molto stressata da questa situazione perché è un attimo che lui si allontana con la bimba in luoghi pubblici o meno. Io seguo mia figlia costantemente ma non vivo bene queste giornate. Gli è stato già fatto qualche richiamo verbale ma la situazione sembra attenuarsi per un po', e poi ricominciare. Il punto è che non possiamo puntare il dito contro ma ci basiamo su fatti e soprattutto sensazioni negative. Come possiamo risolvere questa situazione delicata? A chi possiamo rivolgere i nostri sospetti per evitare di vivere sotto stress ogni volta che ci Incontriamo? Purtroppo il mio compagno non vuole affrontare questa argomento con sua mamma avendo con lei un rapporto abbastanza superficiale.

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Gentile Chiara,

Dalla sua email si evince chiaramente che lei è una mamma molto attenta e premurosa, questo è importante. VIGILARE sulla salute dei propri figli E’, infatti, FONDAMENTALE per garantire loro benessere fisico e psicologico, ancora di più quando i bambini sono così piccoli.

Quanto premesso l’invito ad alcune riflessioni sperando possano esserle di aiuto a orientarsi nella confusione:
Se ad adottare il comportamento che la preoccupa fosse stata la nonna, e non il nonno, avrebbe comunque nutrito gli stessi sospetti? E’ possibile che la persona sia mossa da un’ansia e preoccupazione eccessiva di accudimento di una bambina così piccola anche se non sua figlia?

Con questo le voglio rimandare che ci possono essere diverse ipotesi alternative a spiegazione del comportamento da lei osservato. Non escluda inoltre una sua possibile preoccupazione di rimando agli effetti suggestivi indotti dai recenti fatti di cronaca riguardanti minori.

La riflessione può essere, dunque, fatta a diversi livelli di complessità così come gli effetti del sospetto ricadere su più ambiti: personale, relazionale di coppia e famigliare.

Un circuito di ansia e preoccupazione che si autoalimenta creando nervosismo e disagio e portandola come lei stessa scrive ad un vissuto di solitudine e stress. Più nutre sospetti, più diventa vigile, più aumenta la tensione ecc.

Le suggerisco per una maggiore chiarezza su questo punto, di guardare se non ha avuto occasione di farlo: “Il sospetto”, un film del 2012 scritto, diretto e prodotto da Thomas Vinterberg.

In conclusione cosa può fare per uscire dallo stato di impasse?

Innanzi tutto affrontare le sue preoccupazioni, come sta già facendo, confrontandosi e chiedendo informazioni. In accordo con la collega, le suggerisco, inoltre, di parlare direttamente con suo suocero alla presenza di suo marito e se la rende più tranquilla ridurre le occasioni di incontro.

Cordialmente,
Dott.ssa Elena Consenti
Psicologa - Psicoterapeuta Latina

Dott.ssa Elena Consenti Psicologo a Latina

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Buongiorono, posso comprendere lo stato d'animo di ansia che vi accompagna in questa situazione che è sicuramente delicata. Purtroppo la presenza di abusi da parte di famigliari e amici stretti è una realtà più presente di quanto si creda. Se questo nonno vi desta sensazioni negative, fate bene ad ascoltare il vostro cuore, naturalmente ricordandovi che non avete prove quindi non si possono trarre conclusioni definitive, ma solo ipotesi. Resta il fatto che la maggior parte delle volte le sensazioni sono piuttosto affidabili. Naturalmente non si può nemmeno aspettare di avere le prove...ci amncherebbe. Da quello che raccontate, lei e il suo compagno, mi sembra che state facendo un buon lavoro ed è tutto quello che è in vostro potere fare: tenere la vostra piccola a portata d'occhio e impedire che si venga a trovare da sola con questa persona. E' troppo piccola, e lo sarà per ancora un po di anni, per responsabilizzarla e dire a lei di stare attenta...finchè sono cosi piccoli non possono difendersi da soli e non dovrebbero mai doverlo fare, siamo noi genitori a doverli proteggere e mi sembra davvero che stiate facendo un buon lavoro. Per quanto riguarda il parlarne alla madre del compagno...è una scelta vostra che davvero non si può prevedere dove possa portare. Resterebbe comunque il fatto che gli unici a poter fare qualcosa (e appunto lo state già facendo molto bene) siete voi in qualità di genitori.

Dr.ssa Eva Zangirolami Psicologo a Trento

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Buongiorno Chiara,
nei confronti dei bimbi occorre essere sempre molto vigili. Si ritiene - sbagliando - che gli abusanti siano persone estranee, ma - al contrario - gli approcci inopportuni provengono per lo più dall'interno della famiglia o da amici di famiglia, come quotidianamente la pratica clinica mi testimonia. Occorre però segnalare che, talvolta, certi comportamenti interpretati negativamente possono essere solo inopportuni o dettati dall'ingenuità dell'adulto.

Nel Vostro caso specifico trattandosi unicamente di "sospetti", di "sensazioni negative" senza alcun fatto concreto, non potete contare su nessun referente istituzionale, non potete parlarne con nessuno.
Però LEI, che non è parente diretta, può parlare apertamente con questo signore dicendogli che - dato che la bimba è ancora piccola - ve ne occupate unicamente Voi genitori e che dunque non accettate che altri adulti (lui compreso) si appartino con lei.
Faccia questa precisazione con la presenza fisica non partecipante di qualche altra persone nella stanza, ad es. il Suo compagno. E richiami la regola ogni volta che Le sembra violata.

Per ridurre lo stress non rimane che ridurre le occasioni di incontro...

Dr.Brunialti, psicoterapeuta, sessuologa, psicologa europea Psicologo a Rovereto

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