Sto pensando di cambiare facoltà.

Inviata da Alessandra · 23 apr 2019 Orientamento scolastico

Buongiorno,
da qualche giorno ho iniziato a prendere seriamente in considerazione l’idea di cambiare facoltà universitaria. A inizio mese mi sono laureata alla triennale di filosofia quindi, subito dopo la laurea, ho ripreso le lezioni della magistrale in scienze filosofiche, alla quale ero già iscritta sotto condizione. Il problema è che, da quando ho iniziato seriamente a preparare gli esami per questa, mi ha preso un forte senso di sconforto. Io amo la filosofia, e sono felice di averla scelta come campo di studio, tuttavia non è il solo campo che amo, ma nutro un forte interesse anche verso la storia; questo interesse mi ha messa lo scorso settembre di fronte ad un bivio: scienze filosofiche o scienze storiche?
Alla fine ho scelto scienze filosofiche perché mi sembrava quella maggiormente in grado di rispondere a delle questioni, inerenti anche all’attualità, che per me sono importanti (e che quindi, in qualche misura, sentivo più urgenti). Inoltre, guardando gli sbocchi professionali (so che può sembrare assurdo voler parlare di sbocchi professionali quando si studia filosofia, sono abituata a tutta una serie di atteggiamenti di scherno o derisori nei confronti della materia e della mia scelta ogni volta che esce la questione “lavoro”), questa magistrale sembrava indirizzarmi verso un numero maggiore di strade interessanti, laddove scienze storiche sembrava applicabile (assurdamente credo, dato il patrimonio storico italiano) ad un numero più ristretto di ambiti.
Questi presupposti ora non sono venuti meno, ma si sono aggiunti un’altra serie di fattori che hanno iniziato a farmi dubitare della mia scelta.
Il primo anno di corso prevede infatti quattro corsi obbligatori, che ufficialmente vertono sul tema della filosofia morale, ma che praticamente mischiano questa con delle forti influenze psicanalitiche. In altre parole, si cerca di spiegare e articolare la filosofia morale in chiave psicanalitica. Tuttavia, questa chiave di lettura, non viene preceduta da alcun corso o spiegazione della psicanalisi in quanto tale. Essendo questa qualcosa di estremamente complesso, e non avendo io alcuna base teorica a riguardo, vederla utilizzata per leggere dei filosofi che, tra l'altro, non hanno nulla a che fare con essa, genera in me una grande confusione. E dover leggere libri monografici che vanno nella stessa direzione, dove spesso vengono utilizzati termini tecnici senza nemmeno precisare nel senso di quale psicanalista intesi, non fa che demoralizzarmi, portandomi spesso a pensare che forse sono io a non essere abbastanza brava, forse sono io che ho delle mancanze troppo grandi.
Per comprendere questi testi e questi corsi dovrei, come minimo, avere una conoscenza approfondita di Freud e di Lacan, che non ho. Cercare di ottenerla vorrebbe dire impegnare anni di studio in questo senso. E accetterei di farlo, se solo fosse questo il campo che mi appassiona, se solo riguardassero questo campo le domande a cui io cerco una risposta. Il problema è che la mia attitudine filosofica va in un altro senso.
So che passati questi quattro esami gli altri, tutti a scelta, saranno diversi. Ma questi esami obbligatori mi sembrano qualcosa di insormontabile, perché mi mancano proprio gli strumenti per poterli affrontare. Studiarli mi demoralizza, scorro i libri cercando di mantenere una concertazione alta, ma questa se ne va in continuazione, in parte perché anche con tutto l’impegno del mondo non capisco fino in fondo ciò che leggo, e in parte perché questo argomento (almeno fatto in questo modo) non riesce a suscitare il mio interesse. È così triste e frustrante. Io amo la filosofia, ma non in questa forma.
Mi si pone quindi la domanda: e se cambiassi facoltà e facessi scienze storiche? Amo anche la storia, e forse, in questo momento, sarebbe più adatta a me, certo riuscire a capire di cosa si sta parlando susciterebbe più interesse in me. Forse sarei più serena e non vivrei in questo continuo stato d’ansia che dover studiare tali testi mi genera. Al tempo stesso, so che il secondo anno di scienze filosofiche avrà esattamente quei corsi per cui avevo deciso di iscrivermi. Ma non sono sicura che valga la pena continuare a sopportare la tensione per arrivare lì, specialmente dal momento che passare quei quattro esami potrebbe richiedermi davvero tanti mesi, nei quali, conoscendomi, trascinerei quella tensione con me. In questo modo, un percorso che dovrebbe prima di tutto portare con sé il piacere di studiare ciò che si ama, rischierebbe di trasformarsi in un incubo.
Oltretutto so, anche perché non fanno che ripetermelo, che la filosofia potrebbe non portarmi da nessuna parte, e posso accettare questo rischio finché comunque sto facendo quello che amo, come è stato con la triennale, ma se perdo quell'amore non ne vale più la pena.

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Miglior risposta 24 APR 2019

Cara Alessandra, innanzi tutto mi congratulo della recente laurea acquisita e mi chiedo se tu abbia festeggiato adeguatamente questo traguardo o ti sia lanciata immediatamente a capofitto nei libri. Ricorda che i traguardi vanno sempre festeggiati e necessitano del giusto riposo.
Dalle tue parole si denota inoltre il tuo grande rigore nello studio, la tua passione per ciò che fai e il desiderio di riuscire pienamente nei tuoi compiti.
Ma cosa intendi con “iscritta sotto condizione”? E quali sono le questioni importanti a cui solo Filosofia è in grado di rispondere?
È sicuramente molto importante che tu rammenti il significato e la motivazione attribuita alla scelta di tale facoltà. Solo tu puoi comprenderlo, non scordarlo mai..
In merito agli sbocchi professionali, oggi non esiste facoltà, laurea o titolo che assicuri una professione stabile e un lavoro fisso. “Scegli di fare ciò che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita” è tra le mie citazioni preferite, al punto che l’ho presa in parola. Ti consiglio di fare lo stesso, consapevole che non esiste solo il bianco e il nero (la filosofia o la storia) ma che l’università, fortunatamente, ti concede la possibilità di fare corsi integrati, corsi singoli, specializzazioni o quant’altro dove magari, in futuro, potrai integrare sia filosofia che storia…
In merito ai 4 corsi obbligatori che invece sei in procinto di affrontare, posso solo assicurarti che sono solamente ostacoli che si sono presentati proprio ora (perché proprio ora?!) nel tuo percorso di vita. Cambiando facoltà di certo non scompariranno. Cosa farai se scegli scienze storiche e ti ritrovi nuovamente difronte 4 esami “ostici” di cui non hai le basi teoriche e che si presentano nuovamente difficili o noiosi?
Sono presenti in ogni facoltà, te lo posso assicurare.. ci siamo passati tutti.
Sta a te però ora decidere SE e COME superarli.. se farlo ORA a scienze filosofiche o un DOMANI a scienze storiche.
La vita stessa ti presenterà numerosi ostacoli, molti dei quali senza possibilità di cambiare strada.
Perdita di interesse, demoralizzazione, senso inadeguatezza, frustrazione, timore per il futuro e di non essere all’altezza sono emozioni importanti che ti aiutano a comprendere la situazione… perché LE COSE IMPORTANTI SONO DIFFICILI, ma se superate adeguatamente, ti renderanno più capace, forte e resiliente di ciò che già sei.
Quindi, se ora stai scegliendo di AFFRONTARE questi ostacoli, qualsiasi sia la facoltà, come puoi renderli più interessanti e piacevoli?! Sta a TE trovare la risposta…
Il fatto stesso che tu abbia il timore di perdere “quell’amore” per cui tanto ti chiedi se ne vale la pena, è espressione stessa di amore.
Augurandoti il meglio per il futuro, resto a tua disposizione

Dr.ssa Rasolo Giulia - PSICOLOGA (non psicoanalitica)

Dr.ssa Giulia Rasolo Psicologo a Este

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