Sto male perché penso di

Inviata da Francesco · 22 mag 2018 Terapia di coppia

Gentilissimi, scrivo perché non riesco a smettere di pensare a come sia finita con la mia ex (io 28, lei 26) e di aver perso per sempre la possibilità di tornare assieme a lei... Vi spiego (chiedo scusa per la lunghezza, ma ho cercato di dettagliare il più possibile).

E' stata la mia prima e unica storia seria, durata più di tre anni. Ci lasciammo di comune accordo a dicembre 2016, dopo un lungo tira e molla: nonostante il sentimento d'amore, sentivamo di essere arrivati a un punto critico all'epoca non aggirabile. Litigavamo molto spesso per via di amicizie (in particolare, avevo un'amica che a lei dava molto fastidio, e con cui mi aveva chiesto di troncare), ma soprattutto lei mi sentiva poco "dalla sua parte" e poco accettata dalla mia famiglia (es. non amavo invitarla a pranzo dai miei, ma perché con loro ho un rapporto di poca confidenza), mentre io mi sentivo incompreso da lei per le mie esigenze (soprattutto, dato che studiavo, avevo bisogno di molto tempo per me e lei non lo capiva, e mi telefonava in continuazione).
Nonostante la rottura, il sentimento perdurava da entrambe le parti: continuavamo a sentirci, e alcune volte siamo anche finiti nuovamente a letto assieme nel corso del 2017.
Nel frattempo, nell'estate del 2017 io ho iniziato a lavorare e studiare contemporaneamente, per dare un importante esame di Stato: ero quindi stressatissimo. Un'estate di inferno. Lei pure.
Qui viene il bello: una volta dato l'esame di stato, a settembre 2017 ci rivediamo e finiamo a letto insieme nuovamente. Nelle settimane successive, lei tra le righe mi fa capire che vorrebbe tornare con me. Ma io, che per tutta l'estate ero stato stressato (oltre che per lo studio, anche perché al lavoro mi trattavano malissimo, al limite del mobbing) le dico che non ho alcuna intenzione di riprovarci perché avevamo avuto troppi problemi e non me la sentivo. Lei ci sta malissimo: mi scrive spesso, mi chiama, ma io mi mostro sempre freddo e distaccato. A rileggere i messaggi ora, le ho risposto davvero freddamente... Cosicché lei decide di chiudere i contatti con me a metà ottobre.
Passato un mese di nessun contatto, con le idee un po' più chiare, capisco che ho fatto un errore, sull'onda delle emozioni negative di quel periodo. Decido di contattarla (novembre): ci rivediamo qualche volta e capisco che sono ancora perso di lei.
A gennaio 2018 mi faccio quindi avanti: le dico che ad ottobre il mio "no" era stato causato dalle circostanze (stress, ansia per il trattamento subito in azienda, il successivo cambio lavoro e altri aspetti personali), e che in realtà non riesco a non pensare a lei. Che provo ancora sentimenti forti e che lei è l'unica che vorrei con me. Che sono pronto a cambiare per lei e voglio dimostrarlo coi fatti, e che molte cose col tempo son cambiate da sè.
Lei scoppia a piangere, mi dice che mi vuole bene, ma che i suoi sentimenti sono cambiati, che avrebbe paura a riprovarci, e che comunque sono fuori tempo massimo. Le chiedo se c'è qualcun altro nella sua vita: mi risponde di no (anche se, mi confida, c'è un ragazzo di cui si è un po' invaghita che non la calcola, perché ha un'altra).
Nei mesi successivi lei diventa fredda, perché - dice - vuole evitarmi di soffrire illudendomi. Poi, la notizia: mi dice che partirà per sei mesi. Ed infatti parte: fino a questa estate sarà all'estero per un soggiorno di studio.
Prima che parta, la invito a cena, lei accetta e le chiedo: "in futuro le cose potranno cambiare, secondo te?" Lei mi ha risposto semplicemente: "non lo so". Però mi lascia il suo numero estero, e mi dice che se voglio posso chiamarla per fare due chiacchiere.
Allora in questi mesi qualche volta l'ho chiamata, ma l'ho sentita sempre un po' distaccata. L'ultima volta che l'ho fatto (inizio maggio), abbiamo scherzato ma alla fine le ho detto di nuovo che la amo ancora, che farei di tutto per riconquistare la sua fiducia, anche troncare quell'amicizia a lei "scomoda".
Lei si mette quasi a piangere: mi dice che è tardi, che tutte queste cose avrei dovuto dirle e farle quando era il momento e che farebbe meglio a entrambi parlare solo per messaggi, e niente chiamate. Cade la linea, e lei mi manda un sms in cui si scusa e mi dice che non se la sente di richiamarmi, mi saluta dicendo "ti voglio bene".
​Il giorno dopo le chiedo se posso richiamarla. Lei mi chiama quasi arrabbiata e mi dice: "Perchè insisti col chiamarmi? Non puoi scrivermi? Non capisci che queste chiamate fanno male a entrambi e non portano a nulla? ora è tardi, hai avuto tre lunghi anni per dimostrarmi che ci potevo fidarmi di te sulle questioni che più mi facevano stare male e non hai fatto niente. Ora mi dispiace, davvero difficile poterti credere. Per di più ora ho anche il paraocchi: mi piace quest'altro. Come pensi di poter mai riacquistare la mia fiducia? ."
Io, distrutto, non la sto più cercando da due settimane, ma è dura. E' dura passare sopra al fatto che sento "di aver perso il treno" quando era il momento. Come può un sentimento svanire, da un momento all'altro? Può un mese di ritardo essere così determinante?
Perchè, se non le importa più di me, al telefono piangeva quando mi diceva che "era tardi"? Perché mi ha lasciato il numero, e ora dice che non devo chiamarla? Perché mi ha chiesto di portarle un regalo dalle vacanze? Perché mi respinge ma allo stesso tempo ha questi atteggiamenti contraddittori? Secondo me vive un conflitto interno! Secondo me non sa se mi vuole ancora, perché si è invaghita di questo ragazzo...
In particolare la sua domanda... "Come pensi di poter mai riacquistare la mia fiducia?" mi sta facendo impazzire... Penso che l'unico modo sia con i fatti. ​Stavo pensando di presentarmi in aeroporto al suo ritorno (l'aeroporto è lontano, circa 300 km), con un mazzo di fiori, e dirle: "ora mi credi un po' di più?" (perché lei era già partita una volta mentre stavamo insieme, e una cosa che mi ha sempre recriminato, è stata che non sono andata a trovarla, e neanche a prenderla in aeroporto...)
Vi prego di darmi qualche consiglio, grazie a chi risponderà!

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Miglior risposta 23 MAG 2018

Io lascerei a lei il tempo che le serve. Se torna magari lei la accoglierà. Non so...

Anonimo-169958 Psicologo a Bari

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