Sto creando due bambini tristi

Inviata da ruggero il 5 nov 2012 5 Risposte  · Psicologia infantile

ho adottato una bambina (7 anni) e un bambino (6 anni) dalla federazione russa. Sono fratelli e sono con noi da 4 mesi. In istituto da 2 anni, tolti ai genitori per abbandono, denutrizione e maltrattamenti. Nonostante questo sono bambini felici, socievoli e, apparentemente, nella norma. iinvoltura del loro passato e den tutto. Fanno disegni coloratissimi... disegnano cuori e parlano con disinvoltura dei genitori "BIO".
Ci siamo resi conto però che con il passare del tempo sta diminuendo il sorriso e stanno aumentando i conflitti tra di loro. I comportamenti sfida per la conquista di territorio e autonomia. .. e le lamentele i capricci e il pianto per ottenere attenzione e altro. Perchè avviene tutto ciò e come possiamo invertire la tendenza?

genitori , passato

Miglior risposta

Gentile Ruggero,
le difficoltà e le preoccupazioni che descrive sono piuttosto comuni in caso di adozione: entrano in gioco molte variabili. In primo luogo, i vissuti dei bambini di cui realmente si sa ben poco ma a cui andrebbe dato uno spazio perché possano essere elaborati per poter andare avanti. Dall'altro, le fantasie che TUTTI i genitori fanno quando aspettano un figlio e che ad un certo punto vanno abbandonate per far spazio al bambino reale: processo per nulla scontato. In caso di adozione, tale processo è anche più duro perché ci si confronta con un individuo che ha già un abbozzo di personalità. Tutto questo, e tanto altro, contribuisce a determinare le dinamiche familiari.
Per farla breve, il mio consiglio è quello di rivolgervi ad uno psicoterapeuta familiare così da dare spazio a tutti quei vissuti che agiscono in silenzio e che interferiscono nella relazione per poter trovare un nuovo e più duraturo equilibrio.
Cordiali saluti
dr.ssa Alessia Serra

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Gentile Ruggero,
credo che i suoi due figli stiano affrontando una fase di cambiamento radicale con gli strumenti e i modi che hanno finora avuto a disposizione. Per loro questi 4 mesi sono stati una vera e propria rivoluzione in cui hanno dovuto adattarsi a contesti culturali, linguistici e relazionali completamente diversi. Per quanto il cambiamento sia in questo caso un miglioramento è sempre una fase di stress che richiede del tempo per essere elaborato e per adeguarvisi. Quindi non si senta un "cattivo" genitore ma solo un genitore che si trova a dover affrontare una situazione particolarmente complessa. Le consiglio di contattare il consultorio della sua zona per una consulenza.

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7 NOV 2012

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Gentile Ruggero,
Sicuramente non è una situazione da sottovalutare in quanto i suoi figli hanno esperimentato due ambienti estremamente diversi. In questo tipo di vissuto emergono tanti fattori da gestire che hanno bisogno a mio avviso di essere seguiti nel miglior modo possibile, insieme a uno specialista. Uno di questi fattori è l'ambiente familiare, sono certa che Lei e sua moglie stiate facendo del vostro meglio per rendere la vostra casa accogliente e di offrire tutto il vostro amore, non a caso li avete adottati. Bisogna però, considerare che questi bimbi non hanno avuto un'immagine genitoriale positiva, e magari nell'istituto in cui hanno vissuto erano trattati come numeri e non come bambini e in cui spesso per poter sopravvivere si attuano dei comportamenti di tipo aggressivo con chi si convive. Un secondo fattore potrebbe essere quello culturale, magari hanno dei modelli educativi non proprio consoni a quelli italiani, inoltre la lingua madre è un'altra e anche questo non è da sottovalutare. Per ultimo ma non ultimo, i primi mesi dal loro arrivo potrebbe essere sembrato loro quasi una vacanza ora si trovano però a fare i conti con una realtà inaspettata, diversa, da analizzare e da capire. Sono bambini, ci mettono più tempo...a volte non riescono a verbalizzare il loro vissuto come noi adulti. In ogni caso, parlate insieme a sua moglie con gli insegnanti, e iniziative un percorso familiare con esperto in queste dinamiche. Un cordiale saluto. Dr.ssa Juliana Tamburini

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5 NOV 2012

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Gentile Ruggero, fare i genitori è una cosa difficilissima e lo è soprattutto quando i figli sono adottati, poiché si ha ancora più paura di sbagliare. Non credo che lei debba preoccuparsi per ogni cosa, provi solo a fare del suo meglio con loro, tuttavia, può rivolgersi ad uno psicologo ad es. del consultorio familiare, il quale potrà seguirla in questo delicatissimo cammino.

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5 NOV 2012

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Gentile Ruggero,
è fisiologico che i bambini che vengono adottati manifestino, in momenti spesso diversi e imprevedibili, dei comportamenti difficili da gestire e che dentro di loro si riaprano ferite che sembravano rimarginate; la situazione dei genitori adottivi diventa allora particolarmente delicata, perchè spesso si muovono fantasmi di colpa o di inadeguatezza, come il pensiero di non essere "abbastanza bravi o abbastanza giusti" per i propri bambini. Proprio per questi motivi è necessario che le famiglie adottive non vengano lasciate sole, ma seguite a livello psicologico, anche con percorsi di monitoraggio una tantum, proprio perchè in qualsiasi momento possono nascere dinamiche difficili da gestire. Spesso il Servizio o l'associazione tramite cui si adotta prevedono questi percorsi, ma purtroppo non sempre. Personalmente mi occupo anche di adozione e affido, se desidera contattarmi sono a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

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5 NOV 2012

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