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Sto affrontando la malattia di una persona cara

Inviata da Silvia Miglierina il 28 set 2015 Elaborazione del lutto

Buonasera, Vi scrivo in quanto ho molta paura che mia zia, venga a mancare a breve. Ha una malattia che, al momento non c'è cura, e deve fare da cavia. Questa malattia, si chiama sclerodermia.

In attesa di una Vostra risposta, porgo distinti saluti.

Silvia M

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Gentile Silvia,
ci hai detto solo che tua zia soffre di sclerodermia senza dare altri dettagli quali l'età, se si tratta di una forma localizzata o sistemica e da quanti anni ne soffre.
Questi ed altri dati potevano permettere una valutazione prognostica più attendibile ma suppongo che se questa patologia è in stadio avanzato avrai avuto delle informazioni dal medico che la ha in cura perchè delle cure, almeno per rallentare l'andamento della malattia, ci sono.
Quanto alla tua paura, immagino come ti puoi sentire ma è una cosa che devi cercare di accettare perchè non si può fare diversamente. Puoi solo cercare di farle compagnia se lei mostra di gradire la tua compagnia e esserle utile per quello che è possibile.
Non affrontare tutto ciò da sola ma cerca di condividerlo con altri familiari.
Se la tristezza o l'angoscia ti sembra insostenibile cerca un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Silvia,
ti stai occupando di una questione importante per ogni essere umano.
La malattia e la morte. Come vedi ha una valenza filosofica. Da sempre ci affanniamo per trovare una risposta a queste questioni. Spesso avere come sostegno una filosofia di vita che, in qualche modo, ci renda comprensibile il senso della vita, può essere di grande aiuto. Il cristianesimo, il buddismo, sono spesso un modo per avere risposte di questo tipo.
Bisognerebbe che questi temi fossero, in qualche modo, presenti fin dall'infanzia. Se un bambino osserva che una pianta rigogliosa poi muore, un cane che amiamo si ammala e poi se ne va e l'adulto guida queste scoperte con tatto e delicatezza, potremo avere adulti più capaci di reggere la sofferenza, la malattia e la morte. La filosofia buddista, in questo è molto esaustiva. Stai tranquilla. Stai facendo un'esperienza difficile, tieni duro. A volta non c'è modo di evitarci delle sofferenze. Tu ne uscirai certamente più forte.

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c'e' una risposta chiara semplice e.raffinata.
lavoro in team con l'ist
la sclerodermia si combatte e si vince

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Buongiorno Silvia. Non vorremmo mai che i nostri cari si ammalassero e ci lasciassero e quando succede ci sembra che la terra ci crolli sotto i piedi. Sono eventi sopraffacenti, stressanti e fortemente dolorosi perché stravolgono la nostra quotidianità e le nostre certezze. Ed è normale e umano avere paura. Cerchi di condividere il suo dolore con le persone a lei vicine e se sente la necessità, il supporto psicologico è un valido aiuto per affrontare con resilienza ( cioè con adattamento psicologico) la malattia di sua zia
Un cordiale saluto
Dott.ssa Francesca Carubbi - Fano (PU)

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Buongiorno Silvia. Non vorremmo mai che gravi malattie colpissero i nostri cari e quando ciò succede non possiamo che sentirci sopraffatti è profondamente addolorati e impauriti. Ma sono emozioni normali in questi frangenti. Cerchi di condividerle con le persone a lei più vicine e, se ne sente il bisogno, il supporto psicologico è un valido strumento per affrontare con resilienza ( ovvero con resistenza e adattamento psicologico di fronte alle avversità) la malattia di sua zia
Un cordiale saluto
Dott.ssa Francesca Carubbi- Fano ( PU)

Anonimo-125150 Psicologo a Fano

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Cara Silvia,
tua zia sta facendo un percorso terapeutico sperimentale e immagino sia faticoso vivere nell'attesa degli esiti della cura sia per lei che per voi familiari.
Capisco la tua paura e la tua preoccupazione, penso che in questo momento sia utile per te cercare di trovare dei momenti in cui stare con tua zia, magari facendo insieme piccole cose che piacciono ad entrambi. Nel frattempo prova a condividere queste preoccupazioni con persone care o con le tue amicizie, cerca di non tenerti tutto dentro ed, eventualmente, rivolgiti ad uno psicoterapeuta per farti aiutare a gestire queste emozioni.
Un caro saluto
dott.ssa Tiziana Giancola Psicologa e Psicoterapeuta, Pontedera (Pi)

Dott.ssa Tiziana Giancola, Psicologa - Psicoterapeuta della Gestalt Psicologo a Pontedera

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Gentile Silvia,
Le propongo di dare voce alle sue emozioni, sfogarsi, tirarle fuori, e magari perché no, condividerle con sue zia. Vivere ciò che sente la può aiutare ad affrontare con maggiore consapevolezza questo periodo.

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Gentile Silvia,
Mi spiace molto per il momento difficile che stai attraversando.
Mi sento di dirti che é molto importante che tu tiri fuori le tue emozioni e magari, perchè no, le condivida con tua zia, in una situazione che, seppure potrebbe dividervi, puô anche avvicinarvi molto con l espressione dei vostri vissuti.

Dott.ssa Federica Fulciniti Psicologo a Firenze

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Buongiorno Silvia, non sono medico, dunque non so di che tipo di malattia sta parlando. Comunque, da quello che dice, sembra molto grave. Ciò che le consiglio è di far sapere a sua zia che le sta vicino, ma la distanza, fisica-emotiva, la deve decidere sua zia. Spesso per voler aiutare molto, non si fa altro che far percepire il paziente "costretto" ed "avvinto" dall'amore dei cari, e neanche, talvolta, può rifiutarlo, perché potrebbe essere visto come un ingrato (lui/lei, il malato, spesso, ebbene sì, viene trattato come colui che ha torto). Ne ho qualche esperienza personale. Dunque, in questi momenti, gli unici modi di starle vicino è fare quello che dice lei, se vuole stare da sola, lasciatela da sola, se non vuole ricevere telefonate, non fate telefonate, o viceversa. Insomma, lo scettro della relazione dovrebbe averlo lei, perché è lei che, sa quali siano i propri vissuti ed i tempi di tali vissuti e spesso non ce la fa a trasmetterli all'esterno, il quale non potendo essere sincronizzato con questi vissuti interni, o capisce male o si attribuisce, in modo negativo, dei comportamenti di sua zia che non dovrebbe attribuirsi, etc.
In bocca al lupo,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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