stato familiare di ubriachezza

Inviata da giovanni · 12 mar 2012 Terapia familiare

Salve, sono un uomo di 40 anni e frequento una donna di 35 anni. Il nostro rapporto va benissimo ma non conviviamo; la mia situazione è drammatica poichè mia madre l'anno scorso ha subito un incidente grave e le conseguenze familiari, che erano già disastrose prima, sono peggiorate...
Ho un problema grande come una casa, non riesco più a vivere in famiglia, io sono un tecnico informatico e tutta la mia famiglia proviene dal settore calzaturiero e siccome il mio lavoro è diverso da quello di cui si occupano loro, sono etichettato come nulla facente.
Inoltre c'è anche un problema più grave: mio padre si ubriaca e va in escandescenza rompendo sempre la quiete familiare, iniziando ad urlare e scagliandosi contro chi secondo lui è un problema. Ora mi chiedo: come potrei far si che smetta di bere? Non tanto per me quanto per mia madre che dopo l'incidente ha bisogno di tanta quiete familiare.
Vi ringrazio in anticipo, speranzoso di una vostra risposta.

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Miglior risposta 14 MAR 2012

Il peso delle situazioni familiari che Lei ha esposto potrebbero mettere a dura prova il benessere psicologico di qualsiasi persona, vivere in un ambiente familiare dove il clima emotivo ha una connotazione negativa porta a sperimentare vissuti d’ansia e frustrazione; la famiglia può essere considerata come il porto sicuro dove poter ormeggiare la nostra barca durante le tempeste e dove poter riparare le “ferite” che la navigazione nel mondo può infliggere; viceversa quando a delle sane dinamiche relazionali si sostituiscono dinamiche disfunzionali, l’ambiente familiare può diventare “l’habitat” più inospitale della Terra. Dal suo racconto emerge un’ambivalenza tra il desiderio di andare via e la preoccupazione per i suoi familiari; quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi ad uno Psicologo per poter meglio definire la situazione e impostare una linea di intervento specifica per ogni problematica da lei esposta. Nel salutarla le faccio i miei migliori auguri.

Dr. Angelo Marco Zona Psicologo a Santa Maria Capua Vetere

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14 MAR 2012

questo è il problema, è difficilissimo accompagnarlo ad un Sert, questo lo sapevo già, sapevo che accompagnandolo ad un Sert sarebbe stato messo in cura ma è violento e non ci andrà mai poichè ci ho provato 1000 volte e non so piu cosa fare. Ci sono altre strategie per poterlo far andare in cura?

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13 MAR 2012

Salve Giovanni, i punti su cui riflettere insieme sono due: uno riguarda il desiderio di indipendenza e di autonomia dall ambito familiare con possibile convivenza con la sua fidanzata dato il bel rapporto che avete tutto dipende dalla sua sicurezza nel fate questo passo. Mentre per quanto riguarda la dipendenza di suo padre lei puo' solo se puo'essere fattibile consigliargli di andare all ospedale del suo paese c' e' uno sportello che si occupa delle dipendenze si chia Sert. Il suo personale contributi quando possibile sara' nella comunicazione che dovra' essere assertiva e strategica nell anticipare dove suo padre potrebbe agganciassi per aggredire. Distinti saluti Dott.ssa Assunta Leo

Dott.ssa Assunta Leo Psicologo a Bologna

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13 MAR 2012

Ciao Giovanni dalle sue premesse emergono due ambiti di malessere. Un ambito riguarda la difficoltà di vivere a casa, è intuibile dalla premessa fatta che sopraggiunge una possibile ipotesi di convivenza dato il buon rapporto con la sia fidanzata, o comunque sembrerebbe arrivato per lei il desiderio di indipendenza e di autonomia dalle dinamiche famigliari. Nel rapporto con suo padre, molto difficile che lei possa fare qualcosa per lui oltre a consigliare di recarsi al Sert dell' ospedale del suo paese e per la comunicazione usare tecniche assertive e strategiche in modo da poter
anticipare prevedendo, i possibili argomenti di scontro cercando di gestire i confronti nei momento di maggior lucidità.
Distinti saluti Dott.ssa Assunta Leo

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13 MAR 2012

Spesso le famiglie sono vincolo e risorsa, prescindere da loro non è possibile per i legami di lealtà, appartenenza, sensi di colpa. Il suo sembra essere il vissuto di un figlio che non può completamente trasformare i legami con la propria famiglia d'origine, perchè infangato in dinamiche stritolanti. Nel suo caso sarebbe opportuno, richiamare tutti i familiari e motivarli ad una consulenza familiare che attivi risorse, mobiliti e riavvii i procesi di crescita di tutti membri, esplori la storia della sua famiglia, intervenga su tutto il sistema, per "sbloccarlo" da anni di empasse. Non focalizzi l'attenzione solo su suo padre, forse è il membro che esprime più palesemente la sofferenza della sua famiglia, ma da quello che inferisco dal suo racconto non è l'unico. Auguri e cordiali saluti.

Sportellopsiche Dott.ssa Stefania De Giovanni Psicologo a Napoli

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13 MAR 2012

Gentile Giovanni, le difficoltà che racconta sono numerose e di vario tipo: la difficoltà a realizzare la sua vita con la sua compagna, il rapporto con i vari membri della sua famiglia, la malattia di sua madre, il problema con l'alcool di suo padre... Per evitare di darle risposte superficiali, sarebbe necessario approfondire un pò di più tutti questi aspetti. Rivolgersi ad un professionista potrebbe aiutarla in questo senso e magari consentirle di avere quel sostegno di cui sembra aver bisogno in questo momento.
Dott.ssa Antonella Caramia

Caramia Dott. Antonella Psicologo a Rimini

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13 MAR 2012

Gentile signore, lei ha esposto un insieme di quesiti che credo vadano affrontati un pò per volta, poichè tutti meritevoli di ascolto.
Intanto dice di frequentare una donna ma di non conviverci e vede ciò come un problema, per cui forse sarebbe arrivato il momento di decidersi a vivere la sua storia da adulto staccandosi dal suo nucleo d'origine, vivendo così con la persona che ama.
L'altro "problema" è la sua attività lavorativa discorde con le ideologie familiari, ma in realtà ciò non può e non deve essere considerato un problema, nè essere visto come un distacco tra lei e la sua famiglia.
Infine, il problema del padre credo che vada affrontato portandolo al SERT e portando avanti una serie di sedute psicologiche che coinvolgano i suoi genitori e lei, per potere cercare quell' equilibrio familiare che permetta a suo padre di avere maggiore consapevolezza sul che cosa genera in lui questa rifugio nell'alcol e sulle conseguenze che crea nella sua famiglia, e al resto della famiglia di comprendere meglio il padre ma anche di esporgli le sofferenze che inevitabilmente genera in tutti i membri familiari.

Cordiali Saluti.
dott.ssa Angela Virone

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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