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Stanca di tutto. Che mi succede?

Inviata da Miky · 5 mar 2018 Depressione

Gentili dottori,
Ormai sono 3 anni che ho cambiato cittá per seguire quello che é diventato mio marito. Sono sempre stata una ragazza che apparentemente dimostrava solarità, felicità... ma dentro stavo sempre male , con un senso d inadeguatezza che mi perseguitava e con una voglia continua di non parlare con nessuno. Credevo che cambiando abitudini sarei cambiata. Invece sono peggiorata. Non esco piu..non parlo più con nessuno. Avevo una sfrenata passione per la scrittura e la lettura, ma ho abbandonato senza ragione ogni penna..non mi entusiasma piu scrivere o leggere..voglio sempre e solo dormire..non voglio vedere nessuno e né parlare con nessuno...e quando sono costretta a farlo indosso il mio piu bel (e falso) sorriso, interpretando la mia parte. Non ho piu quella cura di me che prima mi caratterizzava, né trovo le motivazioni per farlo. Ho perso ogni spiraglio di felicita..sono felice solo quando sto a casa, sola nei miei pensieri. Sono un ex autolesionista e l idea di riprendere, sta iniziando a farsi strada nella mia ormai vuota mente. Mi dispiace solo per mio marito che é purtroppo legato a una persona come me . Penso sempre piu spesso che se non fossi mai nata, non sarei stata la causa di dispiaceri di nessuno.. perche la mia mente vede solo nero? Perche la mia psiche é cosi instabile? Cosa mi succede? Davvero non lo so....

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Miglior risposta 5 MAR 2018

Cara Miky, le sue righe mi colpiscono profondamente. Il suo sentirsi inadeguata, sbagliata, non motivata, unito ad un incalzante desiderio di solitudine, sembra emergere dalle sue parole. Ma quello che più mi tocca è la perdita di quella vitalità che possa farla sentire una persona che, seppur sofferente, ha ancora un cuore che batte e che, in questo momento, probabilmente, attraverso le domande che si pone, chiede di essere accolto e ascoltato.
Quello che voglio dirle è che credo fermamente che le persone abbiano dentro di sé vaste risorse per auto-comprendersi, per modificare il proprio concetto di sé, i propri atteggiamenti, i propri comportamenti e che queste risorse, apparentemente inaccessibili, possano essere sollecitate attraverso un percorso di facilitazione psicologica. Pertanto, sento di invitarla a valutare la possibilità di potersi rivolgere personalmente ad un professionista in modo tale da poter affrontare e prendersi cura delle sue ferite.
Cordialmente
Dr.ssa Valeria Izzi -Psicologa Psicoterapeuta-

Dott.ssa Valeria Izzi Psicologo a Roma

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8 MAR 2018

Gentile Miky,
comprendo la sua sofferenza e forse la speranza che cambiare ambiente avrebbe portato benefici.
Tuttavia non si scoraggi, i cambiamenti sono sempre possibili, soprattutto quelli che arrivano dai noi stessi.
Provi a riprendere la scrittura, dando una forma a quello che sta vivendo, ma soprattutto, si conceda uno spazio psicologico di elaborazione di questi vissuti depressivi, che le sia di supporto per attivare quelle risorse che certamente possiede.
Suo marito saprà certamente rimanerle a fianco ed aiutarla in questo cammino.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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6 MAR 2018

Cara Miki, accolgo con una punta di amarezza e dispiacere la sua richiesta di aiuto, che arriva qui carica di tutta la fatica e la sofferenza del vivere quotidiano. Nel suo raccontarsi mi sembra di capire che la sua ferita sia antica, e che sia peggiorata con il cambio di vita per seguire suo marito: in passato ha mai valutato l'idea di intraprendere una psicoterapia? Parla di perdita di vitalitâ, mancanza di interessi, senso di inadeguatezza, fatica e voglia di dormire, isolamento sociale...tutti segnali che vanno accolti e ascoltati perché vogliono comunicarle qualcosa. Avere uno spazio di ascolto e di supporto potrebbe essere utile per affrontare questa ferita, medicarla e trasformarla pian piano solo in una cicatrice. Ha tutto il diritto di scrivere un nuovo capitolo nella storia della sua vita....di essere felice, e puó esserlo se solo decide di impegnarsi a lavorare su di sě e su quello che prova. Un in bocca al lupo di cuore per la sua vita, dott.ssa Daniela Cannistrâ.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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6 MAR 2018

Gentile Miky, la Tua lettera lascia intuire una profonda e antica sofferenza che hai sempre cercato di non lasciar trasparire.
Ma le cause profonde, inconsce, dei Tuoi disturbi, non risolte, continuano a tormentarti. E sembrano serie. Ma vorrei rassicurarTi: è possibile risolverle e, come dire, rinascere a nuova vita, libera da angosce e padrona di tutte le Tue energie. Sarà come se il mondo triste in bianco e nero diventasse pieno di colori e di bellezza.
Per fare questo è assolutamente necessario un lavoro psicoterapeutico impegnativo con l'aiuto di un bravo psicoterapeuta.
Sarà richiesto, a Te e al Tuo terapeuta un serio, forte, impegno.
E tempi non brevissimi ( la magia non esiste ). Ma ce la farai e tutta la Tua vita cambierà, per Te e per Tuo marito.
Non procrastinare ancora questa decisione.
Circa la scelta del terapeuta giusto per Te, mi permetto di suggerirTi di leggere l'articolo che ho pubblicato su questo sito.
Resto a Tua disposizione e Ti saluto con viva cordialità.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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6 MAR 2018

Gentile Miky,
come lei racconta il suo corpo e la sua psiche le mandavano da molto tempo segnali di disagio e di malessere che non sono stati da lei raccolti seriamente. Si è trascurata nel suo vero sentire mostrando una faccia di sé non corrispondente ai suoi sentimenti e alle sue emozioni. Il trasferimento in un'altra città non l'ha aiutata a risolvere e superare il profondo malessere che avvertiva perché, molto probabilmente, è stata una cura non adeguata al suo star male. Forse più un palliativo, un voler mettere una pezza senza, però, sapere dove. Le consiglierei di iniziare a volersi bene prendendosi cura di queste parti sofferenti con l'aiuto di uno psicoterapeuta e, se questi lo riterrà opportuno, anche con un iniziale ausilio farmacologico.
Cordiali saluti
Anna Ambiveri

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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6 MAR 2018

Ciao Miky buongiorno,
non è facile pronunciarsi in merito alla tua richiesta, poiché credo che stare male senza conoscerne la causa sia il peggiore dei mali. Quella sofferenza che ti porti dentro e che ti sei portata dietro seguendo tuo marito non se ne andrà fin quando non deciderai di riappropriarti della tua vita. L’isolamento dietro al quale ti barrichi e ti nascondi, per quanto sia l’unica dimensione accettabile, non è altro che una forma di evitamento. Cosa stai evitando sottraendoti ai rapporti umani o affrontandoli presentando quello che Winnicott chiamerebbe il “falso sé”, ritengo sia l’obiettivo del tuo “doveroso” cambiamento. Ma proprio insito nelle tue parole si cela, a mio avviso, la soluzione alla tua sofferenza. Asserisci di aver modificato abitudini, ma in realtà non lo hai fatto. Hai cambiato solamente, almeno da quello che emerge dalla tua lettera, il tuo indirizzo. "Le abitudini sono il collante dell'identità" non una variazione di latitudine. Trova la forza (in questo potresti farti aiutare da una figura professionale) di cambiare realmente le tue abitudini, cioè il modo di percepirti, di relazionarti, di esprimerti, di organizzarti la giornata, di agire, iniziando a fare progetti a breve termine, coinvolgendo emotivamente e fattivamente tuo marito. Anche se riprendere a farti del male può apparirti come l’unica soluzione plausibile, ti garantisco che non è così e se avrai voglia e tempo per contattarmi ti dimostrerò che non è come credi. Buona fortuna. Dott. Roberto Bernini.

Dott. Bernini Roberto Psicologo a Firenze

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6 MAR 2018

Gentile Miky,
Il cambiamento di vita non è stato metabolizzato, mi colpisce la maschera della solarità e della felicità che mostra agli altri seppur sofferente e triste. Occorre prendersi cura di se all'interno di un adeguato percorso psicologico ove potrà esprimere la parte autentica di se uscendo dal copione del "falso se". Se lei lo desidera tutto può cambiare, abbia fiducia e compia un atto di coraggio scegliendo qualcuno che possa accompagnarla in questo viaggio di metamorfosi...
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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6 MAR 2018

Il lutto della separazione dalla famiglia d’origine non è stato elaborato e, di conseguenza, superato. Qualcosa non ha funzionato e “quello che è diventato suo marito” non è riuscito a sostituire i legami significativi interiori dell’infanzia lasciandola depressivamente sguarnita. Saluti.

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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6 MAR 2018

Michela.. Hai detto che indossi spesso qualcosa che non senti esempio il sorriso. Occorre capire cosa devi davvero indossare e quando lo devi indossare, per capirlo dobbiamo entrare nel mondo delle tue emozioni e dei tuoi vissuti e vedrai che tutto torna e da li capita chi sei, costruiremo il chi vuoi essere. Si può fare non é magia, è umiltà e un po' di duro lavoro ma in pochi mesi vedrai già la differenza (non un anno 2 o 3 mesi devi già sentirla). A disposizione

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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6 MAR 2018

"perche la mia mente vede solo nero? Perche la mia psiche é cosi instabile? Cosa mi succede? Davvero non lo so...."
3 righe di parole, di vissuti emotivi, che fotografano uno stato di malessere in cui non si trova bene, e che possono essere i punti su cui far leva per modificare qualcosa. A partire da quello stato di spettatore inerme che sembra incarnare, adesso.
Paura. "Cosa mi succede?". Preoccupazione. Avvicinarsi a questo stato, come a tutti quelli che non creano agio, è possibile con la vicinanza di un professionista delle dinamiche mentali. E qui si trova in un posto dove - se vuole - può scegliere il professionista che più sente nelle sue corde.
Buona scelta e buona vita.

Dott. Leonardo Distefano Psicologo a Parma

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